{"id":9766,"date":"2005-06-05T12:00:00","date_gmt":"2005-06-05T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-004\/italiano-fantasmi-contemporanei-dellarte-relazionale\/"},"modified":"2020-10-13T17:34:12","modified_gmt":"2020-10-13T16:34:12","slug":"italiano-fantasmi-contemporanei-dellarte-relazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-004\/italiano-fantasmi-contemporanei-dellarte-relazionale\/","title":{"rendered":"Fantasmi Contemporanei Dell&#8217;arte Relazionale"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Ti immagino\u0085 \u00e8 facile\u0085 ti vedo! E vedo lei!<br \/>\nHo due minuti, due minuti del vostro tempo lineare\u0085<br \/>\nSono perseguitata dalla vostra immaginazione e questo \u00e8 quello che voglio da voi.<br \/>\nNon sono qui per farvi divertire, siete voi a essere qui per far divertire me\u0085<\/p>\n<p>Annlee<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Un fantasma \u00e8 una figura che fluttua fra presenza e assenza, generata dall&#8217;immaginario. Essa si manifesta in una zona di confine, in una terra di nessuno, tra il fisico e il metafisico, in un tempo sospeso. Esso \u00e8 interprete fra due mondi, o l&#8217;intermediario tra realt\u00e0 e finzione. Un volto di bambina, malinconico e vagamente sinistro, ci si presenta davanti agli occhi. Vedendo l&#8217;animazione tridimensionale proiettata, si ha la percezione che il rapporto tra osservatore e oggetto osservato sia invertito: ci si sente osservati e referenti diretti del discorso che sentiamo pronunciare.<\/p>\n<p>Inizialmente non \u00e8 chiaro se la voce che udiamo provenga dal personaggio stesso o sia una voce fuori campo, essa definisce Annlee, questo \u00e8 il nome della presenza, e connota la sua esistenza come segno. Annlee ci osserva ammaliante e inquietante, come un fantasma, e pare voler interagire con noi. In questo video strutturato in due parti si verificano continuamente rallentamenti delle voci, cambiano i punti di vista, e vengono alla mente diverse possibili interpretazioni. Questo \u00e8 l&#8217;universo che ci viene presentato nel video<span class=\"testo_iframebold\"> Two Minutes Out of Time, di Pierre Huyge.<\/span><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag04\/articoli\/img\/videoart_tizianagemin04.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>In un altro video dello stesso autore, <span class=\"testo_iframebold\">One Million Kingdoms,<\/span> lo stesso personaggio cammina senza mai fermarsi in un paesaggio lunare. E racconta di un viaggio, mentre incede, e le sue parole prendono forma visiva in curve grafiche, o &#8220;montagne&#8221;, che emergono durante il cammino dai picchi audio della sua stessa voce. Ci\u00f2 che viene raccontato \u00e8 tratto da un progetto di documentario, dove la voce narrante, distorta, \u00e8 ricavata da quella dell&#8217;astronauta Neil Armstrong, che partecipa ad un progetto di spedizione in Islanda utilizzando come guida il romanzo Viaggio al centro della terra di Jules Verne.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questi due video fanno parte di un progetto pi\u00f9 ampio del francese Huyge, in collaborazione con altri artisti che hanno aderito alla proposta. Il titolo dell&#8217;intera operazione \u00e8: <span class=\"testo_iframebold\">No Ghost Just a Shell<\/span> &#8211; Non un fanatsma, solo un guscio. Tutto comincia nel 1999, quando Huyge, assieme a <span class=\"testo_iframebold\">Philippe Parreno<\/span>, acquista i diritti di un personaggio della societ\u00e0 giapponese Kworks, la quale vende personaggi virtuali destinati ad animazioni a scopo commerciale. Il prezzo di tale immagine ammonta ad una cifra irrisoria: 4600 yen (circa 30 euro). E il motivo del basso costo sta nel fatto che il personaggio in questione, da catalogo, era destinato a ricoprire ruoli secondari nei cartoon e videogame, ed era dunque stato creato senza qualit\u00e0, senza storia; un personaggio appena abbozzato, anche nei lineamenti.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag04\/articoli\/img\/videoart_tizianagemin06.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ciascun artista coinvolto nel progetto ha creato un film d&#8217;animazione, con il personaggio come soggetto. Ogni film scrive parte della storia di Annlee, quella storia che non \u00e8 mai esistita precedentemente, che non \u00e8 mai stata scritta; ed essendo costruita da un&#8217;insieme di voci diverse e secondo criteri narrativi diversi, non pu\u00f2 essere una storia lineare ed unitaria, bens\u00ec pluralistica. Attorno a lei si forma una comunit\u00e0 di artisti, e lei \u00e8 formata dalla comunit\u00e0 stessa. La sua personalit\u00e0, la sua biografia, corrisponderanno agli usi che altri hanno immaginato per lei.<\/p>\n<p>Pezzo dopo pezzo la sua storia viene costruita, partendo da una memoria multipla, e Annlee ha finalmente il suo passato di fronte a s\u00e9. A quel punto Huyge e Parreno lavorano con un avvocato, per creare un contratto che consenta loro di disfarsi dei diritti, perch\u00e9 il segno Annlee non appartenga a nessun altro che a s\u00e9 stesso. La fine di questa fiaba contemporanea avviene col trasferimento legale della propriet\u00e0 del copyright del segno Annlee al personaggio stesso. E si celebra la sua scomparsa, in uno sfavillio di fuochi d&#8217;artificio, nel dicembre 2002. Il personaggio sparisce per sempre, portando con s\u00e9 il proprio diritto d&#8217;autore. E&#8217; la celebrazione della scomparsa di un segno.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag04\/articoli\/img\/videoart_tizianagemin02.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Se l&#8217;operazione di creazione corale all&#8217;interno di un unico progetto ha potuto funzionare, lo si deve proprio a quella &#8220;assenza&#8221; di base che caratterizza il personaggio, e che rende possibile la libert\u00e0 interpretativa che solo il vuoto offre.<br \/>\nIl segno Annlee \u00e8 come un guscio(shell), e proprio tale conformazione rende possibile il suo riempimento. Annlee verr\u00e0 letta come un segno neutro che non possiede un significato proprio, e che in virt\u00f9 di questa sua neutralit\u00e0 consente anche letture contraddittorie del suo significato; \u00e8 il contrario di un logo. La sua essenza viene ristabilita di volta in volta, in ogni interpretazione diversa; essa \u00e8 un&#8217;immagine dinamica, che esplora mondi multipli.<\/p>\n<p align=\"justify\">Annlee funziona inoltre come oggetto di legame, che rende possibile il formarsi di una comunit\u00e0 di persone che lavorano parallelamente alla sua declinazione. E&#8217; un&#8217;indagine su come la finzione possa generare una nuova realt\u00e0, piuttosto che inaugurare un regno della virtualit\u00e0. E mostra cos\u00ec che ci\u00f2 che \u00e8 significativo per Huyge \u00e8 il percorso, le esperienze lungo il cammino, le situazioni che nascono dall&#8217;usare questo segno come strumento visivo di collegamento fra soggettivit\u00e0 plurime. L&#8217;accento non \u00e8 sull&#8217;oggetto, bens\u00ec sull&#8217;azione corale, su un&#8217;arte quindi relazionale; come se si cercasse la spinta per uscire da una monumentalizzazione degli oggetti d&#8217;arte.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag04\/articoli\/img\/videoart_tizianagemin03.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Huyge crea progetti eterogenei utilizzando varie tecniche e vari materiali, cercando di dimostrare che in ciascuna situazione \u00e8 possibile agire attivamente; cerca di dare vita ad una emancipazione del fruitore dell&#8217;opera da schemi di interpretazione preconfezionati. E per fare ci\u00f2 crea situazioni, pi\u00f9 che rappresentazioni chiuse in se stesse.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sul lavoro di Pierre Huyge \u00e8 uscito nel 2004 il catalogo delle mostra che si \u00e8 tenuta nello stesso anno al Castello di Rivoli (edizioni Skira).<\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un fantasma \u008f una figura che fluttua fra presenza e assenza, generata dall&#8217;immaginario. Essa si manifesta in una zona di confine, in una terra di nessuno, tra il fisico e il metafisico, in un tempo sospeso. Esso \u008f interprete fra due mondi, o l&#8217;intermediario tra realt\u0088 e finzione. 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