{"id":9936,"date":"2006-03-02T12:00:00","date_gmt":"2006-03-02T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-012\/loren-chasse-photographing-acustic-spaces\/"},"modified":"2020-10-21T10:48:15","modified_gmt":"2020-10-21T09:48:15","slug":"loren-chasse-photographing-acustic-spaces","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-012\/loren-chasse-photographing-acustic-spaces\/","title":{"rendered":"Loren Chasse, Fotografare Spazi Acustici"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">L&#8217;americano <span class=\"testo_iframebold\">Loren Chasse<\/span> \u00e8 sicuramente uno degli artisti pi\u00f9 importanti, a livello mondiale, legati alla relazione ambiente\/suono. La sua capacit\u00e0 di ascoltare, l&#8217;abilit\u00e0 nel trasformare l&#8217;oggetto in &#8220;strumento musicale&#8221; sono, probabilmente, alcune delle caratteristiche che maggiormente identificano il suo lavoro.<\/p>\n<p align=\"justify\">Se i field recordings sono sempre pi\u00f9 comuni nella musica &#8220;sperimentale&#8221;, Loren Chasse non si limita ad un uso estraneo del suono, ma riesce, con i suoi microfoni, a fotografare in modo rappresentativo gli spazi acustici in cui lavora.<\/p>\n<p align=\"justify\">Chasse \u00e8 capace di spostare i confini &#8220;tradizionali&#8221; dell&#8217;arte rendendo molto poco cristalline, ammesso che in questo caso esistano, le differenze tra musica e sound art. Oltre alla sua attivit\u00e0 come musicista e alle numerose collaborazioni che lo coinvolgono \u00e8 anche insegnante alla San Francisco School District dove organizza workshop sulla capacit\u00e0 d&#8217;ascolto e sulla creativit\u00e0 ad esso collegata.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag12\/articoli\/img\/elettronica_lucabergero02.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Luca Bergero<\/strong>: <\/span> <span class=\"testo_iframebold\">Nel 2004 ho avuto la possibilit\u00e0 di assistere a un tuo concerto, mi piacque molto il tuo &#8220;immergerti&#8221; nel pubblico, cancellare la distanza tra te e l&#8217;ascoltatore. Mi puoi parlare di come sviluppi le tue performance live? Quale grado di flessibilit\u00e0 lasci ad ogni evento in relazione al rapporto con il pubblico? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Loren Chasse<\/strong>:<\/span> Le mie performance sono molto legate all&#8217;uso dello spazio come &#8216;strumento&#8217;. Solitamente c&#8217;\u00e8 una piccola distanza tra me e l&#8217;ascoltatore perch\u00e9 i suoni che mi piace fare sono generati da delicati gesti fisici che devono essere osservati da vicino. Spesso i suoni vengono amplificati solo acusticamente, dalla sala, e sono relativamente calmi. I suoni della sala e del pubblico sono sempre inclusi nel &#8216;mix&#8217;. Lavoro in prossimit\u00e0 delle orecchie di ogni ascoltatore in modo da ottenere una sorta di intimit\u00e0 per ogni suono, qualcosa di individuale, magari anche privato, per ogni orecchio nella sala.<\/p>\n<p align=\"justify\">Mi rendo conto di non poter veramente &#8216;comporre&#8217; una performance prima che essa accada. Al massimo posso &#8216;coreografare&#8217; i miei movimenti nello spazio, pensando a questo cammino come allo spazio stereofonico su cui intendo investigare. Cerco al massimo di riconoscere un set di possibilit\u00e0 per lo spazio e la situazione della performance: quello che mi prefiggo \u00e8 che alcune di esse effettivamente accadano. Al concerto a cui hai assistito ho notato che alcuni bambini nel teatro mi seguivano mentre mi muovevo tra diversi oggetti sistemati sul pavimento. Mi guardavano molto da vicino, con l&#8217;affascinate disattenzione propria dei bambini, e volevano imitare i miei gesti e toccare gli oggetti quando avevo finito di usarli. Appena si sentirono a proprio agio, si unirono a me mentre agitavo della ghiaia o contorcevo del legno.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag12\/articoli\/img\/elettronica_lucabergero03.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Luca Bergero<\/strong>: Molte delle cose che ho letto su di te parlano della tua concezione dei microfoni come estensioni delle orecchie. Da quando hai iniziato a lavorare con i field recordings com&#8217;\u00e8 cambiato il tuo sentire quotidiano? Riesci a separare completamente i momenti in cui hai la possibilit\u00e0 di catturare i suoni dagli altri?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Loren Chasse<\/strong>:<\/span> Uso tanto il microfono e prendo ispirazione da una certa inutilit\u00e0 nella registrazione del suono. Il momento non suona mai cos\u00ec bene una volta che \u00e8 stato registrato. Questo \u00e8 il motivo per cui nelle performance mi piace creare un&#8217;esperienza d&#8217;ascolto naturale, non mediata dalla tecnologia. Solitamente uso un microfono per registrare il suono delle mie azioni in modo che dopo la performance il pubblico possa ascoltare una versione registrata di quello che hanno sentito e di quello che mi hanno visto fare. Nei miei lavori registrati mi piace ottenere i suoni nel modo in cui vengono trasformati ed esagerati dall&#8217;ambiente, magari anche dando una qualit\u00e0 fisica che implica qualcosa sulla situazione e sulle circostanze in cui erano stati realizzati o trovati.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag12\/articoli\/img\/elettronica_lucabergero04.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Luca Bergero<\/strong>: <\/span> <span class=\"testo_iframebold\">Ogni ambiente ha caratteristiche sonore particolari. Come relazioni e modifichi l&#8217;audio allo spazio in cui hai occasione di proporre i tuoi lavori? I lavori che crei per le gallerie d&#8217;arte ti richiedono un approccio diverso?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Loren Chasse<\/strong>:<\/span> Non so dire se realmente faccio distinzione tra lavori per le gallerie d&#8217;arte e lavori per altri luoghi. E&#8217; sempre relativo allo spazio specifico. Sono delle scale? Balconi? Finestre? Cancellate? Legno? Pietra? Moquette? Metallo? C&#8217;\u00e8 un accesso alle sale adiacenti? Ci sono sedie fisse nel luogo? Gli spettatori possono muoversi liberamente nella sala? Sicuramente, una differenza relativa al tipo di luogo della performance che pu\u00f2 influenzare il mio approccio potrebbe essere una sorta di &#8216;speranza&#8217; che un particolare tipo di pubblico possa venire all&#8217;evento. Ci sono molte &#8216;subculture&#8217; nei luoghi in cui miei lavori vengono accolti e devo riconoscere che alcuni spettatori sono pi\u00f9 &#8216;innocenti&#8217; di altri, oppure hanno una maggiore esperienza o per lo meno un&#8217;esperienza differente.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Luca Bergero<\/strong>: <\/span> <span class=\"testo_iframebold\">Parte dei tuoi lavori coinvolgono i bambini. Che tipo di reazioni hanno verso i progetti che presenti loro? In che modo la relazione con degli ascoltatori &#8220;puri&#8221; influenza il tuo lavoro?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Loren Chasse<\/strong>:<\/span> Lavorare con in bambini mi da la libert\u00e0 di sfruttare pi\u00f9 possibilit\u00e0. Non sono auto-consapevoli e cos\u00ec mi rendo conto di diventare a mia volta meno auto-consapevole. I bambini non cercano e non ascoltano una &#8216;personalit\u00e0&#8217; all&#8217;interno del lavoro, hanno bisogno di una gratificazione immediata dei loro sensi; cos\u00ec tendo a essere pi\u00f9 fisico nel mio approccio e per creare il suono cerco di usare oggetti, che sono molto pi\u00f9 affascinanti. Tengo inoltre molto in considerazione il fatto che i suoni non siano troppo &#8216;violenti&#8217; o forti per le orecchie dei bambini.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag12\/articoli\/img\/elettronica_lucabergero05.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Luca Bergero<\/strong>: <\/span><span class=\"testo_iframebold\">Quanto sono importanti le collaborazioni nel tuo percorso artistico? In quale modo il confronto con altri musicisti\/artisti interviene nella crescita e realizzazione di nuovi progetti? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Loren Chasse<\/strong>:<\/span> Le collaborazioni possono essere molto appaganti. E&#8217; una relazione che impone delle limitazioni, a volta eccitanti ma a volte anche frustranti. Per me le collaborazioni sono pi\u00f9 di successo quando ho un&#8217;amicizia o almeno una relazione personale, che va pi\u00f9 a fondo della subcultura della soundart. Ultimamente sono pi\u00f9 interessato a lavorare con persone di altri settori, le cui motivazioni possono essere leggermente differenti dalle mie. Attualmente sono coinvolto in un progetto con un&#8217;organizzazione di Londra chiamata Proboscis. Sono interessati nella &#8216;pratica&#8217; della libera distribuzione la quale pu\u00f2 portare a prospettive-spesso attraverso la creativit\u00e0-di lavorare in nuovi settori.<\/p>\n<p align=\"justify\">Proboscis tipicamente mette insieme artisti e persone coinvolte in diversi settori, economia, neurologia, educazione, cartografia, comunicazione, etc. con la speranza che i due campi vengano reciprocamente ispirati nell&#8217;innovare nuove pratiche e sviluppare nuovi criteri decisionali. In particolare il mio progetto comprende il lavoro con una scuola pubblica, nel mappare il vicinato in accordo con le esperienze sonore degli studenti. Inoltre, stiamo analizzando delle &#8216;tipologie&#8217; di spazi sonori a Londra e il modo in cui la gente ascolta i propri ambienti nella vita quotidiana.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag12\/articoli\/img\/elettronica_lucabergero06.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Luca Bergero<\/strong>: Qual&#8217;\u00e8, se esiste, il limite tra musica e &#8220;sound art&#8221;?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Loren Chasse<\/strong>:<\/span> Penso che il limite immaginario cambi continuamente. Le mie attivit\u00e0 in gruppi come <span class=\"testo_iframebold\">Thuja, The Child Readers, The Blithe Sons and Of<\/span> (anche chiamato Jewelled Antler music) non sono pi\u00f9 cos\u00ec separate dalle attivit\u00e0 svolte a mio nome. E&#8217; piuttosto una divisione tra la cultura della &#8216;sound art&#8217; e la cultura della musica alternativa\/sperimentale\/psichedelica (quanti nomi!), ma ora ci sono festival ed eventi (anche in grandi musei) che invitano artisti da entrambi i &#8216;campi&#8217;. Cos\u00ec in realt\u00e0 questo confine si dissolve, i due mondi, ascoltando e riconoscendosi &#8220;nell&#8217;altro&#8221;, iniziano a mescolarsi.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Luca Bergero<\/strong>: Quali sono i tuoi impegni attuali? Hai in programma di tornare qui in Italia?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Loren Chasse<\/strong>:<\/span> Ogni estate faccio un giro dove mi invitano. Ho dei buoni amici a Torino (un gruppo chiamato <span class=\"testo_iframebold\">My Cat is An Alien<\/span>) e spero d&#8217;incontrarli di nuovo e di collaborare con loro. Inoltre vorrei andare a trovare di nuovo qualche amico a Milano e Udine. Questi incontri potrebbero portare a delle collaborazioni\u0085La prossima estate immagino avr\u00f2 delle possibilit\u00e0 in Estonia e Lettonia, lavorer\u00f2 con alcuni amici in Svizzera e in Spagna. Suppongo andr\u00f2 dove mi porter\u00e0 il vento!.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.23five.org\/lchasse\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.23five.org\/lchasse\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;americano Loren Chasse \u008f sicuramente uno degli artisti pi\u009d importanti, a livello mondiale, legati alla relazione ambiente\/suono. 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