{"id":9815,"date":"2005-06-29T12:00:00","date_gmt":"2005-06-29T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-006\/italiano-irr-app-ext-natura-sonica\/"},"modified":"2020-10-15T16:31:39","modified_gmt":"2020-10-15T15:31:39","slug":"italiano-irr-app-ext-natura-sonica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-006\/italiano-irr-app-ext-natura-sonica\/","title":{"rendered":"Irr. App. (ext.), Natura Sonica"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Dietro <span class=\"testo_iframebold\">Irr. app. (ext.)<\/span> si cela <span class=\"testo_iframebold\">Matthew Waldron<\/span>, statunitense, con un passato musicale di oltre un decennio, che inizia con la militanza nei Vacum Tree Head e prosegue con numerose collaborazioni fra cui gli islandesi Stilluppsteypa e Nurse With Wound. Nonostante la lunga storia alle spalle, soltanto due lavori escono ufficialmente: <span class=\"testo_iframebold\">Dust Pincher Appliances <\/span> (Crouton, 2003) e <span class=\"testo_iframebold\">An Uncertain Animal, Ruptured; Tissue Expanding in Conversation <\/span> (FIRE inc. 1997) mentre parecchi lavori finiti rimangono inediti o stampati in pochissime copie in cd-r.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Ozeanische Gef\u00fchle <\/span> esce nel 2004 per <span class=\"testo_iframebold\">Helen Scarsdale<\/span> di San Francisco, etichetta molto attenta agli sviluppi di ambiti di ricerca radicali e teatro di riuscisitissime collaborazioni come il recentissimo Vikinga Brennivin nato dall&#8217;unione di Stilluppsteypa e Bj Nilsen, revisione dilatata dell&#8217;ottica isolazionista di fine anni 90. Ozeanische Gef\u00fchle si articola in due parti, di cui la prima sorpassa i quaranta minuti di durata e trae input iniziale da Freud e dagli studi di Wilheim Reich secondo cui ogni organismo vivente connesso con il mondo che lo circonda, espande energia dal centro verso l&#8217;esterno. E&#8217; un ascolto atipico, un&#8217;ammaliante esperienza immersiva, della quale \u00e8 improbabile riuscire a captare le infinite pieghe e punti di osservazione possibili.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag06\/articoli\/img\/elettronica_simonebertuzzi03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ne abbiamo parlato direttamente con Matthew Waldron, cercando di far emergere le influenze personali e il suo particolare approccio alla materia sonora:<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Simone Bertuzzi<\/strong>:\u00a0La prima impressione che ho avuto ascoltando la prima parte di Ozeanische Gef\u00fchle \u00e8 stata una particolare sensazione di &#8216;ampia distanza&#8217;, il suono \u00e8 tanto immersivo quanto distante. Hai concepito questo album in termini di &#8216;relazioni spaziali&#8217; con l&#8217;ascoltatore?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Matthew Waldron<\/strong>:\u00a0L&#8217;album \u00e8 stato concepito interamente sulla base delle mie impressioni personali. Quando assemblo una traccia audio (o visiva), non ho idea di quale tipologia di pubblico la fruir\u00e0 o come esso potr\u00e0 interpretare il lavoro finito, non costruisco mai secondo schemi mentali prestabiliti. Per &#8220;Ozeanische&#8221;<em>, <\/em>sono partito da field recordings (alcuni processati), ognuno dei quali comporta associazioni personali basate sulla location e le circostanze entro cui sono stati catturati: ho utilizzato questi elementi, soprattutto, per determinare la forma finale delle tracce. Dal momento che sono l&#8217;unica persona che ha avvertito queste particolari associazioni, l&#8217;effetto del lavoro avr\u00e0 effetti diversi per chiunque altro. Ho provato a creare una sensazione di &#8216;ampiezza&#8217; e di movimento fra differenti ambienti, ma la vera motivazione \u00e8 stata accentuare e giustapporre queste impressioni personali in qualcosa che fosse prima di tutto interessante per me stesso.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag06\/articoli\/img\/elettronica_simonebertuzzi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Simone Bertuzzi<\/strong>:\u00a0Come utilizzi il field recording? Dove hai catturato i suoni principalmente?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Matthew Waldron<\/strong>:\u00a0Utilizzo il field recording in tutti i modi possibili: a volte puro, altre leggermente alterato, e spesso in una forma completamente astratta. Le fonti sono estremamente varie. Registro nella mia abitazione, a casa di amici, nella foresta, in spazi ed edifici pubblici &#8211; ovunque trovi suoni interessanti. Porto sempre un registratore minidisc con me quando viaggio, e frequentemente anche quando esco.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Simone Bertuzzi<\/strong>:\u00a0La tua pratica \u00e8 connessa con le azioni e l&#8217;immaginario Surrealista, l&#8217;automatismo \u00e8 parte della tua poetica, ma fino a che punto il tuo lavoro \u00e8 da intendersi come risultato diretto di queste tecniche (mi riferisco ad esempio al gioco del &#8216;cadavere squisito&#8217;)? Sembra in qualche modo anche calcolato\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Matthew Waldron<\/strong>:\u00a0A proposito del Surrealismo, esso \u00e8 da considerarsi solamente il &#8216;trampolino di lancio&#8217; per il mio lavoro: mi \u00e8 stato di grande aiuto quando ho iniziato a ragionare sulla mia produzione creativa, anche Kurt Schwitters e il suo Merzbau &#8211; e ancora maggiormente \u00e8 stata (ed \u00e8) la sbalorditiva grandezza del lavoro di Steven Stapleton. Alcune tecniche Surrealiste mi sono tutt&#8217;ora utili (come ad esempio l&#8217;utilizzo di tecniche automatiche), ma non ho particolari alleanze a &#8216;scuole di pensiero&#8217; &#8211; o comunque si voglia definirle. Il Cadavere Squisito che ho realizzato con OAC \u00e8 stato solamente ironico, e non si riferiva a nessuno di quelli generati dal gruppo Surrealista (o ad altre versioni che visto).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag06\/articoli\/img\/elettronica_simonebertuzzi01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Simone Bertuzzi<\/strong>:\u00a0Sono interessato alla tua attivit\u00e0 performativa, o forse \u00e8 meglio definirla happening. Sei coinvolto anche nelle arti visive, e le tue performance live sembrano connesse in qualche modo ai tuoi disegni e alle illustrazioni. Le tue ibridazioni animali, il mondo naturale\/minerale \u00e8 in continua trasformazione su se stesso. A parte il surrealismo, quali altre influenze hai avuto in questo senso?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Matthew Waldron<\/strong>:\u00a0Come suggerisce la tua domanda, le mie influenze principali sono le forme e le texture dell&#8217;ambiente naturale. Il mio lavoro visivo si \u00e8 mosso in questa direzione negli ultimi anni, e spero eventualmente di sviluppare il mio attuale approccio in qualcosa di ancor pi\u00f9 interessante che si liberi (ma non del tutto) del mio bagaglio di influenze provenienti dalla storia dell&#8217;Arte (come Dada e Surrealismo). Le performance sono in uno stato pi\u00f9 primitivo e attualmente mi sembrano imbarazzanti e un poco goffe. Tuttavia alcune idee e la volont\u00e0 di convogliare materiale audio-visivo stanno affiorando al fine di rendere meglio fruibile l&#8217;evento per il pubblico. Ultimamente, vorrei veramente trovare il modo di creare un ambiente attorno alla performance all&#8217;interno del quale possa completamente immergermi &#8211; ma senza ricorrere ad una posizione egocentrica o essere troppo derivativo rispetto ad approcci alla performance gi\u00e0 esistenti.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.risonanza-magnetica.com\/label.php?id=143\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.risonanza-magnetica.com\/label.php?id=143<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.risonanza-magnetica.com\/label.php?id=144\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.risonanza-magnetica.com\/label.php?id=144<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.helenscarsdale.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.helenscarsdale.com<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.holocenesound.org\/irr\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.holocenesound.org\/irr\/index.html<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dietro Irr. app. si cela Matthew Waldron, statunitense, con un passato musicale di oltre un decennio, che inizia con la militanza nei Vacum Tree Head e prosegue con numerose collaborazioni fra cui gli islandesi Stilluppsteypa e Nurse With Wound. 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