{"id":64952,"date":"2023-09-29T11:13:50","date_gmt":"2023-09-29T10:13:50","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=64952"},"modified":"2023-09-28T15:16:58","modified_gmt":"2023-09-28T14:16:58","slug":"trance-at-tallin-art-hall","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/trance-at-tallin-art-hall\/","title":{"rendered":"Trance alla Tallinn Art Hall"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Per il Tallinn Photomonth di quest\u2019anno, una biennale internazionale di arte contemporanea che si svolge dal 6 ottobre al 26 novembre 2023, il Padiglione Lasnam\u00e4e della\u00a0<a href=\"http:\/\/www.kunstihoone.ee\/en\/lasnamae-pavilion\/\">Tallinn Art Hall<\/a> presenta <em>Trance<\/em>, la principale mostra della biennale. <em>Trance<\/em> esplora il modo in cui le opere d\u2019arte riescono a complicare e aiutare a esaminare l\u2019esperienza sensoriale in un mondo tecnologicamente mediato.<\/p>\n<p>Curatore: <a href=\"http:\/\/ilarilaamanen.com\/\">Ilari Laamanen<\/a><\/p>\n<p><strong>Artisti: <\/strong>*Sara Bjarland, *Zody Burke,\u00a0Patricia Dom\u00ednguez,\u00a0Veli Gran\u00f6,\u00a0CUSS Group,\u00a0Elo-Reet J\u00e4rv, *Karel Koplimets,\u00a0Laila Majid &amp; Louis Blue Newby,\u00a0Norman Orro\u00a0&amp;\u00a0Joonas Timmi, *Pire Sova\u00a0&amp;\u00a0Ando Naulainen,\u00a0Diane Severin Nguyen,\u00a0Viktor Timofeev, *Anu Vahtra,\u00a0Jessica Wilson. *Indica una nuova commissione<\/p>\n<p><strong>Estasiati dalla tecnologia<\/strong><br \/>\n<strong>Ilari Laamanen<\/strong><br \/>\nGli stati di trance possono includere temperamenti, emozioni e stati d\u2019animo alterati. Spesso il fenomeno deriva da un comportamento di intensa concentrazione e pu\u00f2 essere inteso come un modo per la mente di cambiare la maniera in cui filtra le informazioni, al fine di fornire un uso pi\u00f9 efficiente delle sue risorse sottoutilizzate. Gli stati di trance possono essere raggiunti o indotti tramite varie modalit\u00e0, in modo volontario o involontario, e possono essere sperimentati sia a livello individuale che collettivo. \u00c8 opportuno parlarne al plurale, poich\u00e9 esiste pi\u00f9 di uno stato alterato di coscienza.<\/p>\n<p>Nel contesto di <em>Trance<\/em>, la mostra principale del Tallinn Photomonth \u201923, la trance fa riferimento a uno stato elevato di osservazione: quella al confine con la dipendenza e che \u00e8 spesso mediata da schermi. La presenza di questi oggetti e del loro ammaliante splendore \u00e8 cos\u00ec ordinaria e pervasiva che non averne una oggi potrebbe provocare a un individuo la sensazione di isolamento dal contesto sociale.<\/p>\n<p><strong>La mostra come medium\u00a0<\/strong><br \/>\nDa una parte, <em>Trance<\/em> esamina il fascino e l\u2019incanto di essere impegnati con la tecnologia, e dall\u2019altra, il lato oscuro dei suoi rapidi sviluppi. La transizione dalle immagini fotografiche agli schermi interattivi, cos\u00ec come l\u2019intricata relazione intima tra i due, segna uno dei cambiamenti pi\u00f9 significativi e destabilizzanti nel modo in cui gli esseri umani percepiscono la realt\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019onnipresente realt\u00e0 mediatica \u00e8 parente stretta dell\u2019arte contemporanea. Molti artisti disegnano non solo a partire dall\u2019informazione, dalla retorica e dall\u2019estetica che circola nei media, ma dai suoi meccanismi impliciti. Nel suo dinamismo, la sua spaziosit\u00e0 e la sua natura multidisciplinare, l\u2019arte contemporanea pu\u00f2 essere terreno fertile per speculazioni filosofiche sui media. Le questioni teoretiche di entrambe le tradizioni sono strettamente legate non solo al presente, ma anche allo studio del tempo: la sua flessibilit\u00e0 e fluidit\u00e0.<\/p>\n<p>Qui, una mostra d\u2019arte pu\u00f2 essere considerata un medium: una piattaforma che offre modi alternativi di interagire e trasmettere informazioni. Affrontato in questo modo, il format di una mostra potrebbe sembrare meccanicistico, un problema che riscontriamo quando definiamo i media. Spesso percepiti solo come macchine o strumenti \u2013 un computer, una televisione o una radio \u2013 i media possono e devono essere compresi in maniera pi\u00f9 ampia. La mostra come medium non \u00e8 un mero atto intellettuale: pone l\u2019enfasi su un ampio spettro di intelligenza emozionale e viscerale, cos\u00ec come il cervello non \u00e8 il solo centro di controllo del corpo umano.<\/p>\n<p>Questo tipo di pensiero filosofico sui media non si limita alle categorie, ma germoglia ai loro margini e al loro interno. Non rimane una ricerca individuale o un&#8217;espressione di s\u00e9, ma prospera ai confini, mettendo costantemente in discussione le aree di interesse e di preoccupazione prescelte e la funzione stessa del pensiero come atto intellettuale. \u00c8 un incrocio o uno zig-zag tra tradizioni, discipline e modalit\u00e0 di pensiero.<\/p>\n<p><strong>Il potenziale del glitch<\/strong><\/p>\n<p>Gli artisti in mostra assorbono, hackerano e riformattano i mezzi convenzionali di presentazione (audio)visiva. Propongono incontri idiosincratici tra corpi e tecnologie e utilizzano il glitch come strumento concettuale. \u00c8 una frattura nel tempo, un gesto che per sua natura richiede un momento di rimedio e riflessione. Non si tratta semplicemente di un&#8217;anomalia estetica a scatti, ma di un&#8217;opportunit\u00e0 per trarre vantaggio da un momento di interruzione.<\/p>\n<p>Il glitch enfatizza l&#8217;incompletezza. Si colloca all&#8217;interno e in mezzo al flusso di dati, addirittura interrompendolo, un errore tecnico o un malfunzionamento che non pu\u00f2 essere previsto. Per un tipico utente della tecnologia, un glitch provoca il mal di testa, ma pu\u00f2 anche essere affrontato come un&#8217;esperienza di differenza e un momento che pu\u00f2 produrre un nuovo tipo di pensiero. Il glitch costringe l&#8217;utente o lo spettatore a fermarsi e a ripensare alla situazione.<\/p>\n<p>In questa mostra, il glitch pu\u00f2 essere inteso come uno strumento che consente di uscire dalla trance tecnologica. Un mezzo per fare un passo indietro, affinare lo sguardo e considerare posizioni di osservazione alternative. \u00c8 un invito a sentire e a stare con l&#8217;arte e le immagini, a contemplare i loro potenziali significati e significanti, per quanto complessi, sconcertanti ed effimeri possano essere.<\/p>\n<p>Passando da ideali di modelli comportamentali collettivi a fantasmagorie, le opere d&#8217;arte presentate possono essere vissute come paralleli critici all&#8217;alimentazione quotidiana delle informazioni. Esse aprono possibilit\u00e0 di riflessione rivedendo il proprio rapporto con il guardare, con un ampio spettro di coinvolgimenti emotivi, viscerali e intellettuali.<\/p>\n<p><strong>Programmi aggiuntivi <\/strong><\/p>\n<p>Oltre alla <em>Trance<\/em>, Tallinn Photomonth presenta un <a href=\"https:\/\/www.fotokuu.ee\/en\/programme\/artists-film-programme\">programma di film d&#8217;autore<\/a> (curatori: Piibe Kolka e Genevieve Yue) che sar\u00e0 proiettato al cinema <a href=\"https:\/\/kinosoprus.ee\/en\">S\u00f5prus<\/a> il 16 e 17 novembre in collaborazione con il Tallinn Black Nights Film Festival (<a href=\"https:\/\/poff.ee\/en\/\">P\u00d6FF<\/a>) e il suo programma Expanded.<\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/fotokuu-2023-next-js.vercel.app\/en\/programme\/satellite-programme\">programma satellite<\/a> della biennale comprende mostre ed eventi in dieci luoghi diversi di Tallinn e Tartu. Sempre sui tram di Tallinn sar\u00e0 presentata un&#8217;<a href=\"https:\/\/www.fotokuu.ee\/en\/programme\/urban-space-installation\">installazione spaziale urbana<\/a> di Katerina Kouzmitcheva, fotografa bielorussa che lavora in Polonia, progetto vincitore del bando aperto della biennale.<\/p>\n<p>Tallinn Photomonth&#8217;s Trance \u00e8 accompagnata da un ampio <a href=\"https:\/\/www.kunstihoone.ee\/en\/programme\/\">programma pubblico<\/a>, che introduce e amplia i temi trattati nella mostra a diversi gruppi, dai bambini delle scuole agli anziani.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fotokuu.ee\/en\/programme\/trance\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.fotokuu.ee\/en\/programme\/trance<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel contesto di Trance, la mostra principale del Tallinn Photomonth \u201923, la trance fa riferimento a uno stato elevato di osservazione: quella al confine con la dipendenza e che \u00e8 spesso mediata da schermi. 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