{"id":9852,"date":"2005-10-01T12:00:00","date_gmt":"2005-10-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-008\/italiano-francisco-lopez-blind-listening\/"},"modified":"2020-10-20T14:49:50","modified_gmt":"2020-10-20T13:49:50","slug":"italiano-francisco-lopez-blind-listening","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-008\/italiano-francisco-lopez-blind-listening\/","title":{"rendered":"Francisco Lopez: Blind Listening"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\"><em>&#8220;Contrariamente alla tendenza attuale della sound art e agli standard delle registrazioni naturali, credo nella possibilit\u00e0 di un profondo, puro, &#8216;cieco&#8217; ascolto dei suoni, liberato (il pi\u00f9 possibile) da intenzionali livelli di referenza procedurale o contestuale. Ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 importante, concepisco questo come una forma ideale di ascolto che non rifiuta tutto ci\u00f2 che \u00e8 <\/em>esterno <em> al suono ma esplora e asserisce ci\u00f2 che \u00e8 al suo <\/em>interno<em>. Questa pura e assoluta concezione \u00e8 un tentativo di lotta nei confronti della dissipazione del mondo interno.&#8221; <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">Probabilmente queste parole di <span class=\"testo_iframebold\">Francisco Lopez<\/span>, tratte dall&#8217;introduzione alle lunghissime note all&#8217;interno di <span class=\"testo_iframebold\">La Selva <\/span> (V2_archief 1998), un disco tra i pi\u00f9 rappresentativi e didattici della sua produzione, racchiudono in maniera esemplare la poetica e l&#8217;atteggiamento di uno dei pi\u00f9 influenti musicisti contemporanei in area sperimentale. Lopez \u00e8 prima di tutto un teorico, numerosi sono i suoi saggi che delineano la proprie concezioni in ambito musicale, dei veri e propri manifesti in cui vengono esposti senza mezzi termini regole e dogmi ben precisi. Dalle parole sopracitate si enunciano alcuni concetti basilari, quali l&#8217;ascolto &#8220;cieco&#8221;, ovvero un tentativo di limitare il pi\u00f9 possibile eventuali elementi visuali per raggiungere un ascolto puro (concetto spesso tradotto in termini pratici, da una benda nera che Lopez include in parecchie edizioni discografiche e invita ad indossare durante le sue performance live) e la liberazione del suono da &#8216;intenzionali livelli di referenza procedurale&#8217;, ovvero l&#8217;interpretazione del suono come oggetto, portando alle estreme conseguenze il concetto di concrete music introdotto da <span class=\"testo_iframebold\">Pierre Schaefer<\/span> alla fine degli anni 40, che vedeva la decontestualizzazione di un suono dalla sua sorgente iniziale e il conseguente trattamento di esso come materia sonora.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag08\/articoli\/img\/elettronica_simonebertuzzi01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ogni lavoro di Francisco Lopez deriva da field recordings; la sua ultima produzione, <span class=\"testo_iframebold\">Mavje<\/span>, \u00e8 una collaborazione con <span class=\"testo_iframebold\">Andrey Kiritchenko<\/span> (si veda <span class=\"testo_iframebold\">Digimag05<\/span> per un approfondimento su questo autore) ed esce per la sua<span class=\"testo_iframebold\"> Nexsound<\/span>, il processo di costruzione del lavoro deriva dalla rielaborazione da parte di Lopez di sorgenti catturate da Kiritchenko nel proprio ambiente domestico: ne deriva un brano di oltre cinquanta minuti che alterna spazi ultradilatati a scoppiettanti declinazioni glitch confluendo in silenzi impalpabili e stratificazioni rapide, restituendo all&#8217;uscita uno spettro musicale ben definito ed inaspettato. La cosa lampante \u00e8 quanto la collaborazione sia effettivamente riuscita; ci\u00f2 \u00e8 chiaro sin dal packaging, privo di elementi visuali, ma racchiuso in cartone grezzo e marrone come le altre uscite Nexsound. L&#8217;intervento dei due autori \u00e8 bilanciato e equamente presente.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ci\u00f2 che segue \u00e8 una breve intervista che ho rivolto a Francisco Lopez, non vuole essere esauriente e completa sulla sua visione, ma cerca di sottolinearne determinati aspetti.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag08\/articoli\/img\/elettronica_simonebertuzzi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Simone Bertuzzi<\/strong>: Toglimi una curiosit\u00e0, quali sono i tuoi ascolti abituali in questo periodo?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Francisco Lopez<\/strong>: Ascolto materiale molto diverso, dalla bossa nova al grindcore, dalle registrazioni naturali alle soundtrack sci-fi, dall&#8217;industrial storico al &#8216;lowercase&#8217;, e tutto ci\u00f2 che sta fra di essi. Per esempio, ultimamente, ho ascoltato parecchie registrazioni di Fred Astaire, alcune delle quali sono tutt&#8217;ora piuttosto interessanti. Inoltre, l&#8217;ultima registrazione live di Matt Shoemaker, qualcosa di Alexei Borisov, Louis Dufour, Artifical Memory Trace (sempre sorprendente), registrazioni di rane sud-africane\u0085<\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Simone Bertuzzi<\/strong>: &#8220;Vorrei sapere di pi\u00f9 a proposito della tua inclinazione iconoclasta, non solo riferito all&#8217;ascolto&#8221;cieco&#8221;, ma anche in relazione alle copertine dei tuoi dischi, in cui immagini, grafica o illustrazioni sono totalmente assenti. Le 2-3 immagini de &#8216;La Selva&#8217; presenti sulla copertina, credo siano un raro esempio di presenza visiva nella tua intera discografia. Queste piccole immagini, dal mio punto di vista, sono incredibilmente profonde, relazionate al suono e al progetto in generale. Cosa ne pensi? O meglio, cosa pensi a proposito di queste piccole (quasi invisibili) connessioni fra suono e immagine?&#8221;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Francisco Lopez<\/strong>:<\/span> La mia posizione \u00e8 che ogni tipologia di immagine diventa problematica quando riguarda il suono come entit\u00e0 in s\u00e8. Ovviamente (a meno che uno non sia cieco) noi abbiamo a che fare normalmente con la combinazione di suoni e immagini nella nostra vita quotidiana. Attualmente ci\u00f2 \u00e8 cos\u00ec frequente, che, distinguere differenti livelli percettivi che costantemente si mischiano nella nostra esperienza, diventa una sfida. Credo sia importante non confondere propriet\u00e0 ed entit\u00e0. Una distinzione fra tutte le categorie del reale rende possibile la considerazione di &#8216;entit\u00e0 aurali&#8217; [ <em>aural entities <\/em>] il cui contenuto \u00e8 indipendente dalla referenzialit\u00e0, ci\u00f2, in altre parole, porta il suono in una sostanza maggiormente pura e ricca. Personalmente non sono interessato nella rappresentazione e nella documentazione. Per entrambi, suono e visione, mi sembra la concezione pi\u00f9 misera di queste parziali &#8216;estrazioni dal reale&#8217;. Ci\u00f2 che faccio in termini di artwork \u00e8 a met\u00e0 tra quello che vorrei effettivamente fare io e un costante scontro con le etichette per avere il meno elementi visivi possibile. Il mio ideale \u00e8 un supporto trasparente con le informazioni minime necessarie per identificare il pezzo e l&#8217;anno. All&#8217;ascoltatore spetta il resto.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag08\/articoli\/img\/elettronica_simonebertuzzi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Simone Bertuzzi<\/strong>: Si, capisco perfettamente il tuo approccio non documentativo. Mi riferivo per\u00f2 a qualcosa di pi\u00f9 specifico e astratto: quando penso alle immagini de &#8216;La Selva&#8217;, non le interpreto strettamente come documentazione o rappresentazione, non le vedo come &#8216;estrazioni del reale&#8217;, trovo solamente che tali immagini possano incrementare un particolare contesto, possano restituire un differente livello di fruizione all&#8217;ascoltatore\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Francisco Lopez<\/strong>:<\/span> Lo fanno certamente. La questione \u00e8 se ci\u00f2 da luogo ad un &#8216;miglioramento&#8217; o un &#8216;vantaggio&#8217; oppure no. Pi\u00f9 un&#8217;immagine \u00e8 evocativa e buona pi\u00f9 questo problema si fa serio. Nella mia esperienza, e considerando varie opinioni del mio pubblico, il livello di fruizione dell&#8217;ascoltatore \u00e8 meglio valorizzato senza immagine alcuna. L&#8217;attenzione al suono e alle caratteristiche che vengono a crearsi in esso sono pi\u00f9 ricche e focalizzate. Sembra l&#8217;opzione migliore, per sua natura.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag08\/articoli\/img\/elettronica_simonebertuzzi06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Simone Bertuzzi<\/strong>: Parliamo di musica. Credo che &#8220;Mavje&#8221; sia un ottimo esempio di collaborazione tra due musicisti, il tuo contributo e quello di Andrey Kiritchenko, sono ben equilibrati e amalgamati. Per esempio, nella prima parte \u00e8 percepibile una sorta di loop glitch: prima trasfigurato e immerso in un crescendo noise (intorno al tredicesimo minuto) e successivamente pienamente riconoscibile (dal ventitreesimo minuto circa). Come avete lavorato al processo di costruzione di questo pezzo?<\/p>\n<p align=\"justify\">In questo pezzo in particolare ho utilizzato delle registrazioni di Andrey per comporre la versione finale del brano. Come di consueto nel mio lavoro (e in quello di molti altri autori), ho trasformato il suono sorgente iniziale attraverso vari strati di processing, le strutture finali [ <em>building blocks <\/em>] ricavate erano gi\u00e0 nuove &#8216;specie&#8217; di suoni, generati attraverso un complesso processo evolutivo. In termini strutturali, ho cercato di creare una geografia complessa all&#8217;interno del brano intraprendendo un senso di viaggio attraverso il suono (una traccia unica di quasi un&#8217;ora), amo questa caratteristica in entrambi i lavori in studio e live.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.risonanza-magnetica.com\/articolo.php?id_sup=01&amp;id_eti=134&amp;id_prod=752\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.risonanza-magnetica.com\/articolo.php?id_sup=01&amp;id_eti=134&amp;id_prod=752<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.nexsound.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.nexsound.org<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.franciscolopez.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.franciscolopez.net\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Probabilmente queste parole di Francisco Lopez, tratte dall&#8217;introduzione alle lunghissime note all&#8217;interno di La Selva, un disco tra i pi\u009d rappresentativi e didattici della sua produzione, racchiudono in maniera esemplare la poetica e l&#8217;atteggiamento di uno dei pi\u009d influenti musicisti contemporanei in area sperimentale. 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