{"id":9769,"date":"2005-06-05T12:00:00","date_gmt":"2005-06-05T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-004\/italiano-jamie-lidell-e-lelettronica-multipla\/"},"modified":"2020-10-13T17:34:45","modified_gmt":"2020-10-13T16:34:45","slug":"italiano-jamie-lidell-e-lelettronica-multipla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-004\/italiano-jamie-lidell-e-lelettronica-multipla\/","title":{"rendered":"Jamie Lidell E L&#8217;elettronica Multipla"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframe\">Jamie Lidell<\/span> \u00e8 artista anomalo nel panorama della musica elettronica internazionale. Sebbene il suo modo di fare musica non sia caratterizzato da quegli spunti di avanguardia che affascinano artisti e critici di tutto il mondo, Lidell ha saputo conquistare una stima incondizionata da parte di tutti coloro che si muovono, addetti ai lavori o &#8220;semplici appassionati&#8221;, nel sempre pi\u00f9 fitto labirinto delle produzioni e degli artisti della musica per computer.<\/p>\n<p align=\"justify\">Forse pi\u00f9 di molti artisti che fanno della ricerca sonora il loro leit motiv artistico, Jamie Lidell conquista per la sua immediatezza, per la sua ricerca continua s\u00ec, ma del sound perfetto pi\u00f9 che del suono perfetto, per la commistione ardita che propone tra uomo e macchina, per il suo essere show man nonostante l&#8217;algidit\u00e0 degli strumenti utilizzati dal vivo, per il suo mettersi a disposizione della sua voce dolcemente soul. Questo e molto altro rappresenta Jamie Lidell nella musica elettronica di oggi. Una mosca bianca o, come mi dice nella chiacchierata fatta nel backstage della <span class=\"testo_iframebold\">TDK Dance Marathon <\/span>a Milano due settimane fa, una pecora nera. Lidell con il suo ultimo lavoro <span class=\"testo_iframebold\">Multiply<\/span> naturalmente per la Warp Records, ha voluto fissare, tramite l&#8217;eternit\u00e0 digitale di un cd, il suo modo di essere artista e musicista, dopo le passate esperienze quasi noise elettronico con<span class=\"testo_iframebold\"> Christian Vogel<\/span>, come <span class=\"testo_iframebold\">Supercollider<\/span> e con gli amici <span class=\"testo_iframebold\">Arto Linsday e Matthew Herbert<\/span> all&#8217;interno della omonima Big Band, progetto dogmatico di rappresentazione e creazione musicale rigorosamente live e senza uso di suoni campionati.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quando vidi dal vivo la Big Band al Sonar di due anni fa capii inequivocabilmente il motivo per cui Matthew Herbert volle fortemente Jamie Lidell tra le sue fila, e a ben vedere si capisce anche perch\u00e9 Herbert sia stato uno dei primi artefici e fautori della realizzazione di Multiply. Sin dalla title track, per passare infatti a capitoli come &#8220;<span class=\"testo_iframebold\">A little bit more&#8221;, &#8220;What&#8217;s the use&#8221;, &#8220;Music will not last&#8221;, &#8220;Newme, &#8220;The city&#8221; e la stupenda &#8220;This time&#8221;<\/span>, Lidell trasmette in 10 tracce organiche e compatte una incredibile sensazione di freschezza e classe cristallina, rarissima e quasi impossibile, stupefacente in alcuni tratti, per un&#8217;artista che ama esprimersi essenzialmente attraverso l&#8217;elettronica e che produce per un&#8217;etichetta di riferimento come la Warp.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag04\/articoli\/img\/elettronica_mk07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Multiply non fa sconti e non ammette pause, guida l&#8217;ascoltatore in un universo soul e funky di incredibile leggerezza e allegria, magico e suadente come il suo autore. Si sono sprecati i paragoni per Jamie Lidell con i grandi soul man del passato, ma \u00e8 chiaro che con Multiply Lidell ha dimostrato di essere un fenomeno assolutamente unico e originale, con un disco che tra l&#8217;altro \u00e8 stato volutamente prodotto con pochi e scarni arrangiamenti, senza trucchi e filtri, a testimoniare il talento compositivo e intepretativo del suo autore.<\/p>\n<p align=\"justify\">Incontrarlo e poterci parlare non ha fatto altro che confermare la sensazione di una persona estremamente sensibile alle spalle di un artista incredibile. Vederlo dal vivo, su un palco in un suo show, essere coinvolti dalla sua energia e della sua presenza scenica, dalla sua voce e dalle sue movenze, dalla sua capacit\u00e0 di campionare in loop la propria voce e i suoni da lui stesso prodotti, abbandonarsi al flusso emotivo prodotto da quest&#8217;uno e dalle sue poche macchine, senza nessuno sul palco ad aiutarlo e supportarlo musicalmente, pu\u00f2 fare forse intuire la spontaneit\u00e0, il coraggio e l&#8217;onesta di un musicista unico, l&#8217;unico a mio avviso capace di indicare la strada da seguire per una graduale &#8220;umanizzazione&#8221; della musica elettronica attuale.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag04\/articoli\/img\/elettronica_mk01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Mk<\/strong>:\u00a0Ciao Jamie, quali sono a tuo avviso le principali differenze tra questo album e il precedente Muddlin Gear?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Jamie Lidell<\/strong>:<\/span>\u00a0Muddling Gear \u00e8 un lavoro ormai di 4 anni fa e in questo periodo, per fortuna, tutto \u00e8 cambiato e io stesso sono cambiato moltissimo. Muddling Gear rifletteva ci\u00f2 che mi piaceva in quel momento, ci\u00f2 che ero in quel periodo, un lavoro molto vario come stili e generi con un grande uso dell&#8217;elettronica e della tecnica del cut-up, quasi noise in certi passaggi. Ma questo l&#8217;ho gi\u00e0 fatto, non mi interessava pi\u00f9 rifarlo. Avevo voglia di focalizzarmi su qualcosa di completamente nuovo, con maggiore uso di armonia e una totale valorizzazione della mia voce. Come Supercollider non ho mai fatto un vero e proprio album incentrato sulle mie canzoni e sulla mia voce, era importante per me farlo in questo momento della mia carriera, seguendo anche i consigli di Matthew Herbert che da tempo mi spingeva a fare questo album. Mi sono divertito molto a farlo, era importante per me farlo per fissare e mantenere viva in eterno la mia musica e il mio messaggio.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Mk<\/strong>:\u00a0Il titolo dell&#8217;album da idea di complessit\u00e0, di variet\u00e0, di diversit\u00e0. Quanto sono importanti nel tuo lavoro questi concetti, che sembrano banali ma poi in realt\u00e0 non lo sono mai.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Jamie Lidell<\/strong>:\u00a0Sono concetti assolutamente importanti, fondamentali quasi, ma non lo decido a mente fredda. Non mi siedo a tavolino e decido di essere diverso, la mia motivazione, ci\u00f2 che mi spnge \u00e8 di sentire un feeling, un mood e seguirlo. Fare un disco mi costa molte energie, per fare musica e liriche nel modo migliore intendo; \u00e8 molto difficile anche nell&#8217;uso della voce, nel trovare un messaggio, un carattere all&#8217;intero lavoro nella sua complessit\u00e0. E&#8217; molto difficile da ottenere. L&#8217;angolo multiplo del disco e di tutto il mio essere artista \u00e8 una sorta di equilibrio da raggiungere, ma \u00e8 molto difficile per me essere pienamente soddisfatto. Prendi un emozione, seguila, tienila calda, lasciala crescere sotto diversi angoli e diverse prospettive. Questa \u00e8 la strada ma \u00e8 difficilissimo seguirla; in studio sei consapevole che stai registrando sulla pietra, per sempre, e quindi sei costretto a seguire una prospettiva ancora pi\u00f9 complessa e delicata che dal vivo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag04\/articoli\/img\/elettronica_mk05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Mk<\/strong>:\u00a0Come hai scoperto la tua voce?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Jamie Lidell<\/strong>:\u00a0Quando ero un ragazzo sono cresciuto con mia mamma che cantava moltissimo e ascoltava molta musica, classica e orchestrale; ero circondato dalla musica e per me tutto ci\u00f2 \u00e8 stato fondamentale. Cantare ed essere incoraggiato a cantare in chiesa \u00e8 sto poi il passaggio fondamentale; mio nonno ero un Vicario della Chiesa e faceva sermoni e mi ha avvicinato al canto soprattutto di matrice soul. A un certo punto \u00e8 stato chiaro per me che mi piaceva cantare canzoni e trasmettere le mie emozioni tramite le canzoni, la scoprta dell&#8217;elettronica h fatto il resto.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Mk<\/strong>:\u00a0Per molte persone che non sono abituate ad ascoltare elettronica \u00e8 difficile accettare la presenza di una persona che produce musica e suoni tramite un computer. Il tuo modo di usare l&#8217;elettronica da sempre tende a rompere questo schema, tende ad ammorbidire il rapporto tra uomo e macchina<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Jamie Lidell<\/strong>:\u00a0Sicuramente il mio approccio alla musica elettronica \u00e8 piuttosto inusuale. Penso infatti che anche all&#8217;interno della musica creata con i computer sia importante comportarsi in modo performativo quanto pi\u00f9 possibile. E&#8217; sicuramente pi\u00f9 eccitante vedere qualcuno suonare uno strumento, ma nello stesso tempo mi affascina l&#8217;idea di suonare &#8220;strumenti&#8221; elettronici, usare le loro potenzialit\u00e0 e mantenere forte il concetto di performance, soprattutto dal vivo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Mk<\/strong>:\u00a0Cosa \u00e8 per te l&#8217;elettronica? Quante possibilit\u00e0 creative ti fornisce?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Jamie Lidell<\/strong>:\u00a0Beh, sapendo usarla al meglio l&#8217;elettronica mi da tantissime possibilit\u00e0, anche troppe se dovessi seguire la mia immaginazione. Mi piace l&#8217;idea di immediatezza e di liveness che posso raggiungere grazie all&#8217;utilizzo delle macchine, che mi consentirebbe di fare uno show ancora pi\u00f9 folle di quello attuale, usando la voce in maniera ancora pi\u00f9 varia e innovativa. Uso la tecnologie per esplorare i territori della polifonia, anche se mi manca drammaticamente il tempo per fare tutto. Devo andare spesso in tour, mi piace, mi diverto, ma vorrei avere pi\u00f9 tempo per progettare un nuovo show; ci vorrebbero circa 6 mesi per sviluppare tutte le idee che ho in mente.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag04\/articoli\/img\/elettronica_mk06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Mk<\/strong>:\u00a0Jamie tu produci e suoni la tua musica rigorosamente da solo. Hai mai pensato di collaborare con altri musicisti alla tua musica?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Jamie Lidell<\/strong>:\u00a0Io vivo in una citt\u00e0 come Berlino in cui le cose si muovono in maniera molto organica; ho una crew l\u00ec ma abbiamo bisogno di tempo per conoscerci, anche se effettivamente non mi piace lavorare contemporaneamente con troppe persone, troppo difficile trovare quella combinazione speciale necessaria per fare grandi cose. Mi piace per\u00f2 collaborare con persone e artisti che possano arricchire la mia musica, la ma melodia; io non ho una grande cultura e preparazione nella teoria musicale, quindi sono molto attratto dalle collaborazione con tutti quei musicisti che mi migliorano sotto questo punto di vista. Mi reputo molto fortunato a fare quello che faccio e ad avere la possibilit\u00e0 di arricchirmi continuamente.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag04\/articoli\/img\/elettronica_mk02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Mk<\/strong>:\u00a0<\/span>Progetti futuri?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Jamie Lidell<\/strong>:\u00a0In questo momento mi piace molto il progetto della Warp insieme alla London Sinfonietta Orchestra, ma anche con Christian Vogel stiamo iniziando a lavorare a un nuovo album anche se il tempo a disposizione \u00e8 molto poco. Con Matthew Herbert non c&#8217;\u00e8 niente in programma a breve ma lavorer\u00f2 presto con Arto Linsday in un progetto con altri musicisti brasiliani. Sar\u00e0 difficile farsi accettare da questi grandi musicisti e non so se saranno felici di fare jam session con me, sai una cosa del tipo &#8220;ma chi \u00e8 questo ragazzo bianco, da dove diavolo arriva&#8221;? Sar\u00e0 un&#8217;esperienza folle, un free jazz ensamble di 15 elementi, sono un po&#8217; nervoso ed eccitato all&#8217;idea. Non so cosa accadr\u00e0, ma sono elettrizzato all&#8217;idea.<\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jamie Lidell \u008f artista anomalo nel panorama della musica elettronica internazionale. 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