{"id":9835,"date":"2005-08-31T12:00:00","date_gmt":"2005-08-31T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-007\/italiano-siggraph-cronache-apocrife-dal-mondo-digitale\/"},"modified":"2020-10-15T16:49:08","modified_gmt":"2020-10-15T15:49:08","slug":"italiano-siggraph-cronache-apocrife-dal-mondo-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/italiano-siggraph-cronache-apocrife-dal-mondo-digitale\/","title":{"rendered":"Siggraph: Cronache Apocrife Dal Mondo Digitale"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Quest&#8217;anno l&#8217;incredibile kermesse con ooltre 50.000 esperti di computer graphics, 3D, animazione, effetti speciali, tecnologia e media digitali si \u00e8 riunita sotto il sole di Los Angeles per la trentaduesima edizione del <span class=\"testo_iframebold\">Siggraph<\/span>, conferenza internazionale di computer graphics e tecnologie interattive.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ad attenderli, nell&#8217;ampio atrio del centro conferenze, un piccolo pezzo di storia: l&#8217;originale <span class=\"testo_iframebold\">X-wing fighter <\/span>guidato da Luke Skywalker in Guerre stellari, corredato di co-pilota R2D2 (il nostro vecchio C1P8!). Un&#8217;emozione assicurata per tutti, volta a preparare adeguatamente gli animi all&#8217;incontro con l&#8217;acclamato padre del cinema digitale, George Lucas, <em>keynote speaker <\/em> di quest&#8217;anno.<\/p>\n<p align=\"justify\">Affamata, dopo un lungo girovagare, mi dirigo verso uno degli immondi self service, unica fonte di cibarie in questo angolo sperduto di LA, e mesta mi siedo a contemplare la triste apparenza della mia insalata, probabile resto archelogico delle culture idroponiche dell&#8217;Enterprise. Ma con mia grande sorpresa ecco che Lui arriva, preceduto da un nero bulldozer-guardia del corpo che fende l&#8217;aria al suo passaggio. Umilmente, come \u00e8 d&#8217;obbligo nella grande America, George Lucas si unisce al popolo dei suoi fedeli per condividerne il pane; sorride benevolmente a destra e a sinistra e benedice con lo sguardo i suoi accoliti. Io resto immobile al mio tavolo, con gli occhi attoniti rivolti allo spettacolo: viene nella mia direzione, mi sorride, mi passa accanto, quasi mi sfiora&#8230; istintivamente il mio sguardo speranzoso torna al mio piatto&#8230; ahim\u00e9! \u00e8 ancora la mesta insalata di prima&#8230; lo ammetto, speravo nell&#8217;infusione di qualche effetto speciale, ma il mio animo impuro di miscredente deve avermi tradito. Pazienza passer\u00f2 al lato oscuro della Forza!&#8221;<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/interaction_simonabrusa02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">Digital Art Morsels<\/p>\n<p align=\"justify\">Insoddisfatta dalla miseria del mio pasto, conforto il mio spirito passeggiando tra i corridoi della Art Gallery del Siggraph, saggiando qua e l\u00e0 squisite delicatessen digitali. <span class=\"testo_iframebold\">Pascal Glissmann e Marthina Hoffling<\/span> dalla Germania mi incantano immediatamente con<span class=\"testo_iframebold\"> ELF &#8211; electronic life forms<\/span>, una collezione di piccole creature robotiche in vasi di vetro.<\/p>\n<p align=\"justify\">ELF \u00e8 una installazione che svela la sua bellezza in due momenti. In una prima fase gli ELF sono inseriti e fotografati in un contesto naturale, tra piante, fiori, prati, e qui ci sorprendono per la facile assimilazione che il nostro occhio compie nel guardarli: questi piccoli robot tradiscono e celebrano una meravigliosa sintesi con il mondo naturale, pur trattenendo dei caratteri artificiali e meccanici propri. Nella seconda fase dell&#8217;installazione gli ELF sono inseriti ed esposti in vasi di vetro, ad evocare il fascino della &#8220;natura in vitro&#8221; e gli esperimenti crudeli e curiosi fatti da bambini su piccoli rettili e insetti. Ed \u00e8 in questa forma che li incontriamo, semi-imprigionati, innocui, indifesi, nel loro meraviglioso caos di microsuoni, micromovimenti, microvibrazioni. Immediatamente ci si palesa un mondo alternativo, parallelo, la cui estetica risiede nella nuda bellezza e nella cruda semplicit\u00e0 dei componenti elettronici. Questi piccoli artefatti con la loro sommessa, petulante, espressiva richiesta di attenzione al mondo di l\u00e0 dal vaso evocano un&#8217;immediata simpatia e compassione; e con la loro fragilit\u00e0 invitano ad una riflessione sulla precariet\u00e0 della vita o a porre in discussione il nostro concetto o la stessa percezione di &#8220;vita&#8221;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/interaction_simonabrusa05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ancora non si riproducono ma per certo comunicano; sostenuti da batterie solari, attraverso un processo di &#8220;fotosintesi&#8221;, emettono suoni e movimenti. E ancora, c&#8217;\u00e8 dell&#8217;imprevedibilit\u00e0 nei loro atti e la netta impressione che non abbiano una funzione utile nel mondo se non l&#8217;esibizione della propria esistenza e bellezza. La sottigliezza e il dettaglio con cui sono costruiti rivelano tutta l&#8217;intenzionalit\u00e0 dei loro artefici, il loro desiderio di mimesi e armonia, il loro concetto di estetica, la loro aspirazione ad una primitiva espressivit\u00e0 e comunicazione delle macchine.<\/p>\n<p align=\"justify\">Vite artificiali cos\u00ec vicine a quelle organiche, magiche creature che quasi spaririscono e si confondono con la natura in cui sono immerse, invitandoci a sognare che il Piccolo Popolo abbia preso una nuova forma e che una nuova storia sia cominciata&#8230;<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/interaction_simonabrusa06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Un altro piccolo bosco di creature digitali di infinita grazia ci \u00e8 regalato dal progetto <span class=\"testo_iframebold\">Boredomresearch<\/span> a cura di <span class=\"testo_iframebold\">Vicky Isley e Pascal Smith<\/span>. Il pezzo in esposizione, <span class=\"testo_iframebold\">Ornamental Bug Garden 001<\/span>, \u00e8 un giardino interattivo animato di ipnotica bellezza, a met\u00e0 strada tra la tradizionale illustrazione giapponese di Hokusai e il pixellato paradiso di k10k.net.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ancora una volta sono in gioco le semplici regole che si trovano negli ecosistemi naturali traslate e astratte in un monitor a dare vita a piccole &#8220;biosfere&#8221; digitali. Non pi\u00f9 creature robotiche, ma la complessit\u00e0 di un fenomeno &#8220;naturale&#8221; (la vita in un giardino), originato da un microsistema artificiale, visibile aldil\u00e0 di una finestra (monitor), messo in esposizione per il semplice piacere dell&#8217;osservatore.<\/p>\n<p align=\"justify\">Algoritmi generativi di vita artificiale, panorami sonori sintetici che Vicky e Pascal inventano per suggerire modelli alternativi di rappresentazione degli spazi virtuali che non siano guidati dalle restrizioni di una rappresentazione razionale.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/interaction_simonabrusa04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">John Gerrard<\/span> ci riporta invece al polo opposto e ai canoni figurativi tradizionali della rappresentazione, seppur attraverso due ritratti 3D. Lo splendido realismo e la luce crepuscolare di questi real-time rendering evocano i migliori Vermeer, ma aggiungono alla forza espressiva del colore e delle forme nuove potenzialit\u00e0 temporali. <span class=\"testo_iframebold\">Saddening Portrait (Florian)<\/span> \u00e8 il ritratto di un giovane il cui viso si rattrista progressivamente in un arco temporale di 100 anni, ad impedire volutamente il pieno godimento del processo ad un qualsiasi unico proprietario del &#8220;quadro&#8221;. In <span class=\"testo_iframebold\">Watchful Portrait (Caroline)<\/span> un sottile movimento, d\u00e0 vita all&#8217;insolito ritratto di questa donna i cui occhi seguono l&#8217;ascendere e il calare del sole durante la giornata e in assenza di luce si chiudono in un pacifico sonno.<\/p>\n<p align=\"justify\">All&#8217;estremo opposto del realismo 3D sta invece l&#8217;opera di <span class=\"testo_iframebold\">Jim Campbell<\/span>. Le sue installazioni esplorano con scrupolosa disciplina la relazione tra ammontare delle informazioni mostrato e corrispondente significato generato. I suoi pannelli neri coperti da fitte ed ordinate righe di LED rossi o in gradazioni di grigio mostrano, con il minimo delle informazioni disponibili (LED acceso\/spento), delle campionature di video passati ad un filtro low-pass. Il risultato sono delle ombre, figure misteriose che nel loro ripetitivo movimento incantano e seducono lo spettatore.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/interaction_simonabrusa09.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\">Cyberfashion Show 2005<\/p>\n<p align=\"justify\">Pi\u00f9 i giorni passano pi\u00f9 il SIGGRAPH mi appare per quello che realmente \u00e8: un grande calderone in ebollizione, in cui bolle una pozione senza ricetta precisa, cui tutti attingono e in cui tutti riversano il proprio contributo. \u00c8 un po&#8217; come visitare Protoplas e camminare tra la folta teoria delle invenzioni di Ermete Trismegisto; ci\u00f2 che colpisce \u00e8 l&#8217;incessante desiderio di provare, a dispetto dei non infrequenti esilaranti risultati. La favola \u00e8 ancor pi\u00f9 vera nel<span class=\"testo_iframebold\"> Guerilla Studio<\/span>, lo spazio multidisciplinare, allestito con scintillanti Apple PowerMac G5, in cui i visitatori possono creare animazioni, stampare poster in grande formato, disegnare su tavolette digitali, provare l&#8217;emozione della motion capture, create oggetti 3D e prototiparli al volo su una stampante 3D, contribuendo cos\u00ec al fumante brodo senza fine che a tratti ha davvero un inaspettato, gradevole, sapore.<\/p>\n<p align=\"justify\">In un angolo del Guerilla Studio ferve, nel buio delle ore serali, la preparazione di uno dei pi\u00f9 insoliti eventi del SIGGRAPH: il Cyberfashion show. Curiosi e strani figuri si aggirano per la sala, uomini, donne e uomini\/donne dai nomi inusitati:<span class=\"testo_iframebold\"> Venus prototype, Sara Tonin, Stardust Angel<\/span>. Camminano silenziosamente su stivali dalle piattaforme rialzate, vestono per lo pi\u00f9 di nero, e i loro capelli possono variare incessantemente di colore di giorno in giorno. \u00c8 una perduta enclave cyberpunk che emerge dalle pagine di fumetti e libri e trova qui la sua incontrastata regina in <span class=\"testo_iframebold\">Isa Gordon<\/span>: la nostra cyber-hostess.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nella notte di mercoledi 4 agosto finalmente tutto \u00e8 pronto. Isa entra nella sua nera armatura biomorfica e si trasforma nel suo cyber alter ego, <span class=\"testo_iframebold\">Psymbiote<\/span>, sale sul palco e d\u00e0 il via ad una straordinaria parata di wearables, gadgets e completi sexy in latex. Il calderone ribolle sul fuoco senza controllo&#8230;<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/interaction_simonabrusa08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 il primo anno che la sfilata si apre ad un pi\u00f9 vasto e variegato numero di espositori, accogliendo il lavoro di gruppi e individui che in diverse parti del mondo si cimentano con la proteiforme materia dei wearable computers o della wearable art tout court .<\/p>\n<p align=\"justify\">Sancisce il nuovo trend l&#8217;innovativo duo che apre la sfilata:<span class=\"testo_iframebold\"> Francesca Rosella e Ryan Genz<\/span> della <span class=\"testo_iframebold\">CuteCircuit<\/span> , una neonata azienda-laboratorio di ricerca che fornisce consulenza su wearables e interaction design. Presentano 3 prototipi che esplicitano chiaramente i temi in dibattito nel mondo dei wearables: comunicazione, espressivit\u00e0, interattivit\u00e0, stile. I loro progetti: <span class=\"testo_iframebold\">F+R Hugs (hug shirt)<\/span>, una coppia di magliette interattive che mandano e ricevono a distanza, attraverso una connessione Blutooth con un telefonino, la sensazione fisica di un abbraccio (calore e pressione sulla pelle); <span class=\"testo_iframebold\">Skirteleon (skirt chameleon)<\/span>, una gonna le cui decorazioni combiano di colore e forma durante la giornata, a seconda del contesto; <span class=\"testo_iframebold\">KineticDress<\/span>, un elegante vestito nero che si illumina in diversi pattern con il movimento di chi lo indossa.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nello stesso ambito di esplorazione dell&#8217;interazione gestuale arriva tra gli altri <span class=\"testo_iframebold\">CompanyKeeper<\/span> , un progetto sviluppato al<span class=\"testo_iframebold\"> Banff New Media Institute<\/span> da <span class=\"testo_iframebold\">Sara Diamond <\/span>e dall&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Am-I-Able Design Team<\/span>. Un vestito interattivo che tenta di interpretare il linguaggio del corpo di chi lo indossa: le mani sui fianchi o il nervoso roteare di una cordicella di perline tradiscono umori indesiderati, quali rabbia o imbarazzo, e innescano diversi suoni-antidoto nello spazio intimo del cappuccio.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/interaction_simonabrusa03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Lo spazio pubblico personale \u00e8 invece il tema del progetto <span class=\"testo_iframebold\">Vestis: affective bodies<\/span> presentato dalla brasiliana <span class=\"testo_iframebold\">Luisa Paraguai Donati<\/span> dell&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Unicamp Institute of Arts di San Paolo<\/span>. Uno scenografico esoscheletro fatto di tubi concentrici che si espande quando ci si allontana da qualcuno e si contrae quando ci si avvicina, tracciando un contorno diverso intorno alla persona a seconda della differente definizione dello spazio personale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sinestesie meccaniche interattive di comunicazioni personali al mondo, messaggi che possono anche esprimere una drammatica riappropriazione dello spazio personale. \u00c8 il caso del mio progetto <span class=\"testo_iframebold\">Electric Cinderella shoes<\/span>, portato qui al SIGGRAPH nella sua seconda versione (con un controllo remoto attraverso una collana), che reinterpreta in maniera femminile l&#8217;indossatura di un&#8217;arma (una stun gun) scindendone in maniera netta il piano del messaggio da quello dell&#8217;offesa materiale. La scintilla elettrica, schermata nella punta trasparente delle eleganti scarpe, intimidisce, scoraggia, allontana e solo in caso di emergenza stordisce, sviluppando la sua piena potenza quando la donna decide di rompere la punta.<\/p>\n<p align=\"justify\">Maschere moderne che ci raccontano storie di future trasformazioni, espressive e giocose come <span class=\"testo_iframebold\">Flightdream<\/span>, un&#8217;elegante cappa da sera che traduce il movimento nel suono del vento, o funzionali ed efficaci come il <span class=\"testo_iframebold\">Report-the-world Report-wear<\/span>, un progetto del<span class=\"testo_iframebold\"> Wearable Computing Fashion Group<\/span> giapponese, creato per il reporter del futuro: un head mounted display indossato con un trench coat dotato di 10 telecamere che danno una visione a 360 gradi.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/interaction_simonabrusa07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Funzionalit\u00e0 aumentata o semplice desiderio &#8220;in progress&#8221; di una nuova estetica? Il dilemma continua con la sfilata, e propende decisamente per la seconda ipotesi quando il palco \u00e8 invaso da un tripudio di luci create da intarsi di LED&#8217;s sui futuristici abiti da sera di <span class=\"testo_iframebold\">Enlighted Design<\/span> e da intricati ricami di <span class=\"testo_iframebold\">El-wire<\/span> sugli abiti avveneristico-manga creati da <span class=\"testoscuro\">Anisse<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel complesso questo Cyberfashion show ci appare a tratti esagerato, comico, serio, inadeguato alle molteplici esperienze che vi sono presentate, ma non cessa di stupirci; invade la nostra fantasia e la nostra realt\u00e0, dando vita ad una dimensione alternativa, forse futura, del nostro concetto di moda e di espressivit\u00e0 attraverso la tecnologia. Il risultato ha i suoi alti e bassi ma ha il merito di dare finalmente spazio ad esperienze eterogenee cui forse manca, anocr aoggi, un palcoscenico appropriato.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.siggraph.org\/artdesign\/gallery\/S05\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.siggraph.org\/artdesign\/gallery\/S05\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.electronic-life-forms.de\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.electronic-life-forms.de\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.boredomresearch.net\/features\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.boredomresearch.net\/features\/index.html<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/johngerrard.net\/index.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/johngerrard.net\/index.htm<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.jimcampbell.tv\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.jimcampbell.tv\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.annisse.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.annisse.com<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/enlighted.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/enlighted.com<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/psymbiote.org\/cyfash\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/psymbiote.org\/cyfash\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.cutecircuit.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.cutecircuit.com\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.banffcentre.ca\/bnmi\/research\/current\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.banffcentre.ca\/bnmi\/research\/current\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.cap.eca.usp.br\/wawrwt\/version\/english\/index_en.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.cap.eca.usp.br\/wawrwt\/version\/english\/index_en.html <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.flightdream.org\/simona\/electric_scenario.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.flightdream.org\/simona\/electric_scenario.html <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.philosophica.jp\/english\/awarewear\/presentation.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.philosophica.jp\/english\/awarewear\/presentation.html <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/enlighted.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/enlighted.com\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.annisse.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.annisse.com<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quest&#8217;anno l&#8217;incredibile kermesse con ooltre 50.000 esperti di computer graphics, 3D, animazione, effetti speciali, tecnologia e media digitali si \u008f riunita sotto il sole di Los Angeles per la trentaduesima edizione del Siggraph, conferenza internazionale di computer graphics e tecnologie interattive. 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