{"id":9884,"date":"2005-10-31T12:00:00","date_gmt":"2005-10-31T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-009\/techne-05-border-poetic\/"},"modified":"2020-10-21T10:08:51","modified_gmt":"2020-10-21T09:08:51","slug":"techne-05-border-poetic","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-009\/techne-05-border-poetic\/","title":{"rendered":"Techne 05, La Poetica Del Confine"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">L&#8217;arte che sceglie le nuove tecnologie, l&#8217;innovazione tecnologica che diventa innovazione linguistica trova il suo spazio d&#8217;elezione in uno degli eventi pi\u00f9 attesi di questo autunno milanese: <span class=\"testo_iframebold\">Techne 05<\/span>, mostra internazionale promossa dalla Provincia di Milano con cadenza biennale giunta alla sua terza edizione che, dal 1999, raccoglie alcune fra le esperienze artistiche pi\u00f9 raffinate e mature di questo campo.<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<p>Tuttavia, se la prima edizione proponeva un viaggio nel mondo delle videoistallazioni, tra opere classiche e sperimentazioni di ultima generazione e la seconda si concentrava sull&#8217;interattivit\u00e0 in Italia, l&#8217;edizione 2005 si propone di indagare i rapporti tra l&#8217;immagine video, analogica o digitale, e le sue possibilit\u00e0 &#8220;oltre lo schermo&#8221;. Forse un caso e forse no se si pensa all&#8217;importanza del &#8220;visibile&#8221; nella nostra cultura come ha pure testimoniato il <span class=\"testo_iframebold\">Festival Filosofia<\/span> di quest&#8217;anno; di fatto una scelta dagli esiti a tratti incerti che in parte disattende i tecnoentusiasti e di contro si attesta su posizioni consolidate e spesso discutibili.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag09\/articoli\/img\/videoart_miriampetruzzelli05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>La tecnologia non \u00e8 qui una presenza indiscreta, invasiva, ma si presenta quale assunto consolidato del fare artistico. Curata da Romano Fattorossi, storico promotore anche di <span class=\"testo_iframebold\">Invideo<\/span>, in collaborazione con il settore cultura della Provincia di Milano, Techn\u00e8 si apre, o si chiude a seconda, con un bel lavoro di <span class=\"testo_iframebold\">Studio Azzurro<\/span> allestito all&#8217;ingresso dello spazio: premono, spingono, cadono, si rialzano e ci riprovano, i naufraghi della nostra contemporaneit\u00e0, a superare quel confine invisibile eppure invalicabile.<\/p>\n<p>Nata a cavallo tra due millenni quest&#8217;opera induce ancora a riflettere sui confini che si disfano, ma ancor di pi\u00f9 su quelli che continuamente si spostano e si creano. Il percorso \u00e8 per\u00f2 tutto centrato sull&#8217;installazione video di <span class=\"testo_iframebold\">Bill Viola<\/span>, ormai celeberrimo artista statunitense, fortemente voluto dall&#8217;organizzazione della rassegna milanese. Ingente lo sforzo per l&#8217;allestimento dello spazio curato nei minimi dettagli secondo le precise indicazioni dell&#8217;artista che presenta, per la prima volta in Italia, <span class=\"testo_iframebold\">Ascension<\/span>. Inquieta rappresentazione dell&#8217;eterno ciclo di vita e morte i cui confini sembrano dissolversi come le bolle d&#8217;aria fluttuanti intorno al corpo sospeso e inerte in una luce di caravaggesca memoria, l&#8217;opera occupa il posto d&#8217;onore della galleria, immersa come in un acquario in cui lo spettatore pure sente mancarsi il fiato nelle profondit\u00e0 di acque sconosciute.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag09\/articoli\/img\/videoart_miriampetruzzelli02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>A <span class=\"testo_iframebold\">Mario Canali<\/span> il cambio di registro con M.OTU, installazione interattiva ispirata al tradizionale sport giapponese del <span class=\"testo_iframe\">Sumo<\/span>. Costretti ad assumere la tipica posizione dei corpulenti lottatori, si siede l&#8217;uno di fronte all&#8217;altro, le mani tese sul tavolo di gioco con al centro un monitor sul quale \u00e8 visualizzata l&#8217;area di gara. I contendenti, rappresentati da due pedine, si studiano per sfidarsi a colpi di emotivit\u00e0 attraverso il rilevamento di battito cardiaco e microsudorazione cutanea. Vince chi riesce a far uscire l&#8217;avversario dal <span class=\"testo_iframebold\">dohyo<\/span><em>, <\/em> mantenendo la calma mentre una proiezione consente al pubblico di seguire sullo schermo l&#8217;andamento emotivo dell&#8217;incontro.<\/p>\n<\/div>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Un gioco appassionante, frutto della lunga ricerca dell&#8217;artista sulle <span class=\"testo_iframebold\">Macchine per l&#8217;inconscio<\/span>, incluso nella retrospettiva che gli sar\u00e0 dedicata dal 17 marzo al 14 maggio presso l&#8217;Arengario di Monza. Da quest&#8217;anno infatti Techne estende i suoi confini al territorio della provincia oltre che della citt\u00e0, in sette ambientazioni eccellenti: lo Spazio Oberdan, cinque tra i Centri culturali stranieri (Centro Culturale Svizzero, Forum Austriaco di cultura, Istituto Cervantes, le centre culturel fran\u00e7ais), l&#8217;Hangar Pirelli che ospiter\u00e0 il Tableau vivant \u0096 Flute Magique di Gabriele Amadori (24, 25, 26 febbraio 2006) e l&#8217;Arengario di Monza. Sette ambientazioni per quattordici artisti dalle due sponde dell&#8217;Atlantico. Dagli autori affermati alle nuove espressioni, non molte in verit\u00e0, dall&#8217;Italia, soprattutto da Milano, e dall&#8217;estero: sedici opere tra cui <span class=\"testo_iframebold\">Demolition di Luiz Duva<\/span> in cui ancora una volta \u00e8 il confine il tema dominante. La videoinstallazione interattiva consente infatti al visitatore di colpire una parete bianca proiettata su una parete reale schiacciando una serie di bottoni fino alla totale distruzione dell&#8217;immagine che lascia intuire la presenza di qualcosa al di l\u00e0. Un lavoro di grande forza e ironia.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag09\/articoli\/img\/videoart_miriampetruzzelli04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Del confine parla pure <span class=\"testo_iframebold\">Terry Flaxton<\/span>, cineasta inglese, che propone un&#8217;irriverente banchetto virtuale con finale a sorpresa per chi sa aspettare. Un&#8217;interattivit\u00e0 delicata e discreta anima <span class=\"testo_iframebold\">Phases<\/span>, installazione del gruppo milanese <span class=\"testo_iframebold\">Agon<\/span>, in cui le danzatrici si muovono a ritmi diversi secondo la vicinanza maggiore o minore dei visitatori ai monitor. Su un piano decisamente altro <span class=\"testo_iframebold\">Spoon River di Alessandro Amaducci<\/span>. Il videomaker torinese racconta incubi allucinati carichi di rimandi e suggestioni dando voce ai personaggi dell&#8217;antologia di Edgar Lee Masters.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Parla europeo infine il lavoro di <span class=\"testo_iframebold\">Antonella Bussanich<\/span> che senza filtri chiede ai giovani di dire con una parola &#8220;il mondo di oggi&#8221;. Il risultato niente affatto ottimistico, \u00e8 una giostra di volti e di parole in testa alle quali c&#8217;\u00e8 &#8220;guerra&#8221;. Con un catalogo curato da <span class=\"testo_iframebold\">Antonio Caronia<\/span>, uno degli studiosi pi\u00f9 attenti dei fenomeni che riguardano l&#8217;impatto sociale e culturale delle nuove tecnologie, Techne fa gi\u00e0 discutere, ma manca forse di testimoniare con forza quel pullulare di idee che l&#8217;era del digitale continua a generare. Qualche speranza viene dal ciclo di incontri dal titolo <span class=\"testo_iframebold\">L&#8217;arte nell&#8217;era della riproducibilit\u00e0 digitale<\/span> organizzato in concomitanza con la rassegna presso lo Spazio Oberdan a cura di Antonio Caronia, Enrico Livraghi e Simona Pezzano. Prossimo appuntamento, luned\u00ec 7 novembre per un incontro con <span class=\"testo_iframebold\">Andrea Balzola<\/span> su &#8220;linguaggi ed estetiche nell&#8217;era del digitale&#8221;.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.mostrainvideo.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.mostrainvideo.com<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.provincia.milano.it\/cultura\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.provincia.milano.it\/cultura<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;arte che sceglie le nuove tecnologie, l&#8217;innovazione tecnologica che diventa innovazione linguistica trova il suo spazio d&#8217;elezione in uno degli eventi pi\u009d attesi di questo autunno milanese: Techne 05, mostra internazionale promossa dalla Provincia di Milano con cadenza biennale giunta alla sua terza edizione che, dal 1999, raccoglie alcune fra le esperienze artistiche pi\u009d raffinate e mature di questo campo<\/p>\n","protected":false},"author":88,"featured_media":30611,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,162],"tags":[71],"class_list":["post-9884","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-009","tag-video-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Techne 05, La Poetica Del Confine &#8226; 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