{"id":9876,"date":"2005-10-31T12:00:00","date_gmt":"2005-10-31T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-009\/the-contemporary-city-six-senses\/"},"modified":"2020-10-21T10:00:21","modified_gmt":"2020-10-21T09:00:21","slug":"the-contemporary-city-six-senses","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/the-contemporary-city-six-senses\/","title":{"rendered":"I Sei Sensi Della Citta&#8217; Contemporanea"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Un fenomeno nuovo ed interessante si \u00e8 verificato presso il <span class=\"testo_iframebold\">Palazzo dei Congressi a Roma<\/span> durante il 49\u00b0 Congresso mondiale su urbanistica e architettura, <span class=\"testo_iframebold\">IFHP (International Federation for Housing and Planning)<\/span> <span class=\"testo_iframebold\">&#8211; Futuri urbani: continuit\u00e0 e discontinuit\u00e0,<\/span> un approccio alla riflessione che predilige una lettura della citt\u00e0 attraverso i sensi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Infatti, all&#8217;interno degli spazi enormi e marmorei del Palazzo dei Congressi all&#8217;Eur (quartiere di Roma dalle architetture imponenti), dal 2 al 5 ottobre hanno trovato posto installazioni multimediali e interattive come parte integrante del corpo congresso-palazzo. Esponenti dell&#8217;architettura e dell&#8217;urbanistica provenienti da tutto il mondo si sono dati appuntamento, in questi quattro giorni di incontri e workshops, nella citt\u00e0 di Roma che si offre come il luogo ideale per un congresso di questo tipo. L&#8217;elemento nuovo si presenta ai sensi dei partecipanti quando essi varcano la soglia della grande sala congressuale e si lasciano assorbire da suoni, immagini e musica. L&#8217;associazione romana <span class=\"testo_iframebold\">Moorroom<\/span> ha curato le installazioni audio-video e le performances per il congresso, proponendo un approccio alla citt\u00e0 contemporanea percepita attraverso 6 sensi, dove il sesto senso \u00e8 la &#8216;comunicazione&#8217;. Un punto di vista sostanzialmente estetico-percettivo che tende a coinvolgere i sensi umani che penetrano la citt\u00e0 intesa in tutti i suoi aspetti: la citt\u00e0 globalizzata e globalizzante, si parla di Roma come si pu\u00f2 parlare di Berlino, Firenze, Parigi, Londra, New York e cos\u00ec via. Citt\u00e0 con similitudini e peculiarit\u00e0, uguali e diverse, popolate da uno spirito che rifugge dall&#8217;omologazione ma dove i tratti caratteristici della rivoluzione tecnologica tracciano percorsi inusuali.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag09\/articoli\/img\/interaction_alessandramigani04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Durante uno degli interventi dell&#8217;architetto americano <span class=\"testo_iframebold\">William J. Mitchell<\/span>, egli evidenzia come: &#8220;Evolvendosi attraverso i secoli, le citt\u00e0 si sono sempre pi\u00f9 avvicinate all&#8217;organizzazione ed ai comportamenti degli organismi intelligenti. (\u0085) Adesso le citt\u00e0 sono state equipaggiate con sistemi nervosi elettronici ed \u00e8 cruciale iniziare a capirle in termini di loro capacit\u00e0 sensoriali, flussi di informazioni e processi, e capacit\u00e0 di risposte intelligenti&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Gli artisti (nazionali ed internazionali) chiamati ad esprimere il proprio approccio sensoriale alla citt\u00e0, trovano strade che ci incuriosiscono e allo stesso tempo ci fanno riflettere. Le connessioni fra le diverse discipline finiscono per tracciare una mappa di relazioni evidenti: l&#8217;architettura ridisegna il suono, crea punti d&#8217;ascolto, vive i paesaggi urbani in mutamento, la topografia diventa video, scandito dai rumori d&#8217;ambiente, mentre i sapori delle culture multietniche entrano a far parte del tessuto urbano. Del resto le citt\u00e0 sono mondi pulsanti, dai ritmi frenetici, dall&#8217;espansione incontrollata, sono citt\u00e0 multiculturali, le culture si omogeneizzano in rispetto alle direttive del mercato ma al contempo rifuggono dalla massificazione selvaggia.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag09\/articoli\/img\/interaction_alessandramigani06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Quest&#8217;esperienza sensoriale passa attraverso vari stadi, nel nostro percorso lungo il palazzo ci troviamo di fronte <strong class=\"testo_iframebold\">La citt\u00e0 e il suono<\/strong>, che si presenta come un&#8217;installazione interattiva (uno speciale sistema surround) realizzata dall&#8217;artista inglese <span class=\"testo_iframebold\">Justin Bennett<\/span>, gi\u00e0 percussionista per i gruppi Grand Mal e BMBcon. La sua ricerca musicale spazia dalle registrazioni puramente sonore del tessuto cittadino all&#8217;espressione materiale che integra elementi plastici e visuali. Il suono contiene in s\u00e8 la memoria del tempo trascorso e delle tracce spazio-temporali, un suono registrato nell&#8217;arco di ventiquattr&#8217;ore in cima al tetto di un edificio romano. La creatura concepita assume il nome di <span class=\"testo_iframebold\">Sundial<\/span> ed \u00e8 appunto l&#8217;assemblaggio di 24 frammenti sonori compressi in otto minuti per ogni variazione di suono.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;elemento sonoro spazia e allo stesso tempo si integra con una struttura mobile speciale composta da elementi pneumatici gonfiati da un ventilatore, realizzata dall&#8217;artista-architetto <span class=\"testo_iframebold\">Marco Canevacci (Plastique Fantastique)<\/span>. Le strutture possono assumere forme diverse, presenti nel palazzo come tubo e bolla, dove trovava sede l&#8217;internet point. Mentre percorriamo questi spazi, occupati e rivissuti in un modo atipico e per un breve periodo, ci torna alla mente Russolo con la sua idea di &#8220;attraversare una citt\u00e0 moderna con le orecchie aperte pi\u00f9 degli occhi&#8221;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag09\/articoli\/img\/interaction_alessandramigani05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testo_iframebold\">La citt\u00e0 e la vista, <\/strong> presentata dal collettivo <span class=\"testo_iframebold\">Ogi:no Knauss<\/span> con l&#8217;installazione interattiva <span class=\"testo_iframebold\">Triplicity<\/span>, \u00e8 una serie di videoclip prodotti negli ultimi cinque anni che ripresenta un paesaggio urbano, espressione della globalizzazione economica contemporanea. Il collettivo fiorentino nato nel 1995 come laboratorio di cinema mutante, vive il processo di creazione e gestione dell&#8217;immagine analogamente ai processi compositivi della musica. Il tessuto metropolitano permea i montaggi veloci e taglienti degli <em>Ogi:no Knauss<\/em>, sequenze sempre pi\u00f9 veloci che ci si presentano alla vista e immediatamente spariscono: segnali stradali, insegne, manifesti, dettagli e complessi architettonici prendono vita permeati del proprio valore. Gli <em>Ogi:no Knauss<\/em> realizzano in questo modo un&#8217;attenta elaborazione dei movimenti urbani, ridisegnano mappe, definiscono nuovi tracciati in cui \u00e8 possibile attraversare, in breve, spazi e tempi lontani fra di loro.<\/p>\n<p align=\"justify\">Lo spettatore-montatore, viene coinvolto direttamente nella selezione dei &#8216;pezzi&#8217; audiovisivi che interverranno a tracciare un percorso nelle citt\u00e0, come se entrasse nella cabina di montaggio. L&#8217;installazione si presenta con 3 schermi e 3 diverse postazioni di controllo. Ogni video selezionato, distinto da un titolo, verr\u00e0 sistemato automaticamente dal computer in un ordine consequenziale, solo alla fine, azionando il tasto play, si dar\u00e0 origine al viaggio, ogni volta diverso, in un&#8217;esplorazione continua.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag09\/articoli\/img\/interaction_alessandramigani07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testo_iframebold\">La citt\u00e0 gusto ed olfatto <\/strong> presenta una performance video-sonora nata dalla collaborazione di<span class=\"testo_iframebold\"> Slowmotion (musica) e Circolo di confusione (video)<\/span>. <em>Slow Motion<\/em> \u00e8 un&#8217;entit\u00e0 in costante mutazione, una sorta di gruppo aperto sempre pronto ad accogliere nuove influenze con la volont\u00e0 di proiettare il proprio istinto creativo in territori inesplorati. La loro musica \u00e8 un incrocio di elettronica digitale e modernariato analogico, spesso venato da raffinate intrusioni di strumenti acustici e da una spiccata propensione per la melodia. <em>Circolo di Confusione<\/em> \u00e8 invece un progetto nato nel 2001 dalla collaborazione tra <span class=\"testo_iframebold\">Virginia Eleuteri Serpieri e Federico Maistrello<\/span>. Virginia Eleuteri Serpieri dal 1999 ad oggi ha partecipato a numerosi festival cinematografici come autrice di videoclip e cortometraggi e collabora stabilmente con Slow Motion per concerti e videoinstallazioni.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il video di Circolo di Confusione musicato da Slow Motion, trae la propria ispirazione dai b-movies di fantascienza degli anni cinquanta. Lo scenario surreale in cui il cibo \u00e8 visto come veicolo per instaurare rapporti e comunicare, intende proiettare lo spettatore in un&#8217;atmosfera onirica in cui sia ancora possibile vivere il sogno con ingenuit\u00e0 ed ottimismo, abbandonandosi alle fascinazioni del gioco estetico.<\/p>\n<p align=\"justify\">La digitazione come elemento insostituibile della contemporaneit\u00e0, lascia intravedere la sezione <strong class=\"testo_iframebold\">Citt\u00e0 e il tatto<\/strong>, offre allo spettatore la possibilit\u00e0 di esprime pensieri, attraverso frasi ed immagini, ispirati appunto al rapporto citt\u00e0 e 5 sensi. Questa sequenza di immagini e pensieri, uniti a una musica, si offre allo spettatore come nuova opera, in una proiezione speciale durante il congresso.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag09\/articoli\/img\/interaction_alessandramigani02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La rassegna <span class=\"testo_iframebold\">Futuri urbani: continuit\u00e0 e discontinuit\u00e0<\/span> permette quindi di costruire vere e proprie mappe mentali, in cui la citt\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 solo topografia, architettura e progetto, ma sempre, e soprattutto, vita, luogo d&#8217;incontro o passaggio, di comunit\u00e0 e vita urbana. I luoghi virtuali permettono passaggi ulteriori, offrono nuove forme espressive alla mente, cos\u00ec come le divisioni fra discipline si fanno pi\u00f9 labili; giorno dopo giorno, i nuovi modelli di citt\u00e0 credono in un approccio pluridisciplinare anche grazie alle tecnologie digitali della comunicazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">I sensi ci attraversano ogni giorno in maniera evidente e tutti questi input quotidiani richiamano la nostra attenzione verso qualcosa che comunica con noi, mentre distratti da altro, lo ignoriamo. Gli artisti contemporanei colgono i messaggi nascosti, li decifrano e li offrono ai sensi dello spettatore come in un moderno rito pagano. Partecipare attivamente \u00e8 probabilmente la nostra unica strada percorribile o almeno \u00e8 quello che ci si augura.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.bmbcon.demon.nl\/justin\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.bmbcon.demon.nl\/justin\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.plastique-fantastique.de\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.plastique-fantastique.de\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.oginoknauss.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.oginoknauss.org\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.slowmotion.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.slowmotion.it\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.virginiaeleuteriserpieri.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.virginiaeleuteriserpieri.com\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.moorroom.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.moorroom.org<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>n fenomeno nuovo ed interessante si \u008f verificato presso il Palazzo dei Congressi a Roma durante il 49\u00b0 Congresso mondiale su urbanistica e architettura, IFHP &#8211; 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