{"id":9996,"date":"2006-06-01T12:00:00","date_gmt":"2006-06-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-015\/c-stem-generative-art-forms\/"},"modified":"2020-12-11T11:14:00","modified_gmt":"2020-12-11T10:14:00","slug":"c-stem-generative-art-forms","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/c-stem-generative-art-forms\/","title":{"rendered":"C.stem, Le Forme Dell&#8217;arte Generativa"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Dare una definizione di arte generativa non \u00e8 facile, se non si vuole essere riduttivi; e alcuni aspetti di questa forma espressiva, possono creare fraintendimenti e dubbi nella comprensione del fenomeno.<\/p>\n<p align=\"justify\">Una spiegazione che ne chiarisce alcuni tratti essenziali, \u00e8 quella data da <span class=\"testo_iframebold\">Philip Galanter<\/span>: &#8220;Il termine arte generativa si riferisce a qualsiasi pratica artistica nella quale l&#8217;artista crea un processo, come insieme di regole di un linguaggio naturale, un programma informatico, una macchina, o un meccanismo di altro tipo, che viene poi avviato con un certo grado di autonomia contribuendo a creare o avendo come effetto un&#8217;opera finita&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Partendo da questa premessa si pu\u00f2 affermare che non \u00e8 del tutto appropriato descrivere l&#8217;arte generativa come una corrente stilistica o un movimento artistico, ma si dovrebbe pensare a questo tipo di ricerca formale ed estetica in termini di strategia nel dare vita a un&#8217;opera. L&#8217;arte generativa \u00e8 un atteggiamento, rintracciabile all&#8217;interno di tendenze diverse.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag15\/articoli\/img\/softwareart_tizianagemin03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;artista che opera in questo ambito organizza insiemi di regole che danno avvio a processi dalle conclusioni non sempre prevedibili, che permettono di generare, o creano autonomamente, forme astratte partendo da algoritmi. La cura formale non si concentra dunque sull&#8217;oggetto artistico, ma soprattutto sulle procedure che conducono a determinati risultati.<\/p>\n<p align=\"justify\">Gli esiti concreti, di queste serie di operazioni, possono essere anche molto diversi fra loro: immagini grafiche fisse o in movimento, composizioni musicali, software performativi. Gli stili che caratterizzano i singoli lavori possono variare ampiamente, ma i metodi di costruzione sono affini. Il codice di programmazione, organizzato secondo regole formali, \u00e8 il materiale di cui si compone la creazione; e il computer, grazie alle sue enormi possibilit\u00e0 di calcolo, \u00e8 inteso come strumento in grado di espandere le possibilit\u00e0 espressive, moltiplicando quasi infinitamente i risultati ottenuti.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag15\/articoli\/img\/softwareart_tizianagemin01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Spesso accade che i processi produttivi seguano logiche randomiche, cio\u00e8 casuali; che rendono irripetibili le singole composizioni. L&#8217;arte generativa \u00e8 una metodologia di lavoro che struttura sistemi complessi e autonomi, all&#8217;interno dei quali il controllo sul prodotto finale non \u00e8 essenziale. Si potrebbe parlare di una poetica che veda il caso come co-produttore di forme artistiche. Anche se questo concetto pu\u00f2 creare qualche dubbio, e porta spontaneamente a interrogarsi riguardo all&#8217;effettiva paternit\u00e0 dell&#8217;opera: se sia da attribuirsi all&#8217;artista in quanto costruttore di un meccanismo, che per\u00f2 non \u00e8 totalmente in suo potere, o se sia possibile pensare al software come a un autonomo produttore di creativit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il concetto di caso, e le tematiche ad esso correlate, rientrano comunque a pieno diritto nel dibattito artistico fin dal secolo scorso, e alcune riflessioni, proposte dalle avanguardie storiche, possono essere un buon punto di partenza per delineare alcuni tratti della ricerca sperimentale contemporanea. In un passo di uno dei fondatori del dadaismo, Hans Arp, si dice: &#8220;La legge del caso, che racchiude in s\u00e9 tutte le leggi e resta a noi incomprensibile come la causa prima onde origina la vita, pu\u00f2 essere conosciuta soltanto in un completo abbandono all&#8217;inconscio. Io affermo che chi segue questa legge creer\u00e0 la vita vera e propria&#8221;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag15\/articoli\/img\/softwareart_tizianagemin02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Perseguendo lo scopo di rendere pi\u00f9 visibile questa pratica in via di definizione, che \u00e8 l&#8217;arte generativa, g<span class=\"testo_iframebold\">ioved\u00ec 1 giugno inaugura a Torino C.STEM<\/span>, la prima mostra italiana che descriva questo panorama; un progetto che nasce dall&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Associazione Culturale 32 Dicembr<\/span>e.<\/p>\n<p align=\"justify\">Saranno esposte opere del norvegese <span class=\"testo_iframebold\">Marius Watz<\/span>, e degli italiani <span class=\"testo_iframebold\">Alessandro Capozzo, Limiteazero, Fabio Franchino<\/span>. Le poetiche che caratterizzano le ricerche dei singoli artisti invitati, sono dissimili, e rappresentano le varie sensibilit\u00e0 artistiche; le differenze estetiche che ne emergono rappresentano uno spaccato interessante, relativo alle possibilit\u00e0 espressive offerte dai sistemi procedurali. Ci si potr\u00e0 soffermare davanti alle colorate sperimentazioni grafiche di Watz, o alle pi\u00f9 eteree composizioni di Capozzo, davanti alle geometriche suggestioni proposte da Limiteazero, o alle ambigue e misteriose visualizzazioni di Franchino.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag15\/articoli\/img\/softwareart_tizianagemin05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il fatto che le opere siano esposte sotto forma di stampe, e non siano invece presentate tramite lo schermo di un computer, come di consueto, rende sicuramente la mostra ancora pi\u00f9 particolare. Viene da chiedersi se questo tipo di allestimento, cos\u00ec concepito, voglia cercare un confronto fra i prodotti dell&#8217;arte generativa e i modelli estetici di discipline artistiche pi\u00f9 tradizionali; o se l&#8217;esposizione sottintenda una piccola provocazione al sistema dell&#8217;arte, cos\u00ec restio a sganciarsi dai suoi canoni e a interessarsi a forme d&#8217;arte sperimentale.<\/p>\n<p align=\"justify\">C.STEM si pone come momento di diffusione culturale di queste metodologie, e inoltre come motore di riflessione riguardo la ricerca artistica; venerd\u00ec 2 giugno si terr\u00e0 una tavola rotonda con gli artisti invitati, moderata da Domenico Quaranta.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.cstem.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.cstem.it<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dare una definizione di arte generativa non \u008f facile, se non si vuole essere riduttivi; e alcuni aspetti di questa forma espressiva, possono creare fraintendimenti e dubbi nella comprensione del fenomeno. 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