{"id":9832,"date":"2005-08-31T12:00:00","date_gmt":"2005-08-31T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-007\/italiano-informatica\/"},"modified":"2020-10-15T16:56:19","modified_gmt":"2020-10-15T15:56:19","slug":"italiano-informatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-007\/italiano-informatica\/","title":{"rendered":"Informatica"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Evidentemente, qualsiasi forma d&#8217;intelligenza artificiale, qualsiasi espressione algoritmica, sia essa nata per la navigazione in spazi fisici che in luoghi mentali, \u00e8 (e non pu\u00f2 esser altro che) un&#8217;istanza della pi\u00f9 ampia gamma di problemi relativi all&#8217;automazione dell&#8217;informazione, cio\u00e8: informatica.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;argomento in questione esige, quindi, una certa severit\u00e0 d&#8217;ordine etico e morale, anche considerate le ricadute politiche e sociali che sottende. Fattost\u00e0 che, a tal riguardo, le societ\u00e0 umane hanno una storia relativamente breve e, tutto sommato, fallimentare. Ma riassumiamo, brevemente, tal storia.<\/p>\n<p align=\"justify\">La prima forma di automazione dell&#8217;informazione umana \u00e8 da ricercare nella stampa, attraverso la quale si son compiute delle reali rivoluzioni sociali. Tuttavia ora le cose non stanno pi\u00f9 cos\u00ec. Questa forma di comunicazione viene infatti largamente manipolata da lobbies e governi di varia natura e genere che, alla lunga, trovano il modo per estinguere o rendere poco rilevanti tutte le voci &#8220;fuori dal coro&#8221;. Un esempio chiaro, sotto i nostri occhi, \u00e8 rappresentato dall&#8217;editoria dei giornali quotidiani.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/ia_luigipagliarini02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La radio, il media successivo, \u00e8 sempre riuscita a conservare una sua libert\u00e0 d&#8217;espressione. Tuttavia, oggi, da una parte viene controllata dalle forze politiche, religiose ed economiche e, dall&#8217;altra, essendo priva del &#8220;potere dell&#8217;immagine&#8221; perde le caratteristiche proprie dell&#8217;efficacia comunicativa e la forza d&#8217;urto necessaria per radicare all&#8217;interno di una societ\u00e0 moderna, del terzo millennio. Di fatto, il mezzo ha considerevolmente perso di consistenza e di mediaticit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non a caso, la pi\u00f9 recente televisione ha preso immediatamente il sopravvento su quest&#8217;ultima e, in larga parte, ne ha vanificato la popolarit\u00e0. Certo, non sta a me descrivere in quale forma di controllo, nazionale ed internazionale, si sia intrappolata la comunicazione televisiva. Fatto \u00e8 che, un po&#8217; per sua natura \u0096 il ricevente \u00e8 mantenuto passivo &#8211; un po&#8217; per via dei costi di produzione, tal mezzo ha quasi (ma in realt\u00e0 totalmente) perso la capacit\u00e0 di rappresentare alcune classi sociali e forme di pensiero, probabilmente, tra le pi\u00f9 importanti e significative, il vero e proprio motore dell&#8217;evoluzione umana: gli intellettuali. Insomma, stringendo, la televisione ha perso la capacit\u00e0 di esprimere intelligenza e creativit\u00e0!<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma entrambe, intelligenza e creativit\u00e0, non sono, per definizione, n\u00e8 statiche n\u00e8 quiete e ricercano in continuazione una via d&#8217;uscita, una modalit\u00e0 espressiva attraverso la quale farsi sentire o, perlomeno, venire a contatto. L&#8217;intelligenza vera cerca una forma di coesione, di cooperazione, di collaborativit\u00e0. Ed \u00e8 cos\u00ec che arriviamo ad Internet ed ai giorni nostri.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/ia_luigipagliarini03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Oggi la rete Internet, attraverso l&#8217;e-mail ed il world wide web, ha aperto una nuova strada, nuovi canali informativi per idee &#8220;indipendenti&#8221;. Internet, tuttavia, sottost\u00e0 a regole ben diverse, certamente distanti da quelle imposte dai canali televisivi e, in parte, diverse da quelle implicite nelle emissioni radiofoniche. Su Internet non sembra possibile limitare il numero degli &#8220;emittenti&#8221;. Il che \u00e8 un gran vantaggio, da una parte, e un gran svantaggio, dall&#8217;altra. Difatti, se lo strumento, soggetto come tutti gli altri alle leggi di mercato, sembra garantire, in un senso, un margine sicuro per un espressione democratica del pensiero nella sua totalit\u00e0, nell&#8217;altro &#8211; per un&#8217;altrettanto dura legge della comunicazione &#8211; garantendo la molteplicit\u00e0, infila i suoi utenti nello snervante budello del &#8220;rumore di fondo&#8221;, dove cercare l&#8217;informazione idonea alle proprie esigenze pu\u00f2 trasformarsi in un irrisolvibile incubo!<\/p>\n<p align=\"justify\">Tuttavia, questo problema \u00e8, in parte, risolvibile e, difatti, non molto tempo dopo la nascita del web, fanno la loro apparizione i primi motori di ricerca. Del resto, se l&#8217;uso della rete non vuole essere quello tipico delle forme d&#8217;informazione che l&#8217;hanno preceduta, dove si va in luoghi conosciuti che nel nostro caso corrispondono ai portali o ai websites che accentrano una classe d&#8217;informazioni, il <em>search engine <\/em> appare l&#8217;unico(?) mezzo per districarsi nel web e per usarlo come tale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma, tecnicamente, cos&#8217;\u00e8 un motore di ricerca? E, il suo significato, il suo senso d&#8217;esistere, come viene rappresentato, cognitivamente, nell&#8217;individuo e nella societ\u00e0?<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/ia_luigipagliarini04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Tecnicamente, un motore di ricerca per il web non \u00e8 altro che un database d&#8217;informazioni (ipotizzabile pi\u00f9 o meno passivo) da interrogare attraverso un algoritmo d&#8217;intelligenza artificiale. Gli algoritmi privilegiati dai motori di ricerca vengono denominati <span class=\"testo_iframebold\">sistemi esperti <\/span>. Tali sistemi esperti sono tra le pi\u00f9 antiche forme d&#8217;intelligenza artificiale in cui vengono create delle categorie e degl&#8217;indici di significativit\u00e0 per ogni sottostante variabile (nel nostro caso le parole\/frase). Successivamente, questi indici vengono pesati e fatti incrociare allorch\u00e9 si cercano delle corrispondenze all&#8217;interno del database stesso. Tal metodologia, indubbiamente efficiente ed efficace, pu\u00f2 contare su una certa snellezza di calcolo e, di conseguenza, consente di massimizzare il rapporto &#8220;tempi vs. risultati&#8221; pur conservando, per alcuni versi, affidabilit\u00e0 semantica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa \u00e8 la sostanza dei motori di ricerca per il web, perlomeno dei pi\u00f9 conosciuti. A dir il vero, esistono casi d&#8217;emancipazione informatica dove i ricercatori intentano la costruzione di meccanismi d&#8217;indagine pi\u00f9 sofisticati ma, sia per mancanza di finanziamenti appropriati, sia per l&#8217;inafferrabilit\u00e0 del concetto di copyright, finiscono sempre per concludersi miseramente. Di un esempio \u0096 gli <span class=\"testo_iframebold\">InfoSpiders<\/span> \u0096 \u00e8 possibile leggere in <span class=\"testo_iframebold\">ALife Meets Web: Lessons Learned<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Comunque sia, una volta individuata la rilevanza teorica e pratica della ricerca d&#8217;informazioni sul web, nella met\u00e0 degl&#8217;anni novanta, si assiste ad un&#8217;esplosione d&#8217;investimenti economici (anche legati alla bolla speculativa della new economy) che risulta in un&#8217;altrettanto imponente proliferare di tecnologie. Nascono <span class=\"testo_iframebold\">Yahoo!<\/span>, <span class=\"testo_iframebold\">Lycos<\/span>, <span class=\"testo_iframebold\">Excite<\/span>, <span class=\"testo_iframebold\">HotBot<\/span>, <span class=\"testo_iframebold\">AltaVista<\/span>, ed altri. Poi, non molto dopo, fanno la loro apparizione i primi search engines che parassitano le altrui informazioni, attraverso la cosiddetta metaseach<em>. <\/em>Esempi ne sono <span class=\"testo_iframebold\">MetaCrawler<\/span>, <span class=\"testo_iframebold\">Mamma<\/span> ed il pi\u00f9 recente <span class=\"testo_iframebold\">Dogpile<\/span>. Ma la cosache avrebbe spiazzato l&#8217;intero mondo della ricerca in rete, conquistando il cuore dei navigatori, era un semplice miglioramento dell&#8217;indicizzazione delle informazioni di cui il neonato <span class=\"testo_iframebold\">Google<\/span> faceva uso. Il giovane motore di ricerca sarebbe divenuto in tal modo famosissimo e \u0096 anche per via della sua iniziale neutralit\u00e0 informativa &#8211; la sua fama \u00e8 apparsa a lungo un pregio ed una dote.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/ia_luigipagliarini07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Poi, con il passar del tempo, un processo di commercializzazione avrebbe reso lo stesso sempre pi\u00f9 prezioso fin a che Google non \u00e8 entrato a far parte del NASDAQ. In quel momento, e solo in quel momento, il sentore d&#8217;aver delegato gran parte dell&#8217; effettiva informazione di rete, di averla accentrata intorno ad un unico soggetto, dell&#8217;essersi deresponsabilizzati ed esposti ad un potenziale pericolo si fa breccia nella coscienza sociale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ora, che le conseguenze sono sotto gl&#8217;occhi di tutti, due sono le immediate reazioni.<\/p>\n<p align=\"justify\">La prima \u00e8 di carattere costruttivo: la caccia all&#8217;alternativa informatica, ma in realt\u00e0 alternativa commerciale! Un esempio eclatante, in tal senso, s&#8217;osserva nel mondo della musica con il proliferare di specifici strumenti di ricerca. Ad esempio, <span class=\"testo_iframebold\">Music search<\/span> (<span class=\"testo_iframebold\">music.yahoo.com<\/span> e <span class=\"testo_iframebold\">audio.search.yahoo.com<\/span>) di Yahoo!, <span class=\"testo_iframebold\">GoFish<\/span> ed altri.<\/p>\n<p align=\"justify\">La seconda \u00e8 di carattere distruttivo: la demolizione concettuale dell&#8217;idea di efficientismo di Google. Una buona trattazione la si ritrova presso <span class=\"testo_iframebold\">Google-Watch<\/span> ma, in estrema sintesi, ci\u00f2 che viene denunciato in tal contesti informativi \u00e8 la mancanza di affidabilit\u00e0 del mezzo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/ia_luigipagliarini06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Detto ci\u00f2, a mio avviso, la domanda da porsi, la pi\u00f9 chiara e trasparente di tutte, diviene: <em>\u00e8 pi\u00f9 importante preoccuparsi del monopolio Microsoft o del monopolio Google? <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">Lascio a voi le conclusioni. In sostanza, siamo di fronte ad un gioco di scatole cinesi in cui non si finisce mai di scoprire un contenuto nuovo all&#8217;interno di vecchi contenuti che, pertanto, si trasformano in contenitori. Dal punto di vista tecnico, mi sento di dire che le funzioni di ricerca son di gran lunga migliorabili e che i livelli d&#8217;intelligenza artificiale esprimibili, a tal fine, son di gran lunga pi\u00f9 intelligenti. Certo, prima o poi, bisogner\u00e0 anche agire sullo stato di coscienza dell&#8217;utente medio affinch\u00e9 comprenda che il tutto ed il subito non vanno necessariamente nella stessa direzione. Fattost\u00e0 che Google provvede ad espandersi in tutte le direzioni nell&#8217;ovvio tentativo di consolidare il possedimento del mercato. E cos\u00ec si trasforma in Google Immagini (images.google.it), Google Desktop (desktop.google.it), Google Alert (news.google.it), Google Toolbar (toolbar.google.com) Google Cellulare (mobile.google.it) e via discorrendo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Al momento io faccio uso del misconosciuto <span class=\"testo_iframebold\">A9<\/span>, un search engine ibrido, promosso da <span class=\"testo_iframebold\">Amazon<\/span>, che si appoggia su diversi algoritmi di ricerca che ha, perlomeno, il pregio di saper rinnovare l&#8217;interfaccia con cui vengono presentate le risposte all&#8217;utente. A9, molto semplicemente, coniuga l&#8217;aspetto testuale con quello grafico. Ora, nel cercare per cercare o nel cercare per trovare, per l&#8217;esplorazione di pi\u00f9 significati e di diversi significanti una reale multimedialit\u00e0 \u00e8 molto importante e, pertanto, ve lo consiglio.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.springerlink.com\/link.asp?id=nbh8vap0xgfyau7b\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.springerlink.com\/link.asp?id=nbh8vap0xgfyau7b<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.metacrawler.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.metacrawler.com<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.mamma.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.mamma.com<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.dogpile.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.dogpile.com<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.gofish.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.gofish.com<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.google-watch.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.google-watch.org<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.a9.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.a9.com<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Evidentemente, qualsiasi forma d&#8217;intelligenza artificiale, qualsiasi espressione algoritmica, sia essa nata per la navigazione in spazi fisici che in luoghi mentali, \u008f un&#8217;istanza della pi\u009d ampia gamma di problemi relativi all&#8217;automazione dell&#8217;informazione, cio\u008f: informatica. 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