{"id":9831,"date":"2005-08-31T12:00:00","date_gmt":"2005-08-31T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-007\/italiano-larsenale-mediatico-di-davide-grassi\/"},"modified":"2020-10-15T16:55:54","modified_gmt":"2020-10-15T15:55:54","slug":"italiano-larsenale-mediatico-di-davide-grassi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/italiano-larsenale-mediatico-di-davide-grassi\/","title":{"rendered":"L&#8217;arsenale Mediatico Di Davide Grassi"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Le strategie di guerriglia militare partono da situazioni di visibilit\u00e0 limitata, per il guerrigliero la pubblicit\u00e0 \u00e8 controproducente. L&#8217;opposto avviene nelle strategie terroristiche: il terrorismo senza media non avrebbe quasi ragione d&#8217;essere. Ma si pu\u00f2 pensare di usare certe strategie in ambito artistico?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testo_iframebold\">Davide Grassi<\/strong>, artista multimediale italo-sloveno, durante la sua visita in Italia lo scorso maggio per presentare il suo ultimo lavoro <strong class=\"testo_iframebold\">DemoKino<\/strong>, ha fatto una panoramica sui suoi lavori che dimostrano la loro grande duttilit\u00e0, unitamente alla lucida pianificazione di una produzione decisamente poliedrica. I suoi lavori fondono assieme estetica, etica, politica, mescolando pratiche mediatiche legate ai nuovi media, arte performativa, arte relazionale, riflessione sociale. Amalgamando video, performance, siti internet, installazioni urbane, Grassi produce lavori che spesso hanno struttura modulare, cos\u00ec da poter essere smembrati in singole cellule e adattati a formati diversi, risultando quindi fruibili su pi\u00f9 canali senza che il messaggio base si perda.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/hackart_tizianagemin04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Fra i vari progetti descritti ricordiamo <strong class=\"testo_iframebold\">Problemarket.com \u0096 the Problem Stock Exchange, <\/strong>la borsa dei problemi fondata che Grassi ha fondato con Igor \u008atromajer nel 2000 quale piattaforma di gestione e regolamentazione per il libero mercato dei problemi. La compagnia si \u00e8 formata attorno all&#8217;idea che ogni invenzione derivi da un precedente problema, il quale rappresenta dunque una molla per far progredire le cose; il problema porta il genere umano verso il progresso, e come tale ha un valore sociale, quindi \u00e8 immettibile sul mercato. Oltre che in internet il progetto si espande in media diversi: pubblicit\u00e0, cartellonistica, touch sceen mobili piazzati in punti strategici della citt\u00e0, materiali documentaristici cartacei, fotografie dei principali avvenimenti, e addirittura un servizio radiofonico e televisivo, <span class=\"testo_iframebold\">ProNews<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;edizione 2003 di ProNews \u00e8 stata realizzata in collaborazione con <strong class=\"testo_iframebold\">Kolektiv BAST, <\/strong>il collettivo di musicisti, performers e video artisti fondato nel 1998 da Aldo Ivancic (ex-Borghesia), Vuk Krakovic e dallo stesso Grassi. <span class=\"testo_iframebold\">Aksioma &#8211; Institute for Contemporary Arts <\/span>ha prodotto il loro ultimo album <span class=\"testo_iframebold\">The secret life of the next door neighbour<\/span><em>. <\/em><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/hackart_tizianagemin06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong class=\"testo_iframebold\">MachinaZOIS <\/strong>invece nasce per sostituire una figura che si \u00e8 persa, quella del mecenate. Con questo progetto si fa strada una figura nuova, quella del mecenate elettromeccanico disposto a sovvenzionare gli artisti contemporanei. Si tratta in effetti di un flipper che al termine del periodo espositivo dona il profitto derivato dalla vendita dei gettoni al candidato che avr\u00e1 totalizzato il punteggio pi\u00fa alto in assoluto. Il tema di gioco \u00e8 &#8220;Possibilit\u00e0 e strategie di fundraising per l&#8217;arte contemporanea&#8221; ed il giocatore viene portato ad identificarsi con l&#8217;artista in cerca di sovvenzioni. Il campo da gioco contiene tutti i vari organi ai quali inoltrare una richiesta, una serie di documenti da raccogliervi ed allegarvi, istituzioni culturali, festival, gallerie e musei da &#8220;importunare&#8221; per ottenere anticipatamente le necessarie lettere di invito, l&#8217;ufficio postale attraverso il quale inviare il fascicolo, la &#8220;commissione di esperti&#8221; che decider\u00e0 circa l&#8217;accettazione o la bocciatura della proposta inoltrata, la possibilit\u00e0 di influenzare la decisione finale delle commissioni attraverso la corruzione e azioni di lobby. Ovviamente, quando l&#8217;artista non regge pi\u00f9 i ritmi dettati dal sistema, va in TILT!<\/p>\n<p align=\"justify\">Il progetto pi\u00f9 recente di Davide Grassi \u00e8 <strong class=\"testo_iframebold\">DemoKino, <\/strong> un film interattivo antispettacolare. Si tratta di un&#8217;agor\u00e0 virtuale di biopolitica all&#8217;interno del quale le &#8220;proposte di legge&#8221; vengono esposte tramite cortometraggi. Ciascun filmato \u00e8 ambientato in una stanza differente di un colorito appartamento. Il protagonista \u00e8 un giovane qualunque, che durante lo svolgimento delle faccende domestiche si trova a riflettere su una serie di questioni che riguardano la vita, e ne pondera attentamente i pro e i contro, ma al momento di decidere abbandona la stanza lasciando l&#8217;arduo compito agli spattatori che, sfruttando un apposito sistema elettronico di voto dovranno esprimersi per lui. Il voto della maggioranza condurr\u00e0 il protagonista alla prossima stanza, dunque alla prossima faccenda e al prossimo dilemma. In DemoKino il pubblico voyeur coglie il protagonista nella sua intimit\u00e0, ne ascolta attentamente i dubbi, le incertezze ed infine, sfruttando una pratica parlamentare, ne pilota i passi all&#8217;interno del suo appartamento.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/hackart_tizianagemin08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Tiziana Gemin<\/strong>:<\/span> I tuoi progetti partono da un&#8217;idea di base per espandersi in media diversi. Ti ho sentito definire metaforicamente un tipo di strategia simile come terroristica: potresti chiarire questo concetto unitamente al concetto di &#8220;arsenale mediatico&#8221;?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Davide Grassi<\/strong>:<\/span> Sul finire del 2001, scovai in internet un documento intitolato &#8220;The Al-Queda Training Manual&#8221; nel quale veniva riportata la dichiarazione: <em>&#8220;<\/em>The nature of hard work in dangerous conditions requires a great deal of psychological, mental, and intellectual fitness.&#8221; Pensai che una frase del genere avrebbe funzionato benissimo anche per descrivere l&#8217;atteggiamento che alcuni artisti hanno nei confronti del proprio lavoro. Una sorta di ode alla disciplina, insomma.<\/p>\n<p align=\"justify\">In seguito cercai di approfondire la questione leggendo da un lato <span class=\"testo_iframebold\">Laquer<\/span> ed altri autori e analizzando dall&#8217;altro alcuni progetti artistici tra i quali <span class=\"testo_iframebold\">Ballettikka Internettikka<\/span> di Stromajer e Zorman, le operazioni di<span class=\"testo_iframebold\"> SilentCell Network<\/span>, alcuni lavori degli 0100101110101101.ORG, ed altri progetti di questo tipo. In questi lavori mi affascinava la parsimoniosa pianificazione dell&#8217;azione. La partenza da uno studio approfondito sulle abitudini e i movimenti del &#8220;bersaglio&#8221;, passando per il reperimento dei mezzi e dei finanziamenti e il consolidamento dell&#8217;assetto logistico, giungendo infine all&#8217;attuazione del piano. A questa &#8220;disciplina ferrea&#8221; si mescola una buona dose di elasticit\u00e0 e necessit\u00e0 di spazio da riservare all&#8217;improvvisazione. Nel caso qualcosa vada storto \u00e8 infatti fondamentale reagire prontamente, con lucidit\u00e0 e freddezza, stravolgendo, se necessario, i piani prestabiliti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Poi, per fare in modo che l&#8217;operazione sia veramente efficace, per ottenere il massimo dell&#8217;effetto con il minimo sforzo, c&#8217;\u00e8 bisogno della massima copertura mediatica. Infatti si tratta sostanzialmente di propagandare idee e i media di massa, specialmente quelli con un&#8217;impronta spiccatamente sensazionalistica, rappresentano il canale di veicolazione pi\u00f9 efficace. I media sicuramente ampliano l&#8217;importanza politica di alcuni fatti ingigantendone e distorcendone spesso la reale portata. Questo \u00e8 importante per l&#8217;introduzione del concetto di &#8220;arsenale mediatico&#8221; che estende anche ai media di massa il ruolo attivo di &#8220;arma&#8221;, di mezzo a disposizione degli artisti. La maggior parte dei media di massa non sono gestibili direttamente dagli artisti ma l&#8217;ingordigia di sensazionalismo che li caratterizza pu\u00f2 essere sfruttata da questi ultimi per trasformarli in casse di risonanza integrandoli, loro malgrado, nella strategia adottata dall&#8217;artista. In altre parole si possono a priori tenere in considerazione i media come parte integrante dell&#8217;impostazione tattica, come anello fondamentale per la riuscita dell&#8217;operazione.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/hackart_tizianagemin03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Tiziana Gemin<\/strong>: <\/span>La questione economica \u00e8 tema di diverse tue operazioni, e in MachinaZOIS metti in luce che anche l&#8217;arte \u00e8 soggetta al mercato, come la politica. Se oggi il problema dell&#8217;arte \u00e8 pi\u00f9 che altro fare soldi, c&#8217;\u00e8 ancora posto per un messaggio autentico? E come fa l&#8217;artista, divenuto imprenditore e adottando strategie di marketing, a mantenere comunque una certa distanza senza farsi intrappolare dagli ingranaggi?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Davide Grassi<\/strong>:<\/span> Non direi che lo scopo principale di MachinaZOIS sia quello di mettere in luce che anche l&#8217;arte \u00e8 soggetta al mercato. MachinaZOIS \u00e8 essenzialmente un flipper che \u00e8 stato progettato per diventare il primo Mecenate Elettromeccanico pronto a sovvenzionare gli artisti e i produttori d&#8217;arte contemporanea. Un giorno, giocando a flipper con gli amici in un bar, notai che alcuni di noi badavano esclusivamente a non perdere la pallina, mentre altri sapevano esattamente quali bersagli dovevano colpire per ottenere pi\u00f9 punti. Conoscevano le regole del gioco e per questo potevano mettere in atto delle strategie. Pensai allora agli artisti che procedono un po&#8217; a tentoni, che annaspano nel tentativo di sopravvivere all&#8217;interno di un sistema che non comprendono del tutto e a quelli che hanno una maggiore consapevolezza delle situazioni contingenti, delle condizioni e dei meccanismi all&#8217;interno dei quali si trovano ad operare e riescono, in qualche modo, ad orientarsi in una realt\u00e0 in costante e repentino mutamento.<\/p>\n<p align=\"justify\">Spronato da questa considerazione decisi di creare un flipper che, attraverso i vari target, icone, simboli e rampe, offrisse al giocatore una ricostruzione abbastanza fedele del sistema all&#8217;interno del quale l&#8217;artista contemporaneo si deve muovere oggigiorno per ricevere le sovvenzioni necessarie alla produzione dei propri progetti. MachinaZOIS dunque propone con una certa ironia un&#8217;analisi critica approfondita e disincantata del ruolo dell&#8217;artista nella societ\u00e0 contemporanea e del complesso sistema di relazioni sociali nel quale questi si trova ad operare.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma, ritornando alla tua domanda, non sono d&#8217;accordo con l&#8217;affermazione che oggi il problema dell&#8217;arte sia &#8220;pi\u00f9 che altro quello di fare soldi&#8221;. Questo non \u00e8 affatto un problema dell&#8217;arte, ma riguarda piuttosto le persone fisiche e giuridiche che si prefiggono l&#8217;accumulo di ricchezze fine a s\u00e9 stesso quale meta e ragione di vita. Posto per i messaggi autentici ci sar\u00e0 sempre, voglio sperare, e dipende solo da noi sfruttarlo, reinventarlo, ampliarlo. Allo stesso tempo mi sembra importante non perdere di vista il fatto che si agisce sempre e comunque dall&#8217;interno in quanto siamo parte integrante di una societ\u00e0. Quindi non ci si dovrebbe preoccupare troppo di mantenere le distanze dal sistema per evitare di farsi intrappolare dagli ingranaggi. Ci si dovrebbe piuttosto preoccupare di scegliere il posto che si preferisce occupare all&#8217;interno della &#8220;macchina&#8221;, di garantire per s\u00e9 e per gli altri la possibilit\u00e0 di sceglierselo e modificarselo a proprio piacimento, di autodeterminarselo. Molto importante \u00e8 la presa di coscienza della posizione e della funzione che si detiene. C&#8217;\u00e8 chi si identifica nella parte del granello di sabbia che potenzialmente potrebbe far inceppare l&#8217;ingranaggio.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/hackart_tizianagemin05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Tiziana Gemin<\/strong>:<\/span> Se l&#8217;economia detta le leggi della politica, dell&#8217;arte e della vita in generale, \u00e8 ancora possibile veicolare attraverso i mezzi di comunicazione un pensiero di tipo diverso o \u00e8 semplicemente velleitario credere di essere liberi di esprimersi?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Davide Grassi<\/strong>:<\/span> Un pensiero di tipo diverso va costantemente coltivato e riformulato cos\u00ec come nuove ed appropriate strategie per veicolarlo. \u00c8 necessario un grande e costante sforzo teorico commutato in tempo reale in azione e viceversa.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Tiziana Gemin<\/strong>:<\/span> Aksioma si definisce un&#8217;istituzione culturale per investigare le strutture della societ\u00e0 contemporanea e le nuove tecnologie, pensando la rete come luogo di conoscenza. Esiste una democraticit\u00e0 di Internet o \u00e8 l&#8217;ennesima illusione? Credi sia possibile demistificando certe realt\u00e0, far riflettere i fruitori, sensibilizzarli?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Davide Grassi<\/strong>:<\/span> Quando sento la parola democrazia penso automaticamente alla discrepanza che intercorre tra l&#8217;etimologia della parola e la effettiva messa in atto di questa forma di governo. Il predominio dell&#8217;economia sulla politica ha infatti ridotto la democrazia ad un rito formale, in cui dominano gli interessi delle corporazioni, del capitale. Le attenzioni principali sono rivolte alla manutenzione della macchina capitalismo per evitare che si inceppi. Non \u00e9 sicuramente l&#8217;uomo al centro della questione, ma la sopravvivenza del sistema.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/hackart_tizianagemin07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Nella seconda met\u00e0 degli anni &#8217;90 lessi <span class=\"testo_iframebold\">L&#8217;intelligenza collettiva <\/span> di Pierre L\u00e9vy nel quale, tra le altre cose, veniva prospettato un uso socialmente pi\u00f9 proficuo della comunicazione informatizzata fornendo ai soggetti i mezzi per costituire collettivi intelligenti e dar vita a una democrazia in tempo reale. Oggi, rileggendo questo libro, il fallimento della visione idealista di L\u00e9vy mi pare evidente. Questa considerazione accostata alla notizia sui Pianisti del Senato Italiano che lessi sul Financial Time mi ha portato alla realizzazione in collaborazionecon Antonio Caronia di <span class=\"testo_iframebold\">DemoKino \u0096 Virtual Biopolitical Agora <\/span>, filmato interattivo antispettacolare guidato dal voto del pubblico.<\/p>\n<p align=\"justify\">In questo lavoro, alla fine della lunga sessione di voto, durante la quale il pubblico esperisce una forte sensazione di sovranit\u00e0 sentendosi partecipe dei meccanismi democratici, appare un pagliaccio che, fischiettando una melodia ebete e ostentando un sorriso caustico, annuncia: &#8220;e se vi dicessi che era gi\u00e0 tutto deciso in partenza?&#8221; Cos\u00ec, crollano tutte le illusioni a cui il &#8220;parlamento virtale&#8221; di DemoKino aveva dato vita e concetti come partecipazione (inter)attiva, democrazia diretta, agor\u00e0 virtuale, libert\u00e0 di scelta, si infrangono contro il naso rosso del sarcastico clown.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.aksioma.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.aksioma.org<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.aksioma.org\/demokino\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.aksioma.org\/demokino <\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.aksioma.org\/machinazois\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.aksioma.org\/machinazois <\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.aksioma.org\/bast\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.aksioma.org\/bast <\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.problemarket.com\/aboutus.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.problemarket.com\/aboutus.html<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le strategie di guerriglia militare partono da situazioni di visibilit\u0088 limitata, per il guerrigliero la pubblicit\u0088 \u008f controproducente. 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