{"id":9716,"date":"2005-06-05T12:00:00","date_gmt":"2005-06-05T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-002\/italiano-bill-viola-esplora-le-nostre-passioni\/"},"modified":"2020-10-13T17:04:59","modified_gmt":"2020-10-13T16:04:59","slug":"italiano-bill-viola-esplora-le-nostre-passioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-002\/italiano-bill-viola-esplora-le-nostre-passioni\/","title":{"rendered":"Bill Viola Esplora Le Nostre Passioni"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframe\">Dal 4 Febbraio al 15 Maggio la Fundaci\u00f3n La Caixa di Madrid in Spagna ospita gli ultimi lavori del videoartista &#8211; performer americano Bill Viola, lavori che ha voluto raggruppare sotto un&#8217;unica denominazione:<\/span><span class=\"testoscuro\"> Le Passioni<\/span><span class=\"testo_iframe\">. Vedremo quindi opere elettroniche video-musicali come<\/span><span class=\"testoscuro\"> L&#8217;incrocio<\/span><span class=\"testo_iframe\"> del 1996, <\/span><span class=\"testoscuro\">Sei teste<\/span><span class=\"testo_iframe\"> del 2000, <\/span><span class=\"testoscuro\">Montagna silenziosa<\/span><span class=\"testo_iframe\"> del 2001,<\/span><span class=\"testoscuro\"> Emersione e Quintet<\/span><span class=\"testo_iframe\"> del 2002, esplorando l&#8217;alimentazione e la complessit\u00e0 delle emozioni umane stordendo visivamente e afferrando psicologicamente la nostra anima. Parlare di questa mostra \u00e8 come entrare in contatto psicologico e fisico con il nostro conscio e il nostro inconscio, \u00e8 come essere al centro del mondo videoartistico, \u00e8 un&#8217;emozione per me come estimatore dell&#8217;artista da quando per la mia tesi ho scoperto che la videoarte \u00e8 pittura, scultura, suono, performance, trasfigurazione ed empatia plurisensoriale ma soprattutto una grande conquista per esprimere a 360 gradi tutto quello che l&#8217;essere umano \u00e8 in grado di concepire.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframe\">Facciamo un passo indietro nella storia. Ritornando all&#8217;evoluzione della videoarte, negli anni settanta Viola ha mosso i suoi primi passi accanto a personaggi ancora oggi sulla scena internazionale come Paik, Fabrizio Plessi, Joseph Beuys, Gilbert &amp; George, Bruce Nauman, Vito Acconci, Dennis Oppenheim, Peter Campus, Richard Serra, Marina Abramovic, John Baldessari, Richard Foreman, William Wegman. E&#8217; l&#8217;inizio della rivoluzione tecnologica; vengono creati i primi microprocessori della Intel (1971), la Sony mette sul mercato le prime videocamere portatili (1972), la prima telecamera a colori portatile (1974), nasce la Microsoft (1975). La diffusione di strumentazione adatta alla libera realizzazione dei video favorisce questa arte, dalla facilit\u00e0 e alla economicit\u00e0 dei mezzi tecnicamente disponibili, e dall&#8217;altra parte dai centri che nasceranno in diverse parti del mondo. Fra questi centri va ricordato l&#8217; italiano <\/span><span class=\"testoscuro\">Art\/Tapes\/22<\/span><span class=\"testo_iframe\"> di Firenze, diretto da<\/span><span class=\"testoscuro\"> Maria Gloria Bicocchi<\/span><span class=\"testo_iframe\">, dove lavor\u00f2 dal &#8217;74 al &#8217;76 proprio Bill Viola. Gli Stati Uniti furono come sempre all&#8217;avanguardia, grazie alla struttura delle fondazioni e all&#8217;apertura mentale delle direzioni dei grandi musei come il MOMA (Museum Of Modern Art) di New York e di Gallerie.<\/span><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag02\/articoli\/img\/videoart_massimoschiavoni03.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframe\">Negli anni ottanta e novanta la platea di artisti che faranno ricorso alla videoarte si amplia, entrano in gioco i nuovi arrivi come <\/span><span class=\"testoscuro\">Pipilotti Rist, Studio Azzurro, Gary Hill, Mary-Jo La Fontaine, Piero Gilardi, Doug Aitken, Shirin Neshat, Cecilia Condit, Douglas Gordon, Matthew Barney, Sam Taylor-Wood, Woody Vasulka, Laurie Anderson, Mona Hatoum, Grazia Toderi, Vanessa Beecroft, Gillian Wearing, William Kentridge, Louise Forshaw, Jaki Irvine, Nan Hoover, Bruna Esposito, Tracey Emin, Elaine Foster, Georgina Starr, Jun Nguyen-Hatsushiba, Eva Marisaldi<\/span><span class=\"testo_iframe\">, artisti legati alla musica come <\/span><span class=\"testoscuro\">Chris Cunningham e Spike Jonze<\/span><span class=\"testo_iframe\">, e artisti totali come <\/span><span class=\"testoscuro\">Peter Greenaway e Derek Jarman<\/span><span class=\"testo_iframe\"> che hanno coniugato pi\u00f9 di altri cinema, letteratura, teatro, danza e musica. L&#8217;elenco potrebbe ancora proseguire ma penso che il vostro interesse abbia un limite, ma non credo\u0085Eccoci a lui.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframe\"><br \/>\nBill Viola per pi\u00f9 di 30 anni ha generato i videotape, le video installazioni architettoniche, gli ambienti sani, prestazioni elettroniche di musica e gli impianti per la televisione che hanno trasmesso anche le radio. Le video installazioni di Viola sono ambienti totali che avvolgono la visione nell&#8217;immagine e suonano impiegando le tecnologie avanzate e si distinguono per la loro semplicit\u00e0 e precisione. Nato a New York nel 1951 Viola si \u00e8 sempre interessato della musica, dall&#8217;infanzia al liceo dove suonava in un complesso rock fino a scoprire quella elettronica ed arrivando ad usare il video come strumento espressivo. Laureato in Arti Visive all&#8217;Universit\u00e0 di Syracuse comincia a realizzare le prime installazioni e i primi videotape mai scostandosi dalla musica come legame elettronico con il video: quello che gli interessa non \u00e8 l&#8217;immagine ma il segnale, \u00e8 l&#8217;idea che qualcosa sia gi\u00e0 in &#8220;funzione&#8221; prima di cominciare, come l&#8217;universo o la video camera. Nei suoi lavori si evidenziano continue meditazioni sull&#8217;essere umano, sulla nascita e sulla morte, sul filo del rasoio tra il vivere e l&#8217;incominciare ad escludersi, tra il sogno e la veglia, tra emozioni contemporanee prese in prestito dalla storia dell&#8217;arte.<\/span><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag02\/articoli\/img\/videoart_massimoschiavoni05.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><em id=\"__mceDel\"><span class=\"testo_iframe\">Molto religioso si immerge nel pensiero dei mistici, dello Zen e del Buddismo creando opere empaticamente destabilizzanti e con chiari riferimenti alla religione cristiana dove il fruitore deve entrare in contatto con questo ambiente sublime e spiritualmente interattivo. La materializzazione della memoria, la dilatazione del tempo, l&#8217;attitudine a trattare il suono come materia plastica e le immagini come onde sonore. Viola comunque fa vivere anche il silenzio, la spettacolarizzazione delle sue opere mescolata con l&#8217;emotivit\u00e0 umana, la percezione passionale dell&#8217;individuo umano mescolata con la religiosit\u00e0 elettronica; fa rivivere i mostri generati dal nostro inconscio mescolati con i segni di quella realt\u00e0 frammentaria che vengono rimossi dalla nostra attenzione. Tutto questo \u00e8 dentro la sua arte. In <\/span><span class=\"testoscuro\">The Passing<\/span><span class=\"testo_iframe\"> nel 1991 c&#8217;\u00e8 una concentrazione sulla meditazione estrema della nascita e della morte; l&#8217;atmosfera \u00e8 notturna e onirica, improvvise ombre e spiragli di luce; un discorso visivo tra acquatico e terrestre, tra movimento e fissit\u00e0.\u00a0<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em id=\"__mceDel\"><span class=\"testo_iframe\"><br \/>\nA volte le sue immagini possono anche scorrere fuori dai monitor; in <\/span><span class=\"testoscuro\">Passage<\/span><span class=\"testo_iframe\"> del 1987 proietta le immagini della festa di compleanno di un bambino su di una parete alla quale si accede attraverso un corridoio stretto e lungo sei metri. Il video dura sei ore e mezza con immagini giocate con grandi primi piani, il tutto per evidenziare lo scorrere del tempo e dell&#8217;et\u00e0 in analogia con l&#8217;avanzamento dello spettatore nel tunnel. Il <\/span><span class=\"testoscuro\">Trittico di Nantes<\/span><span class=\"testo_iframe\"> del 1992 \u00e8 forse l&#8217;opera pi\u00f9 rappresentativa e sconvolgente di Viola. Tre grandi schermi sui quali scorrono in rallentamento le scene di un parto da un lato, una donna anziana sul punto di morte dall&#8217;altra ed al centro una figura di un uomo che fluttua nell&#8217;acqua. La metafora \u00e8 quella del passaggio dalla vita alla morte, una sospensione drammatica e oggettiva fra il di qua e l&#8217;aldil\u00e0.<\/span><\/em><\/p>\n<p>Siamo alla mostra. Durante un soggiorno di studio al Getty Research Institute, Viola aveva lavorato sul tema dell&#8217;espressione delle passioni, che era stato codificato nel XVII secolo da Charles Le Brun e ripreso poi nel XIX secolo, su base scientifico-sperimentale, da Duchenne de Boulogne e da Darwin. Qui oltre che usando le risorse da studioso del Getty, si \u00e8 trovato attirato dalle gallerie del museo ed ha passato molte ore da solo controllando specialmente le relative pitture devozionali dell&#8217;arte rinascimentale e medioevale. Il risultato \u00e8 la sua serie corrente, Le passioni, l&#8217;argomento di questa mostra e una trasformazione nel suo essere. \u00c8 una serie che ha cominciato negli anni passati e continua a fare, finora ci sono 20 parti (varie di cui gi\u00e0 sono state acquistate dai musei importanti) di cui il tema \u00e8 l&#8217;espressione delle emozioni archetipe. Le immagini sullo schermo di questi lavori sembrano immobili, ma, dopo qualche secondo, esse cominciano quasi impercettibilmente ad animarsi. Lo spettatore si rende allora conto che, in realt\u00e0, esse sono sempre state in movimento e che soltanto l&#8217;estremo rallentamento della proiezione, dilatando il momento temporale, le fa sembrare immobili: \u00e8 come se, entrando nelle sale di un museo dove erano esposte le tele di antichi maestri, queste comiciassero per miracolo a muoversi. Nel fare gli impianti delle Passioni, Viola ha insistito su molti fili di influenza, la quale \u00e8 stata occasionalmente diretta, prendendo come relativo punto di partenza la pittura.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag02\/articoli\/img\/videoart_massimoschiavoni07.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframe\">Lo spettatore vedendo questa mostra si rende conto con sorpresa che a catturare la sua attenzione non \u00e8 soltanto l&#8217;animazione di immagini che era abituato a considerare immobili. Si tratta, piuttosto, di una trasformazione che concerne la loro stessa natura. Quando, alla fine, il tema iconografico \u00e8 stato ricomposto e le immagini sembrano arrestarsi, esse si sono in realt\u00e0 caricate di tempo fin quasi a scoppiare e proprio questa saturazione imprime loro una sorta di tremito, che costituisce la loro essenza particolare. Ogni istante, ogni immagine anticipa virtualmente il suo svolgimento futuro e ricorda i suoi gesti precedenti. Se si dovesse definire in una formula la prestazione specifica dei video di Viola, si potrebbe dire che essi non inseriscono le immagini nel tempo, ma il tempo nelle immagini e a noi non resta che comprenderle.<br \/>\n<\/span><span class=\"testoscuro\"><br \/>\nEmergenza<\/span><span class=\"testo_iframe\"> del 2002 \u00e8 ispirato alla Piet\u00e0 di Masolino, ibrida la deposizione e la resurrezione di Cristo. Nei primi minuti il rallenti evidenzia la disperazione delle piangenti che per\u00f2 si cercano con lo sguardo manifestando timidamente speranza e creando attesa; poi Cristo emerge da una tomba che sembra anche un battistero, la quale straborda di acqua, elemento al cui uso sia letterale che simbolico Viola non rinuncia. Un Cristo bianco di morte ma anche di alterit\u00e0 spirituale, nonch\u00e8 di sensualit\u00e0; la deposizione da parte delle due donne indica una timida sessualit\u00e0, grazie ai contatti, sfioramenti, carezze. Viola conferma la forte connotazione pittorica della sua tavolozza elettronica. Una sorta di messa in scena dentro una scenografia registica ben ordinata e particolareggiata, dove il quadro diventa plurisensoriale. <\/span><\/p>\n<p>Il saluto<span class=\"testo_iframe\"> del 1995 \u00e8 basato su una pittura dell&#8217;artista Jacopo Pontormo La Visitazione del sedicesimo secolo, con relativo uso degli attori e del movimento lento ad aprirsi verso l&#8217;esterno. L&#8217;incontro \u00e8 quello di tre donne, ripreso ad alta velocit\u00e0 e proiettato con estremo rallentamento che anima l&#8217;istante immobile del quadro, espande il tempo dell&#8217;immagine rivelando cos\u00ec il prima e il dopo catturando lo sguardo in una nuova percezione piena di sfumature. <\/span><span class=\"testoscuro\">L&#8217;incrocio<\/span><span class=\"testo_iframe\"> del 1996 \u00e8 un&#8217;installazione su grande scala del suono e del video che usa i simboli elementari di acqua e di fuoco come forze di trasformazione, con paralleli all&#8217;abbandono e alla trasformazione del Noi che sperimenta le emozioni pi\u00f9 profonde.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Il Quintet<\/span><span class=\"testo_iframe\"> del 2002, che era il primo lavoro delle passioni, \u00e8 stato commissionato dalla galleria nazionale di Londra ed \u00e8 stato ispirato dalla relativa pittura di Bosch, &#8220;Cristo con le spine&#8221;. \u00c8 la prima parte nell&#8217;esposizione. Per questo lavoro, come negli altri in serie, Viola ha usato gli attori, una nuova esperienza per lui. Quintet \u00e8 esibito in una stanza scurita ed \u00e8 visualizzato sull&#8217;ultimo sviluppo nel video playback: uno schermo flat-panel digitale, che produce un&#8217;immagine straordinariamente luminosa e tagliente ed \u00e8 utilizzato molto efficacemente in questo caso per simulare il colore esagerato e l&#8217;illuminazione drammatica di umore della pittura di Bosch. Questa opera evoca la composizione della pittura senza riprodurla o appropriarla a esso. Gli attori e la fine dell&#8217;essere umano vista insieme, sembrano subire le onde delle emozioni intense ed opprimenti. Un uomo piangente \u00e8 al centro dell&#8217;immagine. Le espressioni di soddisfazione, di disappunto e di speranza transitori sono sulle facce dei caratteri circostanti. Non c&#8217;\u00e8 pubblicazione o storia, appena un video non tagliato proiettato per 15 minuti.<\/span><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag02\/articoli\/img\/videoart_massimoschiavoni09.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframe\">&#8220;Lo stato umano sta soffrendo&#8221; Viola ha detto chiaramente, e questa esposizione mette in luce le sensibilit\u00e0 estreme, nel movimento lento esagerato, senza l&#8217;uso del suono, come esperienza interna specifica. L&#8217; uso della macchina fotografica slow-motion ad alta definizione, che \u00e8 stata destinata per generare gli effetti speciali negli annunci pubblicitari, fornisce un senso del romanzo per rappresentare la faccia umana nella transizione, con ogni sfumatura del gesto facciale che \u00e8 reso visibile in dettaglio. Questa disposizione \u00e8 ad alta definizione, con i colori che digitalmente sono stati intensificati: il tempo \u00e8 sospeso mentre le immagini si evolvono prima di loro. <\/span><\/p>\n<p>Cinque angeli per il millennio del 2001<span class=\"testo_iframe\"> riempie una grande galleria di video proiezioni di un uomo che si immerge nell&#8217;acqua e che galleggia. ccompagnato da un paesaggio misterioso ed espansivo con il suono, i cinque angeli sono spettacolarmente visivi.<\/span>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Massimo Schiavoni illustra il lavoro di Bill Viola,video artista di fama mondiale Dal 4 Febbraio al 15 Maggio la Fundaci\u00f3n La Caixa di Madrid in Spagna ospita gli ultimi lavori del videoartista &#8211; performer americano Bill Viola, lavori che ha voluto raggruppare sotto un&#8217;unica denominazione: Le Passioni<\/p>\n","protected":false},"author":131,"featured_media":31160,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,155],"tags":[71],"class_list":["post-9716","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-002","tag-video-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Bill Viola Esplora Le Nostre Passioni &#8226; 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