{"id":9824,"date":"2005-06-29T12:00:00","date_gmt":"2005-06-29T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-006\/italiano-tecnoteatro-per-grandi-teatri\/"},"modified":"2020-10-15T16:40:18","modified_gmt":"2020-10-15T15:40:18","slug":"italiano-tecnoteatro-per-grandi-teatri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-006\/italiano-tecnoteatro-per-grandi-teatri\/","title":{"rendered":"Tecnoteatro Per Grandi Teatri"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Motus, <\/span>ovvero<span class=\"testo_iframebold\"> Daniela Nicol\u00f2 e Enrico Casagrande<\/span>, festeggia quest&#8217;anno quindici anni di straordinaria e intensa attivit\u00e0 teatrale, un&#8217;attivit\u00e0 partita da Rimini, dalla Romagna felix delle Albe e della <span class=\"testo_iframebold\">Soc\u00ecetas Raffaello Sanzio<\/span>, partecipando da protagonisti a quel fermento di rinnovamento scenico rappresentato da Teatri 90 e approdando dal 2000 nei grandi Teatri d&#8217;Europa e degli States.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dentro la nuova scena italiana si sono distinti per una propria cifra stilistica votata all&#8217;ecletticit\u00e0, alla trasgressione formale, alla grande libert\u00e0 di attingere a molte scritture e a molti generi, dal cinema, alle tecnologie digitali, alla cultura dell&#8217;immagine, dando vita a <em>format <\/em>artistici variamente trasformabili: installazioni video-sonore, video-clip d&#8217;arte, film, spettacoli per i quali ricevono tre Premi Ubu e un Premio di produzione al Festival Riccione TTv. Un brillante esempio, come ricordava Andrea Balzola che ha storicizzato e sistematizzato le produzioni e i protagonisti della stagione del videoteatro italiano e quella successiva, di &#8220;generazione multimediale&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Catrame (1996)<\/span> ispirato a Ballard e <span class=\"testo_iframebold\">O.F. <\/span>ovvero<span class=\"testo_iframebold\"> Orlando Furioso <\/span>impunemente eseguito da<span class=\"testo_iframebold\"> Motus (1998<\/span>) datati ancora anni Novanta contenevano l&#8217;elemento costante dei loro lavori: la creazione di un sofisticato e originalissimo dispositivo che si imponeva con le sue grandi proporzioni nello spazio dell&#8217;archittettura del teatro e che come &#8220;involucro&#8221;, imprigionava i personaggi catturati dallo sguardo voyeristico dello spettatore o dal clic di uno scatto fotografico. Con <span class=\"testo_iframebold\">Orpheus Glance (1999)<\/span> ovvero l&#8217;Orfeo metropolitano incarnatosi in Nick Cave, il momento di svolta verso una direzione nuova, sempre pi\u00f9 cinematografica: cinema a teatro non solo come citazione (l&#8217; <em>Orfeo <\/em> di Cocteau) ma come linguaggio che permea completamente l&#8217;operazione artistica con flashback, istantanee, dissolvenze e montaggi. Alla scoperta di autori &#8220;difficili&#8221;, &#8220;contro&#8221;- da Genet a Pasolini a De Lillo- Motus ricerca costantemente una forma tecno-teatrale altrettanto anticonvenzionale, ribelle con una lacerante capacit\u00e0 di gridare.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag06\/articoli\/img\/performingart_annamonteverdi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Con <span class=\"testo_iframebold\">L&#8217;Ospite <\/span>tratto da <span class=\"testo_iframebold\">Teorema <\/span> di Pasolini ma con inserti anche da <span class=\"testo_iframebold\">Petrolio <\/span> e da <span class=\"testo_iframebold\">Appunti per un film su San Paolo<\/span><em>, <\/em> Motus realizza grazie alla fondamentale produzione del <span class=\"testo_iframebold\">Th\u00e9atre National de Bretagne<\/span>, una significativa quanto monumentale opera tecnologica attualmente in tourn\u00e8e in Italia e che senz&#8217;altro pu\u00f2 essere gi\u00e0 annoverata come tra le pi\u00f9 emblematiche produzioni internazionali di teatro multimediale. Motus ha preso alla lettera l&#8217;affermazione di Pasolini che attribuiva a <em>Teorema <\/em> una natura &#8220;anfibia&#8221;, quale romanzo e film. Il film \u00e8 infatti concepito all&#8217;unisono con la scena teatrale vera e propria del quale \u00e8 doppio speculare, sorta di fantasma interiore o sottotesto.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non esiste una scenografia (almeno nel senso tradizionale di <em>d\u00e9cor <\/em>) casomai uno spazio filmico e un luogo composito, concepito per strati verticali e con varie profondit\u00e0: un trittico video ricompone a loop l&#8217;immagine fintamente felice e dorata della famiglia borghese tanto invisa a Pasolini; lo spazio non \u00e8 altro che una cattedrale dove si venera un&#8217;icona sacra, percorsa dai protagonisti della vicenda variamente posseduti e stravolti (siamo nel Sessantotto) dall&#8217;arrivo inatteso dell&#8217;ospite e diventati da quel momento &#8220;casi di coscienza&#8221;. In scena anche l&#8217;auto di Pasolini, simbolo di un&#8217;epoca e ricordo di un uomo scomodo per la politica e la cultura dell&#8217;Italia degli anni Sessanta e Settanta. Immagini video vengono proiettate anche su uno schermo-garza calato talvolta sull&#8217;intera cornice scenica, andandosi a &#8220;incrostare&#8221; con i corpi reali e le ombre dei personaggi collocati dietro di esso.<\/p>\n<p align=\"justify\">Protagonista assoluto di questo straordinario e colossale spettacolo \u00e8 il Pasolini che aveva prE-visto, la sua voce che erode ogni apparato, che smaschera le oscure trame politiche e penetra nelle fessure del Sistema generando quella conflagrazione finale (le stragi fasciste visionariamente previste negli <em>Scritti corsari <\/em> del 1975) che nello spettacolo distrugge ogni spazio illusionistico ed ogni speranza; tutto termina nella corsa folle e nell&#8217;urlo &#8220;destinato a durare oltre ogni possibile fine&#8221; del ricco padrone Paolo nel deserto, quel deserto che ha punteggiato tutto il racconto e che non pu\u00f2 che ricordare l&#8217;ambientazione di molti film di Pasolini.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag06\/articoli\/img\/performingart_annamonteverdi03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Andrea Lanini ha avuto occasione di incontrare Daniela Nicol\u00f2, una delle due met\u00e0 di Motus . E&#8217; stata questa l&#8217;occasione per parlare del loro ultimo lavoro L&#8217;Ospite e in generale del loro percorso artistico.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Andrea Lanini<\/strong>:<\/span> <span class=\"testo_iframebold\">Pasolini cerc\u00f2 costantemente di sperimentare nuovi mezzi espressivi: questo desiderio di tentare vie sempre nuove \u0096 caratteristica che lo rende molto vicino ad un tipo di percorso come il vostro \u0096 lo ha talvolta circondato di incomprensione e dissenso, facendo apparire la sua opera contraddittoria, impenetrabile, sconcertante. Quale \u00e8 e quale \u00e8 stato il vostro rapporto con il Pasolini autore e regista?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Daniela Nicol\u00f2<\/strong>:<\/span> Pasolini \u00e8 stato a lungo un autore controverso anche per noi: ci sono stati degli aspetti del suo lavoro che per molto tempo non abbiamo amato, e che probabilmente solo oggi abbiamo imparato ad apprezzare e capire, durante questo lungo periodo di studio e di ricerca sulla sua opera. Il nostro avvicinamento al suo universo creativo \u00e8 stato difficile, pieno di contraddizioni: abbiamo sempre avuto un grandissimo rispetto per la sua capacit\u00e0 di attraversare e utilizzare le varie forme dell&#8217;espressione \u0096 poesia, letteratura, cinema, pittura -, per il suo impegno politico. Trovare oggi un artista che riesce a lavorare cos\u00ec a tutto tondo \u00e8 veramente difficile: oggi ognuno \u00e8 troppo chiuso nel suo mondo espressivo. Una delle grandi lezioni di Pasolini \u00e8 stata quella di dare dimostrazione di una possibilit\u00e0 straordinaria di spaziare da un campo all&#8217;altro, di attraversare gli ambiti artistici mantenendo inalterata la capacit\u00e0 di essere sempre originale. Ci ha veramente colpito il suo arrivare al cinema cos\u00ec tardi e arrivarci con questa carica di novit\u00e0 nel linguaggio. La nostra esigenza di superare i nostri stessi limiti e i nostri codici, il nostro desiderio di sorpassare il gia acquisito sono sicuramente un punto di contatto con lui. Anche il nostro lavoro, come il suo, cerca da sempre numerose affinit\u00e0 con vari ambiti artistici come la letteratura, il cinema, le arti visive, la musica. Questa apertura di campo entra inevitabilmente nel nostro lavoro. Credo che ci avvicini a lui anche un&#8217;urgenza forte di rivolgerci e di rivolgere lo sguardo sul contemporaneo, sulla quotidianit\u00e0: anche se Pier Paolo Pasolini \u00e8 stato sicuramente molto pi\u00f9 efficace di noi, perch\u00e9 aveva una presenza continua sui mezzi di comunicazione di massa. I suoi erano anche anni diversi: c&#8217;era un impegno politico molto pi\u00f9 evidente<em>.<\/em><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag06\/articoli\/img\/performingart_annamonteverdi05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Andrea Lanini<\/strong>:<\/span> <span class=\"testo_iframebold\">Per scardinare le dinamiche borghesi Pasolini fa arrivare questo misterioso &#8220;ospite&#8221;\u0085<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Daniela Nicol\u00f2<\/strong>:<\/span> Certo. Il nostro lavoro parte essenzialmente dal romanzo &#8220;Teorema&#8221; : tutti conoscono il film, ma per molti aspetti il romanzo \u00e8 superiore, un&#8217;opera assolutamente straordinaria. Il film e il romanzo offrono angolazioni e punti di vista sul suo pensiero anche lontani: nello spettacolo abbiamo cercato di coniugare la parola scritta (un tipo di scrittura matematica, analitica) con ci\u00f2 che Pasolini ha raccontato attraverso il grande schermo. Utilizzando dei mezzi espressivi che a quel tempo non esistevano: il teatro di Pasolini era un teatro molto legato alla parola. La nostra contaminazione e la nostra tecnologia hanno reso possibile la convivenza tra immagine, silenzio, parola scritta. Lo spettacolo crea un ambiente che riesce a far convivere questi due territori, universi lontani provenienti dal film e dal romanzo. Ti confesso che per me le cose migliori di Pasolini non vanno cercate nel teatro, anche se alcune cose che lui ha scritto per il palcoscenico sono molto belle. Io amo molto di pi\u00f9 il Pasolini romanziere e narratore.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Andrea Lanini<\/strong>:\u00a0<\/span><\/strong><span class=\"testo_iframebold\">Il tema del deserto \u00e8 un fil rouge che attraversa tutto il vostro spettacolo e al contempo \u00e8 un topos dell&#8217;opera e della poetica di Pasolini\u0085 <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Daniela Nicol\u00f2<\/strong>:<\/span> I deserti sono i luoghi a cui siamo pi\u00f9 intimamente legati. Sono il posto pi\u00f9 adatto per mettersi in gioco. In &#8220;Teorema&#8221; ci sono delle pagine bellissime dedicate all&#8217;attraversamento del deserto, e per il nostro spettacolo abbiamo girato molte immagini dedicate a questo luogo speciale che spesso \u00e8 la meta preferita dei nostri viaggi. Anche Pasolini, appena aveva un po&#8217; di tempo, si rifugiava nei deserti di Africa e India: per lui rappresentavano l&#8217;universo ideale per lanciare l&#8217;urlo definitivo, per incontrare la dimensione del sacro. In Pasolini il rapporto col sacro \u00e8 molto forte, mentre in noi questa ricerca \u00e8 pi\u00f9 velata.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.motusonline.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.motusonline.com<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Motus, ovvero Daniela Nicol\u0098 e Enrico Casagrande, festeggia quest&#8217;anno quindici anni di straordinaria e intensa attivit\u0088 teatrale, un&#8217;attivit\u0088 partita da Rimini, dalla Romagna felix delle Albe e della Soc&#8217;etas Raffaello Sanzio, partecipando da protagonisti a quel fermento di rinnovamento scenico rappresentato da Teatri 90 e approdando dal 2000 nei grandi Teatri d&#8217;Europa e degli States<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":30842,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,159],"tags":[63],"class_list":["post-9824","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-006","tag-performing-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Tecnoteatro Per Grandi Teatri &#8226; 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