{"id":9943,"date":"2006-03-02T12:00:00","date_gmt":"2006-03-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-012\/wj-s-project-web-emotions\/"},"modified":"2020-10-21T10:50:42","modified_gmt":"2020-10-21T09:50:42","slug":"wj-s-project-web-emotions","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-012\/wj-s-project-web-emotions\/","title":{"rendered":"Wj-s Project&#8230;web Emotions"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Da tempo giravo vorticosamente per gli anfratti della Grande Rete alla ricerca di un progetto capace di stupirmi, di sollecitare il mio intelletto nel profondo. Un progetto capace di gettare le basi per una felice integrazione tra quel mondo virtuale che vive e pulsa al di la del nostro cavo di rete e il sempre pi\u00f9 caotico e destrutturato universo delle performance multimediali.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non sfugge pi\u00f9 a nessuno come i live audiovisivi in circolazione oggi, ahim\u00e8, stiano percorrendo un sentiero a volte opposto a quello che il sentire comune, di una societ\u00e0 i cui canoni estetici sono sempre pi\u00f9 condizionati dalle potenzialit\u00e0 immense della tecnologia, richiede ad alta voce. Spesso autoreferenziale, talvolta ostico o ridotto a mero esercizio di stile, il momento di un live media lascia spesso delusi gli stessi addetti ai lavori. Figurarsi coloro che per la prima volta si affacciano alla finestra di questa matrice digitale potenzialmente infinita. Sono sempre pi\u00f9 convinto che il paesaggio non sia affascinante come un affresco di Matrix; c&#8217;\u00e8 quasi da rimanerne delusi, soprattutto se si ricercano al suo interno vere emozioni.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ero e sono oggi ancor pi\u00f9 convinto che sia proprio Internet il bacino emotivo, la grande agor\u00e0 di associazioni e significanti, di coscienze e percezioni condivise, di creativit\u00e0 ed emozioni, in grado di prefigurare nuovi scenari e sorprendenti soluzioni alla performance multimediale di domani (se al domani possiamo anche solo permetterci di pensare).<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag12\/articoli\/img\/netart_mk03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Quando ho scoperto quindi il progetto <span class=\"testo_iframebold\">WJ-s<\/span>, momento di performance audiovisive multimediali in forma di<span class=\"testo_iframebold\"> jam session elettronica<\/span>, i cui contenuti sono virtualmente presenti nel grande hard disk della Rete e vivono e vibrano e mutano giorno per giorno perch\u00e9 catturati dai suoi stessi centri nevosi, ho sorriso. Quando ho visto il risultato finale di questo neonato progetto, quando ho percepito l&#8217;assottigliarsi di quelle barriere algide di cui parlavamo poco fa, allora ho capito che le basi di quel ponte erano state gettate. E che a volte basta cos\u00ec poco per percepire se stessi all&#8217;interno di un flusso emotivo grande come tutto il web. E&#8217; sufficiente che ce lo facciano vedere\u0085e sentire.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Anne Roquigny<\/span> \u00e8 da almeno dieci anni curatrice di progetti di net art e di lavori creativi sul web; ha lavorato per il <span class=\"testo_iframebold\">Ministero Francese della Cultura<\/span> (organizzando una piattaforma online contente 50 progetti creati appositamente per il web) e negli ultimi anni ha lavorato per il <span class=\"testo_iframebold\">Centre Pompidou di Parigi<\/span> (ha organizzato una serie di incontri con netartists da tutto il mondo nel programma &#8220;<span class=\"testo_iframebold\">Tour du monde du web<\/span>&#8221; e nel 2005 \u00e8 stata membro della giuria del Flash Festival) e per il festival <span class=\"testo_iframebold\">Villette Num\u00e9rique<\/span> (organizzando una tavola rotonda sulla storia delle network performances).<\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; lei l&#8217;anima del WJ-s ed \u00e8 a lei che chiediamo lumi sul progetto, sul pensiero che lo guida, sulle sue potenzialit\u00e0 e i suoi sviluppi futuri.<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag12\/articoli\/img\/netart_mk04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Mk<\/strong>: Mi vuoi parlare del progetto WJ-s? Come \u00e8 partito, da quale idea di base e da quali necessit\u00e0?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Anne Roquigny<\/strong>: <\/span> WJ-s \u00e8 un software, uno strumento flessibile di connessione pubblica ad alta velocit\u00e0 per performances sul web, che consente ad attori di Internet, ad artisti del suono e dell&#8217;immagine, a netartists, bloggers, graphic designers, flashers e programmatori, curatori, hacktivisti, teorici dei new media, pionieri e mutanti del web di esibirsi dal vivo con lo scopo di rendere disponibili contenuti nella vastit\u00e0 della rete. Lavorando per oltre dieci anni come curatrice di new media, sono sempre andata alla ricerca di contesti appropriati, di modi, strumenti e situazioni ideali per presentare i lavori di artisti che esplorano e sperimentano Internet come uno spazio creativo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sebbene abbia sempre evitato le situazioni noiose dove la presentazione di siti web \u00e8 ridotta alla selezione di links su poche macchine posizionate all&#8217;interno di una qualche location di una mostra, ho sempre avuto la stessa sensazione di insoddisfazione e frustrazione perch\u00e9 le mostre spesso ridimensionano quella sensazione eccitante che si ha di fronte al proprio computer, nel proprio ambiente di navigazione. Un sito web quindi, presentato fuori dal contesto di un browser personalizzato, su uno schermo spesso piuttosto piccolo, perde la propria energia, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 alcun significato ad essere mostrato in quella situazione. Questi sono i motivi che mi hanno spinto a pensare a una nuova forma di visualizzazione dell&#8217;infinito potenziale di contenuti di Internet<\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Mk<\/strong>: Nel &#8220;concept&#8221; del progetto, tu hai scritto che WJ-s \u00e8 un progetto atto a &#8220;far emergere il concetto di network dal web: l&#8217;idea di questo progetto \u00e8 infatti quella di distruggere la tendenza attuale, offrendo un&#8217;esperienza di navigazione forte, coinvolgente e sensuale, dove la sensazione di essere immersi in un vero e proprio flusso di contenuti ed esperienze, nonch\u00e9 il piacere della navigazione sono traslati in un vero e proprio ambiente di performance dal vivo&#8221;. Me ne vuoi parlare?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Anne Roquigny<\/strong>: <\/span>Beh, poich\u00e9 la navigazione in Internet \u00e8 per la maggior parte del tempo relativa a un&#8217;avventura solitaria e legata a un&#8217;esperienza intima con la propria macchina, l&#8217;esperienza virtuale \u00e8 raramente estendibile con successo a un&#8217;altra differente dimensione spazio-temporale. Questo \u00e8 il motivo principale per cui il progetto WJ-s \u00e8 stato sviluppato; esso infatti tiene a mente queste considerazioni e cerca di ricreare una situazione diffusa dove la vicinanza al contenuto, la sensazione di real time, la dinamica del flusso, le sorprese e gli inconvenienti accidentali siano presenti e siano una parte di tutti quei fragili ingredienti che contribuiscono al piacere della navigazione.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag12\/articoli\/img\/netart_mk05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Mk<\/strong>: Puoi spiegarmi come funziona il progetto WJ-s?Intendo dire, come lavora tecnicamente e quali eventuali strumenti lasci mano agli artisti<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Anne Roquigny<\/strong>:\u00a0Il WJ-s\/ystem \u00e8 un network di macchine tutte connesse a internet e comunicanti con il WJ-s\/oftware. Una di queste macchine, il WJ-s\/tudio, \u00e8 un webdeck controllato dal Wj, cio\u00e8 dal web jockey, dall&#8217;artista, dal performer che mixa, sincronizza e rielabora differenti contenuti provenienti da varie fonti in rete, su differenti schermi contemporaneamente. Grazie a un&#8217;interfaccia piuttosto semplice, gli artisti possono quindi maneggiare testi online, suoni, immagini, video, animazioni che provengono direttamente dal gigantesco hard disk di Internet.<\/p>\n<p align=\"justify\">Internet \u00e8 uno spazio esclusivo di convergenza e amalgama di pratiche differenti, anche se trovare la propria direzione al suo interno pu\u00f2 risultare piuttosto difficile, soprattutto quando non si ha il tempo, la conoscenza o le chiavi di lettura per godere al meglio un&#8217;esperienza di navigazione. Il WJ-s project offre invece un contesto ampliato e condiviso con associazioni di persone e punti di vista assolutamente complementari. Gli artisti creano soggettivamente, per un certo pubblico, una situazione di navigazione sensibile e vitale. I WJs in altre parole diventano delle sorte di &#8220;guide&#8221;, aiutando le persone a esplorare ampi territori sconosciuti, mostrando chiaramente che c&#8217;\u00e8 molto da vedere al di sotto della superficie costituita da Google e dai siti commerciali. La singolarit\u00e0 di ogni performance \u00e8 data poi dal particolare settaggio delle macchine, nonch\u00e9 ovviamente dal modo in cui contenuti e i formati sono messi insieme<\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Mk<\/strong>: Hai considerato anche l&#8217;idea di creare una piattaforma online in cui i performer si possano incontrare per esibirsi? Hai mai pensato a uno sviluppo di questo tipo e conosci progetti come il Placard per esempio?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong> Anne Roquigny<\/strong>: <\/span>Ho gi\u00e0 curato e prodotto network performances in passato, progetti collaborativi online con artisti che si esibivano contemporaneamente da ogni angolo del pianeta. Ma in questo caso si tratta di un contesto differente,sia per gli artisti che per i partecipanti e il pubblico, dato che essi si trovano tutti nello stesso spazio fisico. Ad oggi, la versione beta-demo del wj-s\/oftware consente di &#8220;suonare&#8221; uno per volta, ma la successiva versione consentir\u00e0 agli artisti di esibirsi contemporaneamente, nonch\u00e9 permetter\u00e0 anche al pubblico di partecipare. Inoltre, nel breve futuro, il controllo di tutte le macchine potr\u00e0 anche essere fatto a distanza da chiunque, non solo dall&#8217;artista quindi.<\/p>\n<p align=\"justify\">In altri termini mi piace pensare che il WJ-s device sia un modello ridotto della stessa Internet, un contesto metaforico dei suoi codici e paradigmi, che mostra come l&#8217;informazione possa scorrere effettivamente all&#8217;interno di un network. Conosco bene poi il progetto Placard e i suoi creatori, ho collaborato molte volte con il team e proprio Silvie Asti\u00e8, uno dei creatori del Placard, \u00e8 uno dei nostri WJs.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag12\/articoli\/img\/netart_mk06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Mk<\/strong>: Puoi raccontarmi qualche esperienza che hai vissuto grazie a questo progetto? Cosa hai tratto da queste esperienze, quali sono state le tue sensazioni?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Anne Roquigny<\/strong>: <\/span>Il progetto \u00e8 piuttosto nuovo e noi abbiamo per ora sperimentato 3 prototipi di performance web (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.wj-s.org\/-WJ-Sessions\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.wj-s.org\/-WJ-Sessions<\/a>) al Rex di Belgrado durante il Dj&#8217;s-patch festival, al Centre Pompidou e alla Ecole Nationale Sup\u00e9rieure des Arts D\u00e9coratifs di Parigi. Ogni presentazione \u00e8 stata una vera e propria sfida, perch\u00e9 abbiamo dovuto adattarci alle differenti location, al nuovo software, alla larghezza di banda ogni volta differente, agli schermi a disposizione e ai vari computer che ci venivano dati. Ogni commento, ogni reazione del pubblico, ogni test, bug o problema \u00e8 stato parte di queste esperienze, dandoci nuove idee per migliorare e ottimizzare il sistema e aumentare il nostro desiderio di provare a esplorare ulteriormente il potenziale di questa situazione. Workhop come quello che abbiamo fatto a Belgrado ci hanno arricchito tantissimo, l&#8217;incontro tra artisti serbi e artisti bosniaci \u00e8 stato grandioso, ognuno ha condiviso la sua pratica personale in rete cercando la maniera migliore per trascinare il pubblico in un tour assolutamente unico di Internet.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il prossimo workshop\/performance avr\u00e0 luogo il 17-25 Marzo al Museo Nazionale di arte contemporanea di Bucarest in Romania. (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.mnac.ro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.mnac.ro<\/a>).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag12\/articoli\/img\/netart_mk07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Mk<\/strong>: Da questo progetto, traspare la sensazione che tu consideri le web performances e in generale i WJs come qualcosa di pi\u00f9 sperimentale, creativo e legato al concetto di real time rispetto al mondo delle performance dei DJs e dei VJs. E&#8217; vero tutto questo?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong> Anne Roquigny<\/strong>: <\/span>Beh sicuramente \u00e8 quanto meno qualcosa di differente. Il progetto consente ogni sorta di approccio ibrido e i lavori possono assumere forme differenti, qualche volta simili alle performances di Vj, altre volte a quelle dei Dj, anche se qui i contenuti non sono caricati su un piccolo hard disk locale ma sono ispirati da processi e azioni del tutto originali e legati specificamente all&#8217;attivit\u00e0 di un network. Il risultato non pu\u00f2 che dare vita a pratiche proteiformi, non identificate e inaspettate.<\/p>\n<p align=\"justify\">Videos photos: <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.wj-s.org\/-WJ-Sessions\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.wj-s.org\/-WJ-Sessions <\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Network scenographies: <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.wj-s.org\/-bookmarks\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.wj-s.org\/-bookmarks <\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Gli artisti (Sylvie Asti\u00e8, Jean-Baptiste Bayle, Lucille Calmel, Agn\u00e8s de Cayeux, KRN, Anne Laforet Olga Kisseleva) che ho invitato per i primi esperimenti hanno backgrounds artistici, tecnici e culturali completamente differenti. Tutti loro si sono divertiti a esplorare e sperimentare con continui cambiamenti e fluttuazioni dei territori di Internet. Loro hanno giocato con le atmosfere erotiche e calde delle video chat rooms, con il mondo degli algoritmi artistici e della computer art, delle mailing lists e di tantissimi altri potenziali contenuti riutilizzati grazie a una serie di lavori plastici, grafici, sensibili, politici, sociali, estetici e narrativi che loro stessi hanno selezionato dal web &#8211; <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.wj-s.org\/-WJ-Sets\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.wj-s.org\/-WJ-Sets<\/a>.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag12\/articoli\/img\/netart_mk02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Mk<\/strong>: Per concludere, questo progetto \u00e8 nato da una spinta personale (o di un numero ristretto di artisti) o esistono network e comunit\u00e0 su Internet che lavorano come WJs? In altre parole, dove \u00e8 possibile eventualmente trovare questi Wj&#8217;s al lavoro, su quali siti o piattaforme al di l\u00e0 del tuo progetto?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong> Anne Roquigny<\/strong>: <\/span>Il progetto e l&#8217;idea sono il risultato di una eterna e personale autoanalisi su come la produzione online individuale e collaborativa, in differenti localit\u00e0 geografiche, possa diventare un evento collettivo itinerante in cui la gente possa anche intervenire. Il WJ-s project \u00e8 nato quindi dal desiderio di trovare uno strumento appropriato per mostrare e condividere contenuti artistici provenienti dalla rete su schermi differenti in un contesto live, tutto qui.<\/p>\n<p align=\"justify\">Siccome per\u00f2 le cose semplici non mi piacciono, ho iniziato a lavorarci con il mio programmatore Stephane Kyles e grazie all&#8217;aiuto di un primo circolo di artisti, beta testers, amici e partners, il progetto \u00e8 partito. Il progetto \u00e8 come detto del tutto nuovo, e il mio desiderio \u00e8 di avere sempre pi\u00f9 artisti che si esibiscono per mezzo di questo software e che contribuiscono a migliorarlo, con sempre pi\u00f9 opzioni per sempre migliori esperimenti. Siamo quindi solo poche persone a lavorare come WJs, ma sono sicura che il progetto sar\u00e0 in grado di contaminare un ampio network di entusiasti addicts, che abbiano voglia di condividere preziosi contenuti di Internet mai utilizzati prima in questo modo.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.roquigny.info\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.roquigny.info<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anne Roquigny \u008f da almeno dieci anni curatrice di progetti di net art e di lavori creativi sul web; ha lavorato per il Ministero Francese della Cultura, organizzando una piattaforma online contente 50 progetti creati appositamente per il web, e negli ultimi anni ha lavorato per il Centre Pompidou di Parigi, ha organizzato una serie di incontri con netartists da tutto il mondo nel programma Tour du monde du web e nel 2005 \u008f stata membro della giuria del Flash Festival, e per il festival Villette Num\u00e9rique<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":30303,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,165],"tags":[53,33,58],"class_list":["post-9943","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-012","tag-interviews","tag-live-coding","tag-net-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Wj-s Project...web Emotions &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-012\/wj-s-project-web-emotions\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Wj-s Project...web Emotions &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]For a long time I turned whirling for gorges of the Net searching for a project able to astonish me and speed up my mind. 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Ha conseguito un dottorato di ricerca in Culture Digitali presso l'Universit\u00e0 Iuav di Venezia e insegna presso l'Universit\u00e0 Alma Mater di Bologna e Naba Milano. Ha curato mostre e collaborato con istituzioni come Transmediale, Sonar+D, Sonic Acts, Baltan Laboratories. 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A project able to throw the basis for a happy integration between the virtual world behind our net cable and the chaotic universe of multimedia performances[:it]Anne Roquigny \u008f da almeno dieci anni curatrice di progetti di net art e di lavori creativi sul web; ha lavorato per il Ministero Francese della Cultura, organizzando una piattaforma online contente 50 progetti creati appositamente per il web, e negli ultimi anni ha lavorato per il Centre Pompidou di Parigi, ha organizzato una serie di incontri con netartists da tutto il mondo nel programma Tour du monde du web e nel 2005 \u008f stata membro della giuria del Flash Festival, e per il festival Villette Num\u00e9rique[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-012\/wj-s-project-web-emotions\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/marcomancuso.digicult","article_published_time":"2006-03-02T10:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-10-21T09:50:42+00:00","og_image":[{"width":280,"height":210,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2006\/03\/netart_mk01.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Marco Mancuso","twitter_misc":{"Scritto da":"Marco Mancuso","Tempo di lettura stimato":"20 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-012\/wj-s-project-web-emotions\/","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-012\/wj-s-project-web-emotions\/","name":"Wj-s Project...web Emotions &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-012\/wj-s-project-web-emotions\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-012\/wj-s-project-web-emotions\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2006\/03\/netart_mk01.jpg","datePublished":"2006-03-02T10:00:00+00:00","dateModified":"2020-10-21T09:50:42+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/45d2f7c337924806432405ebfa98b255"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-012\/wj-s-project-web-emotions\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-012\/wj-s-project-web-emotions\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-012\/wj-s-project-web-emotions\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2006\/03\/netart_mk01.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2006\/03\/netart_mk01.jpg","width":280,"height":210},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-012\/wj-s-project-web-emotions\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Wj-s Project&#8230;web Emotions"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/45d2f7c337924806432405ebfa98b255","name":"Marco Mancuso","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cropped-mancuso4-1-96x96.png","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cropped-mancuso4-1-96x96.png","caption":"Marco Mancuso"},"description":"Marco Mancuso \u00e8 critico, curatore e ricercatore, specializzato in arte, filosofia e tecnoscienza. 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