{"id":9990,"date":"2006-05-02T12:00:00","date_gmt":"2006-05-02T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-014\/children-of-uranium\/"},"modified":"2020-10-21T11:02:42","modified_gmt":"2020-10-21T10:02:42","slug":"children-of-uranium","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-014\/children-of-uranium\/","title":{"rendered":"Greenaway: I Bambini Dell&#8217;uranio"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<div align=\"justify\">\n<p>A molti sta antipatico e non a torto. Spocchioso, egocentrico, auto referenziale, senz&#8217;altro affetto da un ipertrofia dell&#8217;Io preoccupante e per giunta dai tratti fastidiosamente anglosassoni, o lo si ama o lo so odia, ma ancora una volta, e nonostante tutto, parliamo di <strong>Peter Greenaway<\/strong>. Nel bene e nel male, che lo si voglia o no, \u00e8 difficile resistere alle provocazioni endemiche dell&#8217;eclettico gallese, ormai da anni impegnato nell&#8217;innesto delle numerose cellule dell&#8217;imponente progetto multimediale <span class=\"testo_iframebold\">Tulse Luper<\/span>.<\/p>\n<p>Tre film, un libro, un sito web, quest&#8217;anno a Febbraio una performance Vj al festival STRP di Eindhoven, Greenaway non molla e l&#8217;invasione degli ultracorpi Luper arriva fino a Napoli.<\/p>\n<p>Palazzo Roccella, ormai noto come Pan, <span class=\"testo_iframebold\">Palazzo dell&#8217;arti di Napoli <\/span>, ospita nelle sue sale, dal primo di Aprile all&#8217; 8 di Maggio, l&#8217;installazione multimediale di teatro musica <span class=\"testo_iframebold\">The Children of Uranium<\/span>, diretto dalla moglie del cineasta <span class=\"testo_iframebold\">Saskia Boddeke <\/span> e musicato da <span class=\"testo_iframebold\">Andrea Liberovici<\/span>. Lo spettacolo, gi\u00e0 presentato al Festival della Scienza di Genova, nasce in occasione della ricorrenza, nel 2005, di tre anniversari particolarmente emblematici sul fronte delle scoperte scientifiche e delle dinamiche politico-sociali dell&#8217;intero pianeta: i 100 anni della prima dichiarazione della relativit\u00e0 di Einstein, i 50 anni dalla sua morte; i 60 dal lancio della bomba atomica su Hiroshima.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag14\/articoli\/img\/videoart_teresadefeo02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Un&#8217;operazione, quella del regista, che fa riflettere sull&#8217;annose responsabilit\u00e0 della scienza e dei suoi protagonisti in merito alle vicende dell&#8217;ultimo secolo dopo la nascita della fisica atomica e la scoperta della fissione nucleare con i suoi risvolti drammatici sul versante dei delicati equilibri internazionali. Lo spettacolo, dove la &#8220;mano&#8221; di Greenaway \u00e8 riconoscibilissima, miscela, come al solito, le tecnologie all&#8217;utilizzo di oggetti e ambientazione dai forti richiami pittorici cos\u00ec come la tradizione farsesca all&#8217;ironia amara dell&#8217;impossibilit\u00e0 post-moderna di una lettura univoca e risolutiva della storia. Numerologie, trappole linguistiche, citazioni nascoste sono le indiscusse protagoniste.<\/p>\n<p>Come per l&#8217;epopea di Tulse Luper, a tessere l&#8217;intricata trama dei Figli dell&#8217;Uranio \u00e8 il <span class=\"testo_iframebold\">numero 92 <\/span> esattamente il numero dell&#8217;elemento che d\u00e0 titolo all&#8217;operazione e che lega la storia, le imprese e le controverse relazioni degli otto personaggi che popolano gli scenari delle otto video installazioni.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag14\/articoli\/img\/videoart_teresadefeo03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Come un grosso gioco dell&#8217;oca, \u00e8 la tavola periodica degli elementi, che dopo la scoperta dell&#8217;uranio e delle sue potenzialit\u00e0 distruttive sembra non offrire pi\u00f9 l&#8217;antica sicurezza di una struttura del mondo convalidata dalla scienza, a farsi scacchiera dei giochi di potere delle otto maschere che Greenaway fa muovere come marionette impazzite nel teatro della colpa e della follia che si costruisce intorno all&#8217;abuso e alla paura del nucleare. Un viaggio all&#8217;interno delle scoperte, dei paradossi, degli aneddoti storici rivisitati in chiave drammatica e grottesca di un cammino di sola andata intrapreso dalla scienza e che ancora oggi fa prospettare la possibilit\u00e0, sempre alle porte, di una politica dell&#8217;auto annullamento come ordigno difficilmente disinnescabile. Ed Ahmadinejad, \u00e8 indubbio, riporta in vita vecchi fantasmi.<\/p>\n<p>Isaac Newton, Joseph Smith, Madame Curie, Albert Einstein, Oppenheimer, Kruciov, Gorbaciov, in ultimo George Bush sono le maschere di questa tragicommedia terribilmente attuale, tutte legate dal filo sottile e impalpabile di un solo elemento, l&#8217;uranio. Tutti antesignani ed eredi di un umanit\u00e0 costantemente in pericolo. D&#8217;altronde siamo tutti figli dell&#8217;uranio, dice Greenaway, che conduce come al solito lo spettatore all&#8217;interno del suo gioco pluriverso: un labirinto di rimandi, simboli, simmetrie, oggetti parlanti, disseminati ovunque all&#8217;interno degli ambienti dell&#8217;installazione, che si offrono come elementi di una tassonomia ricombinatoria che sfida continuamente il visitatore a risolvere rebus improbabili.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag14\/articoli\/img\/videoart_teresadefeo04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Impossibile non sentirsi chiamati in causa: ogni spettatore \u00e8 completamente immerso nello svolgersi dell&#8217;evento, che in modalit\u00e0 ronconiana si dipana imprevedibilmente in tutti gli otto ambienti della messa in scena. Certo il coinvolgimento \u00e8 inevitabile, ma allo stesso modo, ci si rende presto conto che \u00e8 solo apparente. All&#8217;interno della rete che costruiscono gli otto personaggi che si inseguono, si insultano, litigano, o solo semplicemente recitano ossessivamente ognuno il proprio monologo sul filo di un destino imprigionato perch\u00e9 gi\u00e0 scritto dalla storia, lo spettatore \u00e8 partecipe solo fisicamente, ma impotente ed invisibile all&#8217;interno di un gioco in cui non \u00e8 chiamato a partecipare e che non pu\u00f2 che subire passivamente.<\/p>\n<p>Allora non \u00e8 difficile trovarsi all&#8217;interno della stanza del leader sovietico Gorbaciov, immerso nel suo angosciante monologo davanti alla feretro vuoto della moglie Raissa, o nella stanza ovale di un Bush fissamente impegnato in uno shangay solitario con le sue matite, e chiedersi &#8220;che ci faccio qui?&#8221;, &#8220;qual \u00e8 il mio ruolo?&#8221;. Sulla scacchiera disegnata da Greenaway anche lo spettatore sembra aggirarsi attonito come un&#8217;altra marionetta che pu\u00f2 solo assistere ai giochi di potere gi\u00e0 consumati e decisi.<\/p>\n<p>Il regista, unico padrone della scacchiera, sembra non lasciarci scampo. Lo spettacolo ha avuto luogo dal primo di Aprile al 12 di Aprile. Dal 13 di Aprile all&#8217;8 di Maggio \u00e8 possibile visitare per\u00f2 le otto stanze della messa in scena da considerarsi anche autonomamente come una grandiosa video-installazione. Chi riesce vada, ne vale la pena.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.culturacampania.rai.it\/site\/it-IT\/Almanacco_della_Cultura\/Eventi\/eventi\/children_of_uranium.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.culturacampania.rai.it\/site\/it-IT\/Almanacco_della_Cultura\/Eventi\/eventi\/children_of_uranium.html<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.tulselupernetwork.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.tulselupernetwork.com<\/a><\/p>\n<\/div>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Greenaway: I bambini dell&#8217;uranio. A molti sta antipatico e non a torto. 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