{"id":9895,"date":"2005-12-01T12:00:00","date_gmt":"2005-12-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-010\/thomas-brinkmann-electronic-antistar\/"},"modified":"2020-10-21T10:23:25","modified_gmt":"2020-10-21T09:23:25","slug":"thomas-brinkmann-electronic-antistar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-010\/thomas-brinkmann-electronic-antistar\/","title":{"rendered":"Thomas Brinkmann, L&#8217;antidivo dell&#8217;elettronica"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Due cose su <strong><span class=\"testo_iframebold\">Thomas Brinkmann<\/span><\/strong> sono note ai pi\u00f9: la prima \u00e8 che il musicista tedesco \u00e8 uno dei pi\u00f9 innovativi sperimentatori sonori degli ultimi vent&#8217;anni all&#8217;interno delle scena minimal techno, la seconda \u00e8 che proprio per questo motivo \u00e8 sempre rimasto un artista ai margini del grande giro, dei cachet da capogiro, delle tourn\u00e8 mondiali, delle produzioni pi\u00f9 o meno commerciali.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Thomas Brinkmann<\/strong> \u00e8 ci\u00f2 che si pu\u00f2 considerare l&#8217;antidivo della musica elettronica moderna, sempre cos\u00ec autocelebrativa e di culto, tipico personaggio pionieristico che da sempre lavora nell&#8217;ombra, molto meno conosciuto di tanti altri suoi celebrati colleghi, ma proprio per questo pi\u00f9 affascinante e sicuramente influente su intere generazioni di musicisti techno.<\/p>\n<p align=\"justify\">Anche la storia artistica di Brinkmann \u00e8 una specie di puzzle i cui pezzi sembrano trovare oggi (o per lo meno solo negli ultimi anni) finalmente la giusta disposizione nel quadro generale della sua carriera. Insofferente ai dogmi e alle forme troppo ristrette di disciplina sin da giovane (ama raccontare di come venne cacciato dalla scuola d&#8217;arte di Dusseldorf per le sue idee moderne e radicali), \u00e8 stato uno dei primi che nei lontani anni ottanta incominci\u00f2 a lavorare sulle linee ritmiche della musica elettronica, ottenendo, grazie a un meticoloso lavoro tecnico su strumenti e tecnologie dell&#8217;epoca (oggetto di vanto sono i suoi piatti muniti di doppio braccio meccanico, ma molto importante fu anche l&#8217;uso di un doppler effect per ottenere sonorit\u00e0 dub) tecniche di remix assolutamente all&#8217;avanguardia per i tempi, grooves complessi, effetti sonori sorprendenti, ricerche sula voce mai sperimentate.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il tutto unito a uno stile e a una sensibilit\u00e0 innati. In anticipo sui tempi di almeno un decennio, fu solo nel 1997 che per\u00f2 Thomas Brinkmann fece della sua attitudine una vera professione, grazie ai remix pubblicati per <span class=\"testo_iframebold\">Plasticman<\/span> (suo mentore nel sentiero della musica techno minimale) e per il conterraneo <span class=\"testo_iframebold\">Mike Ink<\/span>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag10\/articoli\/img\/elettronica_mk02.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"569\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Da questo momento la carriera di Brinkmann ebbe una svolta, sia in termini commerciali con la nascita della sua prima Label, <strong>la Ernst oggi diventata Max-Ernst,<\/strong> sia in termini artistici grazie a una serie di lavori prodotti sotto diversi pseudonimi (<strong><span class=\"testo_iframebold\">Ernst, Esther Brinkmann, Soul Center<\/span> sono solo alcuni dei pi\u00f9 conosciuti<\/strong>), sempre nel solco di una ricerca sonora a cavallo tra sound art, sperimentazione e attitudine dance. Tantissime produzioni, dalla pionieristica serie monotona e ultra minimale, conosciuta per le copertine arancioni dei vinile e i nomi di donna nei titoli (senza dimenticare la rigidit\u00e0 ritimica di questi pezzi tutti a 133 battute al minuto e a 33.333 Rpm come lunghezza di rotazione del piatto), alle esplorazioni techno-funk pi\u00f9 recenti, passando per gradini intermedi e coraggiosi, come il progetto <strong>Soul Center<\/strong>, che hanno sempre rivelato l&#8217;indiscusso talento di Brinkmann nell&#8217; utilizzare innesti e variazioni sia sulle trame ritmiche cos\u00ec come sulle ambientazioni dei suoi pezzi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Due lavori negli ultimissimi anni lo hanno portato per\u00f2 nell&#8217;olimpo dei grandi: <em><strong><span class=\"testo_iframebold\">Klick<\/span><\/strong><\/em> del 2001, compendio maturo di anni di ricerca e di estetica glitch minimale, e <strong><em><span class=\"testo_iframebold\">Tokyo + 1<\/span><\/em><\/strong>, pi\u00f9 incentrato su una profonda e definitiva ricerca sul suono. Brinkmann \u00e8 forse giunto oggi a un ulteriore punto di svolta, seguendo una nuova frontiera pop melodica e minimale, come riflette il suo ultimo lavoro<strong><em><span class=\"testo_iframebold\"> Lucky Hands<\/span><\/em><\/strong> e come emerge non solo dalla sua recente collaborazione <strong>con la musicista georgiana <span class=\"testo_iframebold\">TBA<\/span>,<\/strong> ma soprattutto dall&#8217;intervista che mi ha concesso in un bar di Milano, in compagnia della sua agitatissima cagnetta e di qualche birra di troppo\u0085.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag_10eng\/articoli\/img\/elettronica_mk05.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"569\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><strong>Mk<\/strong>:\u00a0Thomas, tu sei considerato soprattutto un musicista, la tua ricerca del suono e il tuo lavoro \u00e8 sempre stato molto apprezzato per lo spirito di ricerca unito a una qualit\u00e0 musicale molto elevata. Ti ho visto dal vivo suonare molte volte, anche con TBA, e vorrei sapere qualcosa in pi\u00f9 su questo progetto .<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Thomas Brinkmann<\/strong>:<\/span> Io e TBA abbiamo alcuni progetti crossover insieme, ma non molto per il momento. Nel mio nuovo album mette la voce in quattro tracce ma per il momento stiamo producendo in modo indipendente. Ci influenziamo in altro modo, ci confrontiamo da punti di vista molto differenti sul nostro lavoro. Dal vivo \u00e8 accaduto che in Francia, mentre lei suonava il suo materiale dall&#8217;album Annul\u00e9, la gente inizi\u00f2 a ballare; lei per\u00f2 non era preparata ad andare avanti per cui intervenni io. Rimase per\u00f2 molto colpita dall&#8217;atmosfera che si era creata, dalle possibilit\u00e0, dalla capacit\u00e0 di fare muovere le persone grazie a un set techno. Decidemmo quindi di provare a salire su un palco insieme. Al momento ancora nulla \u00e8 preparato, ma ci stiamo lavorando; il gioco per ora \u00e8 quello di muoversi da un set all&#8217;altro, e non \u00e8 cos\u00ec detto quale dei due sar\u00e0 pi\u00f9 potente dell&#8217;altro.<\/p>\n<p><strong>Mk<\/strong>:\u00a0Sei conosciuto per il tuo uso innovativo di tecniche innovative di remix, per creare nuovi suoni, nuovi loops, nuove groves, costruendo i tuoi stessi strumenti. Ti piace ancora oggi sperimentare con questi strumenti nonch\u00e9 ovviamente con le nuove tecnologie digitali?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Thomas Brinkmann<\/strong>:<\/span> Molto nel corso della mia carriera mi hanno etichettato come un dj. Penso per\u00f2 che la sperimentazione non \u00e8 tipica di un dj, e io non mi sento un dj in questo senso. La mia attitudine \u00e8 sempre stata quella di creare musica non pensando troppo a che tipo di prodotto produco o cosa accadr\u00e0 dopo, sia su un disco che su un palco. Non sai come lo prender\u00e0 il tuo pubblico, se piacer\u00e0 o meno. E&#8217; uno spirito, quello di tendere verso la sperimentazione, per me \u00e8 uno spirito vitale e creativo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag10\/articoli\/img\/elettronica_mk01.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"569\" \/><\/p>\n<p><strong>Mk<\/strong>:\u00a0Pensi che nel corso della tua carriera sei riuscito a colmare il gap tra arte\/sperimentazione sonora e quello che comunemente viene chiamato musica techno? Musicisti come te o Pole o Mike Ink, sono considerati una sorta di ponte in questo senso.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Thomas Brinkmann<\/strong>:<\/span> No, direi di no, non penso di essere riuscito a costruire in modo definitivo questo ponte tanto agognato. Forse si riesce a passare vicino a questo punto, ma il problema \u00e8 che bisogna farlo in continuo, non solo una volta o per un periodo breve nel corso di una carriera. Mi rendo conto di essere felice anche solo per essere riuscito ad arrivare vicino qualche volta a questo picco, molti artisti non ce la fanno nel corso di tutta una vita, forse offuscati dalla lotta per emergere e fare soldi. Io sicuramente ho percorso delle strade che nessuno ha percorso prima, ho fatto variazioni su uno stile musicale come la techno che \u00e8 molto semplice e popolare, e di questo sono felice.<\/p>\n<p><strong>Mk<\/strong>:\u00a0Quale pu\u00f2 essere il prossimo passo, quale l&#8217;ulteriore direzione nella musica elettronica di domani?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Thomas Brinkmann<\/strong>:<\/span> Beh, la risposta \u00e8 semplice. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di ulteriore ricerca, c&#8217;\u00e8 bisogno di un nuovo &#8220;movimento&#8221;. Nel 1995-1997 tutto era in movimento, c&#8217;era una nuova situazione, una democratizzazione degli strumenti digitali, potevi realmente fare da solo le tue strutture sonore e creare un vero e proprio disco, suonarlo in giro e c&#8217;era una generale atmosfera di freschezza. Sta accadendo ora quello che \u00e8 accaduto con la musica degli anni &#8217;70 e &#8217;80 che \u00e8 implosa su se stessa per dare spazio alla musica elettronica. Oggi sta accadendo la stessa cosa, non stiamo raggiungendo nessun nuovo livello e non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 quella freschezza e quel movimento artistico di qualche anno fa, per cui qualcosa di nuovo dovr\u00e0 accadere. Mi azzardo a dire che la maggior parte delle produzioni attuali sono quasi noiose, quando sei abitutato a sentire le stesse linee di basso per cos\u00ec tanto tempo, forse arrivi a percepirle come noiose. C&#8217;\u00e8 bisogno di una rottura ulteriore, di recepire nuove esperienze, godere di maggiore libert\u00e0 espressiva non vincolata dall&#8217;uso di tecnologie digitali preconfzionate e omogeneizzate: oggi si fa quello che si vuole, o si vuole quello che si fa? A mio avviso la seconda.<span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag_10eng\/articoli\/img\/elettronica_mk04.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"569\" \/><\/p>\n<p><strong>Mk<\/strong>:\u00a0Hai mai pensato di donare a tua musica, il tuo modo di approcciare la musica e la ricerca, a installazioni sonore o progetti multimediali?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Thomas Brinkmann<\/strong>:<\/span> Beh, ho lavorato con alcuni registi di cui ho composto la colonna sonora, ma ho lavorato anche su progetti di integrazione tra video\/luci e suoni. Se per\u00f2 fai musica in genere sei focalizzato su questo; io sono molto interessato a tutto ci\u00f2 che \u00e8 arte elettronica ma non sono realmente coinvolto in produzioni artistiche in questo senso. Ho per\u00f2 lavorato su un installazione spaziale con 8 speakers e 8 canali, insieme a Markus Schmittel; la musica si muoveva su una sorta di linea virtuale, come un tune, che noi muovevamo all&#8217;interno di una stanza, con l&#8217;aiuto di ingegneri e tecnici del suono, qualcosa di molto complesso e profondo proprio a livello fisico. Ho anche un&#8217;altra idea di progetto, quella cio\u00e8 di mettere la forma negativa di un&#8217;onda sonora in un cunicolo di cemento di 15 metri di altezza e larghezza (!!!), in cui il pubblico pu\u00f2 camminare per essere completamente assorbito dal suono. Ho contatti con alcuni sponsor, specialmente nel sud Italia o nella zona di Montecassino (Thomas vive in Italia da molti anni, ndr) in cui ci sono molte aziende coinvolte nell&#8217;industria del cemento (!!!)<\/p>\n<p><strong>Mk<\/strong>:\u00a0Ho una domanda da parte di un amico musicista. Sei partito facendo musica negli anni &#8217;80, ma hai iniziato a produrre musica nel 1997. Cosa hai fatto nel corso di quegli anni? Come \u00e8 possibile per un musicista elettronico vivere oggi con la propria musica?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Thomas Brinkmann<\/strong>:<\/span> Quando ho iniziato nel 1979-1980 la gente mi diceva che ero pazzo, nessuno voleva suonare o lavorare con me. Vivevo in una piccola cittadina in Germania dove la gene non era proprio aperta culturalmente; ho mandato in culo la scuola d&#8217;arte perch\u00e9 mi sentivo limitato in questo senso. Accade per\u00f2 che verso la fine degli anni 90 la situazione era cambiata completamente e quello che facevo da anni improvvisamente andava bene, anzi ero considerato come un precursore ed ebbi modo di lavorare molto, comprando strumenti, buoni sound systems, sintetizzatori, costruendo i miei stessi strumenti. Pi\u00f9 tardi ancora sono riuscito ad aprire la mia label. Se credi in qualcosa devi perseguire per quella strada, e oggi \u00e8 comunque molto pi\u00f9 facile che vent&#8217;anni fa.<span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag_10eng\/articoli\/img\/elettronica_mk07.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"569\" \/><\/p>\n<p><strong>Mk<\/strong>:\u00a0Quale oggi la tua sensazione come artista quando sei su un palco a suonare, quando produci la tua musica o quando gestisci la tua etichetta?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Thomas Brinkmann<\/strong>:<\/span> Cambia sempre il mio feeling, anche se spesso mi trovo a mio agio a suonare in un club o in un festival. Sono stato ultimamente al festival Interferenze e ci sono stati molti disguidi, come non mi era mai capitato. Non si trovava l&#8217;albergo, nessuno lo conosceva, nessuno sapeva del festival e dove si doveva suonare, ma quando ho finalmente suonato c&#8217;erano circa 700 persone che ballavano alla mia musica ed \u00e8 stata una delle nottate pi\u00f9 incredibili della mia vita, nata senza nessuna prospettiva. Questo \u00e8 una sensazione incredibile, e la puoi raggiungere anche in studio o lavorando sulla tua propria etichetta, al tuo progetto artistico in generale. Non ci sono regole, e io non le voglio avere.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.max-ernst.de\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.max-ernst.de\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Thomas Brinkmann \u008f ci\u0098 che si pu\u0098 considerare l&#8217;antidivo della musica elettronica moderna, sempre cos&#8221; autocelebrativa e di culto, tipico personaggio pionieristico che da sempre lavora nell&#8217;ombra, molto meno conosciuto di tanti altri suoi celebrati colleghi, ma proprio per questo pi\u009d affascinante e sicuramente influente su intere generazioni di musicisti techno<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":30532,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,163],"tags":[32,39,53],"class_list":["post-9895","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-010","tag-clubbing","tag-electronic-music","tag-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Thomas Brinkmann, L&#039;antidivo dell&#039;elettronica &#8226; 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