{"id":9795,"date":"2005-06-02T12:00:00","date_gmt":"2005-06-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-005\/italiano-dissonanze-elettronica-urbana-ripensata\/"},"modified":"2020-10-13T17:43:21","modified_gmt":"2020-10-13T16:43:21","slug":"italiano-dissonanze-elettronica-urbana-ripensata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-dissonanze-elettronica-urbana-ripensata\/","title":{"rendered":"Dissonanze, Elettronica Urbana Ripensata"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Ripensare il contesto urbano e gli spazi architettonici di una citt\u00e0 ricca di storia e tradizione come Roma \u00e8 impresa avventurosa e disseminata di trappole e pericoli. Soprattutto se questa spinta innovativa e visionaria prende corpo da un contesto, quella della musica elettronica e dei suoi derivati, spesso troppo chiuso in se stesso, auto referenziale e quasi infastidito da un possibile confronto con mondi altri come l&#8217;arte e l&#8217;architettura.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sebbene con molte difficolt\u00e0 e grazie all&#8217;aiuto di una giunta comunale e di un Assessorato alle politiche culturali sempre attenti alla valorizzazione, anche a livello internazionale, di Roma e dei suoi eventi culturali, il festival Dissonanze riesce a coniugare, soprattutto da questa quinta bellissima edizione, le sue pulsioni avanguardiste con quelle pi\u00f9 pop, dance, club che ne costituiscono il Dna formante. Inutile negare, ma questo lo sa bene Giorgio Mortari, direttore artistico e tutti i professionisti che hanno lavorato al Dissonanze 05, che la location di questa quinta edizione del festival italiano di musica elettronica e arti digitali, sia stata la vera chiave di volta in grado di garantire un&#8217;identificazione collettiva del concetto di festival. Il<span class=\"testo_iframebold\"> Palazzo dei Congressi <\/span>del maestro razionalista <span class=\"testo_iframebold\">Adalberto Libera<\/span>, gioiello architettonico incastonato tra i vuoti e le geometrie del quartiere Eur, si \u00e8 rivelato, con le sue forme rigorose e imponenti, una venue ideale per una rassegna che fa dell&#8217;estetica digitale e del rapporto sinergico con le macchine il suo motore pulsante.<\/p>\n<p align=\"justify\">E sebbene l&#8217;arte digitale sia qualcosa di molto pi\u00f9 complesso e articolato di ci\u00f2 che la proposta artistica del Dissonanze 05 vuole far credere, rimane la sensazione, personale e collettiva, di aver contribuito alla realizzazione di un evento che, grazie alla professionalit\u00e0 della sua organizzazione, ai contributi economici di cui gode e alla attenta scelta curatoriale, si pone come il primo vero festival di musica elettronica e audiovisivi di livello internazionale assoluto.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag05\/articoli\/img\/elettronica_mk05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Dal 19 al 21 Maggio, tre giorni di performance, concerti, live media, dj set, vjing e conferenze hanno proposto al pubblico italiano alcune prime assolute e alcuni tra i migliori artisti che popolano il circuito dell&#8217;arte elettronica performativa. Muovendosi in modo fluido e organico attraverso i 3 spazi-contenitore del Palazzo dei Congressi (la magnificente sala centrale per dj set e concerti, l&#8217;Auditorium per i live cinema e la bellissima terrazza per performance audiovisive e djset minori), una massa informe e festante di giovani e meno giovani ha goduto di una variet\u00e0 di proposte organica e mai banale, sebbene non sempre corroborata dal giusto spirito di ricerca di realt\u00e0 poco note, ma attenta a valorizzare al contempo alcuni progetti italici di indubbio valore.<\/p>\n<p align=\"justify\">Se quindi nella prima giornata \u00e8 stato possibile assaggiare l&#8217;anteprima italiana di Pranam, produzione audio-video commissionata da Dissonanze tra <span class=\"testo_iframebold\">Matmos, Alter Ego <\/span>e l&#8217;italiano<span class=\"testo_iframebold\"> Mauro Masotti<\/span> in onore del centenario della nascita del maestro Giacinto Scelsi, \u00e8 soprattutto nelle giornate di venerd\u00ec e sabato che Dissonanze 05 ha vissuto il suo momento topico. Il festival ha regalato momenti di profonda immersivit\u00e0 tecno-emotiva grazie ai live di altissimi esponenti della spettacolarizzazione audiovisiva come gli austriaci <span class=\"testo_iframebold\">Granular Synthesis<\/span>, il giapponese <span class=\"testo_iframebold\">Roiji Ikeda<\/span> e il tedesco <span class=\"testo_iframebold\">Thomas Koner<\/span>. Soprattutto i Granular Synthesis (di cui Digicult ha parlato nella #Issue03 di Aprile) si sono rivelati una delle realt\u00e0 artistiche pi\u00f9 efficaci nel declinare efficacemente una nuova estetica immersiva per suoni e immagini, spesso violenta e difficilmente assimilabile, ma certo affascinante e rappresentativa, insieme ai lavori di Ikeda e Koner, di quella corrente artistica elettronica che strizza l&#8217;occhio all&#8217;arte contemporanea e ai suoi luoghi museali di fruizione.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag05\/articoli\/img\/elettronica_mk03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Altrettanto coinvolgenti si sono rivelate le performance audiovisive sulla terrazza del Palazzo dei Congressi, dal progetto RGB del maestro olandese <span class=\"testo_iframebold\">Bas van Koolwijk<\/span>, alla prima italiana del virtuoso <span class=\"testo_iframebold\">Speedy J<\/span> per arrivare alla performance per droni e laser di <span class=\"testo_iframebold\">Edwin van der Heide,<\/span> autentica esperienza multisensoriale giocata sul totale annullamento del rapporto performer \u0096 spettatore e sulla spettacolarizzazione dell&#8217;esperienza immersiva in un gioco architettonico e trasmigrante di laser colorati e fumo.<\/p>\n<p align=\"justify\">E se la platea pi\u00f9 desiderosa di sonorit\u00e0 e ambientazioni visuali da club ha potuto godere della generosa e coinvolgente performance dell&#8217;Otis Redding dell&#8217;elettronica <span class=\"testo_iframebold\">Jamie Lidell<\/span>, del live (un po&#8217; stanco e statico per la verit\u00e0) dell&#8217;icona ex Kraftwerk <span class=\"testo_iframebold\">Karl Bartos<\/span>, dei dj internazionali<span class=\"testo_iframebold\"> Tiga, Ritchie Hawtin <\/span>e<span class=\"testo_iframebold\"> Ricardo Villalobos <\/span>(tanto scostante e sporco il primo quanto fluidi e omogenei i secondi nel loro incidere alternato in back to back tra frame minimali e cadenze sinth), \u00e8 nella lunga carrellata dei lavori audiovisivi degli inglesi <span class=\"testo_iframebold\">Light Surgeon<\/span> che il concetto di musica elettronica da club si fonde con un immaginario visivo fatto di narrazioni urbane, alienanti estetiche visuali e consapevolezza politico-sociale distribuita in chiave ludica a una massa di pubblico potenzialmente infinita.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag05\/articoli\/img\/elettronica_mk04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Per chiudere una citazione agli artisti italiani presenti: da <span class=\"testo_iframebold\">Wang Inc. <\/span>e<span class=\"testo_iframebold\"> Sauls <\/span>a<span class=\"testo_iframebold\"> Xcoast, <\/span>da<span class=\"testo_iframebold\"> Eclat <\/span>alla<span class=\"testo_iframebold\"> DDg crew, <\/span>da<span class=\"testo_iframebold\"> Claudio <\/span>de<span class=\"testo_iframebold\"> Tommasi <\/span>a<span class=\"testo_iframebold\"> Radiodd<\/span>, Dissonanze 05 dimostra, per chi non lo sapesse, che anche nel nostro paese esistono e respirano progetti interessanti in chiave elettronica che aspettano solo una piattaforma in grado di valorizzarli a livello internazionale. All&#8217;estero lo fanno da anni, complimenti a Dissonanze.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.dissonanze.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.dissonanze.it<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ripensare il contesto urbano e gli spazi architettonici di una citt\u0088 ricca di storia e tradizione come Roma \u008f impresa avventurosa e disseminata di trappole e pericoli. 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