{"id":9985,"date":"2006-05-02T12:00:00","date_gmt":"2006-05-02T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-014\/briand-feat-philip-k-dick\/"},"modified":"2020-10-21T10:59:18","modified_gmt":"2020-10-21T09:59:18","slug":"briand-feat-philip-k-dick","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-014\/briand-feat-philip-k-dick\/","title":{"rendered":"Briand Feat.philip K. Dick"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">La galleria <span class=\"testo_iframebold\">REDCAT<\/span> di Los Angeles ha presentato appena una decina di giorni fa, la prima personale a stelle e strisce dell&#8217;artista marsigliese <span class=\"testo_iframebold\">Mathieu Briand<\/span>. Briand, che avevamo gi\u00e0 visto lo scorso novembre in occasione della tappa milanese alla stecca degli artigiani di <span class=\"testo_iframebold\">Emergency Biennale in Cecenia <\/span>, lavora ad installazioni interattive in cui computer, musica elettronica, robot, video etc., compongono situazioni, ambienti, atmosfere per esplorare e stimolare il nostro sistema percettivo attraverso l&#8217;esperienza, il gioco, la presenza.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;uso che Briand fa delle nuove tecnologie richiede tuttavia la partecipazione attiva del fruitore. Un po&#8217; come accadeva proprio nei primi viaggi nella realt\u00e0 virtuale immersiva, le sue installazioni funzionano &#8220;agganciando&#8221; il visitatore in una ambiente &#8220;altro&#8221; e giocando con il punto di vista del visore per mettere in discussione la realt\u00e0 delle sue percezioni. Questo straordinario collegamento, questa porta, questa uscita dal mondo dell&#8217;utente attraverso i meccanismi tecnologici di Briand, rappresenta una risposta autonoma e personale per ogni &#8220;esploratore&#8221; alle dinamiche comuni della fruizione, in particolare della cultura rave e techno, e in una visione pi\u00f9 ampia, alla lotta costante in atto per incrementare la nostra esperienza quotidiana con la tecnologia.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag14\/articoli\/img\/newmedia_miriampetruzzelli01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La mostra di Briand al REDCAT prende il nome dal titolo del romanzo di <strong>Philip K. Dick<\/strong>, <strong>Ubik <\/strong> (1969) e come il romanzo, esplora la percezione, la presenza, le aspettative e le utopie del futuro. Il romanzo di Dick \u00e8 un&#8217;affascinante dimostrazione dell&#8217;insufficienza del pensiero lineare, riduzionista, razionale che ha dominato il secolo scorso e in quanto tale \u00e8 il sintomo di un&#8217;apparentemente inspiegabile anomalia, di una spaccatura tra ci\u00f2 che appare e ci\u00f2 che potrebbe essere.<\/p>\n<p align=\"justify\">Cos\u00ec come Dick insidia la base del pensiero razionale &#8211; il rapporto causa\/effetto &#8211; sostituendolo ad una pluralit\u00e0 di interazioni, eventi, percezioni che non conducono a un&#8217;unica soluzione necessaria ma a numerose soluzioni possibili, anche Briand propone un universo in cui non accade necessariamente ci\u00f2 che ci si aspetta, in cui il proprio sistema di riferimento cognitivo \u00e8 alterato, basato su leggi diverse da quelle che rendono la vita quotidiana un insieme percepito come coerente. L&#8217;effetto finale (?) \u00e8 una mutazione profonda della nostra percezione del mondo, qualunque essa sia. L&#8217; Ubiq di Briand \u00e8 quindi un&#8217;odissea mentale che investe il corpo tutto, che scuote e pervade i sensi e dalla quale non \u00e8 possibile riemergere senza trattenere la memoria fisica di un&#8217;esperienza straniante.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag14\/articoli\/img\/newmedia_miriampetruzzelli02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Per questa mostra Briand presenta diversi impianti incluso <span class=\"testo_iframebold\">SYS*05.ReE*03\/SE*1 \\ MoE*2-4<\/span>: quattro caschi su misura che alloggiano piccole macchine fotografiche e schermi video che gli ospiti della galleria possono indossare per osservare l&#8217;installazione. Un dispositivo di commutazione collegato ai caschi permette ai visitatori di scambiarsi le prospettive visive a vicenda.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">SYS*011. Mie&gt;AbE\/SoS \\ SYS*010<\/span> (la spirale) \u00e8 un&#8217;installazione dotata di altoparlanti, piattaforme girevoli e di un mixer collegato a un sistema di editing che gli ospiti possono utilizzare per maneggiare i campioni originali generando nuove tracce sonore. E&#8217; possibile anche mixare le proprie composizioni elettroniche con quelle originali dell&#8217;artista e incidere un nuovo vinile. Le copie del vinile saranno poi disponibili a prezzo di costo in galleria. Ubiq comprende inoltre il prototipo di una nuova video installazione che consente di osservare una simulazione in tempo reale della rotazione della terra; una parte del lavoro di Briand che studia il futuro fantascientifico promesso da <em>Stanley Kubrick in 2001: Odissea nello spazio<\/em>.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.redcat.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.redcat.org<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Briand feat.Philip K. Dick. La galleria REDCAT di Los Angeles ha presentato appena una decina di giorni fa, la prima personale a stelle e strisce dell&#8217;artista marsigliese Mathieu Briand. 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La galleria REDCAT di Los Angeles ha presentato appena una decina di giorni fa, la prima personale a stelle e strisce dell&#039;artista marsigliese Mathieu Briand. 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