{"id":57522,"date":"2020-02-10T16:05:14","date_gmt":"2020-02-10T15:05:14","guid":{"rendered":"http:\/\/digicult.it\/?p=57522"},"modified":"2020-02-10T16:05:14","modified_gmt":"2020-02-10T15:05:14","slug":"sonya-rapoport-biorhythm-a-21st-century-portrait","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/art\/sonya-rapoport-biorhythm-a-21st-century-portrait\/","title":{"rendered":"&#8221;Sonya Rapoport: bioritmo&#8221;, un ritratto del 21\u00b0 secolo"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Tra le prime donne a conseguire un master in pittura alla UC Berkeley nel 1949, <strong>Sonya Rapoport<\/strong> (nata nel 1923 a Brookline, MA; morta nel 2015 a Berkeley, CA) \u00e8 sempre stata un passo avanti rispetto ai suoi tempi. La mostra <em>Sonya Rapoport: biorhythm <\/em>traccia il passaggio di Sonya Rapoport da pittrice modernista ad artista concettuale all\u2019avanguardia, fornendo uno sguardo approfondito sulla produzione dell&#8217;artista dal 1974 al 1983, un decennio cruciale che ha segnato un importante cambiamento nel suo lavoro dalla pittura astratta all&#8217;incorporazione delle tecnologie informatiche emergenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-57525 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Sonya1.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Sonya1.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Sonya1-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Prima mostra personale dell&#8217;artista dalla sua scomparsa nel 2015, <strong><em>Sonya Rapoport: biorhythm<\/em><\/strong> mette in luce il crescente fascino di Rapoport per gli elementi formali e concettuali dei personal data raccolti e analizzati al computer. Dalla pittura su larga scala nella collezione permanente del Museo, <strong><em>Beginning<\/em> <\/strong>(1974), ai disegni dei diagrammi geologici e i lavori su carta per computer ad alimentazione continua presi in prestito dal Sonya Rapoport Legacy Trust.\u00a0<em>Sonya Rapoport: biorhythm<\/em> riunisce anche collage, libri dell\u2019artista, documentazione ed ephemera dell&#8217;omonima performance in pi\u00f9 parti di Rapoport, <strong><em>Biorhythm<\/em> <\/strong>(1980-84), che esplorava l&#8217;interazione partecipativa con i computer.<\/p>\n<p>La prolifica carriera di Rapoport \u00e8 stata alimentata da una fascinazione per i collegamenti tra i sistemi codificati e l\u2019io, particolarmente avanti rispetto ai tempi, che ha esplorato nei suoi primi lavori attraverso astrazioni simboliche di cui si \u00e8 appropriata da discipline come la chimica, la botanica e la biologia. Il suo interesse per i computer \u00e8 nato a met\u00e0 degli anni Settanta, quando ha scoperto le stampe dei computer scartate nel Dipartimento di Matematica dell&#8217;Universit\u00e0 di Berkeley e ha iniziato a incorporarle nel suo lavoro.<\/p>\n<p>Rimasta affascinata, nel 1977 ha seguito un corso di programmazione che le ha permesso di analizzare i dettagli raccolti nelle sue immediate vicinanze, come la disposizione degli oggetti sul suo com\u00f2 o la sua collezione di scarpe. L&#8217;incorporazione di dati personali in disegni simili a grafici &#8211; cos\u00ec come le informazioni raccolte attraverso la collaborazione con gli scienziati del Lawrence Berkeley Laboratory, o con l&#8217;antropologa Dorothy Washburn &#8211; ha segnato una svolta nella carriera di Rapoport. Una selezione di questi disegni della fine degli anni Settanta evidenzia come le sue mappature visive si siano allontanate dalle rappresentazioni astratte per riflettere questioni pi\u00f9 personali, politiche e sociali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-57526 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Sonya2.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Sonya2.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Sonya2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Negli anni Ottanta, l&#8217;artista ha iniziato a tracciare i dati personali in trame e collage attraverso performance interattive assistite dal computer, un&#8217;altra strategia innovativa che \u00e8 diventata cruciale per l&#8217;evoluzione della net art nei decenni successivi. L&#8217;opera pluriennale <strong><em>Biorhythm<\/em> <\/strong>(1980-84) si basava sulla raccolta e l&#8217;analisi di dati personali attraverso self-assessment e il calcolo tecnologico. Utilizzando i computer &#8220;bioritmo&#8221;, allora molto diffusi, per misurare gli stati emotivi, fisici e intellettuali degli utenti e confrontando i dati con i conti personali, Rapoport ha tracciato la correlazione tra la valutazione calcolata e quella personale.<\/p>\n<p>La terza fase del progetto, percettivamente intitolata <em><strong>The Computer Says I Feel&#8230;<\/strong> <\/em>(1984) ha utilizzato questi per alimentare un futuro immaginato in cui gli individui consultano i computer per valutare i loro sentimenti. L&#8217;anticipazione critica ma giocosa di Rapoport sull&#8217;intreccio tra dati personali e computer negli anni &#8217;80 non poteva essere pi\u00f9 azzeccata. Oggi, una miriade di applicazioni digitali forniscono previsioni del tempo basate sull&#8217;esatta posizione, oroscopi individuali quotidiani e infiniti contenuti personalizzati spinti attraverso computer e smartphone. Confrontando i bioritmi generati dal computer con l&#8217;analisi psicologica, Rapoport ha messo in discussione l&#8217;impulso che la teorica culturale Jeanne Randolph ha descritto con questo giro di parole: il nostro presupposto principale sulla tecnologia \u00e8 che funzioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-57527 aligncenter\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Sonya3.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Sonya3.jpg 759w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Sonya3-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/p>\n<p>Uno spazio di partecipazione all&#8217;interno della mostra &#8211; organizzata da Kathryn Wade, assistente curatrice &#8211; offre agli spettatori l&#8217;opportunit\u00e0 di sperimentare la metodologia profetica di Rapoport per caratterizzarsi attraverso una serie di calcoli tecnologici. Le risposte individuali di un breve self-assessment generano una raccolta di punti di dati che ogni partecipante pu\u00f2 illustrare attraverso stencil di visualizzazioni astratte di dati. Descritto dall&#8217;artista come un tentativo di &#8220;quantificare l&#8217;informazione qualitativa&#8221;, i visitatori creano alla fine un autoritratto del XXI secolo ispirato all&#8217;opera<strong> <em>A 20th century Portrait<\/em><\/strong> (1982), generata al computer, simile a un grafico.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"https:\/\/sjmusart.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">sjmusart.org<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra Sonya Rapoport: biorhythm traccia il passaggio di Sonya Rapoport da pittrice modernista ad artista concettuale all\u2019avanguardia, fornendo uno sguardo approfondito sulla produzione dell&#8217;artista dal 1974 al 1983, un decennio cruciale che ha segnato un importante cambiamento nel suo lavoro dalla pittura astratta all&#8217;incorporazione delle tecnologie informatiche emergenti.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":57524,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[323,328],"tags":[31,358,35],"class_list":["post-57522","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-art","category-news-agenda","tag-bio-art","tag-contemporary-art","tag-data-visualization","agenda-2020-02"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>&quot;Sonya Rapoport: bioritmo&quot;, un ritratto del 21\u00b0 secolo &#8226; 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