30 GIUGNO 2005 - 21.30
23 - 26 GIUGNO 2005

Artexperience. Sound Spaces Atmospheres è un incontro con l’artsita di musica elettronica minimale, sound artist, demiurgo audiovisivo Carsten Nicolai, che all’interno del programma della Biennale di Venezia e all’interno del discusso Progetto Italia, mette a cofronto il lavoro e il pensiero dell’artista con quello di alcuni esperti e filosofi nazionali e internazionali.

Venerdì 24 Giugno il tema portante dell’incontro e della sucessiva performance è la progettazione quindi dello spazio sonoro (Designing Sound Spaze), tema non nuovo e già molto studiato e approfondito da alcuni anni dal mondo della controcultura e dalla diffusione della sound art come genere di analisi e creatività. A fianco quindi di Carsten Nicolai parleranno il designer e architetto Andrea Branzi, il filosofo Gernot Bohme, la filosofa Angela Vettese e la giornalista Daniela Cascella.

Sabato 25 Giugno il pubblico potrà infine assistere al concerto in coppia tra lo stesso Carsten Nicolai e il giapponese Roiji Ikeda. Nonostante l’indubbio interesse per la performance, non possiamo non osservare l’ormai eccessivo interesse nel lavoro proprio di Carsten Nicolai nonché di Roiji Ikeda, ora anche da parte del mondo dell’arte contemporanea che sta gradualmente aprendosi all’universo della creatività elettronica.

Nonostante sia quindi indiscutibile il lavoro concettuale, estetico e tecnico dei due artisti, non possiamo in questa sede ricordare come non siano gli unici artisti di alto livello esistenti al mondo. Sono sicuramente i due che hanno introdotto una prima seria crepa nell’estabilishment dell’arte contemporanea e dei luoghi classici di fruizione dell’arte, coerentemente con la loro proposta artistica installativa.

Speriamo però che questo overload di apparizioni in Italia e nel mondo non offuschi e in un certo qual modo banalizzi il loro lavoro che fino ad oggi è stato fondamentale per un certo percorso evolutivo della sound art e dell’audiovisivo internazionale. E speriamo che a questa banallizzazione non contribuisca eccessivamente il mondo dell’arte contemporanea stessa.