{"id":9721,"date":"2005-06-05T12:00:00","date_gmt":"2005-06-05T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-002\/italiano-tatiana-manipolatore-di-immagini\/"},"modified":"2020-10-13T17:06:00","modified_gmt":"2020-10-13T16:06:00","slug":"italiano-tatiana-manipolatore-di-immagini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-002\/italiano-tatiana-manipolatore-di-immagini\/","title":{"rendered":"Tatiana, Manipolatore Di Immagini"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Potete averlo visto creare atmosfere orrorifiche nei sotterranei della Cueva, lo squatt della Topolin Edizioni a Milano. Oppure gestire animazioni sofisticate e poetiche al Netmage di Bologna, tra la creme della sperimentazione audiovisiva internazionale. Tatiana \u00e8 un manipolatore di immagini che saltella disinvoltamente tra le tecniche, le tecnologie e i linguaggi. In questo suo girovagare ha attraversato alcune tra le esperienze fondamentali del live media italiano, come Sun Wu Kung e Box, e progetti pi\u00f9 oscuri, underground e radicali, come i Mercoled\u00ec. Insomma, una figura interessante con cui fare una chiacchierata.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Bertraim Niessen<\/strong>:<\/span> Hai attraversato alcuni dei progetti seminali per i live media in Italia negli ultimi anni. Come pensi che sia cambiata la tua attivit\u00e0 in questo campo?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Tatiana<\/strong>:<\/span> Io nasco come disegnatore, quindi il mio approccio al video \u00e8 stato molto estetico. In quest&#8217;ottica il vjing poteva dare soddisfazione. Non avevo neanche la cultura musicale per immaginarmi qualcosa di pi\u00f9. Ora i lavori che faccio sono molto antiestetici. Completamente basati sul ritmo e sul suono. In mezzo c&#8217;\u00e8 stato di tutto. Soprattutto dal punto di vista della performance. Sicuramente l&#8217;ambito della performance condiziona molto le proprie ambizioni, soprattutto per quello che riguarda l&#8217;impatto emotivo. Tutte le situazioni ti influenzano, e ti fanno immaginare delle cose. Ci sono situazioni ufficiali, Netmage per dirne una su tutte, in cui puoi trovare la soddisfazione di un&#8217;organizzazione competente, che quindi ti assicura una pulizia spesso difficile da trovare. In situazioni di questo tipo sai di trovare materiale tecnico perfetto, pulizia del suono, rispetto per il proprio lavoro e capacit\u00e0 di giudizio. Eppure al tempo stesso trovo sempre pi\u00f9 che situazioni di questo tipo si richiudano su se stesse, come se la paura di non essere capiti si trasformasse nella paura di esporsi. Il pubblico di queste manifestazioni diventa subito settario e troppo attento a qualcosa che forse ha comunque ancora bisogno di aria e libert\u00e0. Questo tipo di manifestazioni diventano spesso il momento in cui non sbagliare, e quindi le esibizioni rischiano di diventare un compito da preparare e svolgere alla perfezione. Questo secondo me fa perdere di freschezza, dal punto di vista dell&#8217;autore, e fa perdere la sorpresa allo spettatore. Tutto diventa prevedibile e scontato, anche nella sua bellezza straordinaria.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag02\/articoli\/img\/audiovideo_bertramniessen03.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-size: xx-small;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ho lavorato in posti al confine della realt\u00e0. I soldi mi hanno portato a lavorare spesso per situazioni tipo <span class=\"testoscuro\">Base crash<\/span> o <span class=\"testoscuro\">Colazione da tiffany<\/span>, serate house per gente &#8220;molto vogliosa di divertirsi&#8221;. Gente con cui io personalmente non riuscivo ad avere approcci di nessun tipo. Eppure ti devo dire che queste sono le situazioni che mi hanno anche fatto pi\u00f9 immaginare la potenza del video, della trasmissione di qualcosa in un momento particolare. In queste occasioni il pubblico che hai davanti non ha assolutamente la cognizione per capire quello che stai facendo. E soprattutto non ne ha la voglia. Eppure con la sua indifferenza in realt\u00e0 \u00e8 un perfetto reagente al lavoro che stai facendo. Perch\u00e9 ne viene condizionato in maniera disinteressata, e quindi le reazioni che ne scaturiscono sono molto pi\u00f9 sincere, stimolanti e inaspettate. A quel punto \u00e8 molto pi\u00f9 divertente sfidare dei limiti, quindi hai pi\u00f9 idee nel corso della performance. Ovviamente anche queste situazioni sono nauseanti e limitanti, infatti ho smesso, per fortuna. Per\u00f2 questo discorso serve a far capire che personalmente trovo noioso andare nella maggior parte dei posti milanesi e trovare sempre la stessa musica e lo stesso vjing di accompagnamento, ma trovo altrettanto noioso trovare a Netmage o comunque nelle residenze dell&#8217; &#8220;arte&#8221; ufficiale, sempre la stessa identica raffinatezza. Per tornare al come \u00e8 cambiata la mia attivit\u00e0 tramite l&#8217;esperienza, ti posso dire che la cosa che mi diverte pi\u00f9 fare ultimamente \u00e8 suonare in posti tipo <span class=\"testoscuro\"> La Cueva<\/span>, e magari non sapere esattamente cosa sto andando a fare e per quanto devo suonare. Magari trover\u00f2 un impianto da mani nei capelli, ma ho la possibilit\u00e0 di sorprendermi, sia per quello che potr\u00e0 uscire da me, sia per come reagir\u00e0 la gente.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Bertraim<\/strong>:<\/span> Quali pensi che siano le peculiarit\u00e0 poetiche e tecniche dei tuoi lavori?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Tatiana<\/strong>:<\/span> Non lo so. Posso dirti che penso di essere affascinato dall&#8217;idea di infastidire, quindi per quanta cura e pulizia possa mettere dietro a un lavoro, l&#8217;intento celato \u00e8 sempre quello. Fosse per me chiuderei tutti in una cantina a stare male. A livello tecnico tento sempre di non averne nessuna. Cerco sempre di cambiare e far prevalere l&#8217;idea del momento, e quindi di adottare la tecnica migliore per realizzarla. Spesso affidandomi ad altri, che magari possono essere pi\u00f9 competenti per realizzare qualcosa che hai in testa ma non sai bene come affrontare.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Bertraim<\/strong>:<\/span> Da quali, verso quali e attraverso quali territori musicali\/visivi senti di muoverti?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Tatiana<\/strong>:<\/span> Non ne ho idea. Mi piace l&#8217;idea di decontestualizzare continuamente. Quindi nel momento in cui sento che una cosa \u00e8 troppo presente cerco di trovare il suo opposto. Giusto per confondere nuovamente le idee. Forse arrivo, sono e mi muovo verso la confusione.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Bertraim<\/strong>:<\/span> Se dovessi trovare degli elementi base nel tuo lavoro (concettuali, estetici, metodologici, etc), quali evidenzieresti? Ad esempio io, per quello che ho visto, direi che la poetica del cut-up rimane un tratto distintivo molto forte&#8230;per\u00f2 ci sono anche i disegni per le favole cattive&#8230;<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Tatiana<\/strong>:<\/span> Se vuoi uno degli elementi base del mio lavoro \u00e8 proprio l&#8217;idea di lavorare spesso con altra gente. Questo ti porta ad un continuo scambio di esperienze e quindi a sempre nuovi punti di vista verso il proprio lavoro. In questa maniera hai sempre a che fare con nuovi mezzi e possibilit\u00e0, e stai su ognuno finche senti che ti possa dare qualcosa. Quindi magari parti da lavori molto estetici, composti di animazioni molto laboriose, per arrivare all&#8217;impatto freddo del cut-up, che ti permette per\u00f2 di avere a tua disposizione la possibilit\u00e0 di avere un materiale infinito, quindi pi\u00f9 mezzi. Molto sta anche nel vedere quello che succede e viverlo attraverso le esperienze precedenti. Magari senti cos\u00ec tanto il bisogno di reazione immediata della macchina che inizi a lavorare ad una risoluzione di 180&#215;120, e poi ti accorgi che esteticamente il prodotto \u00e8 interessante e ti pu\u00f2 far venire in mente nuove cose.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag02\/articoli\/img\/audiovideo_bertramniessen04.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Bertraim<\/strong>:<\/span> Quanto conta l&#8217;interazione stretta tra audio e video per te?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Tatiana<\/strong>:<\/span> Moltissimo, anche perch\u00e9 \u00e8 il passo avanti che si pu\u00f2 fare in questo momento. Comunque non \u00e8 l&#8217;unica sfida. Dopo aver fatto integrare audio e video, c&#8217;\u00e8 da far integrare audio-video e spazio, e poi questi con la gente, l&#8217;ambiente, l&#8217;ora e tutto il resto che pu\u00f2 venire. Sicuramente si deve fare molto di pi\u00f9. Gi\u00e0 parlare di audio-video mi sembra stia diventando una convenzione.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Bertraim<\/strong>:<\/span> Qual \u00e8 la portata della liveness nei tuoi lavori (cio\u00e8 &#8220;la liveness \u00e8 tutto&#8221; o &#8220;la liveness non conta&#8221;, o un compromesso tra le due cose)<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Tatiana<\/strong>:<\/span> Semplicemente penso che se si fa live, ci debba essere un motivo per farlo live. Se no \u00e8 meglio registrare, soprattutto nel caso tu ti debba esibire con un lavoro che non ti lascia inventiva nel live. Perch\u00e9 se no si ritorna al discorso del compitino da eseguire senza errori. Penso che la scelta di esibire un lavoro live debba essere dettata dalla possibilit\u00e0 di interazione con l&#8217;ambiente che ti circonda. Ultimamente uso le tecniche imparate nel live per registrare. E faccio i miei video &#8220;registrati&#8221; cos\u00ec. Live. Quindi le cose si mischiano continuamente. Si ritorna alla confusione.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Bertraim<\/strong>:<\/span> C&#8217;\u00e8 differenza per te nel lavoro di vjing e in quello di live media? Quale? E come cambia in base a ci\u00f2 il tuo metodo?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Tatiana<\/strong>:<\/span> Secondo me c&#8217;\u00e8 molta differenza nell&#8217;approcio e nella consapevolezza di quello che si fa. Questo \u00e8 un po&#8217; lo scoglio da abbattere, dal punto di vista di chi fa video ma molto anche dal punto di vista di chi fa musica accompagnata da video. E da chi organizza musica e video. Una volta risolti questi problemi secondo me possono venire meno anche termini come live-media, vjing, performance o installazione. Io la vedo pi\u00f9 come il tentativo di creare atmosfere interessanti. Che siano di intrattenimento o qualcosa di pi\u00f9. Secondo me \u00e8 incredibile per esempio che a nessuno venga mai voglia di fare installazioni video, anche magari nei centri sociali, dove la libert\u00e0 creativa \u00e8 teoricamente assoluta, non c&#8217;\u00e8 mai il guizzo di presentare la cosa in una forma diversa. Ci si lega subito alla moda del momento, e la si succhia fino alla nausea. Se \u00e8 regge che sia regge, se \u00e8 techno che sia techno, se \u00e8 vjing che sia vjing, se \u00e8 live media che sia live media&#8230;.. che palle!.\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Potete averlo visto creare atmosfere orrorifiche nei sotterranei della Cueva, lo squatt della Topolin Edizioni a Milano. 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