{"id":9995,"date":"2006-06-01T12:00:00","date_gmt":"2006-06-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/"},"modified":"2020-10-21T14:50:24","modified_gmt":"2020-10-21T13:50:24","slug":"max-payne-cheats-only","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/","title":{"rendered":"Max Payne Cheats Only"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Quello che accade sul monitor del nostro computer pu\u00f2 raccontare molto di noi, del nostro gusto cos\u00ec come della nostra esistenza quotidiana. Gi\u00e0 nel lontano 1997, un progetto come <span class=\"testo_iframebold\">Desktop IS, di Alexei Shulgin<\/span>, dimostrava che una semplice screenshot del desktop poteva essere un efficacissimo autoritratto.<\/p>\n<p align=\"justify\">Da allora, la riflessione sulle potenzialit\u00e0 narrative dello &#8220;screen grab&#8221; \u00e8 proseguita, arrivando a produrre delle vere e proprie narrazioni sempre pi\u00f9 raffinate dal punto di vista drammaturgico. Un esempio che sta diventando un piccolo culto della rete \u00e8 offerto da <span class=\"testo_iframebold\">The Scene<\/span>, un serial distribuito sulle reti peer to peer che costruisce una narrazione irresistibile servendosi semplicemente di quanto accade sullo schermo del suo protagonista, Drosan: sessioni di chat, webcam, email, programmi che si aprono e si chiudono, e che raccontano le avventure di un gruppo di pirati coinvolti in trame sempre pi\u00f9 complesse.<\/p>\n<p align=\"justify\">I videogame, dai tentativi di suicidio collezionati dall&#8217;artista inglese <span class=\"testo_iframebold\">Brody Condon nel dvd Suicide Solution (2004)<\/span> al recente fenomeno dei <span class=\"testo_iframebold\">machinima<\/span>, sono certamente uno dei luoghi privilegiati di questa evoluzione dell&#8217;azione sullo schermo in azione narrativa, ma anche della sua banalizzazione, legata al fatto che l&#8217;azione effettiva (tramite tastiera e mouse) ha una traduzione immediata nelle convenzioni spaziali, figurative e narrative del gioco medesimo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag15\/articoli\/img\/softwareart_domenicoquaranta01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Con <span class=\"testo_iframebold\">Max Payne Cheats Only (2005)<\/span>, recentemente proposto in una installazione video a due canali all&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Electronic Arts Intermix di Chelsea (New York)<\/span>, il duo olandese <b>Jodi (Joan Heemskerk e Dirk Paesmans)<\/b> offre una personale via d&#8217;uscita da questo rischio di banalizzazione. Come nota Michael Connor [1], lo &#8220;screen grab&#8221; sembra connotare tutto il lavoro recente di Jodi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Da <span class=\"testo_iframebold\">My%Desktop (2004)<\/span>, in cui il luogo d&#8217;azione \u00e8 la classica scrivania del Macintosh, a <span class=\"testo_iframebold\">Jet Set Willy Variations (2002)<\/span> e <span class=\"testo_iframebold\">All Wrongs Reversed \u00a9 1982 (2004<\/span>), che resuscitano un vecchio Sinclair ZX Spectrum per inscenare, rispettivamente, alcune sessioni di gioco e dieci piccole performance di programmazione in linguaggio Basic, Jodi sembra intento a mettere in scena quello che accade quando la macchina incontra l&#8217;uomo, e con lui la sua propensione all&#8217;errore, al gioco, il suo amore sviscerato per il passato (unica realt\u00e0 che gli appartiene fino in fondo), la sua innata tendenza a fare a pezzi i giocattoli per svelare l&#8217;arcano della loro natura. \u00c8 un gioco da nerd che a volte pu\u00f2 sembrare un po&#8217; ostico a noi profani, ma che prima o poi arriva a toccare corde che noi tutti condividiamo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag15\/articoli\/img\/softwareart_domenicoquaranta02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Con <span class=\"testo_iframebold\">Max Payne Cheats Only,<\/span> Jodi abbandona risolutamente l&#8217;archeologia dei media e l&#8217;estetica retr\u00f2 che \u00e8 diventata quasi il suo tratto distintivo, per tuffarsi a capofitto nelle atmosfere noir di un classico relativamente recente, <i>Max Payne<\/i>. Il videogame <i>hard boiled<\/i> lanciato dalla <span class=\"testo_iframebold\">Remedy Entertainment nel 2001<\/span>, e ora giunto al terzo capitolo, sviluppa la vicenda di un poliziotto che si mette contro la legge per vendicare la sua famiglia, sterminata dai trafficanti di droga, ed \u00e8 entrato nella storia come prima applicazione videoludica del <i>bullet time<\/i>, la tecnica (resa celebre da <i>Matrix<\/i>) che consente di rallentare lo scorrere del tempo e di ruotare attorno alla scena per studiarla da tutte le angolature.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma Jodi non sembra molto interessato alla storia, e il <i>bullet time<\/i> \u00e8 solo una delle tante convenzioni sovvertite nelle sue &#8220;cheats&#8221;: una sovversione che colpisce, per prima, proprio la pratica del &#8220;cheat code&#8221;, una pratica che mira, di solito, a rendere il gioco pi\u00f9 giocabile aggirandone (&#8220;cheat&#8221;, in inglese, significa &#8220;truffa&#8221;) alcuni difetti o limitazioni. Da autentico gambler, Jodi truffa il gioco rendendo immediatamente visibile il castello di menzogne su cui si basano le convenzioni che ci fanno percepire il gioco come una realt\u00e0 alternativa credibile in cui vivere delle avventure, e rende la sospensione dell&#8217;incredulit\u00e0 un passaggio impossibile.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag15\/articoli\/img\/softwareart_domenicoquaranta05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ecco allora Max Payne scoprirsi della stessa materia di cui \u00e8 fatto lo spazio circostante e in grado di penetrarlo a suo piacimento, una scoperta che lo fa sprofondare in un comportamento autistico che poco si adatta al raggiungimento degli obiettivi di gioco; eccolo impegnato a districarsi da un palo con cui sembra essere diventato tutt&#8217;uno, a farsi investire da una macchina o schiacciare da una pressa in un vano tentativo di suicidio; eccolo trasformato in un groviglio di geometrie senza senso; ecco i poligoni del suo corpo sfaldarsi fino a mostrarcelo come un bozzolo vuoto, o ridotto a pochi particolari, come una bocca o un occhio sospesi nel vuoto; eccolo impegnato in azioni ripetitive e senza senso, come correre sempre nella stessa direzione, distruggere una chitarra, prendere a mazzate una porta, saltare sotto una scala.<\/p>\n<p align=\"justify\">A volte Max viene sostituito dall&#8217;avatar nudo della sua bella e sensuale controparte femminile, <span class=\"testo_iframebold\">Mona<\/span>: la cui bellezza rende ancora pi\u00f9 patetico il suo andare a pezzi, che per certi versi ricorda la morte dell&#8217;androide di <i>Blade Runner<\/i>. Jodi ha scritto i codici, li ha caricati nel gioco e ha visualizzato i risultati, registrando il tutto per un totale di 140 ore di girato. Quindi ha ricavato da questa montagna di materiale una serie di brevi video. Ognuno di questi ha una sua unit\u00e0 drammaturgica, ma tanto la proiezione a due canali quanto il modo in cui sono messi a disposizione sul sito (tre per pagina, eseguiti simultaneamente) sottolinea come a essere posto in evidenza non \u00e8 il loro contenuto, ma il processo e il senso dell&#8217;intera operazione: la distruzione del fragile equilibrio su cui si reggono i mondi virtuali, che diventa metafora dell&#8217;analoga fragilit\u00e0 del nostro mondo reale.<\/p>\n<p align=\"justify\">[1] Michael Connor, <i>JODI&#8217;s Computing 101B<\/i>, gennaio 2005,<br \/>\n<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.thousandsofcolors.com\/archives\/jodis_computing_101b.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.thousandsofcolors.com\/archives\/jodis_computing_101b.html<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Max Payne Cheats Only &#8211; <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/maxpaynecheatsonly.jodi.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/maxpaynecheatsonly.jodi.org\/<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">The Scene &#8211; <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/welcometothescene.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/welcometothescene.com\/<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Brody Condon, Suicide Solution &#8211; <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.tmpspace.com\/suicides.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.tmpspace.com\/suicides.html<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Machinima &#8211; Jodi, Jet Set Willy Variations &#8211; <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/jetsetwilly.jodi.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/jetsetwilly.jodi.org\/<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Jodi, My%Desktop &#8211; <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.mediamatic.net\/article-6182-en.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.mediamatic.net\/article-6182-en.html<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Jodi, All Wrongs Reversed \u00a9 1982 &#8211; <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.mediamatic.net\/artefact-5658-en.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.mediamatic.net\/artefact-5658-en.html<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello che accade sul monitor del nostro computer pu\u0098 raccontare molto di noi, del nostro gusto cos&#8221; come della nostra esistenza quotidiana. Gi\u0088 nel lontano 1997, un progetto come Desktop IS, di Alexei Shulgin, dimostrava che una semplice screenshot del desktop poteva essere un efficacissimo autoritratto<\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":30086,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,168],"tags":[67],"class_list":["post-9995","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-015","tag-software-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Max Payne Cheats Only &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Max Payne Cheats Only &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]What happens on the screen of our computer can tell a lot about us, of our tastes as well as of our daily existence. Back in the far- off 1997, the project Desktop IS, by Alexei Shulgin, showed how a simple desktop screenshot might be an effective self-portrait[:it]Quello che accade sul monitor del nostro computer pu\u0098 raccontare molto di noi, del nostro gusto cos&quot; come della nostra esistenza quotidiana. Gi\u0088 nel lontano 1997, un progetto come Desktop IS, di Alexei Shulgin, dimostrava che una semplice screenshot del desktop poteva essere un efficacissimo autoritratto[:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/domenico40\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2006-06-01T10:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-10-21T13:50:24+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2006\/06\/softwareart_domenicoquaranta03.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"280\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"210\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Domenico Quaranta\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Domenico Quaranta\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"9 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/\",\"name\":\"Max Payne Cheats Only &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2006\/06\/softwareart_domenicoquaranta03.jpg\",\"datePublished\":\"2006-06-01T10:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2020-10-21T13:50:24+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/f89b7ef03290b0865b4aed5db5cfa638\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2006\/06\/softwareart_domenicoquaranta03.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2006\/06\/softwareart_domenicoquaranta03.jpg\",\"width\":280,\"height\":210},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/digicult.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Max Payne Cheats Only\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/\",\"name\":\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"description\":\"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/f89b7ef03290b0865b4aed5db5cfa638\",\"name\":\"Domenico Quaranta\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/domenico-quaranta-96x96.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/domenico-quaranta-96x96.jpg\",\"caption\":\"Domenico Quaranta\"},\"sameAs\":[\"http:\/\/domenicoquaranta.com\/\",\"https:\/\/www.facebook.com\/domenico40\",\"https:\/\/twitter.com\/ran_dom\"],\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/domenico-quaranta\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Max Payne Cheats Only &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Max Payne Cheats Only &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","og_description":"[:en]What happens on the screen of our computer can tell a lot about us, of our tastes as well as of our daily existence. Back in the far- off 1997, the project Desktop IS, by Alexei Shulgin, showed how a simple desktop screenshot might be an effective self-portrait[:it]Quello che accade sul monitor del nostro computer pu\u0098 raccontare molto di noi, del nostro gusto cos\" come della nostra esistenza quotidiana. Gi\u0088 nel lontano 1997, un progetto come Desktop IS, di Alexei Shulgin, dimostrava che una semplice screenshot del desktop poteva essere un efficacissimo autoritratto[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/domenico40","article_published_time":"2006-06-01T10:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-10-21T13:50:24+00:00","og_image":[{"width":280,"height":210,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2006\/06\/softwareart_domenicoquaranta03.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Domenico Quaranta","twitter_misc":{"Scritto da":"Domenico Quaranta","Tempo di lettura stimato":"9 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/","name":"Max Payne Cheats Only &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2006\/06\/softwareart_domenicoquaranta03.jpg","datePublished":"2006-06-01T10:00:00+00:00","dateModified":"2020-10-21T13:50:24+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/f89b7ef03290b0865b4aed5db5cfa638"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2006\/06\/softwareart_domenicoquaranta03.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2006\/06\/softwareart_domenicoquaranta03.jpg","width":280,"height":210},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/max-payne-cheats-only\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Max Payne Cheats Only"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/f89b7ef03290b0865b4aed5db5cfa638","name":"Domenico Quaranta","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/domenico-quaranta-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/domenico-quaranta-96x96.jpg","caption":"Domenico Quaranta"},"sameAs":["http:\/\/domenicoquaranta.com\/","https:\/\/www.facebook.com\/domenico40","https:\/\/twitter.com\/ran_dom"],"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/domenico-quaranta\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9995","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9995"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9995\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59105,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9995\/revisions\/59105"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30086"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9995"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9995"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9995"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}