{"id":65292,"date":"2024-03-28T12:21:41","date_gmt":"2024-03-28T11:21:41","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=65292"},"modified":"2024-03-28T12:21:41","modified_gmt":"2024-03-28T11:21:41","slug":"alva-noto-laura-grisi-luigi-serafini-stefano-tamburini-at-macro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/alva-noto-laura-grisi-luigi-serafini-stefano-tamburini-at-macro\/","title":{"rendered":"Alva Noto, Laura Grisi, Luigi Serafini, Stefano Tamburini \u2013 MACRO"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Il programma 2024 di MACRO continua con quattro nuovi protagonisti, diversamente legati a Roma. Il 21 marzo sono entrati negli spazi della mia sede per i capitoli finali di alcune sezioni del Museo dell&#8217;Immaginazione Preventiva, sotto la direzione artistica di Luca Lo Pinto.<\/p>\n<p>L&#8217;artista e musicista <b>Carsten Nicolai<\/b> (Karl-Marx-Stadt, 1965), noto anche come <b>Alva Noto<\/b>, rappresenta la chiusura ideale per la mia attenzione alla sperimentazione sonora, con la sua ricerca che mescola e confonde i confini tra arte e musica.<\/p>\n<p>Presenta <a href=\"https:\/\/www.museomacro.it\/chamber-music\/alva-noto-hybrid\/\"><b><i>HYbr:ID\u00a0<\/i><\/b>(21 marzo \u2013 25 agosto)<\/a>, un progetto iniziato nel 2021, parzialmente basato sul modello spaziale di Hermann Minkowski.<\/p>\n<p><i>HYbr:ID<\/i> \u00e8 segnato dalla presenza simultanea di modalit\u00e0 compositive eterogenee che convergono in un insieme di brani in cui Noto genera una cosmogonia sonora che ricombina geometrie e distopie in un&#8217;alternanza tra ritmi pi\u00f9 stilizzati e dilatati e atmosfere sognanti indotte dalle basse frequenze. Il paesaggio sonoro, denso di una combinazione di toni meditativi e risonanti, emana una vibrazione estesa che suggerisce distese cosmiche. <i>HYbr:ID Vol. 1 <\/i>(2021) raccoglie le musiche commissionate per Oval, un pezzo coreografico diretto da Richard Siegal ed eseguito dallo Staatsballett Berlin. <i>HYbr:ID Vol. 2<\/i> (2023) raccoglie invece le composizioni create per il balletto Ectopia, anch&#8217;esso diretto da Richard Siegal e messo in scena dal Tanztheater Pina Bausch.<\/p>\n<p>In occasione della mostra, Alva Noto presenta in anteprima il terzo capitolo inedito della serie <i>HYbr:ID<\/i>. Questa narrazione \u00e8 completata da una serie di notazioni grafiche sviluppate sulla base dell&#8217;immaginario acustico e sonoro del progetto <i>HYbr:ID<\/i>. Combinando il disegno tecnico e la visualizzazione dei principi compositivi con segni pi\u00f9 strettamente poetici, le notazioni testimoniano l&#8217;obiettivo costante di superare i limiti imposti dalle partiture musicali classiche.<\/p>\n<p><b>Laura Grisi<\/b> (Rodi, 1939-Roma, 2017) \u00e8 un&#8217;artista che ha sempre operato al di fuori delle categorie del suo tempo. La mostra <a href=\"https:\/\/www.museomacro.it\/polyphony\/laura-grisi-cosmogonie\/\"><b><i>Cosmogonie<\/i><\/b> <\/a><a href=\"https:\/\/www.museomacro.it\/chamber-music\/alva-noto-hybrid\/\">(21 marzo \u2013 25 agosto)<\/a> contestualizza il suo lavoro in relazione a quello di altre artiste, come <b>Leonor Antunes, Nancy Holt<\/b> e <b>Liliane Lijn<\/b>.<\/p>\n<p>L&#8217;approccio artistico della Grisi \u00e8 stato messo in relazione con molteplici correnti artistiche, ma si sottrae alle categorie e alle correnti che le sono state assegnate. Il suo lavoro conserva una vicinanza alle ricerche ottiche dell&#8217;Arte Cinetica, alla conformit\u00e0 con la societ\u00e0 dei consumi tipica della Pop Art, ai materiali e alle geometrie industriali della Minimal Art americana e all&#8217;atteggiamento di smaterializzazione dell&#8217;Arte Povera, ma incarna comunque una posizione autonoma e insolita all&#8217;interno della storia dell&#8217;arte. L&#8217;artista ha scelto un&#8217;esistenza nomade, sfidando la politica dell&#8217;identit\u00e0, la singolarit\u00e0 della rappresentazione e il costrutto lineare del tempo.<\/p>\n<p>Sette grandi opere dell&#8217;artista, realizzate con diversi media (suono, pittura, video e installazioni luminose), offrono una nuova opportunit\u00e0 di entrare nelle sue riflessioni sulla percezione dell&#8217;immagine e nelle sue esplorazioni delle tensioni tra natura e artificio. La mostra comprende un&#8217;installazione di Leonor Antunes (1972) che assembla briglie di cavallo per creare una presenza fluida e sospesa nello spazio, concentrandosi sui materiali e sulle tecniche di lavorazione artigianale, in contrasto con la solidit\u00e0 dell&#8217;architettura circostante. La mostra presenta anche una fotografia di Nancy Holt (1938-2014) che ritrae le condizioni mutevoli di luce e ombra dell&#8217;installazione Sun Tunnels, situata nel deserto dello Utah, durante una lunga giornata estiva, e una scultura di Liliane Lijn (1939), che nasce dalla sua ricerca degli anni Ottanta sulle forme organiche e sulle sensazioni percepite tenendo in mano materiali naturali, come una pietra bagnata appena presa dal letto di un fiume.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Luigi Serafini<\/b> (Roma, 1949) \u00e8 un artista, architetto, autore e designer la cui ricerca si \u00e8 sempre sviluppata al di fuori dei contesti artistici pi\u00f9 convenzionali.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.museomacro.it\/bibliographic-office\/luigi-serafini-una-casa-ontologica\/\"><b><i>Una casa ontologica<\/i><\/b>\u00a0(21 marzo \u2013 25 agosto)<\/a> \u00e8 concepita come un&#8217;opera ampliata, uno spazio in cui Serafini ha creato un meta-ritratto che trasporta il suo atteggiamento immaginativo all\u2019interno del museo, attraverso la rielaborazione degli interni della sua casa romana. Realizzata come un enorme <i>Codex Seraphinianus <\/i>tridimensionale e sospesa tra una scenografia onirica in un linguaggio indecifrabile e un&#8217;opera di architettura geometrica e catalogatrice, la casa dell&#8217;artista testimonia quasi 40 anni di vita e di lavoro, che adesso rischiano di scomparire a causa dello sfratto.<\/p>\n<p>Il <i>Codex <\/i>\u00e8 il suo lavoro editoriale pi\u00f9 conosciuto, costituito da oltre 1000 disegni realizzati tra 1976 e il 1978 e pubblicati nel 1981 da Franco Maria Ricci Editore: un\u2019enciclopedia visiva, dove ogni oggetto e immagine riproduce o raffigura un elemento della conoscenza zoologica, meccanica, botanica, mineralogica, tecnologica e aliena, in costante metamorfosi.<br \/>\nLa mostra raccoglie una selezione delle eclettiche produzioni di Serafini, che spaziano dalla scultura alla progettazione di oggetti di uso quotidiano, dal disegno a mano libera alla fotografia, dalle pubblicazioni all\u2019invenzione delle lingue.<\/p>\n<p><b>Stefano Tamburini<\/b> (Roma, 1955-1986) \u00e8 stato un profetico &#8220;ingegnere dei media&#8221;, la cui variegata produzione grafica, che va dal design alla musica per mezzo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>della moda, l&#8217;editoria e la pubblicit\u00e0, pu\u00f2 essere reinterpretata attraverso la lente del concetto di accelerazione, la pietra angolare della sua poetica e un tema cruciale nel dibattito odierno sull&#8217;automazione, l&#8217;evoluzione meccanica, la singolarit\u00e0 tecnologica e l&#8217;utopia\/distopia tecno-capitalistica.<\/p>\n<p>Conosciuto nel mondo del fumetto soprattutto come l&#8217;inventore del personaggio Ranxerox, il cyborg ultra-violento ispirato al tumulto del Settantasette italiano e precursore di personaggi come Terminator, Stefano Tamburini era in realt\u00e0 un polivalente interprete del passaggio epocale dal clima rovente del lungo &#8217;68 italiano alla realt\u00e0 ipermediale degli anni &#8217;80.<\/p>\n<p>La mostra <a href=\"https:\/\/www.museomacro.it\/bibliographic-office\/luigi-serafini-una-casa-ontologica\/\"><b><i>Accellerazione <\/i><\/b>(21 marzo \u2013 25 agosto)<\/a>, curata in collaborazione con Valerio Mattioli, riflette l&#8217;attitudine al saccheggio e al mix di immagini tipici del suo lavoro, presentando un apparato visivo che abbandona il concetto di originalit\u00e0 per smantellare la visualizzazione del feticcio a favore di una riformulazione che mette in evidenza le trasformazioni della sua ricerca nel periodo 1980-1986.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 corredata da testi commissionati per l\u2019occasione al filosofo Franco \u201cBifo\u201d Berardi, alla teorica Amy Ireland, al DJ e musicista Steve Goodman e al designer Silvio Lorusso, che dallo slancio dello stesso Tamburini ampliano il concetto di accelerazione, collegandolo alle questioni pi\u00f9 urgenti del mondo contemporaneo ipercapitalista.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Link: <a href=\"https:\/\/www.museomacro.it\/\">www.museomacro.it<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il programma 2024 di MACRO continua con quattro nuovi protagonisti, diversamente legati a Roma. 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