{"id":9689,"date":"2005-06-04T12:00:00","date_gmt":"2005-06-04T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-001\/italiano-netmage-05-suggestioni-e-visioni\/"},"modified":"2020-10-13T16:57:14","modified_gmt":"2020-10-13T15:57:14","slug":"italiano-netmage-05-suggestioni-e-visioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-001\/italiano-netmage-05-suggestioni-e-visioni\/","title":{"rendered":"Netmage 05, Suggestioni E Visioni"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Il Netmage, grande revival del Live Media italiano (italiano solo geograficamente, si intende) ha chiuso i battenti, abbassando il sipario su quella che \u00e8 stata forse l&#8217;edizione pi\u00f9 matura, consapevole, interessante, accessibile e artisticamente sorprendente della sua quinquennale storia.<\/p>\n<p>S\u00ec perch\u00e9 coloro che abitano la casa della contaminazione audio-video, spesso indecisi se accettare senza riserve il coinvolgimento emotivo di molti progetti proposti a livello internazionale, non erano usciti completamente convinti dalle ultime due edizioni del Festival Netmage. A causa forse di un rigore estetico e formale eccessivo prodotto dai lavori scelti dalla commissione artistica di Xing, o a causa anche di un territorio di rappresentazione che dopo un frenetico percorso di sviluppo e ricerca ha conosciuto ultimamente una fase di rilassamento e auto-esaltazione (per lo meno da parte di molti artisti di livello internazionale), Netmage, pur rimanendo un meeting di qualit\u00e0 assolutamente elevata, non era stato in grado di coinvolgere emotivamente i suoi attenti spettatori. L&#8217;edizione di quest&#8217;anno ha felicemente segnato un cambio di rotta, un&#8217;inversione di tendenza che fa ben sperare anche per gli anni a venire e che \u00e8 simbolo di una rinnovata vitalit\u00e0 nel campo dell&#8217;audiovisivo elettronico, se \u00e8 vero come \u00e8 vero che anche nel nostro territorio nascono nuove rassegne e nuove proposte artistiche di livello sempre pi\u00f9 alto e uniformato ai tanto agognati standard europei.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag01\/articoli\/img\/net6.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">E questo \u00e8 sicuramente uno dei dati pi\u00f9 importanti da cui partire per l&#8217;analisi del Festival Netmage 05. Assecondando il pensiero (riferitomi fumando insieme una sigaretta) di un artista italiano presente nel pubblico secondo cui il Netmage \u00e8 come il Milan in cui bisogna adeguarsi all&#8217;idea di fare turn-over, la quinta edizione della rassegna bolognese ha il grande demerito di non aver portato sul palcoscenico del Teatro Manzoni (location cinematografica molto interessante per un festival di live media) un numero maggiore di artisti del Bel Paese. In altri termini onore e merito al progetto Pirand\u00e8lo (MouLips + Claudio Sinatti + Marita Cosma) e alla &#8220;strana&#8221; coppia Pierpaolo Leo e Claudio Sinatti, ma se il movimento italiano non si appoggia alle gi\u00e0 fragili gambe delle realt\u00e0 esistenti di respiro internazionale, la situazione complessiva in Italia non \u00e8 destinata a miglirare nei prossimi anni. Accettando quindi il rigore estetico e professionale imposto dal festival e riconoscendo l&#8217;importanza di un palcoscenico internazionale di questo tipo, mi vengono francamente in mente alcuni nomi di artisti che Netmage, ci auguriamo, possa valorizzare nel sue future edizioni.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag01\/articoli\/img\/net2.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La tre giorni bolognese ha inoltre segnato alcune novit\u00e0 a nostro avviso importanti: a fianco cio\u00e8 della consueta ricerca nei territori della sperimentazione e integrazione tra componenti elettroniche audio e video, si sono potuti apprezzare alcuni progetti incentrati maggiormente su forme di racconto cinematografico e fotografico nonch\u00e9 lavori in grado di indagare la profonda e inesplorata contaminazione tra le percezioni visive e acustiche e quelle maggiormente fisiche.<\/p>\n<p align=\"justify\">Partendo quindi da quest&#8217;ultimo terreno di analisi di grande impatto si \u00e8 rivelata l&#8217;installazione permanente alla Galleria Accursio, quella Camera Lucida progettata e realizzata dai due artisti russi Dmitry Gelfand ed Evelina Domnitch.<\/p>\n<p>Basata sugli studi e sulle ricerche relative al fenomeno fisico (ancora non completamente esplorato dalla comunit\u00e0 scientifica internazionale) della sonoluminescenza, Camera Lucida \u00e8 un&#8217;installazione fruibile solo in ambiente completamente buio allo scopo di abituare il muscolo ottico e la retina alla percezione di questo particolare fenomeno fisico che permette la visualizzazione di un suono. E questo hanno fatto quindi i due artisti russi, americani di adozione: una scatola delle dimensioni di un acquario in cui, all&#8217;interno di un gas disciolto in acqua, vengono inviati in continuo dei suoni (udibili attraverso un sistema di amplificazione). Le onde sonore all&#8217;interno della Camera, spostano e distruggono le particelle di gas provocandone la loro visualizzazione sotto forma di minuscoli ed eterei &#8220;vermicelli&#8221; di luce. Al di l\u00e0 quindi della rappresentazione scientifica del fenomeno, Camera Lucida si rivela un&#8217;installazione emotivamente coinvolgente e assurge al ruolo di primo esperimento artistico a livello mondiale di integrazione tra suono, luce e materia.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag01\/articoli\/img\/net3.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Molto pi\u00f9 legato alla rappresentazione per vie digitali il programma all&#8217;interno del Teatro Manzoni. Da ricordare sicuramente i progetti Grain Scape dell&#8217;ensamble Greg Davis, Sebastian Roux e Mattia Casalegno, Displey Pixel di Vincent Epplay e Antoine Schmitt, il live di Anthony Pateras e Robin Fox nonch\u00e9 quello di Pirand\u00e8lo e di Bas Van Koolwijk, i video di Phill Nibblock, la performance di Carlo Giffoni e quella di Pierpaolo Leo insieme a Claudio Sinatti e infine il progetto di Monolake con Deadbeat.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sono proprio questi ultimi, musicisti elettronici di indubbia fama ed esperienza, a chiudere la programmazione al Teatro Manzoni prima della festa finale al Cassero con la dj teutonica Ellen Allien (!!!): il loro progetto presentato \u00e8 un live condiviso in rete tra Bologna e Montreal mediante l&#8217;utilizzo dell&#8217;interfaccia grafica Atlantic Waves 3 che consente di visualizzare lo sviluppo sonoro del live stesso e le operazioni in cui sono coinvolti i due musicisti. Prima di loro, nell&#8217;ultima serata, il pubblico del Netmage ha potuto apprezzare il progetto RGB dell&#8217;olandese Bas Van Koolwijk in cui ogni frequenza dello spettro rgb \u00e8 stata associata a dei suoni, giocando poi con l&#8217;integrazione e la sovrapposizione di essi.<\/p>\n<p>La sera di gioved\u00ec ha visto la performance live di Pirand\u00e8lo, neonato progetto che vede MouLips collaborare attivamente con Claudio Sinatti e Marita Cosma. Basandosi quindi sulle musiche sempre pi\u00f9 ispirate e mature del compositore pescarese, i video di Sinatti e i lavori sulle immagini da parte di Marita Cosma rendono fede alle potenzialit\u00e0 del progetto e al suo coinvolgimento emotivo. Ma la stessa serata ha visto anche l&#8217;esibizione del Maestro Phill Nibblock e del suo &#8220;documentario&#8221; audio-video basato sulle immagini tratte dai suoi viaggi in territorio cinese, e ha presentato al pubblico del Netmage il lavoro di Anthony Pateras e Robin Fox, forse l&#8217;esempio pi\u00f9 fulgido e coinvolgente del festival di profonda integrazione tra audio e video.<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag01\/articoli\/img\/net5.gif\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Altrettanto interessanti infine i workshop organizzati (anche se un traduttore madre-lingua non ci stava male), a partire da quello della label Staalplaat per arrivare a quelli della Antiopic e della Vrec, neonata label di 0produzione DVD del collettivo toscano degli Ogi:no Knauss. Assenti giustificati i tedeschi della label Scape, presenza inclassificabile Ellen Allien al Cassero: un dj in un festival audio-video con un vjing appena accennato stona un po&#8217;, soprattutto pensando ad altri performer in grado di scuotere il dancefloor unendo le componenti visive con quelle sonore, ma la festa finale aveva bisogno della sua badessa e la reginetta di Berlino non si \u00e8 fatta pregare. Appuntamento all&#8217;edizione 2006.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><em id=\"__mceDel\"><a class=\"titolo\" href=\"http:\/\/www.monolake.de\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.monolake.de<\/a><\/em><\/p>\n<p><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"> <a class=\"titolo\" href=\"http:\/\/www.techno.ca\/deadbeat\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.techno.ca\/deadbeat\/<\/a><\/em><\/em><\/p>\n<p><a class=\"titolo\" href=\"http:\/\/www.pirandelo.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.pirandelo.org<\/a><\/p>\n<p><a class=\"titolo\" href=\"http:\/\/www.claudiosinatti.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.claudiosinatti.com<\/a><\/p>\n<p><a class=\"titolo\" href=\"http:\/\/www.staalplaat.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.staalplaat.com<\/a><\/p>\n<p><a class=\"titolo\" href=\"http:\/\/www.antiopic.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.antiopic.com<\/a><\/p>\n<p><a class=\"titolo\" href=\"http:\/\/www.oginoknauss.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.oginoknauss.org<\/a><\/p>\n<p><a class=\"titolo\" href=\"http:\/\/www.synrecords.com\/label\/html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.synrecords.com\/label\/html<\/a><\/p>\n<p><a class=\"titolo\" href=\"http:\/\/www.autumnrecords.net\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.autumnrecords.net<\/a><\/p>\n<p><a class=\"titolo\" href=\"http:\/\/www.philniblock.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.philniblock.com<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco Mancuso racconta la quinta edizione del Netmage, con Pirandelo, Ogino Kanuss<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":31243,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,154],"tags":[29,55,65],"class_list":["post-9689","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-001","tag-audiovideo","tag-live-media","tag-report"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Netmage 05, Suggestioni E Visioni &#8226; 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