{"id":9857,"date":"2005-10-01T12:00:00","date_gmt":"2005-10-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-008\/italiano-bitoforms-il-re-e-lattivista\/"},"modified":"2020-10-20T14:58:41","modified_gmt":"2020-10-20T13:58:41","slug":"italiano-bitoforms-il-re-e-lattivista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-008\/italiano-bitoforms-il-re-e-lattivista\/","title":{"rendered":"Bitoforms: Il Re E L&#8217;attivista"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Il re dell&#8217;arte digitale, cos\u00ec viene definito <span class=\"testo_iframebold\">Steve Sacks<\/span>, direttore di <span class=\"testo_iframebold\">Bitforms<\/span>, in un articolo di Tom Vanderbilt uscito su <em>Wired <\/em>. E chi potrebbe affermare l&#8217;opposto dato che Steve con la sua capigliatura e il coraggio dimostrato nel mercato dell&#8217;arte sembra proprio il re della foresta. Sacks \u00e8 stato il primo gallerista ed \u00e8 ancora l&#8217;unico a trattare esclusivamente new media art: dalle installazioni ai software. La sua attivit\u00e0 di evangelizzazione \u00e8 davvero incoraggiante dato che a settembre ha aperto la sua seconda galleria, la prima si trova a Chelsea, New York, la seconda all&#8217;indirizzo 93 \u0096 6 chungdam-dong, kangnam-gu, Seoul.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;idea di aprire a Seoul \u00e8 frutto di una vendita eccellente che lo stesso gallerista ha fatto al W Seoul Walkerhill Hotel. L&#8217;Hotel ha acquistato infatti diverse opere fra le quali la versione murale di <span class=\"testo_iframebold\">Wooden Mirror di Daniel Rozin<\/span> , un&#8217;opera che utilizza una videocamera nascosta e un software che permette a ogni fruitore di vedere la propria immagine riflessa in 1.500 pixel di legno.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag08\/articoli\/img\/newmedia_mariaritasilvestri03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Con la galleria di Seoul, Sacks spera di riuscire a stringere una collaborazione con aziende come Samsung e LG che producono i monitor migliori del mondo, specie quelli da appendere alle pareti o quelli touch screen che sono i pi\u00f9 efficaci per la presentazione di un&#8217;opera d&#8217;arte digitale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Da alcuni mesi Sacks ha lanciato una galleria on-line che vende esclusivamente software art <span class=\"testo_iframebold\">www.softwareartspace.com<\/span>. L&#8217;opera, dopo l&#8217;acquisto, arriva a casa all&#8217;interno di un particolare packaging e con le direttive tecniche per goderne al meglio. Tutto ci\u00f2 di cui un pezzo di software art ha bisogno \u00e8 un computer e un monitor- touch screen o il vostro televisore- ci\u00f2 che invece \u00e8 davvero interessante \u00e8 il tentativo di Sacks, dal mio punto di vista vincente, di vendere e quindi di trasformare le abitudini di fruizione dell&#8217;arte. Come possiamo notare dalle immagini nel sito, Sacks lavora affinch\u00e9 in un vicino futuro noi tutti avremo dipinti digitali alle pareti e i nostri bambini interagiranno con opere multi-utente che gli insegneranno i pro e i contro della collaborazione e dello <em>sharing <\/em>.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag08\/articoli\/img\/newmedia_mariaritasilvestri01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Peter Hirshberg \u00e8 uno dei primi collezionisti di new media art che ha acquistato da Bitforms <span class=\"testo_iframebold\">Waiting Room di Mark Napier<\/span>, un&#8217; opera di net.art multi-utente il cui accesso \u00e8 stato venduto in 50 esemplari al prezzo di 1000$. Hirshberg ha affermato che per installare l&#8217;opera ha dovuto chiamare un fanatico di Unix e &#8220;A un certo punto avevo dentro casa, il gallerista, il fanatico e l&#8217;artista, tutti qui&#8221;. Ora l&#8217;opera \u00e8 esposta nel suo loft di Soho: un monitor touch screen accanto ad una scultura di Alberto Giacometti. E continua: &#8220;Una notte alle 2 ho sentito questo enorme baccano, cos\u00ec mi sono svegliato e andando verso la sala mi sono ricordato di aver lasciato l&#8217;arte accesa! Forse qualcuno a Los Angeles era appena tornato a casa e stava giocando!&#8221;<\/p>\n<p align=\"justify\">Eppure non tutti considerano il lavoro di Sacks cos\u00ec fondamentale: alcuni sono scettici, altri pensano che sia meglio godere di una versione pirata o fruire la net.art gratuitamente. Poi c&#8217;\u00e8 chi pensa che il software sar\u00e0 inutilizzabile quando usciranno nuovi sistemi operativi e chi ancora che questa non \u00e8 arte o addirittura che l&#8217;arte non \u00e8 una merce\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\">Quando ad esempio ad aprile a New York ho incontrato <span class=\"testo_iframebold\">Lauren Cornell,<\/span> nuova executive di Rhizome, gli ho chiesto cosa ne pensava della galleria Bitforms di Steve Sacks e lei mi ha risposto con un&#8217;espressione titubante e sarcastica ed ha sottolineato:&#8221;Una volta ero un&#8217;attivista, molto pi\u00f9 di adesso.&#8221;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\"><span style=\"color: #333333; font-size: 13px;\">Il calendario di Bitforms New York e Bitforms Seoul 2005-2006:<\/span>.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\">united states &#8211; bitforms gallery, new york<\/p>\n<p>September 15, 2005 Daniel Rozin <em>New Work <\/em><\/p>\n<p>October 22, 2005 Mark Napier <em>Empire <\/em><\/p>\n<p>December 2, 2005 Lynn Hershman <em>New Work <\/em><\/p>\n<p>January 20, 2006 Manfred Mohr <em>New Work <\/em><\/p>\n<p>March 3, 2006 Michael Joaquin Grey <em>New Work <\/em><\/p>\n<p>April 5, 2006 Peter Vogel <em>Debut <\/em><\/p>\n<p>June 9, 2006 Golan Levin <em>New Work <\/em><\/p>\n<p>July 13, 2006 group <em>summer show <\/em><\/p>\n<p>Art Fairs: Art Cologne October 2005<\/p>\n<p>ARCO, Madrid February 2006<\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\">korea &#8211; bitforms gallery, seoul<\/p>\n<p>September 30, 2005 group <em>Inaugural Exhibition <\/em><\/p>\n<p>November 24 2005 Michael Joaquin Grey<\/p>\n<p>January 14, 2006 Daniel Rozin<\/p>\n<p>April 8, 2006 Michael Rees<\/p>\n<p>May 27, 2006 Yael Kanarek<\/p>\n<p>July 8, 2006 James Paterson<\/p>\n<p>September 15, 2006 Rafael Lozano-Hemmer<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.bitforms.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.bitforms.com<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/smoothware.com\/danny\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/smoothware.com\/danny\/<\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.softwareartspace.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.softwareartspace.com<\/a><\/span><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.bitforms.com\/pdf\/rozin_NewsFall2005.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.bitforms.com\/pdf\/rozin_NewsFall2005.pdf<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il re dell&#8217;arte digitale, cos&#8221; viene definito Steve Sacks, direttore di Bitforms, in un articolo di Tom Vanderbilt uscito su Wired . 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