{"id":9789,"date":"2005-06-02T12:00:00","date_gmt":"2005-06-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/"},"modified":"2020-10-13T17:45:48","modified_gmt":"2020-10-13T16:45:48","slug":"italiano-questione-di-sguardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/","title":{"rendered":"Questione Di Sguardi"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Nella tradizione occidentale, lo specchio \u00e8 sempre stato il gemello perverso della pittura. Artefice di una mimesi perfetta, ma anche abile traditore della realt\u00e0, lo specchio \u00e8 di volta in volta strumento al servizio dell&#8217;artista (da quello con cui Brunelleschi inventa la prospettiva a quello plumbeo di cui si servivano i paesaggisti dell&#8217;Ottocento); dispositivo per dipingere autoritratti, per generare illusioni e mostrarci quello che la realt\u00e0 del quadro esclude (dai <span class=\"testo_iframebold\">Coniugi Arnolfini a Las Meninas<\/span>); replica del reale e apertura su altri mondi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Come e pi\u00f9 del quadro, lo specchio \u00e8 verit\u00e0 e menzogna, simbolo perfetto della volont\u00e0 dell&#8217;arte di renderci presenti a noi stessi: e come tale \u00e8 sempre presente alla fantasia degli artisti, dal <span class=\"testo_iframebold\">Narciso <\/span> di Caravaggio al ritratto di Dorian Gray, fino alle installazioni a circuito chiuso di Dan Graham, al Buddah che si contempla in video di Paik, al <span class=\"testo_iframebold\">Giovane che guarda Lorenzo Lotto <\/span> di Paolini. Programmatore e artista, il trentenne <strong class=\"testo_iframebold\">Daniel Shiffman<\/strong> non lavora con la pittura, ma con il software: eppure, non c&#8217;\u00e8 dubbio che la pittura rimanga il referente privilegiato di un&#8217;indagine di grande rigore sui temi eterni della rappresentazione, del punto di vista e dello sguardo. Un&#8217;indagine che non poteva evitare la possibile assimilazione dello schermo al quadro e allo specchio, affrontata da Shiffman con la consapevolezza che il processo di digitalizzazione dell&#8217;immagine, e l&#8217;intervento mediatore del software, non possono che tradire la realt\u00e0 nel momento stesso in cui ce la ripropongono nella maniera apparentemente pi\u00f9 fedele.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag05\/articoli\/img\/softwareart_domenicoquaranta03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Tra il 2002 e il 2004, Shiffman ha realizzato una serie di lavori che si interfacciano con l&#8217;utente attraverso degli schermi rettangolari, non troppo grandi e appesi all&#8217;altezza dello sguardo, con una piccola telecamera fissata alla cornice. Ognuno di essi manipola, in modo diverso, l&#8217;immagine live registrata dalla telecamera, e ne mostra i risultato in tempo reale. Cos\u00ec, in <strong class=\"testo_iframebold\">Swarm <\/strong> (2002), egli crea un algoritmo che traduce i movimenti dello spettatore in una sorta di pittura vorticosa che simula l&#8217;action painting, un impressionismo filamentoso e dinamico che sarebbe piaciuto a Boldini; diversamente, <span class=\"testo_iframebold\">Mosaic <\/span> (2003) la frammenta in una serie di celle multicolori, con uno sguardo alle tessere del mosaico e un altro alla grana dei pixel, mentre in<span class=\"testo_iframebold\"> Shatter <\/span>(2003) il flusso di immagini viene disintegrato in una miriade di piccole piramidi, le cui sfaccettature sono colorate con un particolare colore della scala RGB.<\/p>\n<p align=\"justify\">Se il programmatore omaggia (dichiaratamente) il <span class=\"testo_iframebold\">Karl Sims di Particle Dreams<\/span>, l&#8217;artista sembra essersi ricordato dell&#8217;arte optical: ma i due approcci si fondono completamente nella ricerca di Shiffman, come dimostra la definizione di &#8220;<span class=\"testo_iframebold\">Procedural Painting<\/span>&#8221; che d\u00e0 il titolo a un corso da lui tenuto alla New York University, e che funziona per buona parte della sua opera. Anche quando, anzich\u00e9 giocare con i vizi di forma della pittura, conferisce al mondo al di l\u00e0 dello specchio regole sue proprie, proponendo, in<span class=\"testo_iframebold\"> Reactive <\/span>(2003), un&#8217;interfaccia i cui pixel reagiscono, ciascuno per conto suo, ai movimenti dello spettatore, togliendo all&#8217;immagine riflessa ogni riconoscibilit\u00e0. O quando sposta la sua attenzione sugli studi di movimento di Eadweard Muybridge, esplodendo lo schermo in una successione di 1024 frame che registrano gli stessi movimenti riproponendoli in successione, anzich\u00e9 sintetizzati in un&#8217;unica immagine (<span class=\"testo_iframebold\">Timeframe , <\/span>2004).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag05\/articoli\/img\/softwareart_domenicoquaranta01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Del resto, anche quando esce da questa logica il lavoro di Shiffman rimane sempre, fondamentalmente, una questione di sguardi. Il kino-glaz di Vertov ci ha insegnato a attribuire a una telecamera uno sguardo obiettivo e impersonale; <span class=\"testo_iframebold\">Yellow <\/span>(2003), una installazione pubblica in cui una telecamera riprende il flusso del traffico newyorkese, ci insegna che non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 falso: basta un piccolo algoritmo perch\u00e9 il suo occhio diventi sensibile a un solo colore, il giallo dei taxi, trascurando sistematicamente il resto.<\/p>\n<p align=\"justify\">Meno strano \u00e8 constatare la soggettivit\u00e0 dello sguardo che noi gettiamo sul mondo. <span class=\"testo_iframebold\">World View <\/span>(2002) \u00e8 solo formalmente un lavoro anomalo nella produzione di Shiffman. Il suo compito \u00e8 rendere visibile la visione distorta che ognuno di noi, sulla base dei limiti della propria esperienza personale, ha del mondo che lo circonda. Il progetto, che trova il suo limite nell&#8217;escludere l&#8217;importanza che un luogo di cui non abbiamo esperienza diretta acquista attraverso la rappresentazione che ne danno i media \u0096 cosa che fa egregiamente <span class=\"testo_iframebold\">Infowarmation <\/span>dei nostrani<span class=\"testo_iframebold\"> K-Hello <\/span> \u0096 trae la sua suggestione dal riferimento alle vecchie mappe del mondo, deformate dall&#8217;ignoranza e dalle convenzioni. Del resto, <span class=\"testo_iframebold\">Limits of Landscape <\/span>(2003) spiega che \u00e8 tutta questione di scale e di prospettive; e che alla scala del corpo, quella che tutti condividiamo, ci sfugge tutta una serie di trasformazioni, macroscopiche o microscopiche, che diventano evidenti se solo adottiamo un altro sguardo, e una nuova prospettiva .<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag05\/articoli\/img\/softwareart_domenicoquaranta04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Da questa indagine sull&#8217;infedelt\u00e0 dello sguardo non sfugge nemmeno <span class=\"testo_iframebold\">Live City<\/span>, una recente applet java esperibile online che propone, filtrate da una griglia di pixel, immagini live riprese dalle telecamere che sorvegliano il traffico di New York. Ogni pixel interagisce localmente con quelli a lui prossimi, per cui l&#8217;immagine evolve costantemente, secondo il ritmo di vita della citt\u00e0. Lo spettatore pu\u00f2 restare passivo o intervenire, vivacizzando la veduta con i colori dei neon di Time Square. Ancora una volta, Shiffman ci rivela che la fedelt\u00e0 al reale, ai tempi del digitale, \u00e8 solo nella mente di chi guarda; e che, essendo l&#8217;immagine che vediamo il risultato di un flusso di informazioni, basta contaminarlo con un altro flusso per passare dalla realt\u00e0 di una ripresa video all&#8217;irrealt\u00e0 di una visione palpitante e mutevole.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.wooloo.org\/new\/featured\/shiffman\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.wooloo.org\/new\/featured\/shiffman\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.shiffman.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.shiffman.net\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.k-hello.org\/infowarmation\/itindex.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.k-hello.org\/infowarmation\/itindex.htm<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Programmatore e artista, il trentenne Daniel Shiffman non lavora con la pittura, ma con il software: eppure, non c&#8217;\u008f dubbio che la pittura rimanga il referente privilegiato di un&#8217;indagine di grande rigore sui temi eterni della rappresentazione, del punto di vista e dello sguardo<\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":30941,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,158],"tags":[67],"class_list":["post-9789","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-005","tag-software-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Questione Di Sguardi &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Questione Di Sguardi &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:it]Programmatore e artista, il trentenne Daniel Shiffman non lavora con la pittura, ma con il software: eppure, non c&#039;\u008f dubbio che la pittura rimanga il referente privilegiato di un&#039;indagine di grande rigore sui temi eterni della rappresentazione, del punto di vista e dello sguardo[:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/domenico40\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2005-06-02T10:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-10-13T16:45:48+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/softwareart_domenicoquaranta02.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"280\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"210\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Domenico Quaranta\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Domenico Quaranta\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"4 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/\",\"name\":\"Questione Di Sguardi &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/softwareart_domenicoquaranta02.jpg\",\"datePublished\":\"2005-06-02T10:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2020-10-13T16:45:48+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/f89b7ef03290b0865b4aed5db5cfa638\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/softwareart_domenicoquaranta02.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/softwareart_domenicoquaranta02.jpg\",\"width\":280,\"height\":210},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/digicult.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Questione Di Sguardi\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/\",\"name\":\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"description\":\"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/f89b7ef03290b0865b4aed5db5cfa638\",\"name\":\"Domenico Quaranta\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/domenico-quaranta-96x96.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/domenico-quaranta-96x96.jpg\",\"caption\":\"Domenico Quaranta\"},\"sameAs\":[\"http:\/\/domenicoquaranta.com\/\",\"https:\/\/www.facebook.com\/domenico40\",\"https:\/\/twitter.com\/ran_dom\"],\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/domenico-quaranta\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Questione Di Sguardi &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Questione Di Sguardi &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","og_description":"[:it]Programmatore e artista, il trentenne Daniel Shiffman non lavora con la pittura, ma con il software: eppure, non c'\u008f dubbio che la pittura rimanga il referente privilegiato di un'indagine di grande rigore sui temi eterni della rappresentazione, del punto di vista e dello sguardo[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/domenico40","article_published_time":"2005-06-02T10:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-10-13T16:45:48+00:00","og_image":[{"width":280,"height":210,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/softwareart_domenicoquaranta02.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Domenico Quaranta","twitter_misc":{"Scritto da":"Domenico Quaranta","Tempo di lettura stimato":"4 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/","name":"Questione Di Sguardi &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/softwareart_domenicoquaranta02.jpg","datePublished":"2005-06-02T10:00:00+00:00","dateModified":"2020-10-13T16:45:48+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/f89b7ef03290b0865b4aed5db5cfa638"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/softwareart_domenicoquaranta02.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/softwareart_domenicoquaranta02.jpg","width":280,"height":210},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-questione-di-sguardi\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Questione Di Sguardi"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/f89b7ef03290b0865b4aed5db5cfa638","name":"Domenico Quaranta","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/domenico-quaranta-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/domenico-quaranta-96x96.jpg","caption":"Domenico Quaranta"},"sameAs":["http:\/\/domenicoquaranta.com\/","https:\/\/www.facebook.com\/domenico40","https:\/\/twitter.com\/ran_dom"],"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/domenico-quaranta\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9789","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9789"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9789\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58850,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9789\/revisions\/58850"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30941"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9789"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9789"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9789"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}