A cura di Tami Katz-Freiman
Il concetto di natura ha acquisito una rinnovata importanza nell’era iper-tecnologica, portando molti artisti a riflettere sugli ambienti artificiali dove non si è capaci di distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è. Un cospicuo numero di artisti sfidano lo spazio che intercorre tra le percezioni tradizionali della “natura” e della “cultura”. Nella maggior parte dei casi, introducono nuove conoscenze del sublime che sostituiscono il romanticismo e del relativo senso di timore con degli approcci critici, politici e poetici.
UNNATURAL presenta delle concezioni scientifiche, romantiche, concettuali, poetiche, sensuali ed ecologiche della natura utilizzando principalmente video e fotografia, rispecchiando i progressi tecnologici del ventunesimo secolo. Le opere in mostra mettono in discussione i mezzi e i metodi convenzionali di rappresentazione del mondo naturale, incarnando metaforicamente sia il desiderio paradossale di fondere la natura, sia i rischi che derivano da una fusione del genere.
Le opere all’interno di UNNATURAL rispecchiano una natura coltivata, sintetica e manipolata, includendo allusioni alla scienza come manifestazione di una realtà che oscilla tra il reale e l’immaginario.
Gli artisti scelti per UNNATURAL provengono da diverse realtà culturali e lavorano con una vasta gamma di mezzi, come video, fotografia, scultura e installazioni. Questi artisti sembrano distorcere i limiti di spazio e tempo, mentre raccolgono e mettono insieme immagini di diverse origini per creare forme di natura nuove e artificiali.
La maggior parte degli artisti di questa mostra è di origine israeliana, fattore che alimenta la mostra con cenni politici che si collegano in maniera critica alla natura, ai territori e ai paesaggi. Nel contesto colturale israeliano contemporaneo è impossibile scindere il paesaggio dai suoi aspetti politici e dalle svariate storie che lo circondano. Le immagini del paesaggio e le reppresentazioni della natura nell’arte israeliana contemporanea sono raramente banali, e sicuramente non romantiche. Sono bruciate dal fuoco del conflitto e segnate dal fervore delle controversie interne.
UNNATURAL rappresenta un’inverosimile rappresentazione di realtà, fantasia e simulazione. Allo stesso tempo, rispeccha la libertà dell’immaginazione e le meraviglie della tecnologia di simulazione, che rende concepibile l’inconcepibile. Inoltre rivela come il senso di timore e meraviglia provocato dalla natura sia stato sostituito dall’opera d’arte, che ci consente di meravigliarci di fronte l’atto di rappresentazione e di ri-immaginazione della natura, celebrando così le meraviglie dell’immaginazione umana.
La scelta di stabilire la location a Miami Beach – un’isola-barriera subtropicale e botanicamente rigogliosa costruita su una barriera corallina, utilizzando sabbia portata lì artificialmente – rafforza ulteriormente la relazione tangibile tra “naturale” e “innaturale”.
Artisti presenti:
Boaz Aharonovitch, Einat Arif-Galanti, Aziz + Cucher, Céleste Boursier-Mougenot e Ariane Michel, Blane De St Croix, Rose-Lynn Fisher, Ori Gersht, Meirav Heiman e Yossi Ben Shoshan, Hilja Keading, Freddy Shachar Kislev, Sigalit Landau, Dana Levy, Tobias Madison, Richard Mosse, Gilad Ratman, Samantha Salzinger, Tomer Sapir, Yehudit Sasportas, Michal Shamir, Uri Shapira, Jennifer Steinkamp, Gal Weinstein, Wendy Wischer, Guy Zagursky.
Il catalogo di UNNATURAL è disponibile presso il Bass Museum of Art. Questa mostra è stata resa possibile grazie al supporto di Ostrovsky Family Fund e grazie anche all’aiuto del Consolato Generale di Israele in Florida & Puerto Rico, Artis – Contemporary Israeli Art Fund, e Targum Shlishi, Raqeul e Aryeh Rubin Foundation.


