{"id":9858,"date":"2005-10-01T12:00:00","date_gmt":"2005-10-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-008\/italiano-ars-electronica-2005-chronicles\/"},"modified":"2020-10-20T14:59:08","modified_gmt":"2020-10-20T13:59:08","slug":"italiano-ars-electronica-2005-chronicles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-008\/italiano-ars-electronica-2005-chronicles\/","title":{"rendered":"Ars Electronica 2005: Chronicles"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">La societ\u00e0 contemporanea propone sistemi e forme dove segmenti differenti, se non incompatibili, vanno assieme. Nuove relazioni stabilite fra sfere apparentemente diverse danno vita a prodotti misti. Il concetto di ibridazione, affiorato all&#8217;inizio soprattutto all&#8217;interno delle culture giovanili e della musica pop, si espande; anche grazie a nanotecnologie, biotecnologie, bionica.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;intrusione stessa della tecnologia nella vita quotidiana accellera questo processo; mondo organico e inorganico si mischiano, interno ed esterno diventano un continuum. Arte, tecnologia e vita sociale si sovrappongono, e i loro confini si fanno progressivamente pi\u00f9 sfumati, le identit\u00e0 stesse vanno ridefinendosi come insiemi di stimoli e influenze diversi, e in termini di contaminazione di linguaggi, cio\u00e8 paradossalmente, come pluralit\u00e0 non riducibili a un pensiero monologico. E il paradosso sta anche nel fatto che in una societ\u00e0 come la nostra, dove normalmente si tende a temere tutto ci\u00f2 che \u00e8 diverso e a diffidarne, e dove si mira a eliminare le differenze, si passi da una coscienza individuale a un s\u00e9 plurale. L&#8217;identit\u00e0 ibrida \u00e8 una identit\u00e0 borderline, crea delle differenze, e in questo fonda un nuovo egualitarismo. Per potersi muovere nel paradosso di quest&#8217;epoca \u00e8 necessaria una coscienza critica. (<em>Je est un autre <\/em>Arthur Rimbaud , <em>In the electric age, we wear all mankind as skin. <\/em>Marshall McLuhan)<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Hibrid, living in a Paradox<\/span>, \u00e8 il titolo del festival<span class=\"testo_iframebold\"> Ars Electronica 2005<\/span>, tenutosi a Linz all&#8217;inizio di settembre come da tradizione.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag08\/articoli\/img\/newmedia_tizianagemin01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il tema \u00e8 stato sviluppato in modo interessante nel ciclo di lecture curate dal canadese <span class=\"testo_iframebold\">Derrick De Kerckhove<\/span>, nelle quali si \u00e8 delineato attraverso varie declinazioni il concetto di ibridazione; ogni ospite, fra i quali diversi italiani, ha affrontato il discorso secondo modalit\u00e0 diverse, poich\u00e9 il tema stesso permetteva un vasto campo di applicazione e sviluppo. Tuttavia nella scelta delle installazioni, l&#8217;ampiezza tematica ha reso un po&#8217; disomogenea e dispersiva l&#8217;esposizione; sono state legittimate opere forse deboli, accanto a progetti di pi\u00f9 vasto raggio, si sono viste inutili macchine celibi accanto a progetti socialmente impegnati, reti relazionali connesse da tecnologie non sempre sofisticate e macchine paradossali in cerca di una poetica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Fra i progetti pi\u00f9 interessanti diversi erano quelli che proponevano esperienze sonore, come <span class=\"testo_iframebold\">Condemned_bulbes <\/span> del gruppo <span class=\"testo_iframebold\">Artificiel<\/span> (CA); un&#8217;opera audiovisiva, presentabile sia come installazione che come performance live, che si basa sul rapporto tra luce e suono come elementi inseparabili. Il lavoro consiste in una serie di lampadine di grandi dimensioni, controllate da un computer, che producono un ronzio tale da creare composizioni udibili create dalla pura elettricit\u00e0. Alzando e abbassando l&#8217;intensit\u00e0 luminosa delle lampadine cambia il suono, alla massima intensit\u00e0 le lampadine sono quasi silenziose, quando l&#8217;intensit\u00e0 \u00e8 ridotta producono i loro suoni pi\u00f9 forti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Altro lavoro che coinvolge il senso dell&#8217;udito \u00e8 <span class=\"testo_iframebold\">G-Player (Global player)<\/span> di <span class=\"testo_iframebold\">Jens Brand<\/span> (DE). Il dispositivo rileva la posizione dei satelliti ufficiali e segue la traiettoria di questi oggetti quando essi orbitano sulla terra; successivamente attraverso le interpretazioni del <em>G-Player <\/em> le differenti altitudini incontrate nel percorso del satellite vengono trasformate in suono, simulando cos\u00ec l&#8217;azione di una puntina su un disco, ma seguendo la superficie della terra. <em>G-Player <\/em> lavora come un lettore CD, ma &#8220;suona&#8221; il globo terrestre.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag08\/articoli\/img\/newmedia_tizianagemin02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Fl\u00fcUX:\/TERMINAL <\/span> di<span class=\"testo_iframebold\"> Dominique Skoltz e Hermann Kolgen<\/span> \u00e8 un&#8217;installazione audiovisiva (forse pi\u00f9 conosciuta orami come performance live) dove l&#8217;audio \u00e8 lo specchio delle immagini. Su due schermi paralleli si rincorrono e si mescolano immagini fotografiche, particelle luminose, visualizzazioni in wireframe; a tratti in sincrono, a tratti no. L&#8217;audio, anch&#8217;esso diviso in due, si fonde con le immagini; un canale segue lo schermo di sinistra, l&#8217;altro quello di destra. L&#8217;impressione d&#8217;insieme \u00e8 di un&#8217;esperienza bipolare, con repentini cambi di ritmo e di intensit\u00e0; i tempi e gli spazi vengono ridefiniti in termini di simmetria e asimmetria.<\/p>\n<p align=\"justify\">Molto suggestivo <span class=\"testo_iframebold\">Waveforms <\/span>di <span class=\"testo_iframebold\">Ulf Langheinrich <\/span> (DE\/AT) un lavoro dove l&#8217;accento \u00e8 posto sulla materialit\u00e0 del media, sulla sua fisicit\u00e0; e dove i significati non rappresentano l&#8217;essenziale. Due spazi espositivi simmetrici, due spazi dove proiezioni astratte ed effetti stroboscopici danno sensazioni fisiche totalmente diverse. Linee compongono enormi superfici vibranti, giganteschi pattern visivi in costante cambiamento; dove l&#8217;immagine \u00e8 concepita come un suono, facendo vibrare di s\u00e9 lo spazio.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">SonicWireSculpture <\/span>di <span class=\"testo_iframebold\">Amit Pitaru<\/span> (US) \u00e8 un&#8217;installazione interattiva a carattere ludico-ricreativo, che funziona come strumento da disegno 3-D e come strumento musicale. Il pubblico pu\u00f2 interagire con l&#8217;installazione in modo intuitivo. In una stanza buia c&#8217;\u00e8 una proiezione e una postazione da disegno. Il tratto disegnato dal visitatore sulla tavoletta grafica viene tridimensionalizzato e interpretato come modulazione audio. La &#8220;scultura sonora&#8221; pu\u00f2 quindi essere salvata in una galleria.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un&#8217;altra tipologia di installazioni \u00e8 quella che rende percepibili fenomeni solitamente non apprezzabili, come\u00a0Gravicells\u00a0di\u00a0Seiko Mikami e Sota Ichikawa\u00a0(DE), che trasforma un fenomeno fisico in una visualizzazione grafica. Questa installazione, gi\u00e0 vista in diversi festival europei e in Italia al Piemonte Share Festival, consiste in un dispositivo interattivo che permette di percepire la gravit\u00e0 terrestre, di cui normalmente non si \u00e8 consapevoli, semplicemente muovendosi nello spazio dell&#8217;installazione. I movimenti dei visitatori sono catturati da sensori e trasformati in suoni e immagini geometriche; e lo spazio dell&#8217;installazione cambia di conseguenza. Inoltre la posizione dello spazio espositivo \u00e8 misurata da un GPS, che con altri satelliti connessi coinvolge punti di osservazione al di fuori della terra espandendo cos\u00ec l&#8217;area di percezione..<\/p>\n<p align=\"justify\">Anche la creatura ibrida <span class=\"testo_iframebold\">Translator II: Grover <\/span> di <span class=\"testo_iframebold\">Sabrina Raaf<\/span> (US) trasforma un fenomeno fisico in segno grafico, anche se in modo pi\u00f9 naif. \u00c8 un piccolo veicolo che si sposta lungo i muri dello spazio espositivo rilevando, a intervalli di tempo, il tasso di anidride carbonica attraverso un sensore. Dopo il rilevamento disegna sul muro &#8220;fili d&#8217;erba&#8221; di altezze differenti corrispondenti al livello del rilevamento di anidride nella stanza. All&#8217;aumentare del numero dei visitatori, e a seconda della quantit\u00e0 di anidride esalata, crescer\u00e0 pi\u00f9 alta l&#8217;erba.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag08\/articoli\/img\/newmedia_tizianagemin04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Da quest&#8217;anno ad Ars Electronica si sono visti anche progetti nei quali la tecnologia \u00e8 meno visibile, ma dove contano di pi\u00f9 le reti relazionali che vengono a crearsi, per esempio connettendo realt\u00e0 lontane, azzerando quindi lo spazio. Il <span class=\"testo_iframebold\">MILKproject<\/span> <span class=\"testo_iframebold\"> (Golden Nica per l&#8217;Arte Interattiva) di Esther Polak, Ieva Auzina e il Riga Center for New Media Culture<\/span> (LV\/NL) \u00e8 un progetto artistico di mappatura, in cui un la tecnologia satellitare \u00e8 usata per produrre una rappresentazione cartografica delle immagini e dei suoni raccolti lungo le spedizioni di latte dagli allevatori ai consumatori, tracciata con l&#8217;impiego di tecnologia Gps . La mappa digitale diventa un quadro relazionale economico all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Processing <\/span> (<span class=\"testo_iframebold\">Golden Nica per la Net Vision<\/span>) \u00e8 un lavoro che promuove lo scambio di informazioni in Internet. Processing, di <span class=\"testo_iframebold\">Benjamin Fry e Casey Reas<\/span> (US), \u00e8 un linguaggio di programmazione open source per creare immagini, animazioni e suoni. Un ambiente costruito per la comunit\u00e0 dell&#8217;arte elettronica, uno strumento per fare progetti di ricerca e d&#8217;arte, creato come software alternativo a quelli commerciali di simile utilizzo.<\/p>\n<p align=\"justify\">E sempre nel contesto del sociale e dell&#8217;attivismo si situa il progetto <span class=\"testo_iframebold\">NewGlobalVision\/Telestreet<\/span>, rete televisiva indipendente e unico progetto italiano presente a Linz dopo MOLTISSIMI anni; a dimostrare che le idee e il desiderio di esprimersi contano ancora.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag08\/articoli\/img\/newmedia_tizianagemin06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Come nelle passate edizioni, la Kunstuniversit\u00e4t di Linz ha ospitato i lavori di una scuola d&#8217;arte del mondo, e quest&#8217;anno ha presentato i suoi lavori la <span class=\"testo_iframebold\">Srishti School of art, design and technology <\/span>di Bangalore, India. Nelle installazioni esposte affiora pi\u00f9 che l&#8217;idea della tecnologia, l&#8217;ideale di integrazione delle culture tradizionali con i nuovi media; al fine di creare un ponte fra passato e futuro.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quasi in chiusura della manifestazione Derrick De Kerckhove ha tenuto una conferenza dal titolo <span class=\"testo_iframebold\">McLuhan still dead?25 years later<\/span>, mostrando interviste televisive al grande teorico dei media, e raccontando della sua esperienza diretta con Marshall McLuhan; De Kerckhove ha messo in luce l&#8217;effetto ironicamente spiazzante delle affermazioni del teorico americano, audaci per l&#8217;epoca ma forse ancor oggi. Una riflessione preziosa, ricordando da dove era partito il dibattito e guardando dove siamo giunti oggi.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.aec.at%20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.aec.at<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/milkproject.net\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/milkproject.net<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.processing.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.processing.org<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.ngvision.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.ngvision.org<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.telestreet.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.telestreet.it<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Hibrid, living in a Paradox, \u00e8 il titolo del festival Ars Electronica 2005, tenutosi a Linz all&#8217;inizio di settembre come da tradizione. 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