{"id":9886,"date":"2005-11-01T12:00:00","date_gmt":"2005-11-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-009\/connessioni-leggendarie-interview-to-netart\/"},"modified":"2020-10-21T09:57:00","modified_gmt":"2020-10-21T08:57:00","slug":"connessioni-leggendarie-interview-to-netart","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-009\/connessioni-leggendarie-interview-to-netart\/","title":{"rendered":"Connessioni Leggendarie, Intervista Alla Netart"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Difficile calarsi nel ruolo del giornalista super partes nel momento in cui, per l&#8217;approccio critico che riveste la propria figura professionale e la responsabilit\u00e0 intellettuale che questo ruolo porta con se, si \u00e8 quasi obbligati a esprimere un proprio pensiero e un&#8217;autonoma opinione su ci\u00f2 che accade nel mondo dell&#8217;arte elettronica moderna, muovendosi con attenzione all&#8217;interno delle sue cattedrali, partecipando ai suoi riti collettivi, dialogando con i suoi portavoce e con i custodi di memorie ed esperienze, calandosi nell&#8217;intepretazione di forme estetiche e linguaggi di comunicazione allo scopo ultimo di comprendere come si esprime la natura umana per mezzo di strumenti elettronici che abbattono, a velocit\u00e0 crescente, differenze stilistiche e confini ideologici, esperienze creative e modalit\u00e0 di espressione.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Questo \u00e8 il motivo per cui \u00e8 sempre pi\u00f9 complesso affrontare con obbiettivit\u00e0 il racconto e la descrizione di una mostra come <span class=\"testo_iframebold\">Connessioni Leggendarie<\/span>, che si sta svolgendo in questi giorni alla Mediateca di Santa Teresa di Milano e che proseguir\u00e0 fino al prossimo 10 Novembre 2005. Una mostra sulla <span class=\"testo_iframebold\">Net Art<\/span>, un tentativo (forse incompleto, come del resto si preoccupano di far sapere gli organizzatori) di storicizzazione e di mitizzazione dei lavori e delle azioni di quel manipolo di agitatori culturali (chiamati nel bene e nel male &#8220;artisti&#8221;) che hanno costituito l&#8217;unica forma riconosciuta e riconoscibile di avanguardia artistica digitale contemporanea.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag09\/articoli\/img\/netart_mk01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Riflettendo su come si sia radicalmente trasformato il ruolo dell&#8217;artista\/comunicatore moderno, su quali incredibili strategie mediatiche e di marketing guerrilla siano state messe in atto da nomi leggendari ormai come <span class=\"testo_iframebold\">0100101110101101.ORG, Vuk Cosic, The Yes Men, Jodi, Mark Napier, Survellance Camera Players, Etoy, Electronic Disturbance Theatre, Ubermorgen, Florian Cramer, Epidemic, Alexei Shulgin, Jaromil, Cornelia Sollfrank, Amy Alexander, Adrian Ward<\/span> e alcuni altri, su come la Net Art sia ancora oggi l&#8217;unica vera corrente artistica elettronica immediatamente riconoscibile dal pubblico e dai media e sia per per questo stata capace di dialogare con l&#8217;ovattato mondo dell&#8217;arte contemporanea, su come sia stata capace di piegare la Rete al proprio servizio e cortocircuitare le trame invisibili che sottendono la comunicazione mediatica di massa, su come abbia avuto la capacit\u00e0 di muoversi attivamente in un contesto di euforia tecnologica internettiana e di conseguente rinascimento artistico che avr\u00e0 pochi eguali nella storia futura (per lo meno quella che ci vedr\u00e0 osservatori diretti), ebbene, i miei dubbi e al contempo il mio rispetto per la Net Art rimangono invariati.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Accusati nel corso di questi dieci lunghi anni di pirateria informatica, di azioni sovversive, di plagiarismo artistico, di situazionismo e autoreferenzialit\u00e0, i protagonisti della net art si raccontano in <em>Connessioni Leggendarie<\/em>, parlano di loro stessi dall&#8217;interno, alimentando, come loro stessa ammissione con questa rassegna, il mito, la leggenda che sottende alla loro stessa sopravvivenza, utilizzando lo spazio museale come nuovo territorio alternativo a quelle stesse maglie della Rete, che, nella frenesia artistica\/mediatica attuale, non consentono pi\u00f9 un percorso, per l&#8217;appunto leggendario, come quello del periodo descritto dal 1995 al 2005.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag09\/articoli\/img\/netart_mk03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Guardarsi indietro e raccontarsi \u00e8 forse troppo presto per una disciplina ancora giovane e in trasformazione? Celebrarsi senza una voce che faccia da controaltare \u00e8 forse errato? Il consiglio \u00e8 quello di vedere la mostra, leggere le schede di accompaganemento alle opere esposte e di comprare il bellissimo catalogo per avere delle basi solide di compresione. Io, mio malgrado, mi trovo nel ruolo di colui che, avendo visto in diretta il percorso della Net Art negli anni del suo percorso di apprendistato in Rete, pone domande allo scopo di innescare quel dialogo che penso sia necessario tra l&#8217;avanguardia storica della Net Art e il resto del complesso mondo dell&#8217;arte elettronica, contribuendo nel mio piccolo ad alimentare questa incredibile e affascinante leggenda. Ne parlo quindi con uno dei curatori della mostra, <span class=\"testo_iframebold\">Domenico Quaranta<\/span>, a nome per\u00f2 di tutto il comitato scientifco di <em>Connessioni Leggendarie<\/em>, costituito da <span class=\"testo_iframebold\">Luca Lampo<\/span>, membro di Epidemic, <span class=\"testo_iframebold\">Marco Deseriis,<\/span> autore del libro <span class=\"testo_iframebold\">Net Art &#8211; L&#8217;arte delle connessione,<\/span> e la coppia degli <span class=\"testo_iframebold\">0100101110101101.ORG<\/span>.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Perch\u00e8, come afferma Amy Alexander in una storica intervista a se stessa, la storia della net art si costruisce tramite le interviste. E questa che segue \u00e8 solo l&#8217;ultima di una catena lunghissima&#8230;<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag09\/articoli\/img\/netart_mk04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\"><strong>MK<\/strong>:\u00a0Come \u00e8 nata l&#8217;idea di fare un&#8217;antologica sulla net art di questo tipo e quali riscontri avete avuto sulla sua realizzazione e sull&#8217;impatto sul pubblico?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Domenico Quaranta<\/strong>:<\/span> <em>Connessioni Leggendarie <\/em> non \u00e8 &#8220;un&#8217;antologica sulla net art&#8221;. \u00e8 un romanzo storico che racconta, mescolando ricostruzione storica e approccio mitopoietico, una vicenda di cui i suoi autori sono stati, a diverso livello, protagonisti o compagni di strada. Si trattava di isolare una vicenda che \u00e8 stata raccontata pi\u00f9 volte, ma di solito come parte di panorami pi\u00f9 vasti. \u00c8 ancora troppo presto per valutarne l&#8217;impatto sul pubblico; ma \u00e8 una storia che andava raccontata, e stando all&#8217;esito dei primi giorni, che molti sentivano l&#8217;esigenza di ascoltare.<\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>MK<\/strong>:\u00a0Perch\u00e9 avete deciso di collocare la rassegna espositiva all&#8217;interno di un preciso momento storico e con una manciata di artisti e progetti ben precisi? Pensate che oggi la net art non abbia pi\u00f9 niente da dire? che abbia esaurito il suo impatto e importanza e che l&#8217;unico momento importante sia il decennio appena trascorso?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Domenico Quaranta<\/strong>:<\/span> La tesi di <em>Connessioni Leggendarie <\/em> \u00e8 semplice. All&#8217;interno del flusso ininterrotto della sperimentazione con i media si pu\u00f2 ritagliare un momento unico, identificabile in un certo numero di persone, eventi, operazioni. Un momento in cui le connessioni erano tanto importanti quanto i risultati, e in cui quello che \u00e8 sparito ha la stessa importanza del poco che \u00e8 rimasto. Qualcuno l&#8217;ha definito il &#8220;periodo eroico&#8221; della net art. Per noi, \u00e8 semplicemente la Leggenda. Per essere storicizzabile, questa fase storica deve essere considerata chiusa; ma il nostro &#8220;caro estinto&#8221;, come dice Luca Lampo in catalogo, \u00e8 &#8220;simulato&#8221;. Il senso di <em>Connessioni Leggendarie <\/em> \u00e8 tutto in questa contraddizione; per questo, sempre nel catalogo Marco Deseriis pu\u00f2 dire che la net art \u00e8 morta, e io ribattere che la sua morte \u00e8 solo una parte della leggenda. La net art \u00e8 morta, viva la net art!<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag09\/articoli\/img\/netart_mk05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>MK<\/strong>:\u00a0Non pensate che in questa antologica non siate riusciti a raggiungere lo scopo che vi siete prefissati? E ci\u00f2 di dare uno spaccato di un preciso movimento storico\/artistico degli ultimi dieci anni&#8230; in questo senso mancavano alcuni lavori di riferimento, primo tra tutti il famoso &#8220;They Rule&#8221;, ma me ne vengono in mente un&#8217;altra decina almeno<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Domenico Quaranta<\/strong>:<\/span> &#8220;Perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 <em>Ada&#8217;web <\/em>?&#8221; &#8220;Perch\u00e9 manca <em>Carnivore <\/em>?&#8221; Molte delle domande che ci sono state rivolte in questi giorni vertevano su cosa mancava, invece di cercare di capire perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 quello che c&#8217;\u00e8. Per me, dipende tutto dalla storia che si ha intenzione di raccontare. Lo spaccato che abbiamo offerto non \u00e8 certamente esauriente, ma \u00e8 rappresentativo di una vicenda di cui non fanno parte n\u00e9 <em>They Rule <\/em> (proposto, peraltro, all&#8217;ultimo <em>Influencers <\/em>), n\u00e9 <em>Ada&#8217;web <\/em>, n\u00e9 <em>Carnivore <\/em>: elementi dello stesso paesaggio in cui si \u00e8 svolta la Leggenda, vicende parallele, sfondo, emergenze illustri, a volte. Il nostro obiettivo non \u00e8 descrivere il paesaggio, ma raccontare le gesta eroiche che l&#8217;hanno scelto come propria scenografia. Se ti rivolgi a <em>Connessioni Leggendarie <\/em>cercandovi il corrispettivo allestito del libro di Rachel Greene, rimarrai deluso. Ma stai cercando la cosa sbagliata. Il che non significa che queste cose non siano importanti, ma solo che non rientrano nel taglio della mostra; un taglio molto preciso, che non esclude, ma anzi auspica, altre proposte, magari in grado di comprendere il famoso <em>They Rule <\/em>&#8230;<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag09\/articoli\/img\/netart_mk02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>MK<\/strong>:\u00a0Guardando i lavori esposti, la sensazione complessiva \u00e8 quella di un movimento artistico un po&#8217; sopravvalutato, soprattutto nella sua mancanza di coerenza tra il suo spirito rivoluzionario delle origini, la sua capacit\u00e0 di aver saputo cogliere le pieghe storte del sistema dell&#8217;informazione e averle ripiegate a proprio vantaggio, e l&#8217;effettivo risultato dei lavori prodotti, la sua non capacit\u00e0 di modificare niente dello stato delle cose, di non aver avuto l&#8217;impatto desiderato su costumi e societ\u00e0 e coscienza artistica e popolare. Pensate, per banalizzare, al filmato degli Yes Men: che senso ha poter arrivare a una conferenza internazionale di quel tipo per mostrarsi con una tuta dorata e un fallo finto? Che senso ha mostrare di poter ingannare il sistema informativo e mediatico internazionale solo per mostrare un finto baffo della Nike in mezzo a una piazza? Non pensate che si poteva osare un po&#8217; di pi\u00f9 in termini di messaggi politici e sociali vista la matrice fortemente attivista di questo movimento artistico?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Domenico Quaranta<\/strong>:<\/span> Confesso che preferirei evitare di scendere nel merito di una diatriba &#8211; quella fra arte e impegno politico &#8211; decennale in cui si sono cimentati polemisti molto pi\u00f9 vigorosi di me. Ma dal momento che l&#8217;equivoco implicito nella tua domanda implica una lettura parzialmente falsata di due capisaldi della mostra, ci prover\u00f2. L&#8217;arte non ha mai avuto l&#8217;ambizione di cambiare il mondo; e nei pochi casi in cui questo grillo le \u00e8 passato per la testa (ad esempio, nel Futurismo e nel Surrealismo), ha fallito miseramente. Il Futurismo si \u00e8 costituito addirittura come partito politico, e il Surrealismo imitava la struttura della Terza Internazionale. Entrambi hanno vinto sul piano linguistico, ma sul piano sociale sono stati solo la parodia di una rivoluzione. Il fatto \u00e8 che la riuscita di un movimento artistico non si valuta dalle sue ripercussioni sul sociale, ma dalla sua capacit\u00e0 di rivoluzionare il linguaggio. Luca Lampo cita spesso l&#8217;ammonizione che Artaud rivolgeva a Breton: &#8220;Fai pure arte rivoluzionaria, ma che sia arte&#8221;. Mi pare che non ci sia modo migliore di porre il problema. Abbiamo cercato di proporre la net art come avanguardia, ma va detto che si tratta di un&#8217;avanguardia postmoderna, molto pi\u00f9 smaliziata e ironica di quelle storiche: anche solo per questo, mi sembra un&#8217;errore pretendere da Vuk Cosic la stessa ingenuit\u00e0 &#8220;marxista&#8221; di Breton.<\/p>\n<p align=\"justify\">Cos\u00ec, tornando agli esempi che fai&#8230; Mostrarsi a una conferenza internazionale con tuta dorata e fallo finto ha senso se, come \u00e8 successo, l&#8217;azzimata platea che ti trovi di fronte continua a considerarti come un inviato del WTO, e plaude seria alle tue sparate fasciste; e il monumento allo <em>swoosh <\/em> non \u00e8 il fine di <em>Nikeground <\/em>, ma il mezzo attraverso cui gli artisti dimostrano che la realt\u00e0 in cui viviamo \u00e8 pi\u00f9 delirante di qualsiasi ipotesi artistica. Se tu chiedi agli Yes Men o a 0100101110101101.ORG di utilizzare la platea cui sono arrivati per fare un discorso serio sulla fame nel mondo, gli chiedi attivismo, non arte. Ma l&#8217;arte, questa arte, \u00e8 molto pi\u00f9 potente dell&#8217;attivismo, perch\u00e9 la sua battaglia va al di l\u00e0 della contingenza, attacca il linguaggio e l&#8217;immaginario, e crea simboli a cui l&#8217;attivismo di tutti i tempi pu\u00f2 attingere. Quanto al fatto che la net art sia sopravvalutata&#8230; beh, non mi pare che abbia fatto sbancare Christie&#8217;s, che sia sostenuta da Gagosian o che abbia fatto vibrare le corde di Arthur C. Danto. Qualche museo americano si \u00e8 buttato nella mischia, ma si \u00e8 ritirato in fretta; e le Biennali se ne dimenticano quasi sempre. Piuttosto, parlerei di un urgente bisogno di dimostrare la sua importanza nella storia recente, a cui <em>Connessioni <\/em> si sforza di dare una risposta.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag09\/articoli\/img\/netart_mk08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>MK<\/strong>:\u00a0Non pensate che sia stato quindi un po&#8217; prematuro fare un&#8217;antologica su una serie di artisti e di progetti che potrebbero rappresentare un semplice inizio di un movimento artistico che per essere riconosciuto tale necessit\u00e0 di molto pi\u00f9 tempo, come i veri movimenti artistici d&#8217;avanguardia? Sono dello stesso parere molti protagonisti della net art stessa, da Shulgin a Cosic a Cramer che preferiscono concentrarsi oggi su opere installative o lavori di altro tipo&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Domenico Quaranta<\/strong>:\u00a0<\/span>Le avanguardie non si riconoscono a posteriori. Duchamp e compagni lo sapevano benissimo di essere un&#8217;avanguardia. Quanto a Shulgin, Cosic e Cramer&#8230; Beh, Shulgin \u00e8 il co-autore di <em>Introduction to net.art (1994-1999) <\/em>, in un certo senso l&#8217;inventore del gioco proseguito da <em>Connessioni <\/em>; Cosic \u00e8 stato il primo a parlare di &#8220;periodo eroico&#8221;, e Cramer scrive libri.<\/p>\n<p align=\"justify\">Detto questo, la mostra non \u00e8 prematura anche perch\u00e9, al di fuori della prospettiva di &#8220;antologica&#8221; in cui la leggi , uno dei principali problemi che <em>Connessioni <\/em> si pone \u00e8 quella della conservazione di un affresco che si sfalda pi\u00f9 rapidamente del <em>Cenacolo <\/em> di Leonardo, e viene sepolto da una critica ottusa sotto quintali di biacca. In altre parole, non si tratta solo di &#8220;storicizzare&#8221;, ma anche di chiedersi: come conservare dei prodotti culturali interessanti prima che il degrado digitale e l&#8217;invecchiamento dell&#8217;hardware spazzino via tutto? Come comunicare a un pubblico <em>offline <\/em> operazioni di cui spesso ci restano solo delle tracce? Come divulgare opere e nomi spesso trascurati persino dagli operatori del settore? Non si tratta di una questione di azzardo, ma di &#8220;visione&#8221;. E poi, ti pare cos\u00ec strano che si cerchi di far conoscere il pi\u00f9 possibile persone\/opere che consideriamo importanti?<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag09\/articoli\/img\/netart_mk09.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>MK<\/strong>:\u00a0Perch\u00e9 la net art a vostro avviso \u00e8 una delle principali forme di arte elettronica che \u00e8 stata in grado di dialogare con il mondo istituzionale delle gallerie e dei musei? Non pensate che anche in questo caso sia un po&#8217; prematuro far dialogare una forma d&#8217;arte giovane e ancora in divenire con gli spazi dell&#8217;arte classica e il suo pubblico? C&#8217;\u00e8, in questo senso, un interesse a far fiorire un certo tipo di mercato dell&#8217;arte da parte di alcune gallerie in Italia o all&#8217;estero?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Domenico Quaranta<\/strong>:<\/span> Se quello che dici fosse vero, la <em>Toywar <\/em> sfoggerebbe la sua virulenza sulle pareti del MoMA invece di ridursi a mucchietto di gif sparse qua e la per la Rete e a qualche pagina Web mal restituita dai browser ora in uso. Il dichiararsi &#8220;museificata&#8221; \u00e8 stato &#8211; fin dal principio &#8211; uno dei giochi della net art, e anche se ha funzionato sarebbe ora di smettere di cascarci come polli con l&#8217;aviaria. Quanto al tentativo di far nascere un mercato, certo che esiste. Nessuna &#8220;lobby&#8221; di gallerie, ma pochi coraggiosi che sperimentano a proprie spese &#8211; Postmasters e Bitforms a New York, Fabio Paris in Italia. E quanto alla giovent\u00f9 della net art&#8230; da un soffitto di Rivoli pende un cavallo impagliato, quanto \u00e8 pi\u00f9 vecchio del nostro manichino?<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag09\/articoli\/img\/netart_mk10.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>MK<\/strong>:\u00a0Che fine hanno fatto e perch\u00e9 alcuni artisti della net art di quel periodo sono letteralmente spariti (vedi JoDi o The Yes Men o Etoy o molti altri)? Pensate, come alcuni sostengono, che il mondo della net art si sia imborghesito, ammantato di autoreferenzialit\u00e0, e abbia perso quello spirito rivoluzionario delle prime origini non riconoscendosi pi\u00f9 in qualcosa di definito nel suo stesso Dna?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Domenico Quaranta<\/strong>:<\/span> Per quanto ne so, stanno tutti bene, grazie. Spariti? No, forse solo un po&#8217; meno visibili. JoDi ha appena inaugurato una mostra importante, Cosic \u00e8 reduce dall&#8217;ICA di Londra, etoy si gode le sue share e gli Yes Men hanno da poco chiuso una (vittoriosa) campagna pro-Bush. Se ti sembra poco&#8230; La net art imborghesita? Mah, dipende da cosa intendi per net art (e da cosa intendi per borghesia). Marco Deseriis, nel suo testo, dice che la &#8220;scena&#8221; si \u00e8 dissolta e che \u00e8 ora di officiare la messa. Io preferisco pensare che le braci covino sotto la cenere&#8230;<\/p>\n<table cellspacing=\"5\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\" width=\"161\">Ubermorgen<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\" width=\"410\">&#8216;[V]ote-auction&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">The Yes Men<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;Reamweaver&#8217;, &#8216;The Yes Men as WTO&#8217;, &#8216;The Management Leisure Suit&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Surveillance Camera Players<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;Surveillance Camera Players&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Sebastian J. F.<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;info wars&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">RTMARK<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;The Mutual Funds&#8217;, &#8216;Bringing It To You!&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Joan Leandre \\ retroYou<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;retroyou RC series : 1999&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Mark Napier<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;Riot&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Natalie Bookchin<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;Introduction to net.art (1994-1999)&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Jodi<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;Untitled Game&#8217;, &#8216;All wrongs reversed \u00a91982&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">0100101110101101.ORG<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;Life Sharing&#8217;, &#8216;Biennale.py&#8217;, &#8216;Nike Ground&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Jaromil<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;Hasciicam&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">I\/O\/D<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;The Web Stalker&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Heath Bunting<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;Net.art Consultants&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Florian Cramer<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">Perl poems &#8216;and&#8217;, &#8216;self&#8217;. &#8216;The Permutation of 0 and 1&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Electronic Disturbance Theater<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;FloodNet&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Cornelia Sollfrank<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;Female Extension&#8217;, &#8216;The net.art generator&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Alexei Shulgin<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;FuckU-FuckMe&#8217;, &#8216;386DX&#8217;, &#8216;Form Art&#8217;, &#8216;Introduction to net.art (1994-1999)&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Alexander R. Galloway<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;What You See Is What You Get&#8217; perl\/text<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Adrian Ward<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;Autoillustrator&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">[epidemiC]<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;Biennale.py&#8217;, &#8216;downJones&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Amy Alexander<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;Merry Christmas &#8217;99 (the gift that keeps on giving)&#8217;, &#8216;The Plagiarist Manifesto&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Mongrel Project<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;National Heritage&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Eldar Karhalev &amp; Ivan Khimin<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;Screen Saver&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">etoy<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;Digital Hijack&#8217;, &#8216;Toywar&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Vuk Cosic<\/td>\n<td class=\"testo_iframe\">&#8216;Deep ASCII&#8217;, &#8216;Documenta Done&#8217;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<hr \/>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.connessionileggendarie.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.connessionileggendarie.it\/<\/a><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.ready-made.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.ready-made.net\/<\/a><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.thething.it\/netart\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.thething.it\/netart\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo \u008f il motivo per cui \u008f sempre pi\u009d complesso affrontare con obbiettivit\u0088 il racconto e la descrizione di una mostra come Connessioni Leggendarie, che si sta svolgendo in questi giorni alla Mediateca di Santa Teresa di Milano e che proseguir\u0088 fino al prossimo Gennaio 2006. 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