{"id":9913,"date":"2006-01-25T12:00:00","date_gmt":"2006-01-25T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-011\/open-doors-to-vjclash\/"},"modified":"2020-10-21T10:31:15","modified_gmt":"2020-10-21T09:31:15","slug":"open-doors-to-vjclash","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-011\/open-doors-to-vjclash\/","title":{"rendered":"Vjclash A Porte Aperte"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/audiovideo_silviabianchi01.jpg\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"titoloscuro\" align=\"justify\">VJCLASH A <span class=\"titolochiaro\">PORTE APERTE<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\">Txt:<br \/>\nSilvia Bianchi<br \/>\nInterview (<a class=\"titolo\" href=\"#gobbo\">Gianluca Del Gobbo<\/a>): Elena Vairani<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/audiovideo_silviabianchi04.gif\" width=\"150\" height=\"100\" align=\"right\" border=\"0\" hspace=\"8\" vspace=\"4\" \/><\/span>La seconda edizione del <span class=\"testoscuro\">LPM-Live Performers Meeting<\/span>, tenutasi a Roma il 9 ed il 10 dello scorso dicembre, ha visto la partecipazione di oltre sessanta artisti provenienti da Italia, Francia, Belgio, Croazia, Thailandia, Danimarca, Inghilterra ed Uruguay.<\/p>\n<p align=\"justify\">Organizzato e prodotto da <span class=\"testo_iframebold\">Flyer Communication LAB<\/span>, in collaborazione con <span class=\"testo_iframebold\">FlxER, Shockart, Deliriouniversale, Homework, Peam, Electronic Art Cafe<\/span>, l&#8217;evento ha avuto luogo negli spazi del <span class=\"testo_iframebold\">Linux Club<\/span>. Le due giornate hanno visto un susseguirsi di workshop, audio-video performance, dj- set e vj-set, permettendo al festival di riaffermarsi come un interessante momento d&#8217;incontro e confronto per gli addetti del settore e un buon punto d&#8217;osservazione per capire e vedere come musica, video e grafica possono essere combinati nelle performance live. Le performance audio-video hanno rappresentato uno dei momenti pi\u00f9 interessanti delle due giornate, come punto di fusione ed evoluzione di vjing e produzione musicale.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;interessante realt\u00e0 emersa dal fiorire di una miriade di performance audio-video \u00e8 quella di una ricerca di tipo contenutistico ed estetico che vede il vj impegnato sempre di pi\u00f9 in un lavoro creativo ed innovativo che lo coinvolge nella pre-produzione oltre che nel live.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nella prima giornata si \u00e8 rivelata molto interessante la performance A\/V di <span class=\"testo_iframebold\">Leo Gullotta e Jemma Temp<\/span>: il risultato particolare del lavoro dei due artisti romani \u00e8 dato dall&#8217;inconsueto incontro tra un concerto per piano ed il vj-set di Jemma, in cui la musica si fonde con una selezione ricercata di immagini lente e sfumate.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/audiovideo_silviabianchi02.jpg\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"audiovideo_silviabianchi_clip_image003.gif\" width=\"1\" height=\"1\" \/>Nel secondo giorno di LPM 05 un posto particolare merita senza dubbio <span class=\"testoscuro\">Monotono<\/span>, il lavoro dei torinesi <span class=\"testo_iframebold\">B<\/span><span class=\"testoscuro\">esegher e Flushing Device<\/span>, un viaggio ottico che rintraccia e indaga i rapporti esistenti tra movimento, luce, colore e la frequenza e il suono da essi generato. Mentre Besegher utilizza i visual come carta da parati, Flushing device descrive uno spazio sonoro dilatato e rarefatto, composto da disturbi sonori naturali e lunghi feedback di chitarre, melodie lineari e beat minimali.<\/p>\n<p align=\"justify\">La notte di sabato si \u00e8 chiusa con la performance audio-video <span class=\"testoscuro\">World Tour<\/span>, nata dalla collaborazione tra il compositore <span class=\"testoscuro\">Forrest Drum e Kinotek<\/span>: il lavoro si configura come un vero e proprio viaggio sonoro, i brani originali sono il frutto di un lavoro di recupero e remix degli elementi strumentali e sonori specifici delle nazioni attraversate. Mentre Forrest Drum utilizza sample di canzoni che rappresentano in modo didascalico la nazione visitata, Kinotek conduce una ricerca parallela nel video, raccogliendo simboli ed immagini specifiche capaci di rievocare il tema del viaggio. World Tour si configura come un lavoro itinerante, che si struttura attraverso la ricerca e la composizione parallela di elementi musicali e visuali propri delle nazioni volta per volta scelte.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo la parte dedicata alle performance audio-video il festival ha riservato le ore notturne di entrambe le giornate al <span class=\"testoscuro\">vj-clash<\/span>; la flessibilit\u00e0 del programma e l&#8217;apertura illimitata verso nuove partecipazioni ha consentito a tutti gli artisti di esibirsi nel corso della serata. Nell&#8217;atmosfera familiare del Linux, vj affermati e non hanno lavorato accanto sui dieci schermi allestiti per l&#8217;occasione. LPM si \u00e8 quindi riaffermato anche in quest&#8217;edizione grazie alle molteplici adesioni e al fermento di novit\u00e0, come spazio aperto alla libert\u00e0 d&#8217;espressione, alla ricerca e alla sperimentazione. <a name=\"gobbo\"><\/a><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/audiovideo_silviabianchi03.jpg\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\">Elena Vairani ha avuto modo di incontrare e intervistare proprio <span class=\"testo_iframebold\">Gianluca Del Gobbo<\/span>, ideatore del progetto sperimentale FLxER.net e<br \/>\nfondatore di Flyer communication, mente e responsabile<br \/>\ndell&#8217;organizzazione del festival LPM. Appassionato di tecnologie,<br \/>\nvideo, sperimentazioni e applicazioni tecniche, durante la serata di<br \/>\nvenerd\u00ec 9 dicembre ha presentato nel corso di un&#8217;introduzione al<br \/>\nfenomeno del live video in Italia e il suo stretto legame con il web,<br \/>\nla nuova versione di FLxER.<\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\">Elena Vairani: Ci presenti brevemente l&#8217;edizione di 2005 del festival LPM?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Gianluca Del Gobbo:<\/span> Il meeting di quest&#8217;anno ha ospitato oltre 50 gruppi di artisti da 8<br \/>\nnazioni disposti su due giornate all&#8217;interno del Linux-Club di Roma.<br \/>\n1.500 visitatori hanno fruito di un ampio spettro di performance<br \/>\naudio\/video, showcase, ma soprattutto (grazie anche alla rete wifi del<br \/>\nlinuxclub) allo scambio di informazioni legate alla cultura delle video<br \/>\nlive performance. L&#8217;impatto scenografico \u00e8 stato notevole, con ogni<br \/>\nsuperfice del locale occupata da &#8220;qualche&#8221; laptop, telecamere, macchine<br \/>\nfotografice, mixer video,controller midi ecc.. il tutto incorniciato da<br \/>\n9 video proiezioni a girare sul perimetro del locale con 15 monitor lcd<br \/>\nsparsi, appesi al soffito. La consolle centrale a cerchio gremita di<br \/>\npezzi di tecnologia incastrati e aggrovigliati per un continuo<br \/>\ncabla-scabla dal sapore genuino e&#8217; il simbolo di ci\u00f2 che vuole<br \/>\nrappresentare questa manifestazione: un&#8217;assoluta fusione di segnali, un<br \/>\nflusso visuale perpetuo e compartecipato in cui ogni artista alimenta il<br \/>\ndialogo percettivo, in un continuo divenire di stili e tecniche, di<br \/>\nemozioni e soluzioni a stretto contatto gli altri a un livello che, piu<br \/>\nche digitale, definirei tattile. L&#8217;incontro \u00e8 stato reale, fisico, sui<br \/>\ncontenuti, questo ci eravamo prefissi e di questo siamo soddisfatti e<br \/>\ncredo lo siano stati anche tutti i partecipanti.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/audiovideo_silviabianchi05.jpg\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Elena Vairani:<\/span> <span class=\"testo_iframebold\"> Ci sono state differenze sostanziali rispetto alle edizioni<br \/>\nprecedenti?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Gianluca Del Gobbo:<\/span> Qualche differenza c&#8217;\u00e8 stata. La prima edizione l&#8217;abbiamo realizzata per<br \/>\npresentare il FLxER 3.0.1, perci\u00f2 strutturata intorno ad esso, mentre il<br \/>\nprogetto di quest&#8217;anno \u00e8 andato oltre, senza tralasciare il nostro<br \/>\nsoftware, di cui comunque abbiamo presentato la nuova versione 4.alfa<br \/>\nche stiamo tuttora sviluppando, ma ponendo piu interesse sugli artisti<br \/>\npresenti, soprattutto i performers audio\/video. Dividere la<br \/>\nmanifestazione su due giorni ci ha dato la possibilit\u00e0 di aggregare<br \/>\ngeneri &#8220;vicini&#8221; e creare due giornate stilisticamente differenti dando<br \/>\ncos\u00ec la possibilit\u00e0 di immergersi a fondo ma anche avere una netta<br \/>\npossibilit\u00e0 di paragone.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Elena Vairani: <\/span> <span class=\"testo_iframebold\">Tra le molte performance che si sono susseguite nei due giorni, hai<br \/>\nvisto qualcosa che ti ha colpito particolarmente?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Gianluca Del Gobbo:<\/span> Inanzitutto ci ha colpito l&#8217;entusiasmo partecipativo di molta gente che<br \/>\nha voglia di esprimersi, e questo gi\u00e0 ci ha gratificato. Poi non<br \/>\nvorremmo fare nomi su altri anche perch\u00e8 pensiamo sia una questione di<br \/>\ngusti; certamente colpisce sempre la creativit\u00e0 e l&#8217;innovazione, le idee<br \/>\nfresche, e di cose interessanti se ne sono viste parecchie. Per quanto<br \/>\nriguarda l&#8217;aspetto dei vjset una cosa che ci ha colpito e&#8217; stato vedere<br \/>\ncome gente con molti anni di esperienza abbia lavorato alle stesse<br \/>\ncondizioni dei new comers in maniera pulita, solidale e costruttiva. Non<br \/>\nso se si puo parlare di vecchia e nuova scuola ma comunque erano<br \/>\npresenti tante skilz a incendiare le retine.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/audiovideo_silviabianchi06.jpg\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Elena Vairani:<\/span> <span class=\"testo_iframebold\"> Parliamo del successo di Flxer e delle particolartit\u00e0 dell&#8217;ultima<br \/>\nversione<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Gianluca Del Gobbo:<\/span> <span class=\"testo_iframebold\">FLxER<\/span> nasce quasi per gioco, e il gioco si \u00e8 fatto nel tempo molto<br \/>\ninteressante&#8230; l&#8217;idea iniziale fu mia e di Alberto Bordonaro (<span class=\"testo_iframebold\">b_muvis videokru e bluecheese<br \/>\nproject<\/span>), che nel 2001 lo presentarono alla Biennale di Valencia. Poi<br \/>\nall&#8217;interno della blucheese factory, \u00e8 cresciuto in consolle affidato<br \/>\nall&#8217;esperienza dei componenti dell&#8217;allora b-muvis videoklan che portarono<br \/>\nil FLxER a diventare uno strumento sempre piu raffinato. Dopo lo<br \/>\nsgombero della <span class=\"testo_iframebold\">Bluecheese Factory <\/span>il progetto and\u00f2 avanti e, grazie<br \/>\nalla Flyer communication, \u00e8 stato realizzato il sito flxer.net, dando la<br \/>\npossibilt\u00e0 di far crescere una comunity e un database di sample, che<br \/>\noggi conta oltre 3000 loop e 5000 utenti..<\/p>\n<p align=\"justify\">Le caratteristiche che hanno fatto il successo del FLxER sono diverse.<br \/>\nInanzitutto abbiamo deciso fin dall&#8217;inizio di distribuirlo<br \/>\ngratuitamente. Con l&#8217;arrivo di Flash8 abbiamo implementato tutte le<br \/>\nnuove caratteristiche di blending e qualche effetto. Stiamo migliorando<br \/>\nl&#8217;interazione con l&#8217;utente attraverso un uso sempre maggiore e<br \/>\nsemplificato degli shortcut da tastiera abbinati col movimento del mouse,<br \/>\nin modo da ottenere molti piu controlli, piu fluidi e dinamici,<br \/>\nper modifiche ai filmati, esattamente come avviene per i software di<br \/>\npostproduzione video. Ma gli aspetti piu interessanti sono, sicuramente<br \/>\nil <span class=\"testo_iframebold\">registratore xml<\/span> che ci permette di registrare ore di live in pochi<br \/>\nkbyte, il <span class=\"testo_iframebold\">sequencer<\/span> che avvicina il FLxER a una batteria elettronica e poi la funzione <span class=\"testo_iframebold\">broadcast<\/span>, che permette di avere<br \/>\nuna macchina collegata al proiettore\/i su cui tramite lan accediamo a un &#8220;FLxER server&#8221; che, come in un gioco<br \/>\nmultiplayer, ci permette di entrare nella stessa scena e interagire alla<br \/>\ncreazione di una sola &#8220;corale&#8221; composizione. Stiamo quindi impostando un nuovo progetto che assomiglier\u00e0 strutturalmente a<br \/>\nun orchestra di vj che, tra le altre cose, potr\u00e0 esibirsi<br \/>\ncontemporaneamente negli auditorium di tutto il mondo, o a casa vostra<br \/>\nin privato, senza bisogno di rimborsi spese del viaggio e alberghi,<br \/>\nperch\u00e8 gli orchestrali potranno comandare le proiezioni da qualsiasi<br \/>\nnodo della rete inviando pochi kappa di variabili in giro per il<br \/>\nglobo(quello &#8220;cablato&#8221;)<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag11\/articoli\/img\/audiovideo_silviabianchi07.jpg\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Elena Vairani:<\/span> <span class=\"testo_iframebold\"> Il prossimo anno LPM avr\u00e0 la stessa formula da un punto di vista<br \/>\norganizzativo?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Gianluca Del Gobbo:<\/span> Crediamo di essere sulla strada giusta ma ci sono tante cose da<br \/>\nmigliorare e fortunatamente tante idee; la cosa che rimarr\u00e0 sicuramente<br \/>\nalla base \u00e8 lo spirito del meeting quello dove avviene lo scambio<br \/>\norizzontale, e non la struttura a vetrina o piramidale&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Elena Vairani: <\/span> <span class=\"testo_iframebold\">Credi esista una formula che permetta ad eventi di questo livello,<br \/>\nche vedono cio\u00e8 una grande partecipazione di artisti provenienti da<br \/>\ntutta Europa, di coinvolgere nelle serate, anche un pubblico non<br \/>\nstrettamente di addetti ai lavori per promuovere la realt\u00e0 del vjing?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Gianluca Del Gobbo:<\/span> Per noi \u00e8 questa la formula che &#8220;avvicina&#8221; al live video, che d\u00e0 un<br \/>\ntempo e uno spazio piu &#8220;umano&#8221; per ambientarsi alla miriade di fatti che<br \/>\navvengono durante tutte le esibizioni. Quello che ci interessa \u00e8 dare<br \/>\ndegli strumenti di lettura per chi non mastica l&#8217;argomento e allo stesso<br \/>\ntempo dare in pasto ai partecipanti piu esigenti un momento di<\/p>\n<p>contaminazione ricco di carne al fuoco. All&#8217;LPM la gente accerchiava gli<br \/>\nartisti per osservare bene e da vicino cosa avveniva esattamente, dietro<br \/>\nuna tastiera. Ed erano molti a far domande, soprattutto perch\u00e8 trovavano<br \/>\nrisposte.<\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/lpm.flyer.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/lpm.flyer.it\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.flyer.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.flyer.it<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.linuxclub.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.linuxclub.it\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.kinotek.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.kinotek.org\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.besegher.com\/pages\/monotono_project.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> www.besegher.com\/pages\/monotono_project.htm <\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La seconda edizione del LPM-Live Performers Meeting, tenutasi a Roma il 9 ed il 10 dello scorso dicembre, ha visto la partecipazione di oltre sessanta artisti provenienti da Italia, Francia, Belgio, Croazia, Thailandia, Danimarca, Inghilterra ed Uruguay. 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