Le generazioni degli anni ottanta culturalmente attente, intraprendenti, tecnologiche e anche nichiliste per usare il pensiero di Jane Deverson, erano attratte da una cultura metropolitana e da sperimentazioni che 'uscirono' dalle grandi citt; anni riempiti da troppo ottimismo dove i giovani erano affascinati dall'ondata della musica vissuta in discoteca e sognavano oltre all'indipendenza un proprio gruppo musicale, un computer per evadere ed un qui ed ora televisivo. Negli anni novanta poi arriva l'apertura al mondo, la teatralizzazione di ogni azione, il business per antonomasia e la privacy violata dove i desideri generazionali sono l'apparire, l'essere immagine e l'essere globale, i pub ed i mega-cinema come luogo di affiliazione ed interazione.
... READ MORE...