{"id":63834,"date":"2022-05-25T10:00:18","date_gmt":"2022-05-25T09:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=63834"},"modified":"2022-05-24T09:24:56","modified_gmt":"2022-05-24T08:24:56","slug":"earthshrine-sensing-sacred-soils","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/earthshrine-sensing-sacred-soils\/","title":{"rendered":"EARTHSHRINE: Sensing Sacred Soils"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Mentre il verde chiaro e translucido della primavera lascia il passo alle sfumature pi\u00f9 profonde e corpose dell\u2019estate, una navetta spaziale si accinge ad atterrare, o decollare, dall\u2019ingresso in penombra adibito alla mostra nel museo MU. L\u2019ampio spazio in asfalto si trasforma in un <strong><em>EARTHSHRINE<\/em><\/strong>, un luogo sacro dedicato alla ricerca mito-ecologica sulla sfera sacra della terra e del suolo, alla creazione di storie, alle danze, allo scambio e alla contemplazione. Dal 13 maggio fino al 26 giugno, l\u2019artista e druido moderno Jasper Griepink presiede su un mondo futuristico fatato fatto di suolo fertile dove, oltre a visitare la mostra, sar\u00e0 possibile partecipare a rituali e performance durante due finesettimana speciali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-63837\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/JASPER-1.png\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/JASPER-1.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/JASPER-1-300x202.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Bisogna ammettere che abbiamo bisogno di relazioni pi\u00f9 gentili, che vadano oltre gli esseri umani. L\u2019attivit\u00e0 antropologica \u00e8 causa di inquinamento globale, esaurimento, riscaldamento, scioglimento ed estinzioni di massa; minaccia di porre fine a molta della vita sulla Terra, gli stessi esseri umani inclusi \u2013 eppure, continua a prevalere questa idea che la natura sia qualcosa di <em>scontato<\/em>, alla merc\u00e9 degli umani. \u00c8 molto difficile per loro pensarsi all\u2019infuori del centro. Come ha detto la filosofa contemporanea e teorica del femminismo Rosi Braidotti nel suo libro <em>The Posthuman<\/em>, dobbiamo iniziare a considerare la vitalit\u00e0 intelligente e capacit\u00e0 auto-organizzative come qualit\u00e0 presenti in tutte le specie viventi, in quanto sicuramente non sono sole prerogative degli esseri umani.<\/p>\n<p>Nello scritto <em>Sopravvivere su un pianeta infetto<\/em>, Donna Haraway descrive Terrapolis: un\u2019allegoria di umani, humus, suolo, infezioni rischiose continue, epidemie di guai promettenti, permacultura. Terrapolis non \u00e8 \u2018post-umana\u2019, bens\u00ec \u2018com-post\u2019. Riconoscendo la portata delle problematiche che ci aspettano \u2013 si calcola che la popolazione umana raggiunger\u00e0 gli 11 miliardi di persone entro il 2100 \u2013 lei suggerisce di \u2018fare famiglia, non bambini\u2019. Umani e non-umani sono strettamente legati l\u2019uno all\u2019altro e dobbiamo collaborare, in quanto specie affiliate, per salvare in una qualche maniera il salvabile, e vedere dove andremo a finire assieme.<\/p>\n<p>Questa nozione di reciprocit\u00e0, dove le specie umane e non umane mantengono relazioni mutualmente beneficiarie, \u00e8 anche esplorata nell\u2019opera della dottoressa Robin Wall Kimmerer, professoressa di biologia ambientale e membro della trib\u00f9 Potawatomi, ed \u00e8 stata la principale fonte di ispirazione nella ricerca di Griepink. Il suo libro <em>Braiding<\/em> <em>Sweetgrass: Indigenous Wisdom, Scientific Knowledge and the Teachings of Plants<\/em> tocca le corde di persone da tutto il mondo perch\u00e9, per citare un\u2019intervista a Kimmerer, \u201cla gente ricorda come sarebbe stato vivere in un qualche posto in cui ci si sente in compagnia con il mondo vivente, non estraniazione\u201d.<br \/>\nQuello che importa, secondo l\u2019artista, \u00e8 la creazione di nuove narrative in grado di modellare e sviluppare queste relazioni \u201coltre gli esseri umani\u201d. E caso vuole che Griepink abbia raccontato storie sin da quando era piccolo: creare mondi \u00e8 (nel)la sua natura. In giovent\u00f9 ha vagato per le Urkhovense Zeggen, le foreste paludose nei pressi di Eindhoven, per sentirsi connesso all\u2019ambiente e costruire nuovi mondi. Dal 2011 ha costruito un insieme di performance, rituali, canzoni, video e installazioni informate all\u2019appartenenza alla terra e a culture indigene, antica conoscenza, cure olistiche, ecologia queer e a storie di fantascienza. Mentre le antiche scienze olistiche del vivere assieme alla terra sono sopravvissute oltremare alla distruzione colonialista, le terre natie di Griepink sembravano invece prive della saggezza che conferiva centralit\u00e0 alla terra. Aperto alla conoscenza di numerose persone da tutto il pianeta, l\u2019artista ha scoperto l\u2019eredit\u00e0 dei druidi, che \u00e8 poi diventata il motivo centrale dietro al riaccendere in noi la consapevolezza di appartenere alla terra.<br \/>\nVivo nelle leggende pi\u00f9 che nella continuit\u00e0 storica, il fragile lascito dei druidi, coloro che consultavano i boschi in cerca di saggezza, rispecchia le tradizioni indigene esistenti in cui l\u2019orecchio \u00e8 armonizzato al pi\u00f9-che-umano per consiglio e comprensione. <em>EARTHSHRINE <\/em>propone di volgere nuovamente l\u2019orecchio verso la terra. Per aiutare questo processo, Griepink traveste i suoi messaggi nella forma di videoclip di musica pop, in cui appaiono come una sacerdotessa cantante, che ricorda una qualche druida sci-fi proveniente da un pianeta verde e brillante. Secondo l\u2019artista, \u00e8 necessaria una nuova comprensione (e abbigliamento) intersezionale per l\u2019eco-spirituait\u00e0, cos\u00ec che noi possiamo essere cullati a prendere parte nuovamente nei canti e raduni per la Terra.<\/p>\n<p>Per Griepink le sacerdotesse del mondo antico sono sempre state delle artiste che intrecciavano il movimento, la musica, l\u2019odore e lo spazio in esperienze e contenitori realistici di una comprensione culturale del mondo condivisa. La diva sicuramente oltrepassa la soglia in fibra di canapa e rami di salice di questo <em>EARTHSHRINE<\/em> contemporaneo. Ormai la figura del druido si \u00e8 evoluta in un essere della natura pi\u00f9 astratto e alieno color lavanda e blu che ricorda un elfo o un folletto, per rendere il volto della saggezza incentrata sulla terra ancora meno umana.<br \/>\nSecondo l\u2019artista, le storie multisensoriali impersonate hanno trasmesso il nostro senso di appartenenza alla comunit\u00e0 e alla terra per secoli. In modo simile, <em>EARTHSHRINE <\/em>trasmette diverse storie legate in un\u2019installazione spaziale multi-sensuale che include diverse opere. Piccoli pezzi di tradizioni e lasciti dell\u2019antica Europa in un nuovo mondo sci-fi sacro, un tempio al suolo che sfida l\u2019inserimento nel tempo lineare, in cui ogni dettaglio preciso, dai costumi ai rituali ai set video, paesaggi olfattivi e suoni, esprime l\u2019intero habitat.<\/p>\n<p>Una scultura della mostra, intitolata <em>Eden Spacecraft <\/em>(basata sull\u2019omonimo bozzetto del 2009) sembra essere in procinto di partire, o forse \u00e8 arrivata da poco, trasportando un ecosistema coltivato idilliaco. Una futura Arca, costruita specificatamente per le piante e la bellezza e forse per una misteriosa eco-divinit\u00e0 dello spazio.<\/p>\n<p>Nel nuovo video girato <em>DIRTY, <\/em>che sar\u00e0 mostrato per la prima volta al MU per questa mostra, due fate aliene, creature simili a fauni nude e sexy, si incontrano intorno a una roccia sacra, o dolmen, in un cerchio di terra. Non avendo familiarit\u00e0 con il terreno, le fate scoprono, in splendido isolamento, le sue qualit\u00e0 sensoriali e sensuali. Cantano e ballano di un tempo e di uno spazio \u201cprima che il terreno fosse sporco\u201d, quando ancora veneravano il Dio del Suolo. Il film esiste in un regno totalmente nuovo dell\u2019immaginazione dell\u2019artista dove la terra \u2013 la nostra pi\u00f9 grande maestra \u2013 contiene la saggezza e il potere a cui noi, come elfi alieni, possiamo connetterci.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-63836\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/JASPER-2.png\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/JASPER-2.png 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/JASPER-2-300x202.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Kimmerer una volta cit\u00f2 l\u2019ambientalista Aldo Leopold, che disse \u201cavere un\u2019educazione ecologica significa vivere da solo in un mondo di ferite\u201d. O, come la mette Haraway: \u201ca volte gli scienziati e chi pensa, legge, studia, fa attivismo e ci tiene, sa troppo e il tutto \u00e8 troppo pesante\u201d. Questo sentimento viene esplorato in una seconda opera video della mostra, <em>EARTH(hurt)<\/em>, che mostra la stessa creatura folcloristica, apparsa in <em>DIRTY, <\/em>adesso ricoperta dal terreno bagnato, accasciata e tremolante. Una colonna sonora agghiacciante rappresenta l\u2019eco-dolore, ossia la disperazione per la crisi climatica. La creatura, inspirando ed espirando a fondo, cerca di dire \u201cLa terra \u00e8 la nostra pi\u00f9 grande maestra\u201d. Anche se non li vediamo, Griepink suggerisce che anche altri esseri invisibili stanno passando un periodo buio, proprio come noi. La Terra stessa soffre.<\/p>\n<p>La mostra non fa riferimento soltanto al mondo esterno, bens\u00ec contiene anche un\u2019enorme quantit\u00e0 di suolo e terra al suo interno, con cui si potr\u00e0 interagire ed esplorare nel corso della stessa. In uno dei fine settimana speciali, durante un rito di gratitudine, verranno inoculate spore fungine nel suolo in una cerimonia con l\u2019eco-guerriera, accademica-attivista, artista della danza e scrittrice Victoria McKenzie che fonder\u00e0 la scienza e il sacro. I funghi, o le loro ife, scientificamente parlando, permeano il suolo creando relazioni simbiotiche con le piante e gli alberi presenti. Nel bestseller del 2021 <em>Finding the Mother Tree<\/em>, Suzanne Simard racconta della sua scoperta di come gli alberi comunicano e condividono risorse tra loro attraverso reti di ife \u2013 il micelio. Il suolo \u00e8 vivo, \u00e8 intelligente, senza dubbio. Potrebbe essere anche sacro?<\/p>\n<p>Il suolo ricorre spesso come materiale e tematica anche nella corrente Biennale di Venezia. Si pensi, ad esempio, al giardino pieno di rocce, canna da zucchero e kudzu, intitolato <em>To See the Earth Before the End of the World<\/em>, in cui l\u2019artista Precious Okoyomon lega in maniera indissolubile la natura alla colonizzazione e alla schiavit\u00f9. Oppure si pensi all\u2019installazione <em>Earthly Paradise <\/em>di Delcy Morelos, uno strato di terra alto pi\u00f9 di un metro che profuma di fieno e cacao, cannella e manioca. L\u2019opera si ispira alle cosmologie delle Ande e dell\u2019Amazzonia, dove la natura non \u00e8 mai inerte e gli umani sono creature della terra: \u201cMan mano che il suolo penetra e influenza il nostro corpo e i nostri sensi, il nostro divenire umano prende una nuova forma\u201d, secondo Morelos, \u201c[\u2026] continuiamo a diventare \u2018humus\u2019, come ricorda l\u2019etimologia latina della stessa parola \u2018umano\u2019.\u201d<\/p>\n<p>La terra e il suolo sono importanti per Griepink in modo simile: materializzano il nostro legame con l\u2019ambiente. I fauni in <em>DIRTY <\/em>usano tutti i loro sensi per relazionarsi con l\u2019ambiente circostante \u2013 accarezzano, assaggiano, leccano, annusano e finiscono per ricoprirsi di fango. Potrebbe far pensare alle performance incredibilmente fisiche in argilla di Alexandra Engelfriet, come Under Ground, l\u2019opera realizzata a Tilburg per la Lustwarande 2016. Questo avveniva un anno prima che Griepink installasse Grove 2.0 \u2013 Chapel of Wild Wisdom, una serra futuristica centro di un rito di gratitudine per la foresta, in occasione della Lustwarande 2017\u2013. In una registrazione video, l\u2019artista \u00e8 ripreso mentre accarezza, odora, benedice e bacia gli alberi e le piante. Un eco-sesso euforico, grato e politico.<\/p>\n<p>Al MU, EARTHSHRINE costituir\u00e0 un nucleo cosmico per ulteriori indagini mito-ecologiche; la realizzazione di nuove storie, canzoni, scambio e contemplazione. Come possiamo rincantare la terra, rianimare il suolo e invitare il sacro a tornare nella terra? Non c\u2019\u00e8 una risposta pronta a questa domanda nel MU, ma solo un invito a tornare alla terra.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"https:\/\/mu.nl\/en\/exhibitions\/earthshrine-sensing-sacred-soils\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/mu.nl\/en\/exhibitions\/earthshrine-sensing-sacred-soils<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 13 maggio fino al 26 giugno, l\u2019artista e druido moderno Jasper Griepink presiede su un mondo futuristico fatato fatto di suolo fertile dove, oltre a visitare la mostra, sar\u00e0 possibile partecipare a rituali e performance durante due finesettimana speciali.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":63835,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[323,328],"tags":[29,358,55,71],"class_list":["post-63834","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-art","category-news-agenda","tag-audiovideo","tag-contemporary-art","tag-live-media","tag-video-art","agenda-2022-05"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>EARTHSHRINE: Sensing Sacred Soils &#8226; 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