{"id":9834,"date":"2005-08-31T12:00:00","date_gmt":"2005-08-31T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-007\/italiano-arte-contemporanea-allo-scoperto\/"},"modified":"2020-10-15T16:57:26","modified_gmt":"2020-10-15T15:57:26","slug":"italiano-arte-contemporanea-allo-scoperto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/italiano-arte-contemporanea-allo-scoperto\/","title":{"rendered":"Arte Contemporanea Allo Scoperto"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Gianni e Grazia Bolongaro<\/span> amano l&#8217;arte al tal punto da aver fatto del loro smisurato e meraviglioso Parco (e annessa Villa) con vista sul fiume Magra dalle colline di Montemarcello della Spezia, un Museo all&#8217;aperto d&#8217;arte ambientale con le opere permanenti <em>site specific, <\/em>concepite in armonia con il luogo e con il paesaggio; opere che si lasciano attraversare dalla luce del sole, dall&#8217;aria, dal vento; opere da ascoltare e dentro cui immergersi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Con la mostra dedicata nel 1997 a Hossein Golba, \u00e8 iniziata l&#8217;attivit\u00e0 di<span class=\"testo_iframebold\"> La Marrana arteambientale<\/span>, proseguita poi con le mostre di Kengiro Azuma (1998), Luigi Mainolfi (1999), Philip Rantzer (2000), Mario Air\u00f2 e vedovamazzei (2001), Magdalena Campos-Pons, (2003), e le installazioni\/sculture di Lorenzo Mangili, Jannis Kounellis, Josef Kosuth, Lucia Pescador, Cecilia Guastaroba, Quinto Ghermandi .<\/p>\n<p align=\"justify\">Ultime, solo in ordine di tempo, le installazioni: <span class=\"testo_iframebold\"> Le cose non sono quelle che sembrano <\/span>di<span class=\"testo_iframebold\"> Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini<\/span> e <span class=\"testo_iframebold\">Il rifugio (per la tomba del computer sconosciuto) <\/span> di <span class=\"testo_iframebold\">Jan Fabre<\/span> curata da Giacinto Di Pietrantonio, direttore del Gamec di Bergamo. L&#8217;eclettico artista fiammingo , legato alle arti visive (compreso lo spettacolo), quest&#8217;anno condirettore del Festival d&#8217;Avignone, ha proposto un&#8217;opera straordinariamente ispirata e intensa in forma di capanno di pietra contenente all&#8217;interno sette lucerne e grandi croci viola e blu Bic con inciso il nome di speci di insetti scomparse. La scheda introduttiva parla di metamorfosi come tema dell&#8217;opera. Metamorfosi che \u00e8 da rintracciare nell&#8217; olometabolia degli insetti, nel passaggio cio\u00e8 attraverso i vari stadi larvali o nello stesso involucro-tana dell&#8217;opera in cui la morte diventa tutt&#8217;uno con la vita ovvero con la cavit\u00e0 uterina che la struttura in pietra richiama.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/interaction_annamonteverdi01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Nell&#8217;introduzione pubblica Fabre ha parlato degli insetti come &#8220;i migliori combattenti&#8221;, dunque una tomba per il milite-insetto ignoto. Ma il computer cosa c&#8217;entra? Si pu\u00f2 azzardare che rifugio tomba computer (e relativa memoria ad accesso remoto) siano tutti contenitori di stati di passaggio<em>, <\/em>luoghi archetipici della sospensione, dell&#8217;attesa. Limen .<\/p>\n<p align=\"justify\">Siamo sulla soglia della sken\u00e9 in attesa della metamorfosi. Siamo invitati a uscire piuttosto che entrare nel catalogo dell&#8217;esistente. Stiamo trasformandoci e non ce ne accorgiamo, stiamo per diventare kafkianamente coleotteri-animali o per divenire inanimati. Per spiegare la condizione evocata dall&#8217;opera uso le parole di Deleuze-Guattari riferite alla Metamorfosi di Kafka: &#8220;Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 uomo n\u00e9 animale, perch\u00e9 l&#8217;uno <em>deterritorializza <\/em> l&#8217;altro in una congiunzione di flusso, in un <em>continuum <\/em>di intensit\u00e0 reversibile&#8221;. In un momento storico in cui le grandi croci richiamano i cimiteri di guerra possiamo interpretare questa decimazione degli insetti come una sorta di profezia della specie prossima votata all&#8217;estinzione, quella umana. E intendere l&#8217;opera tutta come un corpo selvaggio primitivo, che si espande e si allarga a comprendere tutto ci\u00f2 che la circonda: l&#8217;ambiente, le cose, gli esseri, le piante, gli animali, le pietre in una potenzialit\u00e0 infinita di scambio, in un invito antico alla metamorfosi, al mascheramento, alla vita da riconquistare fieramente come insetti-combattenti contro l&#8217;omologazione del mondo, contro la vita umiliata in un unico destino.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/interaction_annamonteverdi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;opera di Mocellin-Pellegrini \u00e8 invece un&#8217;installazione scultorea e sonora insieme che evoca i giochi dell&#8217;infanzia dei fratelli Van e Ada dal racconto di Nabokov. Ancora insetti -e relativa metafora sessuale: insect\/incest &#8211; popolano questo lavoro in forma di panche marmoree e relativo tavolo in cui viene offerto al visitatore il gioco dello scarabeo per comporre e ricomporre enigmisticamente parole. Attraverso casse acustiche viene sussurata al giocatore l&#8217;incestuosa storia interpretata in forma di dialogo dagli stessi artisti. In un&#8217;altalena vicina ancora giochi di parole incise ma soprattutto una possibilit\u00e0, dondolandosi, di ascoltare frammenti della storia, attivati grazie a fotocellule.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.lamarrana.it%20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.lamarrana.it<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gianni e Grazia Bolongaro amano l&#8217;arte al tal punto da aver fatto del loro smisurato e meraviglioso Parco  con vista sul fiume Magra dalle colline di Montemarcello della Spezia, un Museo all&#8217;aperto d&#8217;arte ambientale con le opere permanenti site specific, concepite in armonia con il luogo e con il paesaggio; opere che si lasciano attraversare dalla luce del sole, dall&#8217;aria, dal vento; opere da ascoltare e dentro cui immergersi<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":30773,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,36,160],"tags":[80],"class_list":["post-9834","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-design","category-issue-007","tag-interaction"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Arte Contemporanea Allo Scoperto &#8226; 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