{"id":9917,"date":"2006-01-25T12:00:00","date_gmt":"2006-01-25T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-011\/troyano-critical-chile-near-at-the-future\/"},"modified":"2020-10-21T10:34:19","modified_gmt":"2020-10-21T09:34:19","slug":"troyano-critical-chile-near-at-the-future","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/troyano-critical-chile-near-at-the-future\/","title":{"rendered":"Troyano: Cile Critico Alle Soglie Del Futuro"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Troyano<\/span> \u00e8 un collettivo di artisti indipendenti cileni, residenti a <span class=\"testoscuro\">Santiago del Cile<\/span>, che organizza attivit\u00e0 culturali in cui siano connesse arte e tecnologia.<\/p>\n<p align=\"justify\">In occasione della <span class=\"testoscuro\">VII Biennale di Video e Nuovi Media<\/span> (18-27 novembre 2005) il collettivo ha partecipato facendosi carico della cura critica della sezione dedicata ai Nuovi Media, organizzando un simposio internazionale cui hanno preso parte artisti, critici ed attivisti di tutto il mondo. Il progetto, chiamato <span class=\"testo_iframebold\">Elena<\/span> in onore del virus che si installa in un Hard Disk cancellandone i dati, si propone di fare un quadro critico della produzione culturale, critica ed artistica che negli ultimi dieci anni si \u00e8 appoggiata sull&#8217;uso cosciente delle nuove tecnologie.<\/p>\n<p align=\"justify\">Una spinta finalizzata a proporre all&#8217;interno della societ\u00e0 contemporanea cilena un dibattito sull&#8217;uso &#8220;creativo&#8221; dei media in opposizione a una visione puramente finanziaria, utilitaristica e commerciale della diffusione della tecnologia. Nel Cile che intrattiene da decenni strette relazioni commerciali con Giappone e Taiwan (e ora la Cina), importante produttore mondiale di rame (fondamentale componente per la produzione di tecnologia) e da sempre proiettato verso una &#8220;modernit\u00e0&#8221; affidabile e dinamica (ma anche neoliberista e rassicurante per l&#8217;Occidente), la posizione critica del gruppo Troyano appare priva di fondamento.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/hackart_lucreziacippitelli01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Eppure proporre un uso critico e sociale dei Media \u00e8 una presa di posizione ferma e radicale in un paese che, uscito formalmente da pi\u00f9 di dieci anni dalla dittatura di Pinochet, \u00e8 tuttavia guidato dalla stessa burocrazia che faceva parte della passata dittatura militare, ha vissuto negli ultimi dieci anni (come la vicina Argentina) una spietata privatizzazione dello stato sociale, non ha ancora legalizzato l&#8217;aborto (e ha ottenuto il divorzio solo nel 2004) e in cui i contrasti (e quindi i conflitti) sociali sono ancora radicali e si risolvono spesso semplicisticamente nel dualismo &#8220;Ufficialit\u00e0&#8221; vs &#8220;Panamericanismo militante e rivoluzionario&#8221; senza contemplare altre forme pi\u00f9 complesse di dissenso.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;intervista a tre dei quattro integranti del gruppo (che \u00e8 formato da <span class=\"testo_iframebold\">Ignacio nieto, Italo tello, Ricardo Vega ed Alejando Albornoz<\/span>) \u00e8 una riflessione collettiva sull&#8217;esperienza di Troyano all&#8217;interno della Biennale ed \u00e8 stata realizzata il giorno della chiusura ufficiale delle attivit\u00e0.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/hackart_lucreziacippitelli02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>L.C.<\/strong>: Inizierei chiedendovi come mai avete deciso di partecipare come collettivo di artisti proponendo un progetto curatoriale.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Ignacio Nieto<\/strong>: <\/span>Si \u00e8 trattato principalmente di un&#8217;emergenza: non esisteva fino ad ora una geografia dei Nuovi Media in Cile. Tutto \u00e8 iniziato a Rosario, Argentina, dove abbiamo partecipato a un festival dedicato ai Nuovi Media. L\u00ec ci siamo accorti che mentre in quel paese il tema era gi\u00e0 stato affrontato in maniera critica ed anche fattiva, qui mancava del tutto un&#8217;attenzione specifica. Il progetto di comporci come collettivo e di partecipare alla Biennale \u00e8 finalizzato a rendere visibili pratiche culturali contemporanee relazionate con le nuove tecnologie, considerando ed esplorando non solo progetti artistici ma anche aree che hanno una consistenza pi\u00f9 sociale e politica.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Ricardo Vega<\/strong>: <\/span>In questo paese a fronte di una enorme commercializzazione degli strumenti elettronici e digitali, non esiste una consapevolezza sulle possibilit\u00e0 offerte da queste nuove tecnologie. Di contro, all&#8217;idea di innovazione e progresso portata avanti da chi governa il Paese (il Cile \u00e8 lo stato latino americano con maggior numero di contratti per connessioni a Internet, pi\u00f9 del Messico, n.d.r) c&#8217;\u00e8 la realt\u00e0: questo Paese non produce tecnologia ma la <em>consuma <\/em>. Ci siamo interrogati su questo: che dialogo possiamo avere con la tecnologia se la consumiamo e basta?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Italo Tello<\/strong>: <\/span> Un&#8217;altra nota curiosa: nelle nostre universit\u00e0, a differenza di altri paesi latini, sono stati programmaticamente aperti e implementati laboratori multimediali: a questo non corrisponde, a livello medio, una consapevolezza tecnologica che vada oltre l&#8217;essere un utente medio. Nessuno si mette a vedere come \u00e8 costruita e sviluppata una macchina <em>dall&#8217;interno <\/em>, non esistono nemmeno corsi di studio appropriati. In pi\u00f9 non ci sono referenti culturali locali che abbiano approfondito o proposto un&#8217;analisi dei Nuovi Media. Chi studia arte studia Picasso e Duchamp ma non si pone nemmeno il problema di lavorare sulle tecnologie, perch\u00e9 qui, a differenza di un paese vicino come l&#8217;Argentina, i percorsi formativi artistici non contemplano temi come la Net Art, le pratiche Hacker&#8230;<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/hackart_lucreziacippitelli03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>L.C.<\/strong>:\u00a0In qualche modo arrivano voci dal dibattito internazionale degli ultimi anni su queste &#8220;nuove&#8221; pratiche artistiche?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Italo Tello<\/strong>: <\/span> I referenti artistici, qui in Cile, sono piuttosto teorici e artisti che hanno lavorato negli anni Settanta e Ottanta.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Ricardo Vega<\/strong>:<\/span> Ci sono persone pi\u00f9 preparate, ma sono &#8220;isole&#8221;. E&#8217; difficile includere e far circolare il tema delle tecnologie nella discussione pi\u00f9 ampia che riguarda l&#8217;arte contemporanea e la sua critica. Vorrei anche sottolineare che il nostro interesse va al di l\u00e0 dell&#8217;arte: io sono disegnatore ma mi interessano queste pratiche, questi nuovi modelli ermeneutici e paradigmi comunicativi nella societ\u00e0. A livello collettivo quindi, e non solo dell&#8217;individuo\/artista.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/hackart_lucreziacippitelli07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: A proposito di possibilit\u00e0 di riflessioni e anche produzioni collettive (e quindi condivise) offerte dalle nuove tecnologie, mi \u00e8 sembrato molto interessante constatare in questi giorni come alcuni strumenti siano realmente condivisi a livello globale, senza confini politici o geografici, all&#8217;interno della comunit\u00e0 che lavora, gioca e produce senso usando sostanzialmente un computer e Internet. Penso in particolare alla <em>performance <\/em> audiovisiva di Flash Attack dall&#8217;Argentina + CES dal Cile, in cui l&#8217;artista argentino ha proposto una visualizzazione basata su FLxER, il video mixer basato su Flash Mx inventato in Italia, o alla presentazione del Proyecto Nomade (Argentina) sulle suites per PC sviluppate con Linux e finalizzate ad un uso &#8220;creativo&#8221; dei computer, durante la quale tra i mille progetti proposti si \u00e8 parlato anche di DyneBolic, il sistema operativo su cd sviluppato dal 2001 da un hacker italiano, Jaromil, insieme ad altri hackers che fanno parte del&#8217;area &#8220;tech&#8221; dell&#8217;ex spazio sociale Bulk di Milano. Progetti che sono arrivati qui e sono usati e distribuiti e presentati come se fossero realmente parte di un patrimonio culturale non solo condiviso, ma anche <em>vicino <\/em>&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Ricardo Vega<\/strong>:\u00a0Il solo fatto che voi tutti siate qui \u00e8 parte di questo processo di avvicinamento e di cooperazione. Abbiamo scambiato per dieci giorni le informazioni in maniera orizzontale e diretta. Non siete qui portandoci notizie come si trattasse di una <em>pioggia mistica <\/em> che ci arriva dal Primo Mondo, ma piuttosto stiamo scambiando le nostre idee su temi che ci sono comuni \u0096 l&#8217;uso di alcuni strumenti \u0096 pur rimanendo intatte le nostre identit\u00e0 locali.<\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: Mi dicevate che in questo paese si sta investendo parecchio in tecnologia. Alcune fermate della metropolitana di Santiago sono dotate di accesso gratuito a Internet con il Wi-Fi (senza sognare l&#8217;impossibile per Roma dove vivo, nemmeno a Parigi si vedono queste cose). In pi\u00f9 esiste anche una Biennale di Nuovi Media che \u00e8 l&#8217;unica al mondo ad essere arrivata alla sua settima edizione (significa 14 anni di attivit\u00e0!). Cosa c&#8217;\u00e8 che non va allora?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Italo Tello<\/strong>: <\/span> La mancanza di una volont\u00e0 di andare oltre il consumo. Come collettivo ci piacerebbe dimostrare che anche con investimenti economici minimi, ma consapevoli, e la voglia di comunicare si possono fare cose incredibili.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Ricardo Vega<\/strong>: <\/span> Siamo pionieri in America Latina in termini di connettivit\u00e0, ma c&#8217;\u00e8 l&#8217;altra faccia della medaglia: non sappiamo come usarla. La Biennale dei Nuovi Media ne \u00e8 proprio l&#8217;esempio. Innanzitutto era fino all&#8217;edizione passata una Biennale di Video, e anche ora che ha cambiato nome rimane prevalentemente una kermesse dedicata al video. Non c&#8217;\u00e8 un adeguato contenuto all&#8217;interno del contenitore, che comunque lo guardi rimane mezzo vuoto. L&#8217;infrastruttura ufficiale che propone l&#8217;avanzamento tecnologico \u00e8 priva di contenuti e prettamente commerciale, portata avanti da un mondo imprenditoriale che muove molto denaro vende l&#8217;immagine del Cile come un Paese &#8220;sviluppato&#8221;, &#8220;avanzato&#8221;&#8230;<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/hackart_lucreziacippitelli08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: &#8230;e quindi anche &#8220;democratico&#8221; ed &#8220;affidabile&#8221;&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Ricardo Vega<\/strong>: <\/span> &#8230;e dall&#8217;altra parte c&#8217;\u00e8 la societ\u00e0 civile che non usufruisce di questo &#8220;sviluppo&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Ignacio Nieto<\/strong>: <\/span> La gente punta a <em>comprare <\/em> l&#8217;ultimo modello di cellulare, super costoso, che magari ha anche la macchina fotografica incorporata. E poi non sa che farsene. E&#8217; solo questione di <em>status <\/em> e di consumo, anche (se non soprattutto) a livelli sociali pi\u00f9 bassi. Un&#8217;altra nota interessante, collegandomi al discorso fatto su <em>produzione <\/em>e <em>consumo<\/em>: storicamente il Cile \u00e8 un paese che ha sviluppato un importante produzione musicale d&#8217;Avanguardia. La musica elettroacustica in Cile ha una storia di pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni. E&#8217; un circuito molto vicino alla produzione di tecnologia ed agli studi ingegneristici, ma \u00e8 molto chiuso: i pionieri di queste sperimentazioni costruivano loro stessi le macchine su cui lavoravano. Computer con 7 Kb di memoria&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Italo Tello<\/strong>:\u00a0<\/span> Come diceva Ignacio qui puoi andare a visitare una casa poverissima in un quartiere molto modesto della citt\u00e0, in cui la gente vive con nulla, per\u00f2 possiede un enorme televisore, o un cellulare all&#8217;ultima moda. Il problema \u00e8 che non lo usa come strumento di espressione e di critica del sistema. Come gli artisti cubani di cui hai parlato tu, che con uno slide show di fotografie scattate nel quartiere riescono a raggiungere dei livelli di critica e comunicazione e partecipazione profondi. Qui in Cile non esistono esperienze simili. Anzi, possiamo dire questo: il Cile \u00e8 un paese diviso in due. Da un lato chi ha sviluppato un linguaggio critico ed espressivo strettamente legato alla dittatura di Pinochet; quindi ricorre all&#8217;estetica della barricata, al tema della contrcultura, dei <em>desaparecidos <\/em>, della politica e della periferia. Dall&#8217;altra parte c&#8217;\u00e8 la generazione cresciuta con Mtv ed il Nintendo ed i videogiochi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa generazione non ha referenti. Non esistono, in Cile, referenti critici che si occupino di analizzare la produzione culturale che si realizza e sviluppa con i Nuovi Media, n\u00e9 tantomeno la critica sociale che questi implicano.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/hackart_lucreziacippitelli06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: Esiste una comunit\u00e0 Hacker?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Italo Tello<\/strong>: <\/span> Si, ma \u00e8 completamente rivolta a montare hadware e software. Non fa politica. Non fa critica culturale. Non costruisce comunit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: Datemi una vostra definizione di Nuovi Media<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Ignacio Nieto<\/strong>: <\/span> Innanzitutto \u00e8 una definizione po&#8217; problematica da dare e inoltre \u00e8 un concetto che non condivido. Credo anche che sia una dicitura molto commerciale, che tenta di raggruppare tutta una serie di pratiche ancora poco circoscritte.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Italo Tello<\/strong>: <\/span> E&#8217; un termine standard e credo sia un errore collegarlo solo al computer. Ogni epoca ha i suoi nuovi media. L&#8217;errore \u00e8 darli un significato fisso e chiuso: si sviluppa col tempo ed \u00e8 collegato alla ricerca.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Ricardo Vega<\/strong>:<\/span>\u00a0Spesso si vuole rinchiudere tutto il senso del termine nel <em>dispositivo<\/em>, tralasciando da parte tutto ci\u00f2 che implica lo sviluppo di capacit\u00e0, conoscenze, pensiero e creativit\u00e0. Se parliamo di Arte Genetica vediamo che ogni significato accertato si ribalta per esempio&#8230;perch\u00e9 \u00e8 qualcosa di completamente multidisciplinario: arte scienza, biologia.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/hackart_lucreziacippitelli11.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: Come avete costruito la curatoria alla Biennale? Perch\u00e9 avete scelto di presentarvi come un collettivo? Perch\u00e9 l&#8217;idea di un virus? Come avete scelto gli artisti?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Italo Tello<\/strong>: <\/span> Ci siamo fatti carico praticamente di tutta l&#8217;area che all&#8217;interno della dicitura &#8220;Biennale di Video e Nuovi Media&#8221; avesse a che fare con i Nuovi Media. Abbiamo scritto una convocatoria dividendola in temi: Net Art, Software Art, Tactical Media. Abbiamo incluso esperienze che in Cile lavorano anche con le nuove tecnologie ma non a progetti propriamente artistici quanto piuttosto sociali. Ad esempio il canale televisivo pirata e comunitario <span class=\"testo_iframebold\">Se\u00f1al 3<\/span> che trasmette nel suo quartiere (La Victoria, quartiere occupato negli anni Sessanta e divenuto durante la dittatura un&#8217;area di resistenza culturale \u0096 e non solo \u0096 all&#8217;interno di Santiago, n.d.r.), o l&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Associazione Software Libre<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Ignacio Nieto<\/strong>: <\/span> Come collettivo abbiamo lavorato pi\u00f9 come &#8220;archiviatori&#8221; che come &#8220;critici&#8221;. Abbiamo portato avanti un lavoro quasi storiografico di raccolta di temi e testi. Credo che in questo momento il livello critico sui nuovi media sarebbe troppo pretenzioso e complicato da portare avanti. Per quanto riguarda l&#8217;idea del virus, un virus \u00e8 un codice che entra nel computer. Il nome lo abbiamo trovato nell&#8217;archivio di definizione di virus di McAfee: certo c&#8217;erano nomi pi\u00f9 divertenti, ma &#8220;Elena&#8221; stava molto bene con il nome del nostro collettivo, Troyano e Elena di Troia. Il virus &#8220;Elena&#8221; ha come caratteristica quella di installarsi nell&#8217;hard disk di un pc e di cancellarne tutti i dati. La nostra operazione si proponeva di installarsi all&#8217;interno dell&#8217; spazio della Biennale, cancellarne i presupposti e riscrivere una nuova storia.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/hackart_lucreziacippitelli09.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: Credo che a livello generale l&#8217;aspetto pi\u00f9 interessante di quest&#8217;esperienza sia stata la costruzione di un network tra le persone che qui, oltre a fare le proprie presentazioni, hanno potuto conoscersi e condividere in maniera vera e poco accademica idee, capacit\u00e0, risorse. Come si svilupper\u00e0 in futuro il lavoro che avete iniziato con questo progetto?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Ignacio Nieto<\/strong>: <\/span> Dovremo prima di tutto mettere on line il materiale editoriale che si \u00e8 sviluppato durante le conferenze.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Italo Tello<\/strong>: <\/span> Si tratta di capitalizzare tutto quello che \u00e8 stato detto e registrarlo in un catalogo, o un DVD, che diventi un referente locale \u0096 che sottolineo di nuovo in questo paese manca &#8211; sui Nuovi Media.<\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: Quali sono i risultati che pi\u00f9 vi convincono del progetto &#8220;Elena&#8221;?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Ricardo Vega<\/strong>:\u00a0<\/span>Che esiste una pratica, un modo di agire intendo, che \u00e8 condiviso tra persone che hanno storie origini e provenienze completamente diverse. La consapevolezza che stiamo affrontando con strumenti instabili ed esperienza pregressa, problematiche e pratiche ancora da mettere a punto, ed ora sappiamo che esistono anche dei presupposti fattivi che ci permettono di lavorare insieme, come i vasi comunicanti. Aggiungo anche che secondo me l&#8217;operazione di &#8220;riscrittura&#8221; dell&#8217;Hard Disk ha funzionato ed \u00e8 stata effettiva.<\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: A questo proposito mi pare che l&#8217;operazione &#8220;Elena&#8221; abbia effettivamente \u0096 a livello locale oltre che internazionale \u0096 avuto il grande merito di diventare spazio di coincidenza di molte tensioni che si muovono in questa direzione. A differenti livelli: musica, software libero, attivismo, critica culturale. Esperienze che secondo la mia impressione, prima andavano avanti in maniera parallela, senza collegarsi.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Italo Tello<\/strong>: <\/span> Qualcuno ci ha detto che siamo stati pretenziosi e troppo elitari, che le nostre proposte non potevano raggiungere un grande pubblico. Credo che questo implichi per\u00f2 che il salto \u00e8 stato fatto e che l&#8217;esperienza sia un punto di partenza a cui molta gente ora guarda.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/hackart_lucreziacippitelli10.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: Mi interessa molto l&#8217;ipotesi secondo cui i Nuovi Media costituirebbero una possibilit\u00e0 e una potenzialit\u00e0 importante di comunicazione ed espressione indipendente della propria identit\u00e0 per i paesi cos\u00ec detti in &#8220;via di sviluppo&#8221;. Che idea avete al riguardo?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Ricardo Vega<\/strong>: <\/span> Dato per scontato che finora abbiamo parlato comunque di pratiche che nell&#8217;ecosistema dei paesi del sud del mondo sono molto elitarie, mi interesserebbe molto analizzare le possibilit\u00e0 che si potrebbero sviluppare al di fuori di quest&#8217;area elitaria di &#8220;mediacentrismo&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Italo Tello<\/strong>: <\/span> Il tema dell&#8217;accesso \u00e8 centrale, ed \u00e8 necessario che le aree che stanno fuori da questo &#8220;mediacentrismo&#8221; sono escluse non per mancanza di conoscenze o capacit\u00e0. Questo \u00e8 un tema che mi tocca da vicino perch\u00e9 lavoro in una scuola pubblica di un quartiere estremamente periferico, povero e problematico di Santiago, insegnando arte ai bambini. Un progetto nazionale ha avviato e realizzato la costruzione di laboratori multimediali in varie scuole tra cui questa: decine di computer collegati a Internet con la banda larga. Mi accorgo che il professore, o il responsabile del laboratorio, che hanno l&#8217;incarico di formare i bambini, rapidamente vengono surclassati dalla velocit\u00e0 di apprendimento e dalle capacit\u00e0 di questi bambini. Spesso la scuola deva fare installare dei filtri o degli strumenti di autoprotezione su questi computer, per impedire ai bambini di accedere al sistema e cancellarne i dati durante le loro esplorazioni nelle viscere dei PC. Sono incredibili. Appena indirizzati e dotati di strumenti basilari, sono in grado di realizzare delle cose estremamente interessanti e complesse: come ad esempio partendo dal foglio e le matite, digitalizzare i loro disegni, fare delle animazioni, registrarle su un DVD e poterle guardare a casa loro, sul televisore che fino a poco prima era un altare intoccabile che si poteva guardare senza interagire. E stiamo parlando di bambini che vanno a scuola a tempo pieno, perch\u00e9 altrimenti non mangierebbero. E che hanno in casa un televisore gigantesco&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Ricardo Vega<\/strong>: <\/span>&#8230;in un paese in cui esiste il Wi Fi nella metropolitana e la Biennale dei Nuovi Media.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Ignacio Nieto<\/strong>: <\/span> Chiudo con una metafora sul Cile: all&#8217;interno della Biennale hanno installato, su tavoli fintamente grezzi da falegname, e in maniera fortemente scenografica, una serie di Laptop Sony Vaio, che facevano una vistosa pubblicit\u00e0 alla Sony che li produce. Quest&#8217;area \u00e8 stata chiamata Media Lunch. Qui i computer erano incatenati ai tavoli, ed i PC erano senza connessione a Internet. Il tutto in una Biennale dedicata ai Nuovi Media&#8230;<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.t-r-o-y-a-n-o.cl\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.t-r-o-y-a-n-o.cl<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.bienaldevideo.cl\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.bienaldevideo.cl<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Troyano \u008f un collettivo di artisti indipendenti cileni, residenti a Santiago del Cile, che organizza attivit\u0088 culturali in cui siano connesse arte e tecnologia. In occasione della VII Biennale di Video e Nuovi Media il collettivo ha partecipato facendosi carico della cura critica della sezione dedicata ai Nuovi Media, organizzando un simposio internazionale cui hanno preso parte artisti, critici ed attivisti di tutto il mondo. Il progetto, chiamato Elena in onore del virus che si installa in un Hard Disk cancellandone i dati, si propone di fare un quadro critico della produzione culturale, critica ed artistica che negli ultimi dieci anni si \u008f appoggiata sull&#8217;uso cosciente delle nuove tecnologie<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":30440,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49,239,164],"tags":[48,53],"class_list":["post-9917","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-activism","category-articles","category-issue-011","tag-hacking","tag-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Troyano: Cile Critico Alle Soglie Del Futuro &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/troyano-critical-chile-near-at-the-future\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Troyano: Cile Critico Alle Soglie Del Futuro &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Troyano is a collective of independent Chilean artists from Santiago, which organizes the cultural activities relative to art and technology. 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