{"id":9931,"date":"2006-01-25T12:00:00","date_gmt":"2006-01-25T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-011\/gleetchplug-noise-generation\/"},"modified":"2020-12-11T11:23:34","modified_gmt":"2020-12-11T10:23:34","slug":"gleetchplug-noise-generation","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-011\/gleetchplug-noise-generation\/","title":{"rendered":"Gleetchplug: Generazione Rumore"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">GleechtPlug<\/span> \u00e8 un software audio orientato alla produzione di sonorit\u00e0 gleecht e noise per mezzo di processi matematici. Il punto interessante \u00e8 la modalit\u00e0 con cui lo strumento lavora e produce i suoni, una modalit\u00e0 comune agli artisti che abbracciano le metodologie generative nel campo della creativit\u00e0 sperimentale. Analogamente <span class=\"testo_iframebold\">oM<\/span> \u00e8 un vero e proprio player di musica generativa, in grado cio\u00e8 di generare autonomamente musica ambient che cambia a ogni ascolto, per esperienze di ascolto assolutamente uniche e irripetibili<\/p>\n<p align=\"justify\">Ho chiesto a <span class=\"testo_iframebold\">Giorgio Sancristoforo a.k.a. Tobor Experiment<\/span>, autore di questi due software, alcune delucidazioni sul suo lavoro e sull&#8217;arte generativa in generale, ottenedo alcune interessanti considerazioni su come potrebbe cambiare lo scenario musicale nei prossimi anni in funzione delle sperimentazioni e delle contaminazioni apportate dagli artisti del codice (generativi e non) alla musica elettronica, alla composizione digitale, alla fruzioni della musica stessa e non ultimo a quella sound art sempre pi\u00f9 desiderosa di nuovi confini e stimolanti prospettive. Uno quadro, quello descritto da Giorgio Sancristoforo, nemmeno cos\u00ec sfocato nel tempo e al contempo assolutamente affascinante.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/softwareart_fabiofranchino01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Fabio Franchino<\/strong>: Parlami della tua attitudine come musicista e sviluppatore di software.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Giorgio Sancristoforo<\/strong>: <\/span>Mentre costruisco un software faccio musica. La programmazione, se sono nel trip del digitale, \u00e8 parte integrante del processo creativo. Il mezzo diventa il messaggio, o per lo meno \u00e8 fuso in maniera quasi indistinguibile in esso. La creativit\u00e0 in quel senso, \u00e8 come un oscillatore, \u00e8 un circuito di feedback controllato. Hai un&#8217;idea di un dsp, lo butti in un software ed esso ti premette di creare degli oggetti sonori, poi quella &#8220;musica&#8221; ti guida a creare altro software. E&#8217; quasi un moto perpetuo. Ma come ogni musicista ritengo essenziale anche l&#8217;ascolto, e quindi fra un software o la stesura di una linea di basso, ascolto centinaia di dischi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma non mi ritengo un musicista professionista e non credo lo farei per lavoro. E&#8217; una nicchia che mi sono scavato con gli anni e non intendo sbatterci troppo la testa. L&#8217;attivit\u00e0 di fonico e di montatore mi prende gi\u00e0 molto tempo. La musica \u00e8 un cibo per lo spirito.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/softwareart_fabiofranchino05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Fabio Franchino<\/strong>: Personalmente trovo il tuo software molto interessante in situazioni di performance o installazioni live.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Giorgio Sancristoforo<\/strong>:<\/span> L&#8217;obbiettivo di ogni software che scrivo \u00e8 la performance dal vivo. Sia un live set che un&#8217;istallazione sono i punti cardine della strategia di programmazione. In questi termini potremmo parlare quasi di liuteria digitale. Mi piace immaginare quello che faccio come veri strumenti musicali e non come programmi di word processing. Spesso ricevo mail di artisti che usano il mio software e in tutta sincerit\u00e0 mi fanno molto pi\u00f9 piacere quelle mail di un complimento per una canzone che ho scritto. Una cantante\/songwriter francese, Terad\u00e9lie, ha usato molto i miei plugins, e cos\u00ec tanti altri artisti in giro per il mondo.<\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Fabio Franchino<\/strong>: Cosa pensi del concetto di generative-art? Ti riconosci in qualche modo?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Giorgio Sancristoforo<\/strong>:<\/span> L&#8217;arte generativa sfrutta un paradigma tecnologico che sar\u00e0 responsabile di enormi cambiamenti in un futuro non troppo lontano. La produzione musicale elettronica ha raggiunto una certa saturazione. Un tempo era facile stare dietro agli artisti emergenti, oggi, il numero di persone coinvolte nella produzione musicale elettronica \u00e8 enorme e i mezzi sono a disposizione di tutti. Certi generi musicali e tutta una serie di derivazioni di essi, saranno cos\u00ec probabilmente coinvolti da una trasformazione radicale.<\/p>\n<p align=\"justify\">In termini di innovazione tecnologica, i produttori di strumenti musicali hanno fatto poco. Negli gli anni abbiamo assistito alla nascita di nuove forme di sintesi del suono e alla rinascita di altre cadute in disuso, ma fondamentalmente, il processo creativo \u00e8 rimasto immutato.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/softwareart_fabiofranchino04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Azzardo l&#8217;ipotesi che la prossima vera generazione di strumenti elettronici hardware, diciamo la groovebox del futuro prossimo, implementer\u00e0 nuove forme di composizione musicale, piuttosto che nuovi banchi di suoni alla moda. Fin&#8217;ora si \u00e8 dato grande importanza alla generazione del suono e nulla o pochissimo, al modo in cui i suoni vengono gestiti all&#8217;interno di una struttura musicale. Il giocattolo musicale di domani dar\u00e0 invece gran peso ai metodi compositivi e le tecnologie generative giocheranno un ruolo fondamentale in tutto questo.<\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; vero.. oggi c\u00e8 una certa tendenza a scrivere il software, fra i musicisti elettronici. Ma sono sicuro che rester\u00e0 quello che \u00e8, un fenomeno di nicchia, perch\u00e8 l&#8217;accesso al know how che \u00e8 richiesto per programmare anche una patch con un linguaggio grafico e semplice come Max \u00e8 dipendente da una serie di conoscenze che scoraggiano in fretta molti, che si spaventano facilmente se sentono parlare della serie di Fourier o la frequenza di Nyquist.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/softwareart_fabiofranchino06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Gli inventori\/musicisti rimarranno un&#8217;avanguardia necessaria, cos\u00ec come \u00e8 sempre stato, ma il vero passo tecnologico lo faranno le grandi aziende che producono strumenti per la massa. Il mercato della musica elettronica \u00e8 vario e fiorente, qualcuno prima o poi creer\u00e0 macchine pro o semi-pro che implementano sistemi generativi, st\u00e0 gi\u00e0 iniziando oggi, basta guardare attentamente alcune features di <span class=\"testo_iframebold\">Ableton Live<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il fascino delle mani sulla macchina rimarr\u00e0 intatto, perch\u00e8 il livello della cura del dettaglio sar\u00e0 sempre una scelta e un diritto del compositore; quello che cambier\u00e0, sar\u00e0 il procedimento creativo. Invece di comporre strutture musicali come se stessimo disegnando ogni fotogramma di un film, curando ogni singolo particolare, i sistemi generativi ci permetteranno di creare &#8220;semi&#8221; (cio\u00e8 sviluppare delle regole) che si evolveranno pi\u00f9 o meno autonomamente.<\/p>\n<p align=\"justify\">La musica alternativa del futuro si comporter\u00e0 come un essere vivente molto primitivo. In questo senso, avremo fra le mani, strumenti musicali davvero moderni (buffo,no?). Naturalmente non sto profetizzando la morte del pianoforte&#8230; ci mancherebbe, \u00e8 come il computer, non ha sostituito la carta stampata, ma la gente lo usa tutti i giorni per fare cose incredibili.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/softwareart_fabiofranchino07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ci\u00f2 che sfumer\u00e0 lentamente nell&#8217;obsoleto assieme al MIDI sono il CD e i file audio come l&#8217;mp3 o l&#8217;aiff. La musica elettronica non sar\u00e0 pi\u00f9 musica in scatola. La tecnologia generativa gi\u00e0 ci permette tutto questo, \u00e8 solo una questione di tempo, ma presto la musica &#8220;riprodotta&#8221; lascier\u00e0 il passo alla musica &#8220;generata&#8221; in tempo reale. Oggi stesso, se un iPod potesse far girare un software prodotto da terzi e avesse una RAM decente, potrebbe far girare un software in grado di &#8220;generare&#8221; musica in tempo reale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Immagino che il negozio musicale di domani vender\u00e0 software assieme alla musica tradizionale. Pochi secondi e scaricherai sul tuo lettore una patch generativa che produrr\u00e0 la musica ambient\/etnica pi\u00f9 bella che tu abbia mai sentito, la musica cambier\u00e0 ogni volta ad ogni ascolto e potrai manipolare alcune semplici regole, per renderla ancora pi\u00f9 tua, ogni acolto sar\u00e0 unico, come in un live di musica Jazz.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.gleetchplug.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.gleetchplug.com\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GleechtPlug \u008f un software audio orientato alla produzione di sonorit\u0088 gleecht e noise per mezzo di processi matematici. Il punto interessante \u008f la modalit\u0088 con cui lo strumento lavora e produce i suoni, una modalit\u0088 comune agli artisti che abbracciano le metodologie generative nel campo della creativit\u0088 sperimentale. 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