{"id":66045,"date":"2026-01-26T11:28:24","date_gmt":"2026-01-26T10:28:24","guid":{"rendered":"https:\/\/digicult.it\/?p=66045"},"modified":"2026-01-26T11:28:24","modified_gmt":"2026-01-26T10:28:24","slug":"gamec-2026-program","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/gamec-2026-program\/","title":{"rendered":"GAMeC: Programma 2026"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><strong>Pedagogia della speranza: verso un museo dell&#8217;apprendimento<\/strong><br \/>\nDopo aver dedicato il proprio programma 2024\/2025 all&#8217;esplorazione di nuovi formati curatoriali negli ambiti della produzione culturale e del patrimonio artistico, attraverso i progetti di lunga durata <em>Thinking Like a Mountain<\/em> e <em>Galassia<\/em>, nel 2026 <strong>GAMeC\u00a0<\/strong>continuer\u00e0 il suo percorso sperimentale. Questo culminer\u00e0 con l&#8217;apertura del nuovo edificio, dedicando l&#8217;intero anno al tema dell&#8217;<strong>educazione<\/strong>, considerata apprendimento condiviso e strumento per emancipazione e trasformazione sociale.<\/p>\n<p>Quali conoscenze, capacit\u00e0 e abilit\u00e0 critiche sono necessarie per comprendere e trasformare la realt\u00e0 contemporanea? Quali attivit\u00e0 pedagogiche e approcci favoriscono autonomia, responsabilit\u00e0 e pensiero critico, anche in contesti che ci &#8220;educano&#8221; automaticamente attraverso algoritmi e flussi digitali? Come possono i processi dialogici e partecipativi integrarsi con l&#8217;expertise disciplinare dei musei? E come possono essere accostati e valorizzati i bisogni di spettatori differenti per poter creare narrative culturali inclusive e innovative e attivit\u00e0 formative? In altre parole, educare a cosa? E come?<\/p>\n<p>Diretto da <strong>Lorenzo Giusti<\/strong>, il programma della GAMeC 2026 nasce da queste domande, prendendo ispirazione dal pensiero dell&#8217;educatore brasiliano <strong>Paulo Freire<\/strong> e offrendo una reinterpretazione e una versione pi\u00f9 moderna delle sue idee.<\/p>\n<p><strong>Un laboratorio permanente: educazione, dialogo e condivisione<\/strong><br \/>\nIl cuore del programma 2026 sar\u00e0 il <strong>Public Program interdisciplinare<\/strong>, caratterizzato da contributi di esperti in pedagogia, analisi di casi studio e partecipazioni di artisti impegnati nell&#8217;integrazione tra ricerca visuale e attivit\u00e0 educative, cos\u00ec come workshop dedicati alla sperimentazione di nuove metodologie e rafforzamento dei rapporti con la comunit\u00e0 locale. Il dialogo tra cultura umanistica e tecnico-scientifica sar\u00e0 un tema trasversale del programma, ispirato dalla pedagogia freireana.<\/p>\n<p><strong>Fosbury Architecture al Palazzo della Ragione<\/strong><br \/>\nIn estate, il Palazzo della Ragione di Bergamo ospiter\u00e0\u00a0<span style=\"box-sizing: border-box; margin: 0px; padding: 0px;\">un<strong>&#8216;installazione<\/strong><\/span><strong>\u00a0site-specific<\/strong> di <strong>Fosbury Architecture<\/strong>. Conosciuto per le sue attivit\u00e0 multidisciplinari, che vanno dal recupero di edifici esistenti a installazioni temporanee, design delle mostre, progetti editoriali, attivit\u00e0 curatoriali e programmi educativi, il collettivo trasformer\u00e0 lo spazio in un paesaggio modulare, disegnato per accogliere diversi tipi di pubblico e adattarsi alle varie forme di attivit\u00e0 culturali di quest&#8217;anno. Non sar\u00e0 solo una mostra: sar\u00e0 una piattaforma attiva, che inviter\u00e0 alla riflessione sull&#8217;educazione come strumento relazionale.<\/p>\n<p><strong>Ana Silva e Selma Selman presso Spazio Zero<\/strong><br \/>\nDue esposizioni delle artiste internazionali saranno in mostra presso Spazio Zero all&#8217;interno della GAMeC, con inaugurazione, rispettivamente, il 25 febbraio e il 1\u00b0 ottobre. Il progetto dell&#8217;artista angolano-portoghese <strong>Ana Silva<\/strong> (Calulo, 1979) affronta il tema della crisi globale dell&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile. Pensato come spazio espositivo, \u00e8 stato sviluppato in collaborazione con una rete locale di ricamatori, invitati dall&#8217;artista a intervenire su alcuni dei suoi lavori tessili. Nella produzione delle sue opere, Silva affida inizialmente i soggetti da lei disegnati a ricamatori angolani, poich\u00e9 solo agli uomini \u00e8 permesso usare macchine da cucire in Angola, prima di completare il lavoro lei stessa a mano, aggiungendo elementi decorativi. Il linguaggio del ricamo, tradizionalmente associato a cura, memoria e resistenza, viene utilizzato da Silva per denunciare pubblicamente la carenza idrica e rivelare una realt\u00e0 in cui l&#8217;acqua \u00e8 pi\u00f9 un privilegio che un diritto. Ogni cucitura testimonia un bisogno primario che viene negato, mettendo in rilievo il contrasto tra l&#8217;atto delicato del ricamo e la natura drammatica del soggetto.<\/p>\n<p>Il <strong>progetto site-specific<\/strong> dell&#8217;artista e attivista bosniaca di origini roman\u00ed\u00a0<strong>Selma Selman<\/strong> (Biha\u0107, 1991) continua la sua esplorazione servendosi di esperienze personali e familiari per esplorare l&#8217;identit\u00e0, le gerarchie sociali e i conflitti tra le diverse forme di conoscenza, rivelando il divario tra racconti ufficiali e tradizioni orali. Per Selman, l&#8217;arte rappresenta una forma di resistenza e condivisione. Il suo lavoro si basa sul principio &#8220;imparare a disimparare&#8221;, aprendo nuovi orizzonti alla comprensione e alla creazione di spazi in cui sperimentare modi alternativi di conoscere. Per l&#8217;artista, l&#8217;educazione rappresenta, inoltre, uno strumento di emancipazione e autodeterminazione, specialmente in contesti patriarcali come la sua comunit\u00e0 di origine.\u00a0 Questo l\u2019ha portata a istituire la fondazione &#8220;Get the Heck to School&#8221; nel 2017, attraverso la quale fornisce aiuti economici alle ragazze roman\u00ed per poter permettere loro di completare la scuola primaria.<\/p>\n<p><strong>Radio GAMeC e le nuove attivit\u00e0 per il pubblico<\/strong><br \/>\n<strong>Radio GAMeC <\/strong>continuer\u00e0 le sue attivit\u00e0 con una nuova piattaforma dedicata all&#8217;educazione. Grazie alle voci di artisti, ricercatori e professionisti del settore dell&#8217;educazione, la radio offrir\u00e0 narrazioni e dialoghi su pratiche artistiche ed educative contemporanee, confermandosi come luogo di riflessione e scambio, aperto a nuove prospettive.<\/p>\n<p>Nel corso dell&#8217;anno, i visitatori saranno coinvolti in esperienze di apprendimento condiviso attraverso workshop e tour tematici guidati, dedicati sia alle mostre temporanee sia alle collezioni del museo, adottando nuove pratiche sperimentali e rafforzando, cos\u00ec, il ruolo della GAMeC come hub educativo nel territorio di Bergamo.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"https:\/\/www.gamec.it\/en\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.gamec.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo aver dedicato il proprio programma 2024\/2025 all&#8217;esplorazione di nuovi formati curatoriali negli ambiti della produzione culturale e del patrimonio artistico, nel 2026 GAMeC\u00a0continuer\u00e0 il suo percorso sperimentale. 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