{"id":9737,"date":"2005-06-05T12:00:00","date_gmt":"2005-06-05T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-003\/italiano-lo-strano-caso-di-serpica-naro\/"},"modified":"2020-10-13T17:32:09","modified_gmt":"2020-10-13T16:32:09","slug":"italiano-lo-strano-caso-di-serpica-naro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/italiano-lo-strano-caso-di-serpica-naro\/","title":{"rendered":"Lo strano caso di Serpica Naro"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><em>Essere fluidi come l&#8217;acqua, ma all&#8217;occasione colpire duro come la tibia di un pugile Thai \u00a0<\/em><em>(Luther Blissett)<\/em><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframe\">Precario \u00e8 santo e hacktivista. Non ci sono dubbi. Si \u00e8 \u201cinfiltrato\u201d silenziosamente nei meccanismi del fashion system milanese, materializzandosi miracolosamente presso il <strong>Cavalcavia Bussa<\/strong>, durante la serata conclusiva della settimana della moda (19\/02 al 27\/02). Tutti si attendevano <strong>Serpica Naro, una stilista anglonipponica con la passione dell\u2019underground<\/strong>. Ma qualcuno ha annunciato: Serpica Naro non esiste. E\u2019 solo l\u2019anagramma di San Precario. Una beffa nella quale sono caduti giornalisti e specialisti del settore, servizio d\u2019ordine e digos, blog e mailinglist &#8211; Luther Blissett ha fatto scuola.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframe\"> Un falso cos\u00ec ben concepito da risultare assolutamente credibile \u2013 non si assisteva a niente del genere dal <strong><em>Nike Ground Project<\/em> \u00e8 degli 0100101110101101.org<\/strong>. Un vero e proprio hack, con cui <strong>il santo ribelle\/stilista NonConform<\/strong> ha voluto dichiarare aperta la stagione della cospirazione precaria. <\/span><\/p>\n<p>La singolare biografia di <strong>Serpica Naro, le riviste e i siti che parlano di lei e del suo stile<\/strong><span class=\"testo_iframe\">, il suo look book, i buyer, l\u2019ufficio stampa, lo show room, l\u2019ufficio di corrispondenza a Tokyo. Tutto architettato per accedere al <strong>circuito ufficiale \u201cMilano Moda Donna\u201d<\/strong>. Cos\u00ec ben realizzato da sedurre e affascinare persino la Camera della Moda che ha infatti concesso, senza esitare, tutti i permessi necessari. E questo \u00e8 stato solo l\u2019inizio. Affinch\u00e9 non vi fosse il bench\u00e9 minimo sospetto riguardo alla vera identit\u00e0 della stilista e i media si accorgessero proprio di lei tra la marea (100 da tutto il mondo) di altri brand, si \u00e8 fatto in modo che San Precario e gay le fossero contro. Questa &#8220;contrapposizione contestativa&#8221; cos\u00ec \u00e8 definita nella cartella stampa messa a disposizione in rete &#8211; l\u2019avrebbe resa certamente unica, inconfondibile, e degna di attenzione. A due notizie l\u2019onore di scatenare la mobilitazione dei precari (ovviamente fittizia) e le proteste e i comunicati polemici dei gay (assolutamente reali). Una, vera ma provocatoria: Serpica Naro avrebbe sfilato all\u2019interno di un centro sociale &#8211; che gi\u00e0 di per s\u00e9 \u00e8 un fatto eccezionale. L\u2019altra, falsa ma scabrosa: nel 2001 la stilista si sarebbe finta attivista gay solo per usare le immagini di alcuni membri della comunit\u00e0 omosessuale giapponese a fini pubblicitari. <\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/serpica2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-25555\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/serpica2.png\" alt=\"serpica2\" width=\"680\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/serpica2.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/serpica2-300x264.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframe\">Alla sfilata, come ampiamente previsto, c\u2019erano tanti curiosi, giornalisti e telecamere. Non c\u2019era la tanto attesa stilista ma i suoi capi in <strong>perfetto stile Serpica Naro<\/strong> hanno sfilato lo stesso al grido di <strong>\u201cwe are not low class, we are not high class, we are the new class\u201d<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframe\"><strong>Sulle passerelle della Pergola, 8 modelli<\/strong> &#8220;che rappresentano con sarcasmo alcuni aspetti della precariet\u00e0&#8221;. Abiti che nascondono la maternit\u00e0 per non essere licenziate, gonne anti-mano morta piene di trappole per topi, minigonne sexy per fare carriera pi\u00f9 in fretta, abiti da sposa per donne senza cittadinanza italiana, perch\u00e9 l\u2019unico modo per averla \u00e8 sposare un italiano; tute da lavoro che nascondono il pigiama, per essere sempre pronti a lavorare notte e giorno, abiti double face per chi fa due lavori e quelli antistress per quando sei sfinito dalla fatica, le magliette con il numero di giorni che mancano al licenziamento. Per finire le \u201dvere produzioni di chi lavora come precario del textil design ma schifa i circuiti ufficiali della moda&#8221;: i modelli autoprodotti della linea londinese Sailor Mars, la \u201cIndustrial Couture\u201d milanese, la collezione spagnola di Yo Mango. Veramente spettacolare\u2026<\/span><\/p>\n<p>&#8221; San precario non \u00e8 una icona ma una relazione&#8221;, ha dichiarato una precaria della moda e dello spettacolo. Che anche il suo avatar lo fosse \u00e8 risultato chiaro gi\u00e0 alla sfilata. Ma quello era solo un assaggio. Come nelle intenzioni di chi ha ideato tutto questo, all\u2019inizio solo per gioco, <strong>Serpica Naro diventer\u00e0 un brand aperto a nuove forme di cooperazione<\/strong> &#8211; il logo gi\u00e0 esiste ed anche il marchio \u00e8 stato registrato -, un l(u)ogo di reti di autoproduzioni tessili, di condivisione dei saperi, di creativit\u00e0 e immaginario di contrapposizione alla moda.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframe\">I materiali saranno tutti raccolti nel laboratorio\/sito ufficiale della finta stilista, <strong>a condizione di essere \u201copen source\u201d<\/strong>, come il software Linux, cio\u00e8 copiabile e riproducibile. Tutti quelli che si riconosceranno in questo metabrand, potranno firmarsi Serpica Naro, proprio come accadeva con l\u2019identit\u00e0 collettiva di Luther Blissett. <\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/serpica4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/serpica4.png\" alt=\"serpica4\" width=\"680\" height=\"496\" \/><\/a><\/p>\n<p><em><span class=\"testoscuro\">Pura arte marziale: usare la forza (e l&#8217;imbecillit\u00e0) del nemico rivolgendogliela contro\u00a0 (Luther Blissett)<\/span><\/em><\/p>\n<p>L\u2019ultimo miracolo di San Precario ha proprio tutto quel che serve per essere considerato un hack, uno di quelli che non necessitano di particolari conoscenze tecniche informatiche, perch\u00e9 come facevano notare tempo fa gli 0100101110101101.org, l\u2019epoca dell\u2019hardware e del software \u00e8 finita da un bel pezzo. Nell\u2019epoca dell\u2019infoware vi sono altri modi efficaci ma soprattutto \u201cnon convenzionali\u201d per trasmettere le proprie idee. To hack, inteso nel suo significato di \u201caprire\u201d e \u201cdissezionare\u201d, in effetti, \u00e8 proprio questo: una soluzione \u201cnon convenzionale\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come spiegava Florian Cramer in una vecchia intervista<\/strong>, qualcosa di molto simile a &#8220;un trucco, veloce e sporco, ma che funziona perfettamente&#8221; (se non hai un telecomando puoi usare un manico di scopa), oppure al &#8220;lavoro di un genio&#8221; (ottenere con 10 linee di codice ci\u00f2 che un altro ottiene con 100). Serpica Naro \u00e8 entrambe le cose. Ed \u00e8 soprattutto \u201cgeniale\u201d perch\u00e9 dimostra che chi \u00e8 pagato 5 euro l\u2019ora pu\u00f2 fare concorrenza a chi guadagna cifre gigantesche; pu\u00f2 realizzare con poche migliaia di euro e in poco pi\u00f9 di tre settimane, ci\u00f2 che i grandi marchi realizzano in molto pi\u00f9 tempo e spendendo milioni di euro; che<strong> &#8220;quello che lo sfiancato fashion system impiega mesi a prendere dalla strada, la strada lo produce ridendo e scherzando in poche ore&#8221; (S. Messina).<\/strong><\/p>\n<p>Per quanto un sistema sia inattaccabile, ha un tallone d&#8217;Achille. Per mettere in crisi un sistema, si possono ritorcere contro di esso i suoi stessi procedimenti. Questi sono i presupposti per realizzare un buon hack. Ed infatti \u00e8 sfruttando questi talloni, e Internet come cavallo di Troia, che Luther Blissett s\u2019introduce nelle architetture mediatiche cos\u00ec come <strong>0100101110101101.org<\/strong> in quelle del sistema dell\u2019arte ufficiale: per sovvertirle dall\u2019interno con le loro stesse armi. San Precario ha fatto lo stesso. Ha sfruttato \u201cdebolezze, peculiarit\u00e0 e caratteristiche nascoste\u201d del sistema moda per scavalcarne e aggirarne i limiti imposti. &#8220;Ha giocato la beffa sul terreno preferito dal mondo modaiolo, la comunicazione, la provocazione, e il rovesciamento dell\u2019immaginario con cui i grandi marchi si appropriano di linguaggi e culture dell\u2019underground&#8221; (C. Jampaglia).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/serpica5.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-25557\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/serpica5.png\" alt=\"serpica5\" width=\"680\" height=\"861\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/serpica5.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/serpica5-236x300.png 236w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ha costruito informazioni, le ha diffuse in maniera virale sia in piazza che in rete. Ha utilizzato il meccanismo perverso dei media per attirare l\u2019attenzione su una stilista inesistente e cos\u00ec facendo ha dimostrato di conoscere molto bene anche l\u2019arte della guerriglia mediatica che, come sosteneva Luther Blissett, &#8221; \u00e8 la realizzazione di un gioco all&#8217;inganno reciproco, una forma di cooptazione dei media in una trama impossibile da cogliere e da comprendere, una trama che fa cadere i mass media vittime della loro stessa prassi&#8221;. Il detournament e il falso, l\u2019improbabile e l\u2019assurdo e persino la beffa. Queste sono le tattiche comunicative \u201cnon convenzionali\u201d pi\u00f9 utilizzate da <strong>0100101110101101.org e Guerriglia Marketing<\/strong> per ottenere il massimo della visibilit\u00e0 con il minimo degli sforzi e degli investimenti.<\/p>\n<p><strong>Di queste stesse tecniche si \u00e8 servito anche San Precario a Milano<\/strong> e pi\u00f9 o meno per gli stessi scopi, prima tra tutti ottenere la visibilit\u00e0 di tutti &#8220;quegli invisibili che popolano il mondo della moda e che lo rendono possibile con il loro lavoro, la loro creativit\u00e0 e le loro competenze&#8221; (A. M. Monteverdi). Grazie ad un falso \u00e8 riuscito a superare tutti gli ostacoli di questo grande \u201cCastello\u201d che \u00e8 la Settimana della Moda, &#8220;le sue torri d&#8217;osservazione, le sue guardie ad ogni porta&#8221;. Ha svelato beffandolo che il suo prestigio \u00e8 vapore e, come se non bastasse, ne ha alterato (de-formato) il senso, attribuendogliene un altro; l\u2019ha adattato, anche se solo per breve tempo, attraverso uno sviamento, un sabotaggio, un dirottamento (e il detournament non \u00e8 altro che questo) a nuove intenzioni.<\/p>\n<p><strong>San Precario ha infatti trasformato la Settimana della Moda,<\/strong> da avamposto ideologico, struttura formale, rete logistica &#8220;attraverso la quale si propaganda e si favorisce un&#8217;organizzazione sociale fondata sul consumo futile e reiterato, su immaginari funzionali a valori come la competizione, l&#8217;atomizzazione dell&#8217;individuo, il superfluo e su un controllo diffuso legato a meccanismi neo medioevali&#8221;, in un luogo temporaneo di condivisione, cooperazione e relazione. Ha messo in scena una economia che funziona secondo logiche diverse, un meccanismo diverso di produzione controllato dal basso.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/serpica6.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-25558\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/serpica6.png\" alt=\"serpica6\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/serpica6.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/serpica6-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ha reso quelle passerelle uno spazio di protesta creativa e propositiva: non ha solo criticato il modello dell&#8217;economia del marchio, &#8220;in nome del quale si giustificano gerarchie e strutture di potere immorali, oltre che insensate&#8221; (A.M. Monteverdi), <strong>ma ha anche proposto come alternativa il metabrand Serpica Naro.<\/strong><\/p>\n<p>Efficace e anche vincente, perch\u00e9 come sosteneva Luther Blissett: &#8220;il Multiplo ha un infinit\u00e0 di corpi, molti dei quali resteranno in vita nonostante la morte di alcuni altri&#8221;&#8230;<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.serpicanaro.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.serpicanaro.com<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.settimanadellamoda.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.settimanadellamoda.it<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.lutherblissett.net\/archive\/478_it.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.lutherblissett.net\/archive\/478_it.html<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.serpicanaro.com\/press\/operazioness_web.zip\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.serpicanaro.com\/press\/operazioness_web.zip<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/italy.indymedia.org\/print.php?id=739415&amp;comments=yes%20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">italy.indymedia.org\/print.php?id=739415&amp;comments=yes <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.0100101110101101.org\/texts\/telepolis_copy2-it.html;%20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.0100101110101101.org\/texts\/telepolis_copy2-it.html<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.d-i-n-a.net\/2002\/txt\/florian_interview_p.html;%20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.d-i-n-a.net\/2002\/txt\/florian_interview_p.html<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.radiogladio.it\/fosforo\/feb05.htm;%20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.radiogladio.it\/fosforo\/feb05.htm<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.liberazione.it\/giornale\/050227\/LB12D6C1.asp\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.liberazione.it\/giornale\/050227\/LB12D6C1.asp<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.cut-up.net\/cms\/index.php?option=articles&amp;task=viewarticle&amp;artid=386&amp;Itemid=3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.cut-up.net\/cms\/index.php?option=articles&amp;task=viewarticle&amp;artid=386&amp;Itemid=3<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Precario \u00e8 santo e hacktivista. 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