{"id":9955,"date":"2006-03-29T12:00:00","date_gmt":"2006-03-29T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-013\/echran-black-electronic-metronomy\/"},"modified":"2020-10-21T10:38:42","modified_gmt":"2020-10-21T09:38:42","slug":"echran-black-electronic-metronomy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-013\/echran-black-electronic-metronomy\/","title":{"rendered":"Echran, Nera Metronomia Elettronica"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">C&#8217;\u00e8 un duo che \u00e8 balzato all&#8217;attenzione delle cronache musicali underground italiane, una coppia che ha saputo amalgamare con cura sia la produzione musicale che l&#8217;aspetto live, la sintesi audio e la rappresentazione video.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Echran<\/span> coniugano l&#8217;approccio estremo di un suono che non si compromette, scevro da una melodia precisa, con atmosfere che recuperano sonorit\u00e0 pi\u00f9 dark, ambiente dal quale entrambi provengono, superando i ristretti confini in cui questo genere si \u00e8 incanalato e approdando a territori pi\u00f9 moderni, frequentando estetiche glitch e ripartendo da frammenti campione trasfigurati e lasciati poi fluire.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Fabio Volpi <\/span>e<span class=\"testo_iframebold\"> Davide del Col<\/span>, composti tecnicamente da laptop con Ableton Live e controller Tascam da un lato, Korg MS2000 ed effetti dall&#8217;altro, si accompagnano in un viaggio composto da droni che crescono gradualmente di intensit\u00e0 in ogni brano, con accostamenti di colore e strutture ritmiche abilmente accoppiate con il timbro dei loro suoni.<\/p>\n<p align=\"justify\">Fatto tesoro di esperienze comuni nel mettere alla prova le moderne tecnologie per esprimere le loro sensibilit\u00e0 individuali, nel progetto <span class=\"testo_iframebold\">Echran<\/span> le sommano con sinergia perfetta. Davide dietro le quinte del progetto<span class=\"testo_iframebold\"> Ornamen<\/span>t rovescia suoni ambientali, preferendo temperature che dall&#8217;ambient retrocedono fino ad uno zero Kelvin. Opere di un visionario in una macelleria postindustriale, disponibili in rete senza alcun compenso che non sia la propria disposizione d&#8217;animo ad accettarne il contenuto. Fabio si dedica parallelamente alla sua avventura in <span class=\"testo_iframebold\">Otolab<\/span>, collettivo milanese che si \u00e8 distinto in ambiti di sperimentazione audiovisiva che oramai superano i ristretti confini nazionali, e all&#8217;interno di Echran suona, canta\/parla in francese e si occupa anche della regia dei visual nella fase live. A nome <span class=\"testoscuro\">_dies<\/span>, Fabio Volpi lo si \u00e8 udito nelle stanze del <span class=\"testo_iframebold\">Padiglione di Arte Contemporanea a Milano,<\/span> durante la rassegna <span class=\"testo_iframebold\">Sincronie 2005<\/span>, riproponendo allora quel basso grave che emerge oggi dal nulla in alcune tracce di<span class=\"testo_iframebold\"> Echran<\/span>.<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag13\/articoli\/img\/elettronica_mk06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La loro fusione ha portato recentemente all&#8217;uscita di <span class=\"testo_iframebold\">S\/t<\/span> su<span class=\"testo_iframebold\"> Ebria records<\/span> in coproduzione con <span class=\"testo_iframebold\">Small Voices<\/span>; la prima un etichetta che vuole dar voce a un autoproduzione che rilancia il valore della musica su quello strettamente economico sposando l&#8217;idea del no-copyright, la seconda una label che non manca di annoverare nel suo catalogo esempi di un suono industriale e\\o oscuro del recente passato: <span class=\"testo_iframebold\">Maurizio Bianchi, Nocturnal Emission, T.A.C, Z&#8217;ev<\/span>.<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<p><span class=\"testo_iframebold\">S\/t<\/span> \u00e8 un lavoro che \u00e8 stato ben accolto dalla critica musicale cartacea e web, almeno da coloro che sono attenti a cogliere evoluzioni sonore che spiccano in una pletora di uscite ad alto intasamento della sfera sonora; \u00e8 un risultato di rilievo ancor pi\u00f9 in una fase in cui la musica elettronica allarga ulteriormente il suo spettro d&#8217;azione, mediante soprattutto la fusione del materiale esistente, l&#8217;uso di un digitale in emulazione dell&#8217;analogico, il recupero in bassa qualit\u00e0 del patrimonio dimenticato dell&#8217;8bit, per arrivare al glitch che guarda al passato nostalgicamente una volta superato il culto dell&#8217;errore.<\/p>\n<\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>In <span class=\"testo_iframebold\">S\/t<\/span> gli <span class=\"testo_iframebold\">Echran<\/span> rendono sensibile la loro poetica senza intrappolare il suono all&#8217;interno di un messaggio testuale e non correndo il rischio di un cantato che aggiunga elementi estranei alla loro estetica; ricorrono infatti pi\u00f9 che altro a un recitato, quella voce in francese dello stesso Fabio Volpi che \u00e8 come un alter ego deviato, una figura rappresentativa di ogni mostro che si annida nel vicino di casa. Patologie queste, molto care ai media. Un cd dove la ripetizione dei loops non raggiunge mai la noia, forse per una continua progressione della dilatazione e la sovrapposizione di altri elementi in lento e continuo accumulo di tensione. Le immagini del progetto sono state rubate a un maestro della poesia cinematografica, quel <span class=\"testo_iframebold\">Tarkovsky<\/span> che in <span class=\"testo_iframebold\">Stalker<\/span> riesce a farti entrare in un loop che non ha termine: quella lunga sequenza di volti e l&#8217;interminabile suono delle rotaie.<\/p>\n<\/div>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag13\/articoli\/img\/elettronica_mk01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; prorio con <span class=\"testo_iframebold\">Fabio Volpi<\/span> che abbiamo occasione di parlare, per definire meglio la forma e la sostanza che emerge dal disco <span class=\"testo_iframebold\">S\/t<\/span>, prodotto grazie al prezioso aiuto di <span class=\"testo_iframebold\">Paolo Romano<\/span> della Ebria Records, attivo non solo all&#8217;interno delle produzioni della label brianzola ma anche nell&#8217;organizzazione dell&#8217;Impro Free Minimial Core festival<span class=\"testo_iframebold\"> BaaFest<\/span> che si tiene ormai da due anni alla<span class=\"testo_iframebold\"> Stecca degli Artigiani di Milano<\/span>, e soprattutto vero e proprio membro aggiunto del gruppo. Un lavoro tutto italiano quinidi, ma di sano respiro internazionale&#8230;..<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Mk<\/strong>:<\/span> <span class=\"testo_iframebold\">Parlatemi delle origini del progetto Echran. Come vi siete incontrati, quali affinit\u00e0 vi hanno avvicinato, quali esperienze comuni? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Fabio Volpi<\/strong>:<\/span> Qualche anno fa suonavamo assieme in un gruppo dark, i <span class=\"testo_iframebold\">Vidi Aquam<\/span>. In seguito abbiamo proseguito separatamente con progetti singoli, personalmente con il nome <span class=\"testo_iframebold\">_dies<\/span>, e la collaborazione in <span class=\"testo_iframebold\">Otolab<\/span>, attraverso sonorit\u00e0 industriali e ripetitive con riferimenti abbastanza espliciti a musiche di tipo rituale e sciamanico, utilizzando come vero e proprio strumento musicale un tascam multitraccia analogico a cassetta. Davide invece, con il progetto <span class=\"testo_iframebold\">Ornament<\/span>, si \u00e8 diretto su un versante molto pi\u00f9 ambient, con droni oscuri e molto dilatati. Successivamente, ci siamo ritrovati con il bisogno comune di uscire da queste esperienze estreme, con un progetto pi\u00f9 &#8220;leggero&#8221;, meno intransigente dal punto di vista del purismo, comunque mantenendo una certa incisivit\u00e0 e personalit\u00e0 nella scelta delle sonorit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Mk<\/strong>: Come \u00e8 avvenuto l&#8217;incontro con la Ebria e quale importanza hanno avuto Paolo Romano e i ragazzi nella produzione del disco?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Fabio Volpi<\/strong>:<\/span> Paolo pu\u00f2 essere considerato il terzo componente degli Echran. Ha saputo tradurre le nostre richieste un po&#8217; letterarie e un po&#8217; troppo artistiche in soluzioni tecniche audio efficaci. All&#8217;inizio delle registrazioni non era ancora definito il rapporto con la Ebria per la distribuzione, \u00e8 diventato effettivo grazie al crescente entusiasmo e coinvolgimento di Paolo nelle sessioni in studio.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag13\/articoli\/img\/elettronica_mk04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Mk<\/strong><\/span>: <span class=\"testoscuro\">S\/t ha avuto almeno un paio di recensioni entusiaste qui in Italia e anche a me personalmente \u00e8 piaciuto molto. L&#8217;ho trovato, al di l\u00e0 delle parole che sono gi\u00e0 state dette e scritte, un lavoro sorprendentemente maturo. Come vi spiegate il successo di critica riscontrato da S\/t? Cosa lo pu\u00f2 differenziare da altre produzioni italiane di settore? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Fabio Volpi<\/strong>:<\/span> Le recensioni buone sono state anche pi\u00f9 di un paio, ma non \u00e8 solo questo a stupirmi. Ho letto delle recensioni che mi hanno molto divertito, che hanno perso la deriva, diventando dei pezzi di letteratura in s\u00e9. Resta il fatto che quelle pi\u00f9 utili a noi, ovvero quelle pi\u00f9 fredde e pi\u00f9 tecniche, hanno colto delle potenzialit\u00e0 nella comunicazione nei brani del disco che fanno molto piacere a chi come noi si \u00e8 sempre rivolto a piccole nicchie di pubblico. Per il resto, mi sono spiegato la nostra fortuna critica con il momento &#8220;storico&#8221; nel quale \u00e8 uscito il cd, inflazionato da continue uscite di gruppi rock che suonano acriticamente e in piena trance nostalgica esattamente come i Clash o come i Joy Division, senza provare imbarazzo e con buoni risultati di vendite. In mezzo a tutto questo, un lavoro come il nostro, completamente fuori moda ma contemporaneo, \u00e8 una boccata d&#8217;ossigeno per il recensore.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Mk<\/strong>:<\/span> <span class=\"testo_iframebold\">Il vostro lavoro \u00e8 stato definito un&#8217;opera di fredda estetica elettronica, minimale e sintetico, alientante e ripetitivo, elegante e rumorista. Tutte caratteristiche presenti e ben amalgamate in un disco che forse vuole inviare un messaggio anche estetico pi\u00f9 profondo o quantomeno differente. E&#8217; una mia sensazione o l&#8217;impronta della vostra musica si muove esattamente in questa direzione? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Fabio Volpi<\/strong>:<\/span> Una delle parole chiavi che ritorna spesso nelle nostre discussioni \u00e8 malattia: ovvero la visione distorta delle cose attraverso filtri quali la paranoia, il distacco, una certa disumanizzazione come principali ossessioni. Se si vuole, la nostra estetica si allinea alle <span class=\"testo_iframebold\">Memorie del Sottosuolo<\/span>. Dostoevsky ha gi\u00e0 detto tutto meglio di noi. Nel nostro caso questa linea, ancora una volta estremista, ha prodotto personaggi, suoni e accostamenti con una forte personalit\u00e0 e una riconoscibile propria identit\u00e0.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag13\/articoli\/img\/elettronica_mk05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Mk<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Come si divide il vostro processo di lavoro? Come lavorate in fase di creazione, editing e come vi confrontate anche dal vivo?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Fabio Volpi<\/strong>:<\/span> Il nostro progetto si fonda su una forte dilatazione dei suoni generati o presi da loops. Da questi noi estraiamo una porzione infinitesimale, che viene reiterata all&#8217;infinito. Questo normalmente costitusce la maggior parte del lavoro.Tutti i livelli sonori successivi, sinth e voci vengono sovrapposti per assonanza o dissonanza con questa serialit\u00e0 di base. Per scelta, misceliamo tra loro sonorit\u00e0 provenienti da differenti &#8220;epoche&#8221;, come ad esempio il glich con i suoni space dei 70&#8217;s; questi si sostengono e si rinforzano a vicenda. Dal vivo cerchiamo di tenere assieme le caratteristiche analogiche e digitali dei suoni, usando sia software che sinth in carne e ossa.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Mk<\/strong>:<\/span> <span class=\"testo_iframebold\">Quali influenze musicali o estetiche guidano il vostro lavoro? E in questo processo, come si possono leggere le vostre esperienze parallele con Ornament e Otolab? Fabio, tu soprattutto lavori all&#8217;interno di Otolab sia sulla componente audio che su quella video del collettivo, sei tu che quindi curi l&#8217;aspetto estetico e video nei live del progetto Echran? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Fabio Volpi<\/strong>:<\/span> Per quanto riguarda Davide, le sue influenze passano dai <span class=\"testo_iframebold\">Deutsh Nepal<\/span>, ai <span class=\"testo_iframebold\">Kirlian Camera<\/span>, sino ai <span class=\"testo_iframebold\">Tangerine Dream<\/span>. Io sono alla base influenzato dalla musica islamica, sia sacra che di intrattenimento. Dei gruppi rock-elettro, direi sicuramente <span class=\"testo_iframebold\">Suicide, Joy Division, Pan Sonic e Coil<\/span>. Come influenze generali di entrambi, direi i primi <span class=\"testo_iframebold\">Current 93<\/span> e i <span class=\"testo_iframebold\">Trobbing Ghristle<\/span> come attitudine. Per i visual s\u00ec, la colpa \u00e8 mia. Abbiamo scelto di riprendere alcuni lavori di <span class=\"testo_iframebold\">Tarkovskj,<\/span> come<span class=\"testo_iframebold\"> Stalker<\/span> e <span class=\"testo_iframebold\">Solaris<\/span> e di riprodurli da una visione che accentua gli errori, volontari e non, dovuti alla compressione in digitale dei filmati. Le parti vocali vengono recitate da un personaggio sfumato e sfigurato che entra nei video. Questo dal vivo ci permette di eliminare la figura del cantante-rock-performer, a nostro parere molto lontana dai nostro modo di essere.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag13\/articoli\/img\/elettronica_mk07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Mk<\/strong>:<\/span> <span class=\"testo_iframebold\">In S7t un elemento affascina e risalta quasi al di sopra (o al di fuori) di tutto il lavoro: il cantato (parlato) in francese, a dare quasi un senso di inevitabilit\u00e0 e collisione a tutto il percorso musicale del disco. Come \u00e8 nata questa idea, perch\u00e8 in francese, quale \u00e8 (se esiste) il messaggio comunicato? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Fabio Volpi<\/strong>:<\/span> Anche qui colpa mia. E&#8217; per\u00f2 una scelta dettata dal caso: per motivi di lavoro e studio mi sono trovato spesso in paesi francofoni, dove ho conosciuto il rap in francese, a mio giudizio molto pi\u00f9 vero ed efficace di quello inglese. Quindi ho compreso che per i nostri suoni, l&#8217;inglese o l&#8217;italiano sarebbero stati troppo accomodanti. Per quanto riguarda il messaggio, non esiste il singolo messaggio, ma il suggerimento che ogni singolo brano, anzi ogni singolo loop, porta in s\u00e9. La riuscita del pezzo sta nel come lo si porta alla luce.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.echran.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.echran.net<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.ebriarecords.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.ebriarecords.com<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.otolab.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.otolab.net<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.echran.net\/ornament\/index.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.echran.net\/ornament\/index.htm<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u008f un duo che \u008f balzato all&#8217;attenzione delle cronache musicali underground italiane, una coppia che ha saputo amalgamare con cura sia la produzione musicale che l&#8217;aspetto live, la sintesi audio e la rappresentazione video<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":30250,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,166],"tags":[39,53],"class_list":["post-9955","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-013","tag-electronic-music","tag-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Echran, Nera Metronomia Elettronica &#8226; 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