{"id":64536,"date":"2023-02-22T14:00:00","date_gmt":"2023-02-22T13:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=64536"},"modified":"2023-02-21T16:59:48","modified_gmt":"2023-02-21T15:59:48","slug":"secession-a-spring-between-linguistics-and-video-art","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/secession-a-spring-between-linguistics-and-video-art\/","title":{"rendered":"Palazzo della Secessione, una primavera all\u2019insegna della linguistica e della videoarte"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">L\u2019arte di Christine Sun Kim \u00e8 fatta di ritmo ed energia dinamica. Disegni in formato piccolo e murales estesi, meme su internet, SMS nei luoghi pubblici, e striscioni trainati da aerei nel cielo hanno un impatto notevole e sembrano voler varcare i confini e i limiti dei media a cui appartengono. I suoi disegni sono grafici e minimalisti, e rientrano ampiamente in una di queste due categorie: una utilizza l\u2019estetica dell\u2019infografica, mentre l\u2019altra adotta il repertorio formale dei fumetti, in particolare le linee di velocit\u00e0 per trasmettere l\u2019idea di azione-reazione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Linguaggio, suono, corpo, identit\u00e0 e diaspora, traduzione, gerarchizzazione, principi di esclusione, e norme sociali: queste sono alcune delle preoccupazioni fondamentali a cui l\u2019artista si dedica nella sua produzione dalle molteplici forme. Attraverso molti dei suoi lavori condivide con il pubblico come ci si sente ad essere strutturalmente e sistematicamente esclusi dalla maggior parte della comunit\u00e0 degli udenti; ad essere sempre soggetti alle regole degli altri e a dover lottare per opportunit\u00e0 che sono normalmente accessibili agli udenti. L\u2019arte di Kim \u00e8 inequivocabilmente politica, poich\u00e9 improntata sulla richiesta di dare maggiore visibilit\u00e0 alle persone sorde e sensibilizzare sul tema dell\u2019accessibilit\u00e0 per i disabili pi\u00f9 in generale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Il linguaggio dei segni \u00e8 una tematica costante a livello formale ed estetico, cos\u00ec come a livello di contenuto.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Negli ultimi anni, un numero crescente di opere di Kim ha stabilito una connessione tra sistemi di notazione come quelli usati nella musica e nella danza e la rappresentazione grafica del linguaggio dei segni dell\u2019artista. Nelle sue opere e conferenze performative, l\u2019artista esplora con abilit\u00e0 le strutture fondamentali della lingua dei segni americana, celebrando la sua bellezza intrinseca e il suo ruolo dominante come parte dell\u2019identit\u00e0 Sorda.<\/p>\n<p>Oltre alle qualit\u00e0 estetiche dei modelli di comunicazione non acustici, anche i processi di traduzione in tutti i loro aspetti hanno un ruolo centrale nelle opere di Kim. La sua pratica abbraccia molteplici lingue, tracciando punti di convergenza e divergenza tra l\u2019LSA e l\u2019inglese e spesso occupandoli entrambi contemporaneamente. Lontana dall\u2019essere fissa e immutabile, la lingua, che sia parlata, dei segni, scritta o cantata, \u00e8 fluida e in continuo cambiamento.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Christine Sun Kim \u00e8 nata a Orange County, in California, nel 1980. Attualmente vive e lavora a Berlino.<\/p>\n<p>Programmato dal comitato del Palazzo della Secessione<\/p>\n<p>Curato da Bettina\u00a0Sp\u00f6rr<\/p>\n<p><b>Kresiah Mukwazhi:\u00a0<i>Kirawa<\/i><\/b><\/p>\n<p>Nella sua prima mostra personale in un\u2019istituzione austriaca, l\u2019artista dello Zimbabwe Kresiah Mukwazhi presenter\u00e0 una nuova raccolta di dipinti accompagnati da opere video. Il titolo della mostra, <i>Kirawa<\/i>, \u00e8 in lingua shona, la lingua madre, e descrive un luogo di resistenza sacra: \u201cIn questa raccolta, il mio obiettivo \u00e8 quello di creare momenti in un luogo immaginario sicuro, in cui ci dirigiamo per guarire, portare avanti battaglie e trovare risposte. Presento una societ\u00e0 disarmonica e malata perch\u00e9 le portatrici di vita in questo mondo vengono stuprate e subiscono violenze ogni giorno. Mi rivolgo ai responsabili. Quando finir\u00e0?\u201d.<\/p>\n<p>Formatasi come fotografa e artista visiva nello Zimbabwe e nel Sudafrica, Kresiah Mukwazhi lavora con diversi mezzi, tra cui collage a tecnica mista, scultura, performance e video. Le sue opere tessili dal tono vivace spesso vengono appese alle pareti o al soffitto. Mukwazhi assembla materiali come la tela, il raso o il petticoat, cucendoli e incollandoli assieme con ornamenti come le paiettes. Dipinte con acrilico e tinture per tessuti, delle figure femminili emergono dal suolo. Compiono gesti apparentemente volgari e osceni, alludendo alle indagini dell\u2019artista sulle ardue condizioni di vita e di lavoro delle donne all\u2019interno della societ\u00e0 patriarcale dello Zimbabwe. Spesso la loro ultima risorsa per mantenersi \u00e8 prostituirsi, esponendosi cos\u00ec a violenze e sfruttamento. Contro questo contesto precario e marginalizzato, l\u2019opera di Mukwazhi individua scrupolosamente delle forme di resistenza e auto emancipazione. Il supporto reciproco e l\u2019incoraggiamento, con l\u2019umorismo come arma e mezzo di resistenza, sono temi ricorrenti nell\u2019opera dell\u2019artista.<\/p>\n<p>Kresiah Mukwazhi \u00e8 nata ad Harare, nello Zimbabwe, nel 1992, e vive e lavora ad Harare, nello Zimbabwe, e a Colonia, in Germania.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La mostra di Kresiah\u00a0Mukwazhi \u00e8 una collaborazione con il Palazzo della Secessione e il Nottingham Contemporary, dove verr\u00e0 presentata dal 27 maggio al 3 settembre 2023.<\/p>\n<p>Programmato dal comitato del Palazzo della Secessione<br \/>\nCurato da Jeanette Pacher<\/p>\n<p><b>Jordan\u00a0Strafer:\u00a0<i>LOOPHOLE<\/i><\/b><\/p>\n<p>Il mezzo principale dell\u2019artista newyorkese Jordan Strafer \u00e8 il video. La sua opera in parte autobiografica, in parte immaginaria riflette la complessa natura dell\u2019identit\u00e0 razziale, del genere, della sessualit\u00e0, della classe e dell\u2019\u201damericanismo\u201d. Un aspetto chiave della sua pratica \u00e8 la coreografia allo stesso tempo ponderata e giocosa di emozioni apparentemente antagoniste: situazioni tragiche e comiche, intime e fattuali, familiari e non, repellenti e attraenti appaiono in un modo insolitamente fluido. Attingendo a storie vere, l\u2019artista rende visibile il fatto che le realt\u00e0 raramente sono dualistiche.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Nei suoi lavori pi\u00f9 recenti, l\u2019artista appare sempre meno come performer. Il trucco, la scenografia, e gli oggetti di scena hanno ruoli indipendenti accanto ai protagonisti. L\u2019uso ricorrente di dispositivi stilistici come bambole fatte in casa, maschere, face painting, rappresentazioni in miniatura, o manichini enfatizzano la natura artificiale della scena. Situazioni che spesso sembrano assurde riportano il focus dalla trama al nostro personale modo di vedere e, attraverso la loro forma chiaramente adattata alla rappresentazione e alienata, permettono di assumere una posizione critica verso una societ\u00e0 segnata da idee morali discutibili e ingiustizie.<\/p>\n<p>Per la mostra <i>LOOPHOLE <\/i>al Palazzo della Secessione, l\u2019artista ha prodotto un nuovo cortometraggio omonimo che tratta di una relazione sentimentale tra un avvocato difensore e un giurato nel corso di un processo per stupro reso noto a livello nazionale in Florida negli anni 90. Invece di limitarsi a ricostruire il processo, il film si incentra sulla relazione come potenziale scappatoia nel sistema giudiziario.<\/p>\n<p>Strafer riproduce la perdita di qualsiasi struttura e ordine e mette in luce l\u2019abuso di potere, l\u2019avidit\u00e0 e la corruzione alla base dell\u2019atto di violenza sessuale. Il film fa riferimento al genere del thriller erotico, che era popolare a quel tempo, e giustappone i sentimenti profondamente ambivalenti della paura e del desiderio.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Jordan Strafer \u00e8 nata a Miami nel 1990. Vive e lavora a New York.<\/p>\n<p>Una cooperazione tra il Palazzo della Secessione, a Vienna, la Index &#8211; The Swedish Contemporary Art Foundation, a Stoccolma e il KINDL \u2013 Centre for Contemporary Art, a Berlino.<\/p>\n<p>Programmato dal comitato del Palazzo della Secessione.<br \/>\nCurato da Christian L\u00fcbbert<\/p>\n<hr \/>\n<p><b><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><a href=\"https:\/\/secession.at\/\"><b>https:\/\/secession.at\/<\/b><\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019arte di Kim \u00e8 inequivocabilmente politica, poich\u00e9 improntata sulla richiesta di dare maggiore visibilit\u00e0 alle persone sorde e sensibilizzare sul tema dell\u2019accessibilit\u00e0 per i disabili pi\u00f9 in generale.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":64537,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[323,328],"tags":[358,71],"class_list":["post-64536","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-art","category-news-agenda","tag-contemporary-art","tag-video-art","agenda-2023-02"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Palazzo della Secessione, una primavera all\u2019insegna della linguistica e della videoarte &#8226; 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