{"id":9959,"date":"2006-03-29T12:00:00","date_gmt":"2006-03-29T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-013\/science-of-information-science-and-society\/"},"modified":"2020-10-21T10:40:49","modified_gmt":"2020-10-21T09:40:49","slug":"science-of-information-science-and-society","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-013\/science-of-information-science-and-society\/","title":{"rendered":"Scienza Dell&#8217;informazione, Scienza E Societa'"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Spesso e sempre pi\u00f9, le <span class=\"testo_iframebold\">scienze della comunicazione<\/span> si allontanano da un discorso sociale complessivo; queste scienze, transdisciplinari per eccellenza, si sono specializzate in sottocampi e hanno creato steccati frequentemente invalicabili, forse troppo preoccupate di stupire ancora e di tutelare il loro margine d&#8217;azione. A manuali ripetitivi sui nuovi media si accompagnano testi di approfondimento su fenomeni contingenti come possono essere quelli degli smart mobs che hanno pi\u00f9 il carattere di una cronaca e di antologia che non un valore propositivo e di approfondimento.<\/p>\n<p align=\"justify\">Alle scienze della comunicazione si affiancano la psicologia e la sociologia dei mass media, il giornalismo (con i suoi settimanali, quotidiani, riviste scientifiche divulgative), insomma tutti quegli studi che possono essere raggruppati nelle discipline umanistiche dell&#8217;informazione. Essi utilizzano, spesso implicitamente, una &#8220;logica argomentativa di chiusura&#8221; attraverso la retorica degli allarmismi (ad esempio <span class=\"testo_iframebold\">Baudrillard<\/span>) o degli entusiasmi tecnofili (ad esempio <span class=\"testo_iframebold\">Pierre L\u00e9vy<\/span>) \u0096 basta considerare come i temi delle<span class=\"testo_iframebold\"> nanotecnologie, della robotica o dell&#8217;ingegneria genetica <\/span>vengono tratteggiati a tinte bipolari, bianco e nero, senza accenno ad alcuna sfumatura. La scienza e le dinamiche sociali sembrano non esistere pi\u00f9 e al loro posto rimangono un uomo privo di dinamiche evolutive e sottoposto inesorabilmente alle influenze esiziali che la tecnologia esercita su di lui.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag13\/articoli\/img\/ia_gigighezzi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Su un altro versante esiste invece una ricca pubblicistica che propone <span class=\"testo_iframebold\">modelli teorici di apertura<\/span> la cui tesi fondamentale \u00e8 che<span class=\"testo_iframebold\"> il futuro della scienza \u00e8 determinato dal suo dialogo con la societ\u00e0<\/span> (tra di essi il testo di <span class=\"testo_iframebold\">Rifkin sull&#8217;Era dell&#8217;Accesso<\/span> non \u00e8 che l&#8217;ultimo testo e il pi\u00f9 divulgativo); in questo caso, il &#8220;farsi discorso&#8221; della scienza, pur nella sua apparente semplicit\u00e0 acquista una profonda complessit\u00e0. Le discipline di cui stiamo parlando sono la sociologia della scienza, gli studi culturali sulle scienze e tecnologie, sulle politiche tecnologiche e sulla sostenibilit\u00e0 e sull&#8217;etica scientifica.<\/p>\n<p align=\"justify\">La scienza, con il suo potenziale distruttivo e immaginifico che \u00e8 riuscita a sviluppare, dapprima con la medicina, successivamente con la fisica nucleare ed oggi con le biotecnologie, \u00e8 entrata pienamente nella vita sociale e politica degli individui. Oggi pi\u00f9 che mai \u00e8 impossibile parlare di scienza e di tecnologia senza parlare di societ\u00e0. Il processo di tecnologicizzazione alla quale \u00e8 stata sottoposta la societ\u00e0 del XIX e XX secolo si \u00e8 accompagnato ad un&#8217;altra accelerazione parallela che spesso le scienze della comunicazione dimenticano, quella dell&#8217;interazione pubblica. Come afferma <span class=\"testo_iframebold\">Nowotny<\/span> (in <span class=\"testo_iframebold\">Rethinking Science: Knowledge and the Public in an Age of Uncertainty , 2001<\/span>) &#8220;society has begun to speak back to science&#8221;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag13\/articoli\/img\/ia_gigighezzi06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">I temi scientifici e tecnologici hanno creato una &#8220;nuova sinergia con le dinamiche politiche della cittadinanza&#8221;. Come sottolinea <span class=\"testo_iframebold\">Sheila Jasanoff<\/span> in un articolo dal titolo <span class=\"testo_iframebold\">Science and citizenship: a new synergy<\/span> apparso su <span class=\"testo_iframebold\">Science and Public Policy <\/span> (aprile 2004) \u00e8 grazie a diversi problemi scientifici, OGM, sviluppo sostenibile, accesso ai farmaci per i paesi del Terzo Mondo, ingegneria genetica, che la conoscenza \u00e8 diventata fortemente politica, perch\u00e9 coinvolge in prima istanza gli individui nelle diverse sfere sociali.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 la scienza che ha cambiato metodi di governo (governance) perch\u00e9 ha creato nuovi spazi d&#8217;azione civile, scoprendo, o riscoprendo, la conoscenza come campo politico. Governare significa oggi governare le conoscenze: in gioco c&#8217;\u00e8 una visione partecipativa al discorso pubblico, una distribuzione dei diritti della conoscenza pi\u00f9 inclusiva ed aperta contro una visione egemonica di expertizing. Sempre secondo Jasanoff viviamo un momento di vita costituzionale della societ\u00e0 democratica, una costituzione intesa nella sua accezione organico-legislativa, che ruota attorno al fulcro del rapporto societ\u00e0-tecnologia-scienza. Sono questi i temi che partecipano ai processi di costruzione comunitaria che spesso definiamo &#8220;identitari&#8221;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag13\/articoli\/img\/ia_gigighezzi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Secondo <span class=\"testo_iframebold\">Sally Davenport<\/span> and<span class=\"testo_iframebold\"> Shirley Leitch<\/span> il dialogo ideale tra scienza e societ\u00e0 deve assumere i connotati di una moderna Agor\u00e0, richiamando il modello della piazza ateniese che tanta importanza aveva per la discussione democratica dell&#8217;Antica Grecia (cfr. &#8220;Public participation Agoras, ancient and modern, and a framework for science\u0096society debate&#8221;, in <em>Science and Public Policy <\/em>, Aprile 2005). La moderna Agor\u00e0 scientifica dovrebbe svilupparsi nelle tre dimensioni del forum, della partecipazione e della interattivit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il forum consiste nella costituzione di uno spazio pubblico che pu\u00f2 e deve contenere anche forti forme di contestazione; la partecipazione deve garantire un allargamento della possibilit\u00e0 di parola a tutti i soggetti coinvolti, mentre l&#8217;interattivit\u00e0 assicura dinamiche di scambio, di arricchimento e negoziazione di posizioni e punti di vista. Gli autori riportano dettagliatamente l&#8217;esperienza positiva della <span class=\"testo_iframebold\">New Zealand&#8217;s Royal Commission on Genetic Modification (RCGM) <\/span>per lo studio di applicazioni biotecnologiche e di OGM in agricoltura e nell&#8217;alimentazione.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag13\/articoli\/img\/ia_gigighezzi05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Per ogni ricerca che pu\u00f2 esercitare un impatto diffuso sulla popolazione come quello delle biotecnologie, il punto di partenza non pu\u00f2 che essere il modello <span class=\"testo_iframebold\">ELSI<\/span>, che riflette cio\u00e8 sulle &#8220;ethical, legal and social implications&#8221; (il modello \u00e8 stato elaborato dal <span class=\"testoscuro\">Department of Energy and the National Institutes of Health degli Stati Uniti per lo Human Genome Project<\/span>).<\/p>\n<p align=\"justify\">Le scienze della comunicazione dovrebbero astrarre modelli teorici a partire da queste prassi di spazi pubblici che vertono su tematiche tecnologiche e scientifiche; dovrebbero &#8220;aprirsi&#8221; alle modalit\u00e0 dei dibattiti pubblici e di decision-making (chi parla, quali sono i livelli di discorso ed influenza); comprendere perch\u00e9 un potente mezzo comunicativo come Internet, &#8211; un prodotto della comunit\u00e0 scientifica che potenzialmente costituisce una ottima forma di forum aperto \u0096 rimane fortemente geografico (\u00e8 utilizzato dal 14% della popolazione mondiale, dal 68% della popolazione USA, e dal 45% della Comunit\u00e0 Europea) e non ripetere la favola del non-luogo e della deterritorializzazione del virtuale.<\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spesso e sempre pi\u009d, le scienze della comunicazione si allontanano da un discorso sociale complessivo; queste scienze, transdisciplinari per eccellenza, si sono specializzate in sottocampi e hanno creato steccati frequentemente invalicabili, forse troppo preoccupate di stupire ancora e di tutelare il loro margine d&#8217;azione<\/p>\n","protected":false},"author":167,"featured_media":30284,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,166],"tags":[28,40,48],"class_list":["post-9959","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-013","tag-a-i","tag-focus","tag-hacking"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Scienza Dell&#039;informazione, Scienza E Societa&#039; &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-013\/science-of-information-science-and-society\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Scienza Dell&#039;informazione, Scienza E Societa&#039; &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Science of communication is more and more moving away from an overall social subject. 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