{"id":9849,"date":"2005-10-01T12:00:00","date_gmt":"2005-10-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-008\/italiano-piombino-experimenta\/"},"modified":"2020-10-20T14:54:05","modified_gmt":"2020-10-20T13:54:05","slug":"italiano-piombino-experimenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-008\/italiano-piombino-experimenta\/","title":{"rendered":"Piombino Experimenta"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Al Castello di Piombino (Piombino LI) dall&#8217;6 all&#8217;11 settembre 2005 si \u00e8 svolta <span class=\"testo_iframebold\">PX: Piombino eXperimenta<\/span>, una rassegna di installazioni audiovisive, sound art ed elettronica sperimentale. Oltre al sottoscritto il programma ha visto in esposizione le opere installative di alcuni sound artist italiani: XOoo (Otolab), Esa e Kinetix. Ideatori dell&#8217;evento sono stati <span class=\"testo_iframebold\">Marco Formaioni e Gianluca Beccuzzi<\/span> (kinetix) che per la realizzazione pratica hanno potuto contare su un gran numero di realt\u00e0 locali e non.<\/p>\n<p align=\"justify\">La manifestazione ha inoltre ospitato un laboratorio\/meeting di improvvisazione elettroacustica con la partecipazione di vari artisti\/performer ed uno stage\/formazione sui temi dell&#8217;arte elettronica condotti, oltre che dagli artisti esposti, anche da <span class=\"testo_iframebold\">Nicola Catalano, Marco Formaioni, Ovidio Dell&#8217;Omodarme <\/span>ed altri esperti e teorici.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non \u00e8 facile recensire una manifestazione in cui si \u00e8 coinvolti in &#8216;prima linea&#8217;, si rischia la mancanza di obiettivit\u00e0 tanto pi\u00f9 che il clima venutosi a creare \u00e8 stato di grande impatto umano. Meglio parlarne attraverso un&#8217;intervista a Marco Formaioni, co-ideatore e co-organizzatore dell&#8217;evento.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag08\/articoli\/img\/audiovideo_domenicosciajno04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Domenico Sciajno<\/strong>: Essendo tu un fruitore, un appassionato prima ancora che un &#8216;organizzatore&#8217; o curatore di allestimenti, quali ascolti o esperienze di fruizione hai alle spalle?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Marco Formaioni<\/strong>:<\/span> Ho iniziato ad ascoltare musica a 14 anni con Guccini (&#8220;L&#8217;isola non trovata&#8221;), ho continuato con il cantautorato italiano, non ho mai ascoltato il &#8220;rock&#8221; o i &#8220;pinfloid&#8221;. Verso i 17 ho incontrato la musica minimale americana con Glass, Reich e, naturalmente, John Cage ha cominciato a invadere i miei ascolti e i miei pensieri (4&#8243;33&#8242;). Poi \u00e8 arrivato il&#8221;Giardino magnetico&#8221; di Alvin Curran e i primi esperimenti di Franco Battiato. Da subito, quindi, mi sono interessato ai suoni e meno alla &#8220;musica&#8221;, questo, probabilmente, non mi ha spinto a voler suonare e\/o a formare un gruppo. Mi ha appassionato l&#8217;aspetto dell&#8217;ascolto, della fruizione, della ricerca pi\u00f9 che della produzione. Secondo me \u00e8 meglio un buon fruitore che un cattivo musicista. Tra l&#8217;altro la curiosit\u00e0 in campo musicale mi ha portato ad ascoltare praticamente di tutto\u00bb.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Domenico Sciajno<\/strong>: Questo spiega, oltre alla vicinanza geografica, il tuo incontro con Gianluca Becuzzi (Kinetix) e l&#8217;idea di realizzare PX a Piombino, visto che entrambi partite dalla musica e dal suono. Come mai avete pensato all&#8217;allestimento di installazioni sonore\/visive e non, come spesso accade, a una serie di concerti live?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Marco Formaioni<\/strong>:<\/span> Le difficolt\u00e0 mi affascinano. Il concerto live ha caratteristiche troppo frontali, troppo dirette e, dal punto di vista del consumo, pi\u00f9 &#8220;facile&#8221; da vendere. Invece \u00e8 pi\u00f9 interessante lo sforzo che c&#8217;\u00e8 nell&#8217;affrontare problematiche pi\u00f9 complesse, sia nell&#8217;allestimento che nella fruizione, della sound art e delle installazioni. Proprio come fruitore, mi coinvolge di pi\u00f9 la ricerca, la decodifica dei messaggi intrinsechi alle opere d&#8217;arte.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag08\/articoli\/img\/audiovideo_domenicosciajno03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Domenico Sciajno<\/strong>: Ci descrivi brevemente le opere esposte concentrandoti soprattutto su quello che per te in quanto curatore\/fruitore era la peculiarit\u00e0 di ciascuna?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Marco Formaioni<\/strong>:<\/span> Pi\u00f9 che descrivere le opere esposte, vorrei dire che abbiamo puntato soprattutto sull&#8217;interazione, favorendo quelle proposte che avevano al loro interno pi\u00f9 forte il bisogno della presenza del pubblico o che fossero pi\u00f9 stimolanti per l&#8217;aspetto audio\/visivo, altra peculiarit\u00e0 forte. Delle quattro opere, la pi\u00f9 caratterizzante per l&#8217;aspetto installativo \u00e8 stata quella di Kinetix (tra l&#8217;altro l&#8217;ambientazione nelle tre ex celle carcerarie era particolarmente inquietante e suggestiva). Le installazioni di Otolab e di Esa avevano una giocosa interattivit\u00e0, mentre quella di Domenico Sciajno era la pi\u00f9 &#8220;politica&#8221;, forte della denuncia del controllo mafioso e della necessit\u00e0 della presenza soggettiva del pubblico che, interagendo tramite un microfono, potevano modificare lo &#8220;stato di cose presenti&#8221;.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Domenico Sciajno<\/strong>: Interessante il fatto di avere riservato due serate ad un laboratorio di sperimentazione sonora in cui non solo gli artisti esposti si sono cimentati ma anche altri provenienti da diverse citt\u00e0 italiane. Ci dici chi sono e quale \u00e8 stato secondo te il valore di questi incontri?.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Marco Formaioni<\/strong>:<\/span> Innanzitutto i partecipanti alle due serate, che si sono trasformate in veri e propri concerti:<span class=\"testo_iframe\"> Claudio Parodi, Les champs magn\u00eatiques, DBPIT, Pietro Riparbelli, Disorder di Otolab, Kinetix e Domenico Sciajno<\/span>. Volevamo riprendere l&#8217;idea, un po&#8217; trascurata ultimamente, dell&#8217;a-team di Ixem e proporre una alternativa al tradizionale live set. L&#8217;idea era di dare un punto di vista diverso della emissione sonora improvvisativa e, con lo spirito di coinvolgere il pubblico, mostrare l&#8217;atto creativo nel suo divenire.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag08\/articoli\/img\/audiovideo_domenicosciajno01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Domenico Sciajno<\/strong>: Ci sar\u00e0 una seconda edizione? Se s\u00ec, cosa cambieresti nel metodo di lavoro a livello organizzativo e di allestimento? Quali ritieni invece siano stati i punti di forza del vostro operato su cui intendete insistere?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Marco Formaioni<\/strong>:<\/span> Vogliamo replicare, sperimentando un altro spazio in citt\u00e0. Se la formula potr\u00e0 subire qualche aggiustamento, le caratteristiche di festival sulla sound art e sulle installazioni audiovisive desideriamo che restino i punti di forza di Piombino_eXperimenta, farlo diventare un appuntamento fuori dai luoghi canonici per queste proposte, tipo gallerie e centri d&#8217;arte contemporanea.<\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al Castello di Piombino dall&#8217;6 all&#8217;11 settembre 2005 si \u008f svolta PX: Piombino eXperimenta, una rassegna di installazioni audiovisive, sound art ed elettronica sperimentale. Oltre al sottoscritto il programma ha visto in esposizione le opere installative di alcuni sound artist italiani: XOoo, Esa e Kinetix. 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