{"id":63397,"date":"2021-12-03T15:00:55","date_gmt":"2021-12-03T14:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/digicult.it\/?p=63397"},"modified":"2021-12-03T12:31:35","modified_gmt":"2021-12-03T11:31:35","slug":"node-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/art\/node-2021\/","title":{"rendered":"NODE 2021"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><span style=\"font-weight: 400;\">Paesaggi digitali iper-realistici e suggestioni primordiali, tecnologie obsolete spinte ai limiti delle proprie\u00a0 possibilit\u00e0 e multistrati sonori, ambient, elettroacustica, minimalismo, ordine e caos. Il <\/span><b>ritorno di NODE <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00e8 un piccolo ma variegato microcosmo sintetico, pensato come una summa di quanto\u00a0 costruito fin qui per celebrare la <\/span><b>decima edizione <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">di un festival che pu\u00f2 vivere solo di relazioni ed\u00a0 esperienze dal vivo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Gli elementi sonori che compongono il programma costituiscono una <\/span><b>moltitudine di linguaggi, codici e\u00a0 forme<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, tra graditi ritorni e prime apparizioni nella tipica <\/span><b>costellazione di spazi cittadini<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo il vernissage del 30 ottobre alla Chiesa di San Bartolomeo con <\/span><b>FujiIIIIIIIIIIIta <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">e <\/span><b>Amosph\u00e8re <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">e\u00a0 l&#8217;anteprima nazionale del progetto <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">100 <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">keyboards del sound artist giapponese <\/span><b>Asuna <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">gioved\u00ec 18 novembre\u00a0 nel Complesso San Paolo, si parte <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">marted\u00ec 7 dicembre <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">nella prestigiosa cornice del <\/span><b>Teatro Storchi <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">con il\u00a0 ritorno di <\/span><b>Ryoichi Kurokawa<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, che continua il <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">suo percorso a NODE dopo la mostra personale <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">al-jabr <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">nella\u00a0 precedente edizione del festival e le performance del 2010 e del 2014.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Kurokawa descrive i suoi lavori come sculture &#8220;time-based\u201d, ovvero un\u2019arte fondata sullo scorrimento\u00a0 temporale, dove suono e immagine si uniscono in modo indivisibile. Il suo linguaggio audiovisivo alterna\u00a0 complessit\u00e0 e semplicit\u00e0 combinandole in una sintesi affascinante. Sinfonie di suoni che, in combinazione\u00a0 con paesaggi digitali generati al computer, cambiano il modo in cui lo spettatore percepisce il reale. L\u2019artista presenta il suo ultimo progetto a\/v, intitolato <\/span><b><i>subassemblies <\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400;\">in cui immagini di edifici in rovina e\u00a0 spazi dismessi riconquistati dalla natura vengono renderizzati attraverso tecnologie 3d creando una realt\u00e0\u00a0 dinamica ibrida in costante equilibrio tra ordine e caos.\u00a0<\/span><\/p>\n<div style=\"width: 1200px;\" class=\"wp-video\"><video class=\"wp-video-shortcode\" id=\"video-63397-1\" width=\"1200\" height=\"675\" preload=\"metadata\" controls=\"controls\"><source type=\"video\/mp4\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021_Node_Promo_Official_V4-2_FullHD.mp4?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021_Node_Promo_Official_V4-2_FullHD.mp4\">https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021_Node_Promo_Official_V4-2_FullHD.mp4<\/a><\/video><\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Contrappunto perfetto per il set di Kurokawa sar\u00e0 lo scambio potente e liberatorio tra il musicista\u00a0 elettroacustico e teorico francese <\/span><b>Fran\u00e7ois J. Bonnet <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">(in arte <\/span><b>Kassel Jaeger<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">) e il compositore, produttore e\u00a0 fondatore dei Sunn O))) <\/span><b>Stephen O&#8217;Malley <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">con il loro progetto collaborativo nato da una commissione di\u00a0 ATONAL nel 2018 e virato sull\u2019elettroacustica e su sonorit\u00e0 ambient. Una vasta pianura glaciale che si\u00a0 dispiegher\u00e0 lentamente sul pubblico, evocando la calma prima della tempesta, senza mai escludere la\u00a0 tempesta stessa.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sempre al <\/span><b>Teatro Storchi<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">mercoled\u00ec 8 dicembre <\/span><b>Quayola <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">ritorna a NODE insieme a <\/span><b>SETA <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">per presentare\u00a0 <\/span><b><i>Transient &#8211; Impermanent Paintings<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, un duetto di pianoforti motorizzati e proiezioni video, che combina\u00a0 elementi umani e tecnologici mediante un sistema di algoritmi generativi non convenzionali. Pennellate iper realistiche ad altissima risoluzione si articolano, proiettate a grandi dimensioni, sulla superficie di una tela\u00a0 digitale, dove le corrispondenze tra segni e note delineano i contorni di paesaggi sinestetici e polifonici. Il progetto da un lato prosegue la ricerca di Quayola sulle tecniche artistiche tradizionali nel contesto della\u00a0 relazione uomo-macchina, distaccandosi per\u00f2 dai soggetti formali per focalizzarsi sulla sostanza\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">computazionale dell&#8217;algoritmo; dall&#8217;altro \u00e8 l&#8217;inizio di una nuova strada collaborativa di ricerca sonora e visiva\u00a0 tra Quayola e Andrea Santicchia aka SETA.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A seguire <\/span><b><i>kistvaen<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, la performance di <\/span><b>Roly Porter <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">ed <\/span><b>MFO<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Il termine celtico che d\u00e0 il nome al progetto\u00a0 richiama un particolare tipo di tombe ipogee diffuse in epoca pre-cristiana nella contea del Devon. Da questo rudimentale monumento funebre nasce una narrazione per suoni e immagini in cui i field\u00a0 recording, le strumentazioni folk e le elaborazioni digitali di Roly Porter intrecciano la scenografia di Marcel\u00a0 Weber, costruita su una combinazione di immagini cinematografiche con effetti scenici e disegni luce\u00a0 subliminali. Un contesto digitale sul quale si scontrano le suggestioni primordiali veicolate dalla voce di\u00a0 <\/span><b>Mary-Anne Roberts<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, interprete di canti rituali della tradizione funebre gallese.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Altro atteso ritorno \u00e8 quello di <\/span><b>Robert Henke<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, dopo essere stato il main act della serata conclusiva del\u00a0 festival al Teatro Storchi nel 2016. Il <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">9 dicembre <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">al <\/span><b>Cinema Astra <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">l\u2019ingegnere del suono e musicista tedesco\u00a0 presenter\u00e0 <\/span><b><i>CBM 8032 AV<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, una performance audiovisiva immersa in un affascinante verde monocromatico\u00a0 che spinge cinque Commodore CBM 8032 ai limiti delle proprie tecnologie tra variazioni di rumori e onde\u00a0 sinusoidali digitali.\u00a0<\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-63402\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/node1.png\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"918\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/node1.png 900w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/node1-294x300.png 294w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/node1-768x783.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><span style=\"font-weight: 400;\">Come dice l\u2019artista stesso: \u201cla tecnologia necessaria per realizzare ci\u00f2 che viene presentato al pubblico oggi\u00a0 era integralmente disponibile gi\u00e0 nel 1980, ma sono stati necessari quasi 40 anni per far s\u00ec che il bagaglio di\u00a0 immagini e suoni prodotti fino ad ora creasse il contesto culturale senza il quale l\u2019idea di questa performance non avrebbe mai preso vita\u201d.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Si chiude il <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">10 dicembre <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">nella <\/span><b>Chiesa di Ges\u00f9 Redentore <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">(e non pi\u00f9 nella Chiesa di San Bartolomeo come\u00a0 precedentemente comunicato) con <\/span><b><i>Dies Irae<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, una pi\u00e8ce per quartetto vocale femminile ed elettronica della\u00a0 compositrice svedese <\/span><b>Maria W Horn<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Dies Irae <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">trae la sua ispirazione da una composizione poetica in lingua latina risalente al XIII secolo ed attribuita a Tommaso da Celano. \u00c8 una visione del giorno del giudizio, fra\u00a0 salvezza divina e fiamme eterne che si apre con un coro e si conclude con un\u2019improvvisazione per calici\u00a0 armonizzati, voce ed elettronica.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019<\/span><b>immagine di NODE 2021 <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00e8 stata affidata all\u2019artista slovena <\/span><b>Natalia Trejbalova<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Centerpiece 3 (Greetings\u00a0 from Rachael) <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; questo il titolo &#8211; fa parte di una serie di sculture pensate per essere abitare gli ambienti di un\u00a0 futuro non precisato, in cui la vita organica cos\u00ec come la conosciamo ha ceduto il passo a forme ibride non\u00a0 catalogabili. Rappresentano dei piccoli mondi sintetici, nature morte fissate nel tempo, reliquie di un\u2019altra\u00a0 dimensione, destinate a essere contemplate per sempre nello stesso stato.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>NODE 2021 <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00e8 una produzione <\/span><b>Lemniscata e fuse* <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">realizzata grazie al contributo dell\u2019<\/span><b>Assessorato alla\u00a0 cultura del Comune di Modena<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, della <\/span><b>Regione Emilia-Romagna <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">e della <\/span><b>Fondazione di Modena<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/nodefestival.com\"><span style=\"font-weight: 400;\">nodefestival.com<\/span><\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paesaggi digitali iper-realistici e suggestioni primordiali, tecnologie obsolete spinte ai limiti delle proprie\u00a0 possibilit\u00e0 e multistrati sonori, ambient, elettroacustica, minimalismo, ordine e caos.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":63398,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[323,328],"tags":[29,358,64],"class_list":["post-63397","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-art","category-news-agenda","tag-audiovideo","tag-contemporary-art","tag-public-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>NODE 2021 &#8226; 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