{"id":9911,"date":"2005-12-01T12:00:00","date_gmt":"2005-12-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-010\/netporn-new\/"},"modified":"2020-10-21T10:23:45","modified_gmt":"2020-10-21T09:23:45","slug":"netporn-new","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-010\/netporn-new\/","title":{"rendered":"Netporn: Nuovi Territori"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Un tempo si teorizzava sui corpi digitali e sulla fisicit\u00e0 dei bit, oggi al concetto di performativit\u00e0 virtuale si preferisce quella reale, in cui il corpo si fa finalmente carne (usando una ormai storica espressione alla Cronenberg, di cui molti ricorderanno il film &#8220;Videodrome&#8221;).<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">L&#8217;immaginario &#8220;indie&#8221; dei tardi anni ottanta primi anni novanta, che ha accompagnato gran parte del punk di quegli anni, diventa &#8220;porn&#8221;, portando l&#8217;idea del fai da te, do it yourself, a contatto con la pelle e sotto i vestiti (non pi\u00f9 virtuali). La pornografia di oggi, \u00e8 sempre pi\u00f9 &#8220;indie porn&#8221;, che ha come protagonisti non pi\u00f9 star dello spettacolo, ma persone normalissime, che autogestiscono la propria sessualit\u00e0, inventandosi una nuova pornografia, indipendente e non patinata. Forse l&#8217;autenticit\u00e0 \u00e8 il nuovo segreto del successo, unito alla possibilit\u00e0 di raggiungerlo velocemente attraverso canali P2P, blog e circuiti share di scambio video, foto, film indipendenti dove il porno si fa gioco e ironia. Destruttura e crea nuovi codici.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Il discorso dell&#8217;<span class=\"testo_iframebold\"> Indie porn<\/span>, sembra portare nuova linfa anche nel campo della netculture, stanca di decenni di dibattiti sul corpo digitale e il cyberspazio. D&#8217;altra parte anche le nostre mailbox parlano chiaro: pi\u00f9 del 50% dei messaggi che riceviamo ogni giorno, ci ricorda che il sesso \u00e8 parte importante della nostra vita e il netporn un fenomeno da non ignorare. Cosa che non \u00e8 stata fatta di certo lo scorso settembre ad Amsterdam, attraverso la due giorni <span class=\"testo_iframebold\">The Art and Politics of Netporn<\/span>, centrata appunto sul netporn criticism.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag10\/articoli\/img\/netart_tatianabazzichelli03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;evento, organizzato dall&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Institute of Network Cultures<\/span> e curato da <span class=\"testo_iframebold\">Geert Lovink, Katrien Jacobs e Matteo Pasquinelli<\/span>, con il supporto di <span class=\"testo_iframebold\">Interactive media, Hogeschool van Amsterdam <\/span>(www.interactievemedia.hva.nl), <span class=\"testo_iframebold\">Amsterdam School for Cultural Analysis<\/span> (www.hum.uva.nl\/asca\/), <span class=\"testo_iframebold\">Cut-Up magazine<\/span> (www.cut-up.com), <span class=\"testo_iframebold\">de Condomerie, Amsterdam<\/span> (www.condomerie.com), ha presentato diversi punti di vista all&#8217;interno del dibattito sulla pornografia online, ragionando sull&#8217;emergere di una Netporn Society e sui legami fra il porno e le tematiche della censura, sorveglianza ed estetica dei digital media. Numerosi teorici e artisti si sono riuniti il 30 settembre e 1 ottobre scorsi, fra cui M<span class=\"testo_iframebold\">ark Dery, Mikita Brottman e Susanna Paasonen,<\/span> contribuendo a formare un quadro critico della situazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per capire meglio, abbiamo intervistato <span class=\"testo_iframebold\">Matteo Pasquinelli<\/span> facendogli alcune domande sull&#8217;evento e sul suo testo <span class=\"testo_iframebold\">Warporn! Warpunk! Videopoiesi nell&#8217;Occidente in guerra<\/span>. Scritto nel 2004, presenta un&#8217;interessante analisi sulle relazioni fra guerra, media, tecnologia, corpo e desiderio, in una societ\u00e0 politica che si fa sempre pi\u00f9 pornografica nel suo essere globale. Uso di immagini porno come strumento di fascinazione collettiva, uso di immagini radicali come armi di leggitima difesa&#8230;e nuovi territori per agire.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag10\/articoli\/img\/netart_tatianabazzichelli01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Tatiana Bazzichelli<\/strong>: Dal tuo testo &#8220;Warporn! Warpunk!&#8221; all&#8217;evento &#8220;The Art and Politics of Netporn&#8221;, il discorso della pornografia diventa centrale per riflettere sugli avvenimenti politici mondiali e la loro rappresentazione mediatica. In che modo la politica si fa pornografia e viceversa?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Matteo Pasquinelli<\/strong>:<\/span> Dipende cosa intendiamo per pornografia. Forse \u00e8 meglio chiarire un po&#8217; i termini, anche se ci interessa poco una definizione univoca essendo la pornografia un campo di forze molteplici (e basta leggersi le prime pagine di <span class=\"testo_iframebold\">Pornocopia di Laurence O&#8217;Toole<\/span> per vedere come ogni definizione abbia risvolti involontariamente comici). Ad ogni modo, ci capita sempre pi\u00f9 spesso di etichettare come &#8216;pornografici&#8217; eventi mediatici che rappresentano un collegamento improvviso e violento tra i nostri istinti animali e la sfera dell&#8217;immaginario collettivo. Non \u00e8 detto che si debba trattare di immagini a sfondo sessuale, basti pensare alla pornografia della morte, della violenza, della guerra. Dall&#8217;altra parte, nei territori dell&#8217;Occidente non toccati direttamente dai conflitti, l&#8217;immaginario pubblicitario si ritrova ad imitare atteggiamenti ed immagini dell&#8217;underground porno per rinnovare il proprio appeal. Per dare una risposta breve, possiamo dire che la societ\u00e0 dello spettacolo e della rete coinvolgono sempre di pi\u00f9 rappresentazioni ipertrofiche del desiderio e degli istinti &#8220;animali&#8221; dell&#8217;essere umano. E&#8217; un divenire molecolare e intimo della biosfera dei media (qualcuno direbbe &#8220;biopolitico&#8221;, ma ci siamo capiti). Non \u00e8 detto che debba essere per forza un processo negativo: si tratta semplicemente di una evoluzione sociale. &#8220;Politics of Netporn&#8221; vuol dire: come convivere con questo processo?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Tatiana Bazzichelli<\/strong>: Il nascente fenomeno dell&#8217;Indie Porn, che si ricollega al tuo discorso sul Warpunk, sembra aprire nuove prospettive alle forme di attivismo, soprattutto nei termini di superamento dell&#8217;autocensura che pervade molti ambienti di movimento. Il futuro e&#8217; nel risveglio erotico?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Matteo Pasquinelli<\/strong>:<\/span> Se si pensa ai movimenti politici degli anni &#8217;60 e &#8217;70, fa un po&#8217; impressione vedere come il cosiddetto &#8220;popolo di Seattle&#8221; abbia sempre dato poco spazio alle questioni del corpo e del desiderio (a favore di un terzomondismo paracattolico) e non abbia mai avuto nessun immaginario &#8220;sensuale&#8221; (a parte poche eccezioni &#8220;pink&#8221; e queer.). Nello stesso periodo, la generazione della net culture e l&#8217;invasione dei media digitali ha rappresentato una nuova economia libidica che ha &#8220;investito&#8221; nelle macchine una considerevole quota di desiderio. E oggi l&#8217;immaginario del corpo sembra essere esplorato e sperimentato solo dalla pubblicit\u00e0. Circondati da pi\u00f9 fronti, un po&#8217; di atrofia dei nostri corpi dobbiamo ammetterla. Ma in rete qualcosa di interessante sta accadendo: il mondo dei blog sta forzando a un discorso pubblico e collettivo anche nel campo della sessualit\u00e0 e della pornografia. Dopo il fenomeno dell&#8217;Indie Porn, principalmente orientato al video, assistiamo ad una nuova galassia di blog che fanno ampio uso di immagini e che trattano la pornografia in modo assolutamente giocoso e autoironico, come nuova grammatica e tecnologia del s\u00e9, inventandosi nuove regole del gioco &#8220;pornografico&#8221; e spostandone i confini.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag10\/articoli\/img\/netart_tatianabazzichelli02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Tatiana Bazzichelli<\/strong>: In che modo il netporn puo&#8217; aprire nuovi orizzonti alla sperimentazione artistica pi\u00f9 indipendente? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Matteo Pasquinelli<\/strong>:<\/span> &#8220;The rise of the netporn society&#8221;, uno dei temi della conferenza di Amsterdam che detourna ironicamente il titolo di un libro di Castells, lascia poco spazio all&#8217;arte. E&#8217; un fenomeno di tali dimensioni sociali che l&#8217;arte vi pu\u00f2 arrivare solo in ritardo. La rete ha dato visibilit\u00e0 a pratiche e sperimentazioni che non hanno pi\u00f9 bisogno dell&#8217;economia sociale del mondo delle gallerie per essere riconosciute. Invece sulle esplorazioni artistiche del rapporto tra sesso e tecnologia in tempi &#8220;non sospetti&#8221;, al di fuori dei clich\u00e9 e dei facili feticismi modaioli che circondano l&#8217;argomento, <span class=\"testo_iframebold\">Katrien Jacobs<\/span> ha scritto un libro appena uscito per Maska, <span class=\"testo_iframebold\">LIBI_DOC: Journeys in the Performarce Of Sex Art<\/span>. E&#8217; un libro interessante perch\u00e9 rifiuta sia il linguaggio accademico sia quello della critica d&#8217;arte, a favore di un approccio autobiografico, dove il vissuto dell&#8217;osservatore, ovvero di Katrien, viene messo in gioco di fronte a questo mondo, al contrario di certi accademici che se ne occupano come degli antropologi o entomologi paracadutati in una giungla.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Tatiana Bazzichelli<\/strong>: Cosa emerso dall&#8217;evento di Amsterdam? Ci saranno nuovi &#8220;The Art and Politics of Netporn&#8221;?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Matteo Pasquinelli<\/strong>:<\/span> La Netporn Conference \u00e8 stato un successo, anche grazie alla particolare atmosfera aperta e tollerante della citt\u00e0 di Amsterdam. Con il livello di endorfine e ferormoni accumulato in quel weekend abbiamo fatto scorte per mesi. Vorremmo organizzare il prossimo evento Netporn in una citt\u00e0 simile ad Amsterdam, ma per ora non c&#8217;\u00e8 alcun progetto concreto.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag10\/articoli\/img\/netart_tatianabazzichelli04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Un piccolo tip per chi legge<\/span><em>. <\/em> A Berlino, il 16 dicembre alle 19.00 nello spazio Newthinking in Tucholskystr. 48, durante &#8220;x-Sites &#8211; Sex im Internet&#8221; teorici e artisti dalla software art al soft porn sono invitati a partecipare per sviluppare una riflessione sulle forme di pornografia indipendente in rete e non e sulle connessioni fra indie porn e free software. Fra i partecipanti, insieme al collettivo del New Thinking, centro di sviluppo di free software e diffusione di Linux, il teorico dei media Florian Cramer e la pop star Dahlia Schweitzer.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.networkcultures.org\/netporn\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.sarai.net\/journal\/05_pdf\/11\/03_matteo.pdf\u00a0<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.networkcultures.org\/netporn\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/multitudes.samizdat.net\/article.php3?id_article=1495 <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.networkcultures.org\/netporn\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.networkcultures.org\/netporn<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.libidot.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.libidot.org<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/store.newthinking.de\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/store.newthinking.de<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>abbiamo intervistato Matteo Pasquinelli facendogli alcune domande sull&#8217;evento e sul suo testo Warporn! 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