{"id":62967,"date":"2021-09-07T10:30:08","date_gmt":"2021-09-07T09:30:08","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=62967"},"modified":"2021-09-07T10:30:08","modified_gmt":"2021-09-07T09:30:08","slug":"apre-choruses-drammaturgie-vocali-il-65-festival-della-biennale-musica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/sound\/apre-choruses-drammaturgie-vocali-il-65-festival-della-biennale-musica\/","title":{"rendered":"Apre &#8220;Choruses-Drammaturgie vocali&#8221;, il 65. Festival della Biennale Musica"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Il Festival della Biennale Musica si svolge in diversi luoghi storici di Venezia e tende a mettere in risalto la tradizione musicale veneziana collegandola alla attualit\u00e0 compositiva contemporanea.<\/p>\n<p>Si intitola <strong>Choruses<em> \u2013 Drammaturgie vocali<\/em><\/strong> il <strong>65. Festival Internazionale di Musica Contemporanea <\/strong>della<strong> Biennale di Venezia<\/strong>, che si svolger\u00e0 <strong>dal 17 al 26 settembre<\/strong> sotto la direzione della compositrice <strong>Lucia Ronchetti<\/strong>. Al centro dell\u2019attenzione \u201cil trattamento compositivo della voce, a partire dai lavori corali monumentali delle ultime decadi fino alle esplorazioni drammaturgiche della produzione vocale pi\u00f9 recente\u201d (L. Ronchetti).<\/p>\n<p><strong>Concerti<\/strong>, <strong>installazioni sonore<\/strong>, <strong>performance sperimentali, happening vocali, un&#8217;opera processionale e un lavoro di teatro musicale da camera, <\/strong>presenteranno i differenti aspetti della voce nella creativit\u00e0 contemporanea.<\/p>\n<p>Il festival presenta importanti ensemble corali veneziani, il Coro della Cappella Marciana e del Teatro La Fenice di Venezia, accanto ad alcuni tra i pi\u00f9 rappresentativi ensemble corali e vocali europei: il Theatre of Voices di Copenhagen, il SWR Vokalensemble e i Neue Vocalsolisten di Stoccarda, gli ensemble vocali Sequenza 9.3 e Accentus di Parigi, con la partecipazione l\u2019Orchestra del Teatro La Fenice e dal Parco della Musica Contemporanea Ensemble.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-62976\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Al <strong>Centro di Informatica Musicale e Multimediale della Biennale di Venezia <\/strong>(CIMM) \u00e8 affidata la cura della diffusione e spazializzazione delle parti elettroniche presenti in alcuni dei lavori.<\/p>\n<p>Saranno presenti nel festival <strong>compositori<\/strong> di differenti generazioni che hanno realizzato importanti lavori vocali e corali a cappella, vocalists e performers di differenti tradizioni musicali, sound artists che integrano la voce nei loro progetti sonori. I giovani compositori e performers selezionati da <strong>Biennale College<\/strong> comporranno dei nuovi lavori nelle diverse forme compositive presenti nel festival.<\/p>\n<p>Gli <strong>incontri<\/strong>, le <strong>conferenze<\/strong> e le <strong>Lezioni di Musica<\/strong> in collaborazione con <strong>Rai Radio Tre<\/strong> hanno la funzione di evidenziare il rapporto tra la tradizione musicale vocale veneziana e la contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p><strong><em>Choruses<\/em><\/strong> \u00e8 un festival diffuso che invita a una sorta di \u201cpellegrinaggio dell\u2019ascoltatore\u201d attraverso luoghi e teatri storici &#8211; dall\u2019Arsenale (Tese, Sale d\u2019Armi, Piccolo Arsenale) alla Basilica di San Marco al Teatro La Fenice al Malibran, dal Conservatorio B. Marcello fino al Teatro Parco Bissuola a Mestre.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Comporre per l&#8217;insieme delle voci<\/strong><\/p>\n<p><strong>Kaija Saariaho, Hans Abrahamsen, George Lewis, David Lang, Luca Francesconi; <\/strong><strong>Sivan <\/strong><strong>Eldar, Sergej Newski, Samir Odeh-Tamimi, Francesco Filidei, Jennifer Walshe<\/strong>; <strong>George Aperghis, <\/strong><strong>Arvo P\u00e4rt, Sylvano Bussotti, Morton Feldman; <\/strong>compositori di diverse generazioni che concepiscono la scrittura vocale come uno strumento di sperimentazione e innovazione per la contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p>La musica vocale di <strong>Kaija Saariaho<\/strong>, <strong>Leone d\u2019oro alla carriera <\/strong>di questa edizione del Festival, \u00e8 basata su testi di autori importanti di diverse epoche che trattano temi universali quali la solitudine del viaggio, la distanza, la morte. I testi sono analizzati dalla compositrice quali materiali sonori e come indicazioni e suggestioni di ascolto. A lei il Festival dedica una ritratto in quattro opere: la prima assoluta di <strong><em>Reconnaissance<\/em><\/strong>, interpretato dall\u2019ensemble <strong>Accentus<\/strong>, protagonista anche della prima esecuzione italiana di <strong><em>Tag des Jahrs<\/em><\/strong>; la prima europea di <strong><em>Only the Sound Remains<\/em><\/strong>, nel nuovo allestimento di Aleksi Barri\u00e8re e con l\u2019interpretazione del <strong>Theatre of Voices<\/strong> di <strong>Paul Hillier<\/strong>; l\u2019esecuzione, infine, di<strong><em> Notes on Light<\/em><\/strong> per violoncello e orchestra, che inaugura il Festival al <strong>Teatro La Fenice<\/strong> con l\u2019Orchestra stessa diretta da <strong>Ernest Martinez-Izquierdo<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-62977\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>La versione per orchestra di<em> <strong>Children\u2019s Corner<\/strong><\/em> di Claude Debussy composta del compositore danese <strong>Hans Abrahamsen<\/strong>, programmato nel concerto inaugurale, mette in evidenza il rapporto fondamentale tra i compositori della seconda generazione spettrale e la ricerca timbrica operata da Debussy.<\/p>\n<p>Stessa classe, 1952, anche per<strong> George Lewis<\/strong>, riconosciuto protagonista dello sperimentalismo della diaspora africana, artista multimediale, professore di composizione alla Columbia University e attualmente artista in residenza presso il Wissenschaftskolleg zu Berlin. Il suo nuovo lavoro, commissionato dalla Biennale, riguarda Anthony Wilhelm Amo, fra i primi filosofi di origine africana ad avere influenza in Europa. Il nuovo brano per voci ed elettronica verr\u00e0 eseguito in prima assoluta dai <strong>Neue Vocalsolisten<\/strong>, destinatari del <strong>Leone d\u2019argento<\/strong>.<\/p>\n<p>Di <strong>David Lang<\/strong>, protagonista del post-minimalismo americano e fondatore di Bang On A Can, verr\u00e0 invece eseguito <strong><em>The Little Match Girl Passion<\/em><\/strong>, brano premiato nel 2008 con il Pulitzer per la musica e interpretato dal <strong>Theatre of Voices <\/strong>di<strong> Paul Hillier<\/strong>, che lo ha registrato per l\u2019etichetta Harmonia Mundi vincendo nel 2010 un Grammy Award.<\/p>\n<p><strong>Luca Francesconi<\/strong> sar\u00e0 presente alla Biennale Musica 2021 con <strong><em>Herzst\u00fcck<\/em><\/strong>, un lavoro per ensemble vocale composto per i Neue Vocalsolisten, su testo di Heiner M\u00fcller, autore dal quale \u00e8 stato tratto il libretto della sua opera Quartett, una delle produzioni operistiche contemporanee di pi\u00f9 grande successo, che vanta innumerevoli riprese e nuove produzioni in tutto il mondo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Alla generazione degli anni \u201970 e \u201980 appartengono <strong>Sivan <\/strong><strong>Eldar, Sergej Newski, Samir Odeh-Tamimi<\/strong>, <strong>Francesco Filidei<\/strong> che al festival presenteranno rispettivamente tre prime assolute e una prima italiana.<\/p>\n<p>La compositrice <strong>Sivan Eldar<\/strong>, con studi tra Israele e Stati Uniti, dove si \u00e8 laureata a Berkeley con Frank Bedrossian, Edmund Campion, oggi risiede a Parigi e dal 2019 \u00e8 in residenza all\u2019Orchestra Nazionale Montpellier (Op\u00e9ra Com\u00e9die). Sivan Eldar rilegge il mito in <strong><em>After Arethusa<\/em><\/strong>, avvalendosi della scrittura di <strong>Cordelia Lynn<\/strong>, autrice di teatro e librettista con cui ha collaborato pi\u00f9 volte (insieme debutteranno all\u2019Op\u00e9ra de Lille nella stagione 2021-22).<\/p>\n<p>Nato a Mosca nel 1972, <strong>Sergej Newski<\/strong> si forma in Germania, con J\u00f6rg Herchet a Dresda e con Friedrich Goldmann a Berlino, dove ancora oggi risiede. A Newski i Neue Vocalsolisten hanno commissionato un nuovo brano, <strong><em>Die Einfachen<\/em><\/strong>, ispirato al reportage della storica Irina Roldugina su &#8220;I semplici&#8221;, il nome del movimento gay della Leningrado degli anni 20. Presente sulla scena europea al pari di Newski, e come lui residente a Berlino, l\u2019israelo-palestinese <strong>Samir Odeh-Tamimi<\/strong> \u00e8 nato a Jaljuliya, citt\u00e0 araba in Israele nel 1970: interprete della musica tradizionale araba, studia poi musicologia e composizione a Kiel e Brema. A Venezia presenta il brano <strong><em>Timna<\/em><\/strong>. Fra i compositori pi\u00f9 riconosciuti della sua generazione, <strong>Francesco Filidei<\/strong> presenter\u00e0 in prima assoluta <strong><em>Tutto in una volta<\/em><\/strong><em>, <\/em>titolo tratto da una poesia di Nanni Balestrini.<\/p>\n\n<p>Fra le personalit\u00e0 artistiche pi\u00f9 rilevanti del panorama musicale contemporaneo, <strong>Georges Aperghis<\/strong> \u00e8 stato attratto dalla ripetitivit\u00e0 ossessiva di <strong>Adolf W\u00f6lfli<\/strong>. <strong><em>W\u00f6lfli-Kantata<\/em><\/strong>, in prima per l\u2019Italia, sembra riflettere la fitta trama dell\u2019artista svizzero, considerato maestro dell\u2019Art Brut. Il lavoro monumentale per ensemble vocale e coro composto a 36 parti reali verr\u00e0 eseguito dai Neue Vocalsolisten uniti al coro SWR Vokalensemble.<\/p>\n<p>Di <strong>Arvo P\u00e4rt<\/strong> verr\u00e0 eseguito lo <strong><em>Stabat Mater<\/em><\/strong> nella versione originale del 1985 per trio di voci e archi. Un canto liturgico il cui testo per il compositore estone \u201cci presenta l\u2019esistenza simultanea di dolore incommensurabile di questo evento e di potenziale consolazione\u201d. Condivide un destino comune con P\u00e4rt <strong>Valentin Silvestrov<\/strong>, che qui torna \u201calla sorgente della musica\u201d come nei <strong><em>Liturgical Chants<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Pittore, regista, scenografo, artista, <strong>Sylvano Bussotti<\/strong> \u00e8 alla Biennale con <strong><em>Per 24 voci adulte o bianche<\/em><\/strong>, una sorta di happening vocale che vanta una versione teatrale del Living Theatre (nel 1967 a Bordeaux). Parte del ciclo <strong><em>Cinque<\/em><\/strong> <strong><em>frammenti all\u2019Italia<\/em><\/strong>, in cui Bussotti \u201cscompone testi di Rilke, Adorno, Braibanti, Michelangelo, D&#8217;Annunzio, Baudelaire, Jacopone da Todi \u2026 oscillando tra libert\u00e0 sconfinata e rigoroso attaccamento a un metodo\u201d.<\/p>\n<p><strong><em>Rothko Chapel<\/em><\/strong> di <strong>Morton Feldman<\/strong>, come molti lavori del compositore statunitense, si ispira alle grandi tele dell\u2019espressionismo astratto americano, in questo caso l\u2019edifico ottagonale della Rothko Chapel. &#8220;Il linguaggio di Rothko arriva fino al bordo delle sue tele e io volevo ottenere lo stesso effetto con la mia musica, che avrebbe dovuto permeare l&#8217;intera stanza ottagonale e non essere ascoltata in un punto definito&#8221;.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Progetto compositivo per la Basilica di San Marco e la Cappella Marciana<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 nell\u2019acustica perfetta della Cappella Marciana della Basilica di San Marco che trova spazio <strong><em>Il viaggio della voce<\/em><\/strong><em>, <\/em>composizione <em>site specific<\/em> per voci registrate commissionata dalla Biennale a <strong>Christina Kubisch<\/strong>, pioniera della sound art tedesca, gi\u00e0 professore presso la Hochschule der Bildenden K\u00fcnste di Saarbr\u00fccken, dove ha fondato il primo dipartimento tedesco di arte audio-visiva. Induzione elettromagnetica, raggi ultravioletti, energia solare, Kubitch \u00e8 un\u2019artista interessata a un ascolto spaziale fuori dai luoghi deputati che impongono la frontalit\u00e0 dell\u2019esecuzione. I suoi lavori sono frutto di studi approfonditi della specificit\u00e0 del luogo prescelto. Cos\u00ec anche la Cappella Marciana diventa oggetto delle sue ricerche.<\/p>\n<p>Colpita dalla Venezia rinascimentale e barocca verso cui convergono musicisti da tutta Europa Christina Kubisch si chiede: \u201cChe cosa succederebbe se quei viaggi si ripetessero con le possibilit\u00e0 di oggi? Se le voci rinascimentali dei compositori di San Marco tornassero al loro paese d\u2019origine ma in un mondo contemporaneo?\u201d. Da qui ha inizio <em>Il viaggio della voce<\/em>, dalle voci registrate dei cantori di San Marco, portate come proprio \u201cbagaglio\u201d da Christina Kubisch in giro per l\u2019Europa a dialogare con altri spazi: \u201ccon chiese, chiostri (ma forse anche uffici moderni), dove i suoni pre-registrati vengono diffusi e registrati di nuovo\u2026 dando vita a \u201cuna nuova polifonia astratta\u201d. \u201cI viaggi della voce quindi non si creano al computer con un programma digitale \u2013 scrive la Kubisch &#8211; ma, anche se certi procedimenti elettronici saranno necessari, si tratta del procedimento di un momento nel corso del tempo. Ci vuole molto tempo. Viaggi lenti e lunghi e non troppi. Poi tutto questo materiale torna a Venezia a San Marco per essere diffuso, alternato in una serata con il canto &#8220;reale&#8221; del coro del maestro Gemmani\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-62978\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale12.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale12.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale12-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p><strong><em>Moving still \u2013 processional crossings<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Commissionata dalla Biennale, l\u2019opera processionale intitolata <strong><em>Moving still \u2013 processional crossings<\/em><\/strong> \u00e8 ideata da <strong>Marta Gentilucci<\/strong> &#8211; compositrice italiana con formazione internazionale, dottore in composizione a Harvard e compositrice in residenza di ricerca all\u2019Ircam di Parigi &#8211; in collaborazione con quattro poetesse contemporanee autrici dei testi inediti. Sono <strong>Elisa Biagini, Ir\u00e8ne Gayraud, Shara McCallum e Evie Shockley<\/strong>, provenienti da lingue, culture, estetiche diverse ma accomunate dal \u201clavoro sull\u2019oralit\u00e0, sull\u2019importanza della trasmissione sonora del testo\u201d (M. Gentilucci).<\/p>\n<p>L\u2019opera si svolger\u00e0 lungo un percorso in quattro stazioni che parte nel tardo pomeriggio dell\u2019Arsenale per concludersi all\u2019interno del Teatro alle Tese. Una riflessione sull\u2019andare e lo spostarsi di un gruppo di persone in tutte le sue varianti &#8211; dall\u2019atto religioso al corteo di protesta alla migrazione, \u201csul dovere o potere andare altrove\u201d.<\/p>\n<p>Concepita per ensemble vocale misto e quattro voci recitanti, l\u2019opera vedr\u00e0 protagoniste le dodici voci dell\u2019ensemble <strong>Sequenza 9.3<\/strong> di Parigi cui si uniranno altrettante <strong>voci dalle classi di canto del<\/strong> <strong>Conservatorio di Venezia<\/strong>, tutte sotto la guida di <strong>Catherine Simonpietri<\/strong>. Firma la regia <strong>Antonello Pocetti<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Solo Voice<\/strong><\/p>\n<p>Compositrice, performer, vocalist, <strong>Jennifer Walshe<\/strong> a Venezia sar\u00e0 protagonista di un assolo per voce, video ed elettronica: <strong><em>Is It Cool To Try Hard Now?<\/em><\/strong> Se la sua musica ha ricevuto tanti riconoscimenti &#8211; Kranichsteiner Musikpreis ai Ferienkurse f\u00fcr Neue Musik di Darmstadt, Foundation for Contemporary Arts di New York, BASCA British Composer Award for Innovation \u2013 Jennifer Walshe \u00e8 famosa anche per progetti multimediali &#8211; composizioni, installazioni, partiture grafiche, film, fotografie, sculture &#8211; presentati in musei e gallerie di New York, Houston, San Francisco, Tel Aviv e in Europa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-62979\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale3.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale3.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale3-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Canta in nove lingue mescolando stili e repertori <strong>Elina Duni<\/strong>, cantante e compositrice jazz emigrata a dieci anni in Svizzera dall\u2019Albania e considerata \u201cfra le voci pi\u00f9 intense della nuova scena musicale europea\u201d. Cos\u00ec <strong><em>Partir<\/em><\/strong>, il concerto solista che vede Elina Duni protagonista alla Biennale, affronta temi universali come la partenza, l\u2019esilio, l\u2019abbandono attingendo al repertorio tradizionale balcanico, yiddish, armeno e del meridione italiano, sviluppando \u201cla sua personale ricerca espressiva grazie alla fusione delle melodie della tradizione con sonorita\u0300 jazz e dipingendo un quadro sonoro nel quale si intersecano storie musicali diverse\u201d.<\/p>\n<p>Compositrice e vocalist di origine svizzera e ghanese, <strong>Joy Frempong<\/strong> presenta un progetto che esplora i diversi mondi performativi dello <em>spoken-word<\/em>: un assolo per voce, <em>loop machines<\/em>, tastiere, campionamenti ed elementi narrativi. Parte dei suoni e delle storie verrano campionate a Venezia, una citt\u00e0 da cui Frempong \u00e8 stata fortemente attratta e che ha visitato molte volte dopo il suo primo viaggio alla Biennale d&#8217;Arte all&#8217;et\u00e0 di 17 anni.<\/p>\n<p>Sound artist, multi strumentista, producer,<strong> Zuli<\/strong>, ovvero Ahmed El Ghazoly, opera nella scena alternativa <em>clubbing<\/em> del Cairo e in quella elettronica con il Kairo Ist Koming (KIK). A livello internazionale vanta collaborazioni con Aphex Twin, Autechre, Ben Ufo, Bradley Zero e Richie Hawtin. A Venezia propone un set che intesse voce umana e nuove tecnologie, esplorando la capacit\u00e0 di questo affascinante strumento umano di \u201cesprimere idee musicali attraverso metodi diversi come il campionamento e la correzione del tono (tramite Autotune, Melodyne e vari software)\u201d.<\/p>\n<p><strong> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-62983\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale9.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale9.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale9-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-62984\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale10.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale10.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale10-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>Biennale College<\/strong><\/p>\n<p>In sintonia con il tema del Festival, <strong>Biennale College<\/strong> affronta quest\u2019anno \u201cle potenzialit\u00e0 drammaturgiche della voce, promuovendo <strong>nuove opere musicali a cappella, installazioni sonore e performance <em>site specific<\/em><\/strong> sempre dedicate alla voce e dislocate in diversi luoghi della citt\u00e0 di Venezia\u201d (L. Ronchetti).<\/p>\n<p>I programmi di seminari teorico-pratici che coinvolgono i giovani artisti selezionati, articolati in diverse sessioni tra aprile e settembre e guidati da una squadra di tutor (<strong>Samir Odeh-Tamimi<\/strong>, <strong>Jennifer Walshe<\/strong>, <strong>Andreas Fischer, Guido Barbieri,<\/strong> <strong>Thierry Coduys<\/strong>, <strong>Guglielmo Bottin<\/strong>, <strong>Roberto Benozzo, Catherine Simonpietri)<\/strong> si concluderanno con la presentazione di <strong>sei opere originali<\/strong> e l\u2019<strong>esecuzione di importanti pagine di musica vocale contemporanea<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-62980\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale5.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale5.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale5-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Dalle <strong>154 <\/strong>partecipazioni da<strong> 26 Paesi<\/strong> diversi, sono stati selezionati 4 compositori, 3 performer, 1 ensemble vocale. Sono i compositori <strong>Maria Vincenza Cabizza<\/strong>, <strong>Manuel Hidalgo Navas<\/strong> che presenteranno due brani originali per ensemble vocale; i compositori <strong>Jack Sheen<\/strong> e <strong>Chonglian Yu<\/strong>, che saranno autori di due installazioni sonore <em>site specific<\/em> utilizzando anche materiali vocali pre-registrati; i performer <strong>Daniele Carcassi<\/strong>, <strong>Xu Tong<\/strong> <strong>Lee<\/strong>, e <strong>Agita Reke<\/strong>, che presenteranno performance sperimentali operanti sulla voce pre-registrata; infine l\u2019ensemble vocale <strong>Evo<\/strong>, costituito da <strong>Veronica Bartolomei, Eleonora Braconi, Alessandro Cavazzani, Cinzia D&#8217;Anella, Ervin Dos Santos, Emanuele Gizzi<\/strong> saranno interpreti per il Festival di alcune pagine fondamentali della letteratura vocale contemporanea.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-62981\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale6.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale6.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale6-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-62982\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale7.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale7.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale7-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>La parte elettronica sar\u00e0 prodotta nella sede del <strong>Centro di Informatica Musicale e Multimediale<\/strong> della Biennale di Venezia (CIMM), che metter\u00e0 a disposizione hardware e software necessari sotto la guida dell\u2019ingegnere del suono Thierry Coduy.<\/p>\n<p>In collaborazione con <strong>Rai Radio 3<\/strong> cinque <strong>audio-documentari<\/strong> verranno realizzati da Giovanna Natalini per la trasmissione <strong><em>Tre soldi<\/em><\/strong>: un diario di bordo del laboratorio compositivo e performativo dei giovani artisti di Biennale College, dall\u2019ideazione alla realizzazione dei loro progetti originali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-62985\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale11.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale11.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Biennale11-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p><strong>Lezioni di musica <\/strong><\/p>\n<p>Un Festival dedicato alla coralit\u00e0 nella citt\u00e0 che \u00e8 stata officina del contrappunto vocale si confronta con questo antico passato attraverso <strong>quattro lezioni di musica dal vivo<\/strong>. In collaborazione con <strong>Rai Radio 3<\/strong> e con la cura di Paola Damiani, il compositore, musicologo e pianista Giovanni Bietti condurr\u00e0 dalla Sala delle Colonne di Ca\u2019 Giustinian, sede della Biennale, quattro lezioni sulla polifonia vocale veneziana: dai <em>Salmi<\/em> di Adrien Willaert al <em>Magnificat<\/em> di Antonio Vivaldi, \u201cper mostrare all\u2019ascoltatore la modernita\u0300 stupefacente di questa musica, che continua a essere fonte d\u2019ispirazione per molte composizioni d\u2019oggi\u201d (G. Bietti).<\/p>\n<hr \/>\n<p>Tutte le informazioni sulle attivit\u00e0 2021 del Settore Musica sono disponibili sul sito della Biennale di Venezia <a href=\"http:\/\/www.labiennale.org\">www.labiennale.org<\/a>.\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Choruses \u2013 Drammaturgie vocali \u00e8 il titolo del 65. 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