{"id":9963,"date":"2006-03-29T12:00:00","date_gmt":"2006-03-29T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-013\/mutaforma-private-becomes-collettive\/"},"modified":"2020-10-21T10:41:37","modified_gmt":"2020-10-21T09:41:37","slug":"mutaforma-private-becomes-collettive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-013\/mutaforma-private-becomes-collettive\/","title":{"rendered":"Mutaforma: Il Personale E&#8217; Collettivo"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Un nome rubato dall&#8217;immaginario cyborg: <span class=\"testo_iframebold\">Intelligenza Collettiva<\/span>. E&#8217; la nuova frontiera raggiunta da <span class=\"testo_iframebold\">Evilia di Leonardo e Daniele Tito<\/span>, ideatori del progetto multimediale <span class=\"testo_iframebold\">Mutaforma. Collective Intelligence (C.I.)<\/span> utilizza le risorse audio e video che offre la rete e le manipola per dare vita a creazioni artistiche. Parola d&#8217;ordine: sharing. La condivisione diventa mezzo per accedere alla conoscenza individuale e trasformarla in risorsa collettiva. E gli artisti si trasformano cos\u00ec in hacker.<\/p>\n<p align=\"justify\">DIcono che il concetto portante del loro lavoro sia il ritmo, lo scorrere del tempo e la sua relazione profonda con il flusso di immagini, testi e suoni raccolti da interner, che come per esempio il progetto WJS di cui abbiamo parlato lo scorso numero di Digimag, viene interpretato come un enorme hard disk, un infitio data base, spesso libero da limiti autoriali e quindi accessibile per una reinterpretazione creativa dei suoni contenuti, nonch\u00e8 per una importantissima ridsitribuzione di creativit\u00e0 e conoscenza, al di l\u00e0 di limiti territoriali e barriere geografiche. Niente di nuovo per carit\u00e0, teorie e concetti gi\u00e0 espressi e ripetuti da fior di filosofi e teorici di Interrnet e dei nuovi media, ma non sempre tramutati con efficacia dalla teoria alla pratica.<\/p>\n<p align=\"justify\">In questo pu\u00f2 fare differenza il progetto Mutaforma se \u00e8 vero che all&#8217;interno del sito sono quindi presenti molti lavori e molto diversi tra loro: da lavori video a lavori prettamente grafici, da narrazioni in rete a progetti audio-video interattivi sul web. Ho avuto modo di parlare con i due membri del progetto Mutaforma, per cercare di chiarire meglio il concetto di Intelligenza Collettiva e per capire il loro modus operandi, come attingono cio\u00e8 alla rete per amalgamare i contenuti che danno vita ai loro progetti e come infine utilizzano le dinamiche di interner per diffondere e ridistribuire questi contenuti.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag13\/articoli\/img\/netart_beaticeferrario03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Beatrice Ferrario<\/strong>: Per costruire le vostre performance artistiche vi servite di file che trovate in rete e manipolate <em>ex post <\/em>. Quali sono i vostri obiettivi? C&#8217;\u00e8 stata una musa ispiratrice?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Mutaforma<\/strong>:<\/span> Essemzialmente ci occupiamo di audio e video e in questa forma cerchiamo di sperimentare o esprimere liberamente le nostre emozioni. Non abbiamo un obiettivo preciso a cui tendere, piuttosto un&#8217;idea su cui costruire un progetto che in corso d&#8217;opera pu\u00f2 anche totalmente snaturarsi. Le contaminazioni, il divenire, il fluire del tempo e dello spazio sono temi che ci affascinano e perci\u00f2 spesso nei nostri lavori rimane sempre qualcosa di aperto, un punto interrogativo da interpretare a proprio modo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per il progetto C.I. ci siamo ispirati al libro omonimo di <span class=\"testo_iframebold\">Pierre L\u00e9vy<\/span>, che intende la rivoluzione digitale come possibilit\u00e0 di amplificare le conoscenze tramite la condivisione. Le distanze geografiche si annullano a vantaggio di comunit\u00e0 virtuali che mettono a disposizione le proprie competenze per la crescita di ciascuno.<\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Beatrice Ferrario<\/strong>: In tal senso si potrebbe dire che C.I. \u00e8 un nuovo modo di pensare Internet, perch\u00e8 lo equipara a un enorme database?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Mutaforma<\/strong>:<\/span> Internet \u00e8 in fondo un grande database a cui ognuno sottrae pezzi di dati. Nel nostro caso abbiamo sfruttato le potenzialit\u00e0 della rete per rielaborare artisticamente dei file nati per qualcos&#8217;altro. Quasi nulla ha dei confini netti e precisi, ma grazie al codice binario tutto \u00e8 manipolabile e ricategorizzabile.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag13\/articoli\/img\/netart_beaticeferrario04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Beatrice Ferrario<\/strong>: Entriamo ora nel merito delle performance. Sul vostro sito c&#8217;\u00e8 il video di introduzione al progetto il cui titolo, &#8220;Man and Machine&#8221;, ci suggerisce gi\u00e0 un&#8217;universo cyborg. Come avete fatto a costruirlo in fase di post-produzione?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Mutaforma<\/strong>:<\/span> La nostra passione \u00e8 anche il nostro lavoro, infatti abbiamo uno studio di produzione di audiovisivi e multimedia. Questo progetto, a differenza degli altri, non contiene spezzoni trovati in rete perch\u00e9 volevamo solo introdurre il tutto con una nostra presenza virtuale. L&#8217;idea del cyborg inoltre \u00e8 funzionale a introdurre il tema del progetto C.I., Uomo e Macchina, su cui sono stati realizzati i video finali. Sono anch&#8217;essi liberamente scaricabili per essere manipolati a loro volta. Infatti, i noi desideriamo che il progetto continui e che quindi altri raccolgano l&#8217;invito a manipolare i video di Man and Machine e in generale di tutti i video di C.I.<\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Beatrice Ferrario<\/strong>: La licenza Creative Commons, che applicate ai vostri lavori, \u00e8 da un lato il simbolo della filosofia del file sharing, dall&#8217;altro requisito imprescindibile perch\u00e9 le stesse vostre creazioni siano riutilizzate da terzi. E&#8217; anche questa l&#8217;intelligenza collettiva?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Mutaforma<\/strong>:<\/span> C.I. \u00e8 stato rilasciato sotto una licenza Creative Commons proprio come ulteriore testimonianza del nostro intento. Anche se in realt\u00e0 non applichiamo la licenza a tutti i nostri lavori, dipende dall&#8217;uso che vogliamo farne. Il nostro progetto \u00e8 nato con l&#8217;idea che dovesse essere sempre in divenire costante, mutabile. La condivisione, la libert\u00e0 di espressione, la facolt\u00e0 di manipolare e di essere stuzzicati nella propria creativit\u00e0 \u00e8 intelligenza collettiva, perch\u00e9 si crea conoscenza e sapere comune. Non esistono pi\u00f9 differenze di cultura poich\u00e9 ognuno pu\u00f2 contribuire alla crescita della comunit\u00e0 virtuale.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag13\/articoli\/img\/netart_beaticeferrario05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Beatrice Ferrario<\/strong>: Nella vostra dichiarazione di intenti si nota una curiosa commistione tra l&#8217;artista e l&#8217;hacker. In che senso queste due figure arrivano a sovrapporsi in un progetto di Net art?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Mutaforma<\/strong>:<\/span> Tutto l&#8217;universo simbolico \u00e8 stato sensibilmente influenzato dalle tecniche digitali che negli ultimi anni hanno riscritto i valori e gli aspetti culturali dell&#8217;evento artistico e non solo. Il sistema binario ha dato una stessa sostanza a diversi modi di comunicare e ha permesso, oltre alla rappresentazione del <em>pensiero visivo <\/em>, anche la manipolazione di linguaggi prima lontani tra loro. La commistione tra artista e hacker \u00e8 la concezione di un nuovo plasmatore di materia che raccoglie e riutilizza codici con propri rimandi e richiami simbolici.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;eco continua di segni che richiamano immagini, esperienze e conoscenze, allontana da un originale che si confonde sempre di pi\u00f9 con i suoi cloni rielaborati. L&#8217;unicit\u00e0 si perde a favore di un infinito amalgama semiotico. L&#8217;artista hacker quindi \u00e8 conscio del continuo mutamento, del fatto che la sua ispirazione non \u00e8 altro che l&#8217;unione di migliaia di pensieri immagini che a loro volta sono rielaborazione di qualcosa. L&#8217;artista hacker deve proporre nuove soluzioni, sperimentando la commistione dei linguaggi. Deve manipolare dati binari, violare regole e condividere le sue esperienze liberamente in favore di un sapere comune.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.mutaforma.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.mutaforma.com<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.mutaforma.com\/collective\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.mutaforma.com\/collective <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.mutaforma.com\/collective\/play_intro.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.mutaforma.com\/collective\/play_intro.htm<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mutaforma: il personale \u008f collettivo. Un nome rubato dall&#8217;immaginario cyborg: Intelligenza Collettiva. \u00e9 la nuova frontiera raggiunta da Evilia di Leonardo e Daniele Tito, ideatori del progetto multimediale Mutaforma. 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