{"id":9776,"date":"2005-06-05T12:00:00","date_gmt":"2005-06-05T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-004\/italiano-strangely-familiar-future\/"},"modified":"2020-10-13T17:36:25","modified_gmt":"2020-10-13T16:36:25","slug":"italiano-strangely-familiar-future","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/italiano-strangely-familiar-future\/","title":{"rendered":"Strangely Familiar Future"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframe\">Ancora molto rada la presenza al<\/span><span class=\"testo_iframebold\"> Salone del Mobile<\/span><span class=\"testo_iframe\"> di progetti rivolti all&#8217;utilizzo di dispositivi interattivi integrati ad oggetti di uso quotidiano. La tecnologia sta dietro al prodotto: vengono raffinate le tecniche di progettazione, realizzazione, produzione, innovati i materiali, ma l&#8217;oggetto resta ancora autoreferente della sua forma-funzione, isolato. La tecnologia, allora, sembra arrivare come possibilit\u00e0 di &#8220;kinesis&#8221;, movimento, comunicazione, in altre parole inter-attivit\u00e0: un po&#8217; di ironia, di azione, di sorpresa.<\/span><\/p>\n<p>Nuove soluzioni arrivano, come \u00e8 logico, dall&#8217;ala giovane del design, forse non esente dalla stravaganza un po&#8217; astrusa che ogni sperimentazione si porta dentro(per fortuna), ma indispensabile come spinta propulsiva per indicare possibili direzioni. E non potevano mancare certo in questo scenario, come l&#8217;avanguardia pi\u00f9 innovativa ed oltranzista, i giovani designer dell&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Interaction Design Institute d&#8217;Ivrea<\/span><span class=\"testo_iframe\">: blow up di un futuro prossimo gi\u00e0 in cantiere, dove la tecnologia, spinta nelle sue possibilit\u00e0 ancora inesplorate, diviene invenzione dell&#8217;anima degli oggetti.<\/span><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag04\/articoli\/img\/interaction_teresadefeo04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Strangely Familiar Future. Unusual objects for everyday working life<\/span><span class=\"testo_iframe\"> \u00e8 una collezione di prototipi funzionanti per gli ambienti di lavoro che gli studenti dell&#8217;istituto hanno realizzato per la nota azienda <\/span><span class=\"testo_iframebold\">Tecno<\/span><span class=\"testo_iframe\">. Il progetto nasce dal desiderio dell&#8217;azienda, impegnata nella progettazione, realizzazione e produzione di architetture di interni per ambienti di lavoro e spazi collettivi, di sviluppare innovazione sul prodotto integrando nuove funzioni e tecnologie avanzate. Attraverso i workshop sviluppati congiuntamente da azienda ed istituto \u00e8 nato &#8220;Strangely Familiar Future. Unusual objects for everyday working life&#8221;: un ventaglio di proposte per l&#8217;ufficio che partono dall&#8217;analisi dell&#8217;ambiente domestico, in modo da semplificare attraverso le nuove tecnologie la vita quotidiana. <\/span><\/p>\n<p>Da oggetti come il telefono, la segreteria telefonica, la sveglia, Tecno e Interaction Design Istutute d&#8217;Ivrea hanno sviluppato una serie di prototipi che amplificano le funzioni dell&#8217;oggetto, rendendo il loro uso immediato e piacevole. Vediamone qualcuno.<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag04\/articoli\/img\/interaction_teresadefeo05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Message Table<\/span><span class=\"testo_iframe\"> realizzato da Shawn Bonkowski e Dana Gordon \u00e8 una scrivania che funziona come segreteria telefonica. Pu\u00f2 ricevere, fare ascoltare e archiviare messaggi telefonici. Ogni volta che viene registrato un messaggio, dalla scrivania emerge lentamente una scatola messaggio. Il sistema, progettato dagli studenti, sar\u00e0 inserito dalla Tecno nel celebre tavolo Nomos, storico prodotto di punta dell&#8217;azienda.<\/span><\/p>\n<p>Da toccare, girare, manipolare <span class=\"testo_iframebold\">Quattro<\/span><span class=\"testo_iframe\">, realizzata da Didier Hilhorst e Nicholas Zambetti, \u00e8 una radiosveglia senza comandi. Sensibile alla presenza dell&#8217;utente, \u00e8 possibile selezionare le sue funzioni ruotandola, girandola, tastandola. Quattro funziona in collaborazione con un &#8220;oggetto&#8221; morbido, nella foto un orsacchiotto, schiacciandolo si attiva la funzione &#8220;snooze&#8221;.<\/span><\/p>\n<p>Poetico come un rumore nella solitudine che accorcia le distanze \u00e8 <span class=\"testo_iframebold\">Tok Tok<\/span><span class=\"testo_iframe\">, realizzato da Aram Amstrong \u00e8 Haiyan Zhang, un sistema per comunicare con interlocutori in citt\u00e0 lontane. Bussando su una scatola si trasmette un segnale ad un&#8217;altra scatola gemella che si trova in un luogo distante. Il tok tok arriver\u00e0 all&#8217;altra scatola che con uno buffetto segnaler\u00e0 la presenza dell&#8217;interlocutore.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag04\/articoli\/img\/interaction_teresadefeo03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframe\">E sempre legato alla possibilit\u00e0 di comunicare e alla semplicit\u00e0 del gesto nella manovra <\/span><span class=\"testo_iframebold\">Egg<\/span><span class=\"testo_iframe\">, realizzato da Jennifer Bove, Thomas Stovicek e Nicholas Zambetti, \u00e8 un sistema pensato per organizzare l&#8217;agenda di lavoro. Permette di spostare le riunioni e cambiare gli appuntamenti semplicemente scuotendo e rovesciando l&#8217;oggetto, un uovo luminescente. Questa azione fa s\u00ec che ogni Egg collegato al sistema si aggiorni di conseguenza.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><em id=\"__mceDel\"><span class=\"testo_iframe\"><br \/>\nSempre per rimanere in tema di proposte innovative, ma non senza quel tocco di poesia e ironia che ci piace, andiamo al Salone Satellite. Eri Nagashima, una giovane designer giapponese presenta<\/span><span class=\"testo_iframebold\"> Flat<\/span><span class=\"testo_iframe\">, tavolo interattivo che \u00e8 possibile suonare come la tastiera di un pianoforte. La designer gioca con il concetto di sinestesia ed associa ad ogni suono un colore. Ad ogni nota il tavolo si illuminer\u00e0 di una tinta diversa.<\/span><\/em><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag04\/articoli\/img\/interaction_teresadefeo02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframe\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nInterattiva, ma regolata da un sistema meccanico, \u00e8 <\/span><span class=\"testo_iframebold\">9999<\/span><span class=\"testo_iframe\"> la sedia contatore di Dorothygray. Sotto il peso di una persona la struttura elastica della seduta fa scattare un contatore ogni volta che ci si siede, e per Dorothygray l&#8217;azione abituale di sedersi prende all&#8217;improvviso un&#8217;importanza nuova, come se ogni volta fosse la prima volta o meglio la 1345esima, la 3498esima, la 6598esima. &#8221; Dorothygray non disegna una sedia, ma un momento di relax: \u00e8 questo che conta &#8220;. Simpatici, no, questi designer. Al di l\u00e0 del lucido lustro del salone un po&#8217; di umorismo ed oltranzismo non guasta.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.interaction-ivrea.it\/en\/news\/press\/photos\/2005\/strangelyfuture\/index.asp\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.interaction-ivrea.it\/en\/news\/press\/photos\/2005\/strangelyfuture\/index.asp<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.flodesign.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.flodesign.it<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.dorothygray.net\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.dorothygray.net<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora molto rada la presenza al Salone del Mobile di progetti rivolti all&#8217;utilizzo di dispositivi interattivi integrati ad oggetti di uso quotidiano. 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