{"id":9784,"date":"2005-06-02T12:00:00","date_gmt":"2005-06-02T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-005\/italiano-dare-un-volto-alla-rete\/"},"modified":"2020-10-13T17:44:22","modified_gmt":"2020-10-13T16:44:22","slug":"italiano-dare-un-volto-alla-rete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-005\/italiano-dare-un-volto-alla-rete\/","title":{"rendered":"Dare Un Volto Alla Rete"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Mappare internet \u00e8 l&#8217;ambizioso tentativo di<span class=\"testo_iframebold\"> Yuval Shavitt<\/span>, studioso israeliano dell&#8217;Universit\u00e0 di Tel Aviv e ideatore del progetto <span class=\"testo_iframebold\">DIMES<\/span>, l&#8217;acronimo di Distributed Internet Measurement &amp; Simulations. A sua volta parte del progetto<span class=\"testo_iframebold\"> Evergrown<\/span>, un consorzio di ricerca di cui fanno parte 20 universit\u00e0 sparse in tutto il mondo, DIMES ha l&#8217;obiettivo di mappare la Rete delle reti e ricostruirla graficamente. In una visione di lungo periodo, Evergrown e la serie di progetti a esso connessi come DIMES, eseguono analisi e misurazioni che riguardano il traffico, la topologia e la logica della rete, per poter meglio sfruttare le sue potenzialit\u00e0 nei prossimi 20 anni.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 facile intuire infatti che nel 2025 Internet sar\u00e0 lo strumento fondamentale che medier\u00e0 la comunicazione di grandi quantit\u00e0 di dati, imparagonabile a quella attuale gi\u00e0 in continua crescita. Considerando l&#8217;espansione dei settore del business, dei consumi e dell&#8217;e-learning, la rete dovr\u00e0 reggere un grande numero di accessi e garantire velocit\u00e0 nella trasmissione di file, che avranno contenuti di ogni tipo e di ogni &#8220;peso&#8221; (basti pensare alla lentezza della rete attuale nel download di diversi Gb, come accade per i video). Ecco perch\u00e9 conoscendo l&#8217;esatta topologia di Internet sar\u00e0 pi\u00f9 facile intervenire sulle criticit\u00e0 del sistema. Non solo. Si potranno automatizzare dei processi che per ora avvengono manualmente, ottenendo un notevole risparmio di risorse intellettuali che potrebbero essere destinate ad altri compiti.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag05\/articoli\/img\/netart_beatriceferrario01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">DIMES sfrutta la filosofia del <span class=\"testo_iframebold\">Distributed Computing<\/span>: letteralmente calcolo distribuito. Questo metodo viene usato per svolgere misurazioni di aree molto estese, che richiedono l&#8217;esecuzione di calcoli troppo elevati perch\u00e8 possano essere svolti da un solo computer. Si chiede cos\u00ec la collaborazione di pi\u00f9 persone nel globo, perch\u00e9 mettano a disposizione le risorse dei propri elaboratori e il loro tempo e rendano in questo modo pi\u00f9 veloce un&#8217;operazione che altrimenti impiegherebbe decenni. Gi\u00e0 da tempo il <span class=\"testo_iframebold\">SETI@home<\/span>, il progetto scientifico di ricerca di intelligenze extraterrestri, sfrutta questa partecipazione distribuita per esplorare porzioni di universo.<\/p>\n<p align=\"justify\">La procedura \u00e8 simile anche con DIMES: si scarica un piccolo software, chiamato &#8220;agente&#8221;, che non usufruisce della CPU o della banda di rete, ma si limita a localizzare il computer nel cyberspazio. L&#8217;agente rileva la distanza tra i diversi computer che comunicano, cio\u00e8 calcola da quanti nodi l&#8217;informazione passa e il tempo medio di percorrenza dell&#8217;informazione tra le macchine, il tutto consumando al massimo 1 Kb\/s. DIMES assicura di non rilevare informazioni sull&#8217;host o dati personali, ma di limitarsi alle misurazioni topologiche. Crea inoltre delle mappe della rete dal nostro punto di vista attuale, individua i nodi principali che chiama Autonomous System (AS), cio\u00e8 gli Internet Service Provider (ISP) o le grosse reti della nostra zona geografica, colora e raggruppa nei grafici l&#8217;affiliazione tra i nodi e promette in futuro dei report personalizzati sullo spazio virtuale che visitiamo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag05\/articoli\/img\/netart_beatriceferrario02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Al momento ci sono 2524 agenti in 73 paesi sparsi per il mondo, per un totale di 48.591.721 collegamenti (di cui 913 in Italia) che sono stati mappati, anche se siamo ben lontani dall&#8217;ottenere una piantina reale di Internet nella sua interezza. Occorrerebbero infatti migliaia di agenti omogeneamente distribuiti su tutta la superficie terrestre, mentre ad esempio nell&#8217;area asiatica e africana ci sono ancora pochissimi contatti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per chi volesse contribuire a creare la &#8220;cartina stradale&#8221; di Internet, l&#8217;installazione di DIMES richiede Java 1.4 o versioni successive. Una volta scaricato il programma e lanciata l&#8217;esecuzione, l&#8217;agente viene installato sull&#8217;hard disk e richiede la registrazione sul server perch\u00e9 la nostra posizione sia individuata. Unica pecca: per ora, si legge sul sito, DIMES \u00e8 dispobile solo per sistemi operativi Windows. Chiss\u00e0 che non sia un invito agli sviluppatori UNIX a unirsi al progetto!<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.netdimes.org\/\">www.netdimes.org\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.evergrow.org\/page.php?id=1\">www.evergrow.org\/page.php?id=1 <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/setiathome.ssl.berkeley.edu\/\">http:\/\/setiathome.ssl.berkeley.edu\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00e9 l&#8217;ambizioso tentativo di Yuval Shavitt, studioso israeliano dell&#8217;Universit\u0088 di Tel Aviv e ideatore del progetto DIMES, l&#8217;acronimo di Distributed Internet Measurement \u008f Simulations. 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