{"id":9830,"date":"2005-08-31T12:00:00","date_gmt":"2005-08-31T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-007\/italiano-dekorder-conversazioni-con-la-folk-art\/"},"modified":"2020-10-15T16:55:33","modified_gmt":"2020-10-15T15:55:33","slug":"italiano-dekorder-conversazioni-con-la-folk-art","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-007\/italiano-dekorder-conversazioni-con-la-folk-art\/","title":{"rendered":"Dekorder, Conversazioni Con La Folk Art"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\"><em>\u00abC&#8217;\u00e8 un approccio simile nell&#8217;interconnessione di molte uscite. C&#8217;\u00e8 semplicit\u00e0, forse anche ingenuit\u00e0, talvolta \u00e8 molto ovvio, talaltra nascosta all&#8217;interno di una struttura pi\u00f9 complessa. E&#8217; tutta musica che pu\u00f2 essere fruita a diversi livelli emozionali e intellettuali senza difficolt\u00e0 alcuna. Dico che fino a un certo punto \u00e8 un nuovo tipo di &#8220;folk art&#8221;\u00bb. <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">Cos\u00ec <span class=\"testo_iframebold\">Marc Richter<\/span>, titolare della label <span class=\"testo_iframebold\">Dekorder<\/span> definisce il suo operato. Dekorder nasce ad Amburgo nel 2003 con una prima uscita in un elegante 3&#8243; ad opera di <span class=\"testo_iframebold\">Un Caddie Renvers\u00e9 Dans L&#8217;Herbe<\/span>, allora semisconosciuto in campo musicale. Da allora Dekorder ha pubblicato parecchi altri titoli e autori in maniera assolutamente eclettica, ma ci\u00f2 nonostante racchiudendo le scelte ad una medesima inclinazione; in questo senso la serie di 10&#8243; di <span class=\"testo_iframebold\">The Hafler Trio<\/span> (attualmente al secondo volume) \u00e8 molto prossima in qualche modo ai lavori Un Caddie Renvers\u00e9 Dans L&#8217;Herbe stesso, nonostante si trovino apparentemente su terriotori notevolmente distanti tra loro.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00ab<em>Quando scelgo un artista per l&#8217;etichetta, guardo principalmente all&#8217;individualit\u00e0 e alla continuit\u00e0\u00bb &#8211; <\/em>continua Marc Richter &#8211; \u00ab<em>\u00e8 un processo molto intuitivo. Cerco di essere inclusivo, cerco di non restringere me stesso in un determinato genere. Tutto \u00e8 possibile e spero sia percepibile questa caratteristica all&#8217;ascolto di una delle mie uscite. Allo stesso tempo, si tratta di musica internazionale e interculturale.\u00bb <\/em><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/elettronica_simonebertuzzi05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Tali dichiarazioni fanno parte di una conversazione ampia e articolata instaurata con <span class=\"testo_iframebold\">Marc Richter<\/span>, con <span class=\"testo_iframebold\">Didac P. Lagarriga\/Un Caddie Renvers\u00e9 Dans L&#8217;Herbe<\/span> (del quale Dekorder ha stampato un&#8217;acclamato lavoro sulla lunga durata, <span class=\"testo_iframebold\">Like a Packed Cupboard But Quite<\/span> e un altro 3&#8243; uscito nell&#8217;estate appena passata, <em class=\"testo_iframebold\">Atlas saltA (Map Lies, Border Lies&#8230;)<\/em>, e conclusasi con gli italiani<span class=\"testo_iframebold\"> Rossano Polidoro ed Emiliano Romanelli\/Tu M&#8217;<\/span>, il cui ultimo disco <span class=\"testo_iframebold\">Just One Night <\/span> verr\u00e0 pubblicato dalla label tedesca tra brevissimo tempo.<\/p>\n<p align=\"justify\">La conversazione scivola su argomentazioni parallele, talvolta extra-musicali, denotando ulteriormente l&#8217;approccio multiforme e le molteplici influenze dei nostri. L&#8217;interesse iniziale verte soprattutto sull&#8217;aspetto interculturale della label, continua Marc: <em>\u00abLa musica riflette i miei interessi personali, semplicemente. C&#8217;\u00e8 tantissima ottima musica disponibile oggi ed \u00e8 abbastanza semplice accedervi. Sia essa Gamelan, Noise, Pop, Psychedelia, Black Metal, Free Jazz, Field Recordings, Folk, o altro\u0085 sono sicuro che ci sia molto materiale che non conosco ancora ma mi prometto di esplorarlo. Il mio background personale \u00e8 quello di un comune europeo bianco di classe media e ci\u00f2 si riflette sicuramente nelle scelte degli artisti sull&#8217;etichetta, intenzionalmente o meno. I musicisti che produco (non intendo fare da portavoce per tutti) sembrano propensi ad essere inclusivi verso le loro molteplici influenze, imparando spontaneamente da esse senza semplicemente sfruttare ogni cultura disponibile. Non intendo dire che la musica dell&#8217;etichetta sia esplicitamente politica ma certamente non trascura n\u00e8 ignora quanto succede intorno a noi.\u00bb <\/em><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/elettronica_simonebertuzzi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Didac P. Lagarriga<\/span> \u00e8 brasiliano di origine e trapiantato a giovane et\u00e0 in Spagna, a Barcellona; \u00e8 scrittore (sta preparando il suo terzo romanzo) e conduce attivamente una associazione il cui obiettivo primario \u00e8 quello di &#8216;studiare e promuovere in profondit\u00e0 le societ\u00e0 africane e islamiche contemporanee&#8217;, la cui attivit\u00e0 \u00e8 concretizzata in un portale, <span class=\"testo_iframebold\">oozebap.org<\/span>, in cui sono raccolte pubblicazioni, articoli ed edizioni musicali.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il nuovo mini-album per Dekorder si chiama <span class=\"testo_iframebold\">Atlas saltA (Map Lies, Border Lies \u0085)<\/span>, e presenta composizioni sconnesse di strumenti come flauto, mbira, kalimba, melodica e tanto altro, compreso un utilizzo della voce assolutamente atipico. La copertina \u00e8 emblematica, mostra una sorta di globo incompleto, in cui solo i paesi detti del Terzo Mondo sono visibili: <em>\u00ab\u00e8 vero che &#8220;Terzo Mondo&#8221; \u00e8 un&#8217;etichetta inventata dopo la Seconda Guerra Mondiale &#8211; <\/em>afferma Didac Lagarriga<em> &#8211; con la mia copertina (io ho avuto l&#8217;idea ma la realizzazione \u00e8 ad opera di Renate Nikolaus, Dekorder) ho voluto illustrare il titolo. &#8216;Atlas salta&#8217; \u00e8 in spagnolo, e contiene un gioco tra la parola\/concetto &#8216;Atlas&#8217; e l&#8217;azione &#8216;Salta&#8217; (che significa JUMP oppure SKIP e se viene letta da destra verso sinistra si dice ATLAS\u0085). Cos\u00ec ho aggiunto un sottotitolo &#8216;Map Lies, Border Lies&#8217; [la mappa mente, il confine mente] per chiarire maggiormente a proposito di questo gioco. Penso realmente che ogni mappa menta perch\u00e8 ogni confine \u00e8 anch&#8217;esso una menzogna. Quindi l&#8217;illustrazione mostra l&#8217;Africa (con i suoi confini artificiali) fra le isole del sud-est asiatico (Indonesia, Malaysia, Thailandia, Singapore, Filippine\u0085).<\/em><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/elettronica_simonebertuzzi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Musicalmente sono interessato a forme sonore che in uno specifico momento storico erano (e tutt&#8217;ora sono) prodotte in queste aree <\/em>&#8211; prosegue Lagarriga &#8211;<em> e sono affascinato dalle sonorit\u00e0 di certi strumenti (ma non in maniera esotica); alcune forme compositive mi sono pi\u00f9 familiari di altre, forse perch\u00e8 sono nato in Brasile ed ora vivo in Spagna, quindi c&#8217;\u00e8 una reale tradizione di confluenze (musicalmente parlando). Ho passato la mia giovinezza ascoltando MPB (musica popolare brasiliana) e di conseguenza il pop-rock anglosassone non pu\u00f2 essermi familiare. Ieri leggevo a proposito di alcuni commenti che alcuni europei scrissero nel XVIII-XIX secolo sulla musica degli schiavi in Brasile, e sono talvolta gli stessi commenti che sento ai miei concerti: monotono, triste, senza melodia, scordato, noioso e cos\u00ec via\u0085\u00bb. <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; interessante quest&#8217;aspetto di relazioni e punti di vista fra visione europea e Brasile, in qualche modo richiama la figura di <span class=\"testo_iframebold\">Samuel Fosso<\/span>, un artista nato in Camerun nel 1962, che ha lavorato parecchio con la fotografia, autoritraendosi con varie identit\u00e0 e stilemi. <em>\u00abS\u00ec <\/em>&#8211; conclude il musicista brasiliano &#8211;<em> credo che l&#8217;esempio di Samuel Fosso sia buono, perch\u00e8 puoi interpretarlo cos\u00ec com&#8217;\u00e8 (con la sua storia, la sua voce e il suo contesto) o lo puoi prendere come vuoi (e quindi in maniera esotica), ovvero senza referenze e rispetto. Questa \u00e8 sostanzialmente la mia idea di esotico, il modo di approcciarsi ad esso. Quando ho sentito per la prima volta il suono della mbira, non ho pensato &#8220;oh! \u00e8 diverso, mi piace&#8221;. Ho semplicemente pensato: questo suono interpreta bene la mia idea di rappresentazione del reale. Tutto qui.\u00bb <\/em><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/elettronica_simonebertuzzi03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Concludiamo la conversazione con il duo italiano <span class=\"testo_iframebold\">Tu M<\/span>&#8216;, formato da Rossano Polidoro e Emilano Romanelli, il cui disco <span class=\"testo_iframebold\">Just One Night <\/span>\u00e8 in uscita questo mese per Dekorder. I Tu M&#8217; sono al loro settimo lavoro, hanno pubblicato in passato per etichette quali Phtalo, Fallt, Staalplaat e Aesova, e sono particolarmente noti anche a livello internazionale (un loro brano era presente dell&#8217;ultimo Tapper di The Wire), soprattutto grazie al loro progetto Tu M&#8217;P3 che ha preso vita nel 2001 e tutt&#8217;ora procede al meglio: si tratta di un&#8217;uscita periodica di mp3 creati da alcuni tra i pi\u00f9 importanti autori e musicisti contemporanei ognuno dei quali \u00e8 chiamato a comporre una soundtrack per un&#8217;immagine, prodotta da Tu M&#8217;. E&#8217; incredibile la quantit\u00e0 di nomi presenti, e sottindende la grossa capacit\u00e0 di networking del duo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Just One Night \u00e8 un percorso notturno, ne esce un particolare senso domestico, quotidiano. E&#8217; percepibile una sorta di intento narrativo nel corso del disc come confermano i du eTu M&#8217;: <em>\u00abJust One Night \u00e8 un diario fedele delle ore notturne, a partire dal tardo pomeriggio fino alle prime luci dell&#8217;alba. E&#8217; un semplice percorso che affronta la quotidianit\u00e0 nella sua accezione pi\u00f9 normale, volgendo lo sguardo sul raccoglimento notturno, dove qualsiasi suono-rumore assume un significato pi\u00f9 intimo e pregnate nella tua stanza. Evocando immagini dai dettagli molto semplici e ordinari, questo \u00e8 quello che pi\u00f9 ci affascina in questo ultimo periodo. Just One Night \u00e8 un disco ch\u00e8 puoi ascoltare affacciato alla finestra, ma di notte per\u00f2\u0085\u00bb. <\/em><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag07\/articoli\/img\/elettronica_simonebertuzzi01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">I Tu M&#8217; vivono e lavorano a Citt\u00e0 Sant&#8217;Angelo in provincia di Pescara, e pensare ad una &#8216;loro notte&#8217; in relazione ad una &#8216;notte universale&#8217; \u00e8 praticamente automatico come confermano Rossano Polidoro e Emiliano Romanelli: <em>\u00abUna notte come questa potrebbe accadere in qualunque posto, ma ovviamente la base di tutto, per quanto concerne &#8220;Just One Night&#8221;, rivela e rispecchia anche un fattore locale, che \u00e8 il luogo dove viviamo, come potrebbe essere una trasfigurazione di una delle notti possibili e di tante altre ancora, magari bella&#8230; O una visione tipo la &#8220;Notte Bianca&#8221; di Munch&#8230; Ma, in definitiva, &#8220;Just One Night&#8221; \u00e8 uno sguardo alla vita concreta, ad una sola notte, <\/em><em>o a tutte le notti in qualsiasi posto. Le notti sono uguali dappertutto, ma di differente entit\u00e0, a seconda degli individui che la filtrano. In questo caso, \u00e8 solo una notte.\u00bb.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.risonanza-magnetica.com\/label.php?id=008\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.risonanza-magnetica.com\/label.php?id=008<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.dekorder.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.dekorder.com <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.oozebap.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.oozebap.org<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.tu-m.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.tu-m.com<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u008f un approccio simile nell&#8217;interconnessione di molte uscite. 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