{"id":65885,"date":"2025-04-14T08:53:28","date_gmt":"2025-04-14T07:53:28","guid":{"rendered":"https:\/\/digicult.it\/?p=65885"},"modified":"2025-04-14T08:53:28","modified_gmt":"2025-04-14T07:53:28","slug":"the-factory-of-shadows","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/the-factory-of-shadows\/","title":{"rendered":"The Factory of Shadows"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\u201cSiamo interessati a come il suono riesca a cambiare un luogo, come possa trasportare una persona a un ricordo o a una realt\u00e0 completamente diversa\u201d. \u2013 Janet Cardiff &amp; George Bures Miller<\/p>\n<p><strong>Anozero \u2013 Bienal de Coimbra <\/strong>\u00e8 lieto di presentare<strong> <em>The Factory of Shadows<\/em><\/strong>, una mostra personale degli artisti canadesi di fama internazionale Janet Cardiff &amp; George Bures Miller, la prima del duo in Portogallo, presentata nel Monastero di Santa Clara-a-Nova a Coimbra.<\/p>\n<p>Conosciuti per le loro installazioni multimediali che esplorano il suono, la memoria e la narrativa, Cardiff &amp; Miller trasformano un luogo storico in un regno di storytelling uditivo e visivo. <strong><em>The Factory of Shadows <\/em><\/strong>propone una riflessione sulla percezione e l\u2019illusione, coinvolgendo i visitatori in un\u2019amplificata consapevolezza del loro stesso movimento attraverso il suono e lo spazio. La mostra ha il ruolo di \u201cmacchina ascoltatrice\u201d, e propone cos\u00ec l monastero sia come luogo storico, sia come palcoscenico per le tracce di suono, storia e memoria.<\/p>\n<p>Gli artisti <strong>Janet Cardiff\u00a0<\/strong>&amp;<strong>\u00a0George Bures Miller<\/strong>: \u201cPresentare una mostra al Monastero di Santa Clara-a-Nova \u00e8 come entrare in una memoria viva. Lo spazio porta il peso dei secoli e l\u2019obiettivo della nostra opera \u00e8 attivare le sue eco, l\u2019intreccio del suo suono e della sua storia in un\u2019esperienza immersiva. La storia stratificata di Coimbra \u00e8 profondamente in armonia con ci\u00f2 che facciamo. All\u2019interno del monastero, speriamo di creare un dialogo tra il passato e il presente, dove il suono diventa un ponte tra ci\u00f2 che era e ci\u00f2 che rimane. Con <strong><em>The Factory of Shadows<\/em><\/strong>, vogliamo esplorare come il suono e il movimento creino realt\u00e0 mutevoli. Le nostre installazioni sono come entit\u00e0 viventi \u2013 sussurrano, rispondono e si trasformano mentre i visitatori esplorano lo spazio. Si tratta di percezione, illusione, e il modo in cui il suono pu\u00f2 plasmare il nostro senso della presenza\u201d.<\/p>\n<p><strong>Opere d\u2019arte in dialogo con una citt\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Curata dal <strong>C\u00edrculo de Artes Pl\u00e1sticas de Coimbra, <em>The Factory of Shadows <\/em><\/strong>presenta pi\u00f9 di una dozzina di opere appartenenti all\u2019arco dei tre decenni passati, compresi <em>The Forty Part Motet\u00a0<\/em>(2001), una delle installazioni sonore pi\u00f9 di successo dei due artisti, e <em>The Infinity Machine<\/em> (2015), che sar\u00e0 presentata in Europa per la prima volta.<\/p>\n<p>Come sottolinea <strong>Carlo Antunes<\/strong>, direttore del C\u00edrculo de Artes Pl\u00e1sticas de Coimbra:\u201d l\u2019opera di Cardiff &amp; Miller trasforma lo spazio in esperienza. All\u2019interno del monastero, le loro installazioni amplificano i sussurri della Storia, invitando il pubblico ad ascoltare non solo con le proprie orecchie, ma con tutto il proprio corpo. Il monastero stesso viene percepito come una \u201cfabbrica di ombre\u201d &#8211; un luogo dove il tempo, la memoria e la percezione cambiano in modi inaspettati. Vogliamo che i visitatori facciano esperienza di quella trasformazione attraverso il suono\u201d.<\/p>\n<p>Insieme alla mostra, Anozero-Coimbra offre un programma educativo estensivo, invitando il pubblico a esplorare il monastero. In particolare, gli artisti ospiti conducono esperienze interattive, guidando i visitatori attraverso la mostra. Il programma include inoltre concerti, workshop, e attivit\u00e0 creative aperte a tutti.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 parte di un\u2019iniziativa in corso a Coimbra, il cui obiettivo \u00e8 reimmaginare la citt\u00e0 \u2013 a lungo riconosciuta come <strong>patrimonio mondiale dell\u2019umanit\u00e0 dall\u2019UNESCO<\/strong> per la sua universit\u00e0 dalla storia centenaria, una delle pi\u00f9 antiche in Europa \u2013 come un luogo di spazio dinamico per l\u2019arte contemporanea.<\/p>\n<p><strong>Il Monastero di Santa Clara-a-Nova: un archivio vivente di storie <\/strong><\/p>\n<p>Il titolo,<strong> <em>The Factory of Shadows<\/em><\/strong>, allude alla storia stratificata del monastero \u2013 inizialmente un santuario religioso, successivamente una caserma militare, e ora una sala di arte contemporanea \u2013 offrendo uno scenario coinvolgente alle esplorazioni di Cardiff &amp; Miller della percezione e della memoria. Costruito su una collina che si affaccia al fiume Mondego, Santa Clara-a-Nova \u00e8 stato portato a termine nel XVII secolo per ospitare le Monache clarisse, un ordine francescano di suore devote alla preghiera e alla povert\u00e0, e la tomba della Regina Isabella di Portogallo. Nel corso del tempo, il monastero \u00e8 passato dall\u2019essere un luogo sacro all\u2019essere una struttura militare, prima di assumere il ruolo attuale di sede dell\u2019<strong>Anozero\u2014Bienal de Coimbra<\/strong>. Collocando il loro lavoro all&#8217;interno di questo sito storico, gli artisti attivano gli echi del monastero, trasformando i suoi spazi in ambienti immersivi dove suono e architettura si fondono.<\/p>\n<p><strong>Opere selezionate in esposizione<\/strong><\/p>\n<p>La mostra presenta una selezione di opere chiave, ognuna delle quali affronta i temi del suono, della percezione e del perturbante. Tra queste vi sono:<\/p>\n<p><strong><em>The Forty Part Motet<\/em> (2001): <\/strong>Una rielaborazione con 40 speaker dello <em>Spem in Alium<\/em> di Thomas Tallis, dove i visitatori si muovono all&#8217;interno di un paesaggio sonoro polifonico mutevole, sperimentando le singole voci e armonie in un ambiente sonoro profondamente coinvolgente.<\/p>\n<p><strong><em>The Infinity Machine (2015)<\/em><\/strong>: Un&#8217;installazione sonora cinetica a specchi ispirata ai dischi d&#8217;oro della NASA, esposta per la prima volta in Europa. L&#8217;oggetto a specchio sospeso ruota, riflettendo e rifrangendo la luce e riproducendo registrazioni che ricordano le trasmissioni cosmiche, creando un&#8217;esperienza eterea e meditativa.<\/p>\n<p><strong><em>To Touch <\/em>(1993)<\/strong>: Un\u2019opera tattile sonora nella quale un tavolo antico innesca narrazioni stratificate al momento dell&#8217;interazione. Quando i visitatori toccano la superficie, si dispiega un paesaggio sonoro in evoluzione, che fonde sussurri, suoni e voci in un&#8217;esperienza intima e spettrale.<\/p>\n<p><strong><em>House Burning <\/em>(2001)<\/strong>: Un&#8217;ossessionante meditazione audiovisiva sulla distruzione e sulla memoria, con una proiezione video di una casa in fiamme. L&#8217;opera esplora i temi della perdita e dell&#8217;impermanenza, con paesaggi sonori stratificati che intensificano l&#8217;impatto emotivo.<\/p>\n<p><strong><em>Instrument of Troubled Dreams<\/em> (2018)<\/strong>: Un&#8217;installazione interattiva in cui i visitatori compongono colonne sonore cinematografiche attraverso un sintetizzatore meccanico. L&#8217;opera combina suoni preregistrati, elementi orchestrali e frammenti di dialoghi, consentendo ai partecipanti di creare narrazioni in evoluzione e ricche di suspense.<\/p>\n<p><strong><em>Curtain<\/em> (1990\/2004)<\/strong>: Un\u2019installazione a tecnica mista che include luce, suono e un sistema di controllo elettronico. Una tenda semi-trasparente reagisce al movimento e al suono, creando un gioco dinamico di ombre, luci ed elementi sonori.<\/p>\n<p><strong><em>Imbalance. 1<\/em> (from the series <em>Simple Experiments in Aerodynamics<\/em>, 1994)<\/strong>: Una scultura cinetica che integra un monitor TV, una proiezione, una lampadina e un circuito elettronico. L\u2019opera esplora l\u2019instabilit\u00e0 fisica, il movimento e la fragilit\u00e0 tecnologica.<\/p>\n<p><strong><em>Imbalance. 6 (Jump)<\/em> (1998)<\/strong>: Una scultura cinetica con pneumatici, un monitor TV e un sistema di controllo elettronico, l\u2019opera presenta una figura meccanica che tenta di saltare, illustrando i temi della lotta, della ripetizione e del fallimento.<\/p>\n<p><strong><em>The Cabinet of Curiousness<\/em> (2010)<\/strong>: Un&#8217;installazione audio interattiva con un catalogo di carte di quercia e 20 casse nascoste. Aprendo i cassetti, i visitatori attivano una serie di suoni registrati, creando un viaggio uditivo personale e imprevedibile.<\/p>\n<p><strong><em>Counting<\/em> <em>(1-1000)<\/em> (2004\/2005)<\/strong>: Un&#8217;opera audio immersiva in cui Cardiff conta in sequenza da 1 a 1000, stratificando paesaggi sonori con la sua voce. L&#8217;opera esplora la ripetizione, la pazienza e la natura ipnotica della progressione numerica.<\/p>\n<p><strong><em>Blue Hawaii Bar<\/em> (2007)<\/strong>: Un&#8217;installazione sonora site-specific ambientata in un bar, che mescola suoni ambientali, musica e frammenti di conversazioni per evocare nostalgia e un senso onirico del luogo.<\/p>\n<p><strong><em>Newspaper Poems (<\/em>2002\/03)<\/strong>: Una serie di registrazioni sperimentali di parole parlate basate su frammenti di testo tratti da giornali. Cardiff ricostruisce e vocalizza ritagli di notizie in uno stile intimo, quasi confessionale, esplorando il consumo dei media e la memoria.<\/p>\n<p><strong><em>Sketchbook Drawings<\/em> (date unknown)<\/strong>: Una raccolta di intricati schizzi disegnati a mano, che spesso fungono da studi concettuali o da narrazioni visive legate alle installazioni pi\u00f9 grandi e alle opere sonore di Cardiff &amp; Bures Miller, che rivelano il loro processo creativo e le loro preoccupazioni tematiche.<\/p>\n<p>Link: <a href=\"https:\/\/geral.anozero-bienaldecoimbra.pt\/anozero-soloshow25\/\">geral.anozero-bienaldecoimbra.pt<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conosciuti per le loro installazioni multimediali che esplorano il suono, la memoria e la narrativa, Cardiff &#038; Miller trasformano un luogo storico in un regno di storytelling uditivo e visivo.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":65886,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[323,328],"tags":[358,509],"class_list":["post-65885","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-art","category-news-agenda","tag-contemporary-art","tag-sound-art","agenda-2025-04"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>The Factory of Shadows &#8226; 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